Deltametrina: Guida 2026 a Usi, Dosi e Modalità d’Azione

Pubblicato il 30 Settembre 2022

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Da Francesco Di Noia

La deltametrina è uno degli insetticidi piretroidi di sintesi più diffusi in agricoltura, apprezzato per l’ampio spettro d’azione, il basso costo e la rapida azione abbattente per contatto e ingestione. Appartiene al gruppo IRAC 3A (modulatori dei canali del sodio) e trova impiego su numerose colture, dall’olivo alla vite, dai fruttiferi alle orticole, contro lepidotteri, ditteri, coleotteri e rincoti.

La deltametrina agisce sul sistema nervoso degli insetti alterando i canali del sodio, garantisce un rapido effetto knock-down ma richiede una gestione attenta delle resistenze e della selettività verso pronubi e ausiliari, motivo per cui va inserita in una strategia di difesa integrata e mai usata in modo ripetuto e indiscriminato. In questa guida 2026 analizziamo natura chimica, meccanismo d’azione, colture e bersagli, criteri d’impiego secondo etichetta, gestione delle resistenze, profilo tossicologico e ambientale, quadro normativo italiano ed europeo e le alternative biologiche e integrate.

Conoscere i limiti della deltametrina è importante quanto conoscerne i pregi: la pressione di selezione che esercita sulle popolazioni di insetti e l’elevata tossicità per le api impongono scelte agronomiche consapevoli, alternanza dei meccanismi d’azione e rispetto rigoroso delle norme su periodi di carenza e fioritura.

Che cos’è la deltametrina: un insetticida piretroide

La deltametrina è un insetticida di sintesi appartenente alla famiglia dei piretroidi, composti chimici che riproducono e potenziano la struttura delle piretrine naturali estratte dai fiori di Chrysanthemum cinerariifolium (piretro). Rispetto alle piretrine naturali, che sono rapidamente fotodegradabili, la deltametrina è stata progettata per offrire una maggiore stabilità alla luce e una persistenza d’azione superiore, pur restando una molecola di contatto.

Si tratta di un piretroide di terza generazione, caratterizzato da elevata attività insetticida a dosi molto basse di sostanza attiva per ettaro. La sua azione è prevalentemente abbattente (knock-down): colpisce l’insetto bersaglio in tempi rapidi, interferendo con la trasmissione degli impulsi nervosi. È formulata in concentrati emulsionabili, sospensioni concentrate e granuli, da sola o in miscela con altre sostanze attive.

Piretroidi e piretrine: le differenze

Le piretrine naturali sono ammesse anche in agricoltura biologica ma hanno persistenza ridotta; i piretroidi di sintesi come la deltametrina, la cipermetrina, la lambda-cialotrina e l’etofenprox non sono ammessi in regime biologico, perché molecole di origine industriale, ma garantiscono una maggiore efficacia di campo nella difesa convenzionale e integrata.

Come agisce la deltametrina sugli insetti

La deltametrina appartiene al gruppo IRAC 3A, i modulatori dei canali del sodio. Agisce legandosi ai canali del sodio voltaggio-dipendenti delle membrane delle cellule nervose dell’insetto, mantenendoli aperti più a lungo del normale. Ne deriva una depolarizzazione prolungata, scariche nervose ripetute, paralisi e morte dell’insetto.

L’azione si esplica per contatto e per ingestione, con un marcato effetto abbattente. La molecola non è sistemica: non viene traslocata nei tessuti della pianta, per cui la copertura dipende dalla bagnatura uniforme della vegetazione al momento del trattamento. Presenta inoltre una certa attività repellente e di “effetto irritante” che può ridurre l’alimentazione e l’ovideposizione degli insetti.

L’effetto della temperatura

I piretroidi, deltametrina compresa, mostrano un coefficiente di temperatura negativo: l’efficacia tende ad aumentare alle temperature più fresche e a ridursi con il caldo intenso. Per questo i trattamenti rendono di più nelle ore serali o nelle giornate non torride, condizione che riduce anche il rischio per i pronubi.

Su quali colture e parassiti si usa la deltametrina

La deltametrina è un insetticida ad ampio spettro, impiegato in molte filiere. Le indicazioni d’uso, le colture autorizzate e i bersagli ammessi sono riportati esclusivamente in etichetta e nel registro dei prodotti fitosanitari: vanno sempre verificati prima di ogni applicazione.

Colture e bersagli principali

Tra gli impieghi più frequenti rientrano la difesa di olivo (contro mosca delle olive e tignola), vite (tignoletta e altri lepidotteri), pomacee e drupacee (carpocapsa, cidie, afidi), agrumi, orticole (nottue, dorifora della patata, afidi, aleurodidi) e colture estensive. La deltametrina è efficace contro lepidotteri, coleotteri, ditteri, rincoti e numerosi altri insetti. Per approfondimenti su singoli bersagli si vedano le guide su mosca dell’olivo, mosca della frutta, cimice asiatica e afidi delle piante.

Impieghi extra-agricoli

La deltametrina è utilizzata anche in ambito civile e zootecnico (presidi medico-chirurgici e biocidi contro zanzare, mosche, cimici dei letti), ma si tratta di formulati e autorizzazioni distinti da quelli agricoli, non intercambiabili. In agricoltura conta esclusivamente l’etichetta del prodotto fitosanitario registrato per la coltura.

Dosi e modalità d’impiego della deltametrina

Le dosi di deltametrina variano in funzione del formulato commerciale, della coltura e del bersaglio, e sono indicate in etichetta: non esistono dosaggi universali. Vanno rispettati il dosaggio massimo per trattamento, il numero massimo di interventi per ciclo colturale e l’intervallo di sicurezza (tempo di carenza) prima della raccolta.

Per ottenere il massimo dell’efficacia da una molecola di contatto e non sistemica è essenziale: distribuire un volume d’acqua adeguato a bagnare uniformemente la vegetazione, trattare in assenza di vento e nelle ore più fresche, calibrare l’irroratrice e posizionare l’intervento sulla fase di maggiore suscettibilità del fitofago (in genere stadi giovanili e neanidi). L’aggiunta di un bagnante adesivante come Base Gold della linea SKL può migliorare distribuzione e tenuta sulla vegetazione.

Tempo di carenza e intervalli di rientro

Ogni formulato a base di deltametrina ha un proprio intervallo di sicurezza e un intervallo di rientro in campo: sono dati vincolanti riportati in etichetta, da rispettare per tutelare consumatore e operatore. La registrazione delle applicazioni nel quaderno di campagna è obbligatoria nell’ambito della difesa integrata.

Gestione delle resistenze: il limite più importante

L’uso ripetuto di deltametrina e di altri piretroidi del gruppo IRAC 3A ha selezionato, in molte aree e su diversi fitofagi, popolazioni resistenti. La resistenza ai piretroidi è documentata su mosca dell’olivo, aleurodidi, afidi, dorifora e altri insetti, e si manifesta con una progressiva perdita di efficacia anche a dosi di etichetta.

La strategia anti-resistenza prevede di alternare i meccanismi d’azione, evitando trattamenti consecutivi con sostanze dello stesso gruppo IRAC, e di integrare i piretroidi con mezzi biologici e agronomici. In rotazione si possono impiegare sostanze a diverso meccanismo come abamectina (gruppo 6), spinosine, diamidi o, in chiave biologica, Bacillus thuringiensis e azadiractina.

Tossicità, residui e impatto ambientale

La deltametrina è altamente tossica per gli organismi acquatici e per gli insetti utili, in particolare per le api. È classificata come molto pericolosa per i pronubi: il suo impiego durante la fioritura o in presenza di insetti impollinatori attivi è vietato o fortemente limitato dalle etichette. Per questo è fondamentale non trattare colture in fiore e rispettare le fasce di rispetto verso corsi d’acqua.

L’uso di piretroidi ad ampio spettro penalizza anche gli ausiliari (predatori e parassitoidi), con il rischio di provocare pullulazioni secondarie di acari e cocciniglie liberate dal controllo naturale. La deltametrina è poco mobile nel suolo e si lega fortemente alla sostanza organica, ma è persistente: una distribuzione accurata limita la dispersione ambientale. Sul fronte residui, il rispetto di dosi e tempi di carenza è la garanzia per restare entro i limiti massimi di residuo (LMR) fissati a livello europeo.

Protezione di api e ausiliari

Trattare nelle ore serali, eliminare la flora spontanea fiorita nell’interfila prima dell’intervento, preferire formulati e dosi a minor impatto e ricorrere alla deltametrina solo al superamento delle soglie d’intervento sono accorgimenti che riducono i danni alla fauna utile e ai pronubi, in linea con i principi della difesa integrata e con strategie come la confusione sessuale.

Normativa e autorizzazione della deltametrina

La deltametrina è una sostanza attiva approvata a livello europeo e i singoli prodotti commerciali che la contengono sono autorizzati in Italia dal Ministero della Salute. L’immissione sul mercato e l’uso dei prodotti fitosanitari sono disciplinati dal Regolamento (CE) n. 1107/2009, mentre l’uso sostenibile e la difesa integrata obbligatoria fanno capo alla Direttiva 2009/128/CE recepita in Italia con il D.Lgs. 150/2012 e il Piano d’Azione Nazionale (PAN).

Acquisto e impiego dei prodotti a base di deltametrina richiedono il possesso del patentino (certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo). Le condizioni d’uso, i bersagli e le colture autorizzate sono consultabili nelle banche dati ufficiali del CREA e del Ministero della Salute: prevalgono sempre sulle indicazioni generali e vanno verificate per ogni formulato.

Alternative e difesa integrata

La deltametrina resta uno strumento utile, ma va inserita in un sistema che privilegia monitoraggio, soglie d’intervento e mezzi a basso impatto. Trappole cromotropiche e a feromoni consentono di stabilire il momento corretto del trattamento ed evitare applicazioni a calendario. Il controllo biologico con insetti utili, l’impiego di bioinsetticidi come Bacillus thuringiensis e azadiractina, gli oli bianchi e le tecniche di confusione sessuale riducono il ricorso ai piretroidi.

Una pianta ben nutrita ed equilibrata è inoltre meno vulnerabile agli attacchi: la concimazione bilanciata, con particolare attenzione a calcio, potassio e microelementi, rinforza i tessuti e la resistenza fisiologica della coltura, riducendo la pressione dei fitofagi e quindi il numero di trattamenti insetticidi necessari.

Deltametrina e difesa equilibrata: il ruolo dell’agronomia

Nella pratica di campo la deltametrina dà il meglio quando è l’ultimo anello di una strategia che parte dalla prevenzione. Il supporto di strumenti previsionali aiuta a posizionare gli interventi nei momenti di reale necessità, riducendo sprechi, residui e impatto sulla fauna utile. Una difesa moderna combina conoscenza del ciclo del fitofago, monitoraggio costante e nutrizione mirata della coltura.

Domande frequenti sulla deltametrina

La deltametrina è ammessa in agricoltura biologica?

No. La deltametrina è un piretroide di sintesi e non rientra tra le sostanze ammesse in agricoltura biologica secondo il Regolamento (UE) 2018/848. In biologico si possono impiegare le piretrine naturali, l’azadiractina, il Bacillus thuringiensis e altri mezzi consentiti. La deltametrina trova invece largo impiego nella difesa convenzionale e integrata, dove è autorizzata su molte colture secondo le indicazioni di etichetta.

Perché la deltametrina è pericolosa per le api?

La deltametrina è classificata come molto tossica per le api e per gli altri insetti impollinatori. Per questo motivo è vietato trattare le colture durante la fioritura o in presenza di pronubi in attività. Per ridurre il rischio si interviene nelle ore serali, si elimina la flora spontanea fiorita nell’interfila prima del trattamento e si rispettano le fasce di rispetto, oltre alle prescrizioni riportate in etichetta.

Quante volte si può usare la deltametrina nella stessa coltura?

Il numero massimo di trattamenti per ciclo colturale è indicato in etichetta e varia con il formulato e la coltura. Per ragioni di efficacia e di gestione delle resistenze è comunque consigliabile non eseguire interventi consecutivi con piretroidi: meglio alternare sostanze a diverso meccanismo d’azione IRAC e integrare con mezzi biologici e agronomici, evitando l’uso a calendario non giustificato dal monitoraggio.

La deltametrina è sistemica?

No, la deltametrina non è una sostanza sistemica. Agisce per contatto e per ingestione e non viene traslocata all’interno dei tessuti della pianta. L’efficacia dipende quindi dalla bagnatura uniforme della vegetazione al momento del trattamento: è fondamentale impiegare un volume d’acqua adeguato, calibrare l’irroratrice e raggiungere anche le pagine inferiori delle foglie dove si annidano molti fitofagi.

Quanto dura il tempo di carenza della deltametrina?

Il tempo di carenza, cioè l’intervallo minimo tra l’ultimo trattamento e la raccolta, dipende dal singolo prodotto commerciale e dalla coltura ed è sempre indicato in etichetta. Rispettarlo è obbligatorio per restare entro i limiti massimi di residuo previsti dalla normativa europea e per tutelare la sicurezza del consumatore. Va sempre verificato sull’etichetta del formulato impiegato.

Agrimag affianca alla consulenza agronomica la linea di nutrizione professionale SKL (con formulati come Calcio Complex AHA, Boro Complex, Protein Top e il bagnante Base Gold) e il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl di Milano, con modelli previsionali per i principali fitofagi italiani e database dei principi attivi ammessi per coltura e fase fenologica. Con copertura su tutto il territorio nazionale e fornitura anche a bancale per le quantità professionali, Agrimag supporta l’azienda agricola in una difesa moderna, integrata e sostenibile.


commenti

41 Commenti

  1. Buongiorno
    La deltametrina è consentita in biologico per l’olivo? Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno Nicola,
      grazie per la domanda. La deltametrina, pur essendo un insetticida a largo spettro utilizzato in diverse colture, non è generalmente ammessa nei disciplinari dell’agricoltura biologica, compresa la coltivazione dell’olivo. Ti consigliamo comunque di consultare il regolamento biologico specifico per la tua area o rivolgerti a un tecnico abilitato, poiché le normative possono variare in base al paese o alla certificazione adottata.
      Un saluto!

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      • Buongiorno ho sperimentato con successo la Deltametrina sul ciliegio infestato dalla popilia japonica, ma DOPO il raccolto, vorrei cortesemente sapere se posso usarla in questi giorni anche sulla vite infestata che ha già i grappoli che saranno maturi a fine agosto. Sospetto inoltre che le larve di popilia siano responsabili del degrado del manto erboso, è possibile spruzzare la Deltametrina anche direttamente sul terreno? E se si, in che periodo? Grazie e saluti

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        • Buongiorno Luca,
          grazie per aver condiviso la tua esperienza e per la domanda molto pertinente. L’uso della Deltametrina sulla vite richiede particolare attenzione, specialmente in presenza di grappoli già formati e prossimi alla maturazione. È fondamentale rispettare scrupolosamente i tempi di carenza indicati in etichetta per questa coltura, che possono variare a seconda del formulato utilizzato. Ti consigliamo di verificare il prodotto specifico che intendi impiegare e, se possibile, confrontarti con un tecnico agronomo per evitare residui al momento della raccolta.

          Per quanto riguarda l’eventuale applicazione della Deltametrina sul terreno contro le larve di Popillia japonica, va considerato che questo principio attivo è generalmente utilizzato per trattamenti fogliari contro gli adulti, e non è specificamente indicato per il trattamento del suolo. Inoltre, l’uso diretto sul terreno potrebbe non essere efficace e potrebbe avere impatti negativi sulla fauna utile. In questi casi, è preferibile valutare strategie alternative di controllo integrato, eventualmente con prodotti registrati per applicazioni al suolo e compatibili con la tua situazione colturale.

          Raccomandiamo sempre di fare riferimento all’etichetta del prodotto e alle normative locali, nonché di consultare un tecnico abilitato per una strategia mirata e sostenibile.
          Un cordiale saluto!

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  2. Buongiorno, volevo sapere cortesemente se la Deltametrina può essere usata sui gerani che hanno dei piccoli bruchi di colore verde (lepidotteri??) che divorano le foglie. Grazie per l gentile risposta. Marco

    Rispondi
    • Buongiorno Marco,
      grazie per la sua domanda. Sì, la Deltametrina è un insetticida ad ampio spettro efficace anche contro i lepidotteri, quindi può essere utilizzata per contrastare i piccoli bruchi verdi che attaccano i suoi gerani. Tuttavia, è importante seguire attentamente le indicazioni riportate sull’etichetta del prodotto, in particolare per quanto riguarda le dosi, le modalità di applicazione e i tempi di carenza. Inoltre, si consiglia di trattare preferibilmente nelle ore più fresche della giornata e di evitare l’applicazione in presenza di vento per proteggere le piante circostanti e gli insetti utili.

      Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
      Un cordiale saluto.

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  3. Buongiorno, volevo sapere se la deltametrina si può usare contro i lepidotteri (vermetti verdi) che divorano le foglie dei gerani. Grazie Marco

    Rispondi
    • Buongiorno Marco,
      sì, la deltametrina è un insetticida piretroide a largo spettro che può essere efficace anche contro i lepidotteri, inclusi i cosiddetti “vermetti verdi” che attaccano i gerani. È importante però leggere attentamente l’etichetta del prodotto che intendi utilizzare, per verificare che sia registrato per l’uso su piante ornamentali e specificamente contro i parassiti che hai riscontrato. Inoltre, ti consigliamo di applicarlo nelle ore più fresche della giornata e di evitare il trattamento durante la fioritura per non danneggiare gli insetti impollinatori.

      Un saluto e buona cura dei tuoi gerani!

      Rispondi
  4. Buongiorno

    chiedo se deltametrina è efficace contro minatrice serpentina degli agrumi?

    Attendo aiuto
    Grazie e cordiali saluti

    Rispondi
    • Buongiorno Mario,

      Grazie per il tuo commento. La deltametrina è un insetticida che può essere efficace contro molti tipi di insetti, inclusa la minatrice serpentina degli agrumi. Tuttavia, è importante seguire le istruzioni sull’etichetta del prodotto e assicurarsi di applicarlo correttamente per ottenere i migliori risultati. Inoltre, potrebbe essere utile consultare un esperto o un agronomo per assicurarsi che la deltametrina sia la soluzione più adatta per il tuo specifico problema. Spero che queste informazioni ti siano di aiuto.

      Cordiali saluti.

      Rispondi
      • La deltametrina e’ efficace sulle lumache

        Rispondi
        • Buongiorno Giuseppe,

          Grazie per il tuo commento. La deltametrina è un insetticida che può essere efficace anche contro le lumache, ma è importante notare che non tutti i prodotti a base di deltametrina sono formulati per questo scopo. Pertanto, ti consiglio di verificare che il prodotto che intendi utilizzare sia specificamente indicato per il controllo delle lumache e di seguire attentamente le istruzioni sull’etichetta. Inoltre, come per ogni trattamento fitosanitario, è sempre una buona pratica consultare un esperto per assicurarsi che si stia adottando la soluzione più efficace e sicura per il tuo giardino o coltivazione.

          Cordiali saluti.

          Rispondi
          • La deltametrina delta PBO può essere usata contro la mosca della frutta e quali sono i tempi di sospensione? Grazie

          • Buongiorno Mario,

            grazie per il tuo commento. La deltametrina in combinazione con PBO (piperonil butossido) può essere impiegata contro diversi insetti, compresa la mosca della frutta, ma l’efficacia e l’autorizzazione d’uso dipendono dal formulato specifico e dalla coltura trattata. Ti consiglio di consultare attentamente l’etichetta del prodotto che intendi utilizzare, dove troverai indicazioni precise sia sulle avversità controllate sia sui tempi di sospensione, che possono variare in base alla coltura e al tipo di trattamento. In ogni caso, per un impiego corretto e sicuro, è sempre utile confrontarsi con un tecnico o un agronomo abilitato.

            Un cordiale saluto.

        • La Deltametrina può esse utile per trattare zone circostanti il letto infestato da cimici da letto…e in che modo?
          Grazie infinite

          Rispondi
          • Buongiorno Maria Rachele,

            Grazie per il tuo commento. La Deltametrina può effettivamente essere utile nel trattamento delle zone circostanti il letto infestate da cimici da letto. È importante applicare il prodotto seguendo attentamente le istruzioni sull’etichetta, focalizzandosi sugli angoli, le fessure e le zone nascoste dove le cimici tendono a nascondersi. Si consiglia di trattare anche i mobili circostanti, le tende e la biancheria da letto, sempre seguendo le precauzioni necessarie per evitare il contatto diretto con la pelle e l’inalazione del prodotto. Per un risultato più efficace, potrebbe essere utile combinare l’uso della deltametrina con altre misure di controllo, come l’aspirazione regolare e la pulizia a vapore. Se hai dubbi o incertezze, potrebbe essere utile consultare un professionista del settore per un intervento mirato.

            Cordiali saluti.

  5. Buongiorno chiedevo se la deltametrina può essere usata alla radice perché piante secolari di ippocastano (infestate da cameraria) scomode da irrorare sul fogliame.
    Grazie
    Roberto

    Rispondi
    • Buongiorno Roberto,

      La deltametrina è effettivamente un insetticida a largo spettro che può essere utilizzato in diversi modi, compresa l’applicazione alla radice. Tuttavia, è importante seguire attentamente le istruzioni sull’etichetta del prodotto per garantire che venga utilizzato in modo sicuro ed efficace. Nel caso delle piante secolari di ippocastano infestate da cameraria, potrebbe essere necessario consultare un esperto o un agronomo per valutare la situazione specifica e determinare il metodo di applicazione più adeguato. Ricorda che l’uso di insetticidi deve essere sempre l’ultima risorsa dopo aver esplorato metodi di controllo biologico o meccanico.

      Cordiali saluti.

      Rispondi
  6. Ho la pianta del cappero invasa dalla cimice carabiniere in amore
    Se ne vanno in giro x la pianta accoppiandosi e lasciando credo uova (sembrano cellette in fila per due a gruppi di una decina) e punzecchiando la pianta… me la stanno massacrando
    Parecchie le ho tolte una ad una (anzi coppia a coppia)
    Vorrei sapere cosa posso fare x eliminarle e continuare a raccogliere i capperi e consrvarli sotto sale, ma soprattutto evitare che mi distruggano la pianta
    Grazie x la risposta

    Rispondi
    • Ciao Lella, grazie per aver condiviso il tuo problema con la pianta del cappero. La cimice carabiniere può essere davvero fastidiosa e capisco la tua preoccupazione nel voler proteggere la tua pianta senza compromettere la raccolta dei capperi. In questi casi, la Deltametrina può essere un’opzione efficace poiché è un insetticida a largo spettro. Tuttavia, è importante assicurarsi che l’insetticida sia sicuro da utilizzare su piante da cui si prevede di raccogliere alimenti. Ti consiglierei di cercare una versione del prodotto specificatamente etichettata per l’uso su piante commestibili o di contattare un esperto locale per un consiglio su prodotti sicuri e metodi alternativi di controllo. Inoltre, potresti considerare di utilizzare metodi naturali di controllo delle cimici, come trappole adesive o l’introduzione di insetti predatori che non danneggiano la pianta. Spero che tu possa trovare una soluzione efficace per proteggere la tua pianta di capperi.

      Rispondi
  7. Ciao buongiorno Vincenzo volevo sapere come devo combattere la mosca del noce e la carpocapsa.Se va bene anche la deltametrina.Grazie

    Rispondi
    • Ciao Francesco, grazie per la tua domanda. La deltametrina è un insetticida molto efficace e a largo spettro, quindi potrebbe essere una buona opzione per combattere la mosca del noce e la carpocapsa. Tuttavia, ti consiglio di consultare un esperto o un agronomo prima di utilizzarlo, in quanto potrebbero esserci altre soluzioni o strategie specifiche per il tuo caso. È importante considerare anche gli effetti collaterali sull’ambiente e sulla salute umana. Assicurati di seguire attentamente le istruzioni sull’etichetta del prodotto e di prendere tutte le precauzioni necessarie durante l’applicazione. Spero che queste informazioni ti siano utili nella lotta contro questi insetti nocivi. Buona fortuna!

      Rispondi
  8. Buongiorno, grazie per le puntuali informazioni scientifiche, se si utilizza adesso contro la tignola dell’ulivo è dannosa per l’olio?

    Rispondi
    • Ciao,

      Grazie per la tua domanda. La deltametrina è un insetticida piretroide molto efficace contro una vasta gamma di insetti nocivi. Tuttavia, come con qualsiasi insetticida, è importante usarla in modo responsabile per minimizzare gli effetti potenzialmente dannosi sui prodotti agricoli e sull’ambiente.

      In relazione alla tua domanda specifica sulla tignola dell’ulivo, è importante considerare il periodo di carenza dell’insetticida, cioè il periodo di tempo che deve passare tra l’ultima applicazione dell’insetticida e la raccolta del raccolto. Questo periodo varia a seconda dell’insetticida e del raccolto.

      Per la deltametrina, il periodo di carenza generalmente consigliato per gli olivi è di 15-20 giorni, ma potrebbe variare a seconda delle regolamentazioni locali e delle specifiche del produttore. Se la deltametrina viene utilizzata troppo vicino al periodo di raccolta, potrebbe rimanere residui di insetticida sull’oliva e potenzialmente nell’olio.

      Pertanto, se stai considerando di usare la deltametrina contro la tignola dell’ulivo, ti consiglio di verificare il periodo di carenza specificato sul prodotto che intendi utilizzare e di assicurarti che sia rispettato prima della raccolta delle olive.

      Spero che queste informazioni ti siano state utili. Se hai altre domande, non esitare a farcele sapere.

      Cordiali saluti,
      Massimiliano

      Rispondi
      • Il deltametrina usato sulle ciliegie qual”e il tempo di latenza ?

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        Rispondi
        • Il tempo di carenza della deltametrina sulle ciliegie dipende dal prodotto commerciale utilizzato e da quanto riportato in etichetta. In molti casi varia indicativamente tra 3 e 7 giorni, ma è fondamentale controllare sempre l’etichetta autorizzata del prodotto specifico utilizzato prima della raccolta.

          Rispondi
    • Funziona contro la pupilia yapponica
      In attesa di una vostra risposta saluti e

      Rispondi
      • Ciao e grazie per aver raggiunto agrimag.it!

        La Deltametrina è un insetticida molto versatile che ha dimostrato di essere efficace contro una vasta gamma di insetti. Tuttavia, non ho informazioni specifiche sulla sua efficacia contro la “pupilia yapponica”. Questo perché non sembra esistere un insetto o un parassita noto con questo nome specifico.

        È possibile che ci sia un errore di battitura o un problema di traduzione. Se si riferisce alla “popillia japonica”, noto anche come scarabeo giapponese, sì, la deltametrina è generalmente efficace contro questa specie.

        Per ulteriori dettagli o per confermare l’identità dell’insetto o del parassita, ti consiglio di consultare un esperto locale o un entomologo. È importante sempre utilizzare gli insetticidi in modo sicuro e responsabile, seguendo tutte le istruzioni e precauzioni sul prodotto.

        Spero che queste informazioni siano di aiuto. Non esitare a chiedere se hai altre domande.

        Cordiali saluti,
        Il tuo team di agrimag.it

        Rispondi
    • Sono anni che combatto la piralide del bosso con karate zeon 1,5,ma ultimamente anche aumentando la dose non ha più nessun effetto sul bruco.E possibile che sia diventato immune?

      Rispondi
      • Ciao,

        La tua osservazione riguardo la piralide del bosso e l’utilizzo del Karate Zeon 1.5 (il cui principio attivo è la lambda-cialotrina, un altro piretroide come la deltametrina) è interessante e potrebbe riflettere un fenomeno noto come resistenza agli insetticidi. Questa resistenza si sviluppa quando una popolazione di insetti viene esposta ripetutamente a un insetticida e solo gli individui geneticamente resistenti sopravvivono e si riproducono. Col tempo, la popolazione diventa sempre più resistente all’insetticida in questione.

        Se la piralide del bosso nella tua zona è stata esposta frequentemente e per molti anni allo stesso insetticida, è possibile che abbia sviluppato una certa resistenza. Ciò potrebbe spiegare perché l’efficacia del prodotto sembra diminuire anche aumentando la dose.

        In questi casi, è consigliabile ruotare gli insetticidi, utilizzando prodotti con modalità d’azione differenti per evitare o ritardare lo sviluppo di resistenza. Consulta un agronomo o un esperto di protezione delle piante per avere consigli su quali prodotti utilizzare alternativamente o in combinazione.

        Infine, l’efficacia di un insetticida può dipendere anche da altri fattori come il momento e la modalità di applicazione, la presenza di pioggia subito dopo l’applicazione, etc. Assicurati di seguire le indicazioni sull’etichetta e, se possibile, di variare i prodotti per gestire al meglio il problema della piralide del bosso.

        Spero che queste informazioni ti siano state utili. Buona fortuna nella tua lotta contro la piralide del bosso!

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      • Ho un oleandro infestato da cimici carabiniere. Questo prodotto è efficace in questo caso?

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        • Ciao Gabriella, grazie per la tua domanda. La Deltametrina è un insetticida piuttosto efficace contro una vasta gamma di insetti, tra cui le cimici. Tuttavia, prima di utilizzarlo sul tuo oleandro, ti consiglio di verificare che il prodotto sia specificatamente indicato per l’uso su questa pianta e per il controllo delle cimici carabiniere. Inoltre, assicurati di seguire attentamente le istruzioni sul dosaggio e sull’applicazione per evitare danni alla pianta e garantire l’efficacia del trattamento. Nel caso di Ciccio e Tiziano, l’utilizzo della Deltametrina contro la tignola dell’ulivo e la piralide del bosso potrebbe essere una soluzione, ma è sempre importante monitorare la situazione e consultare un esperto se si sospetta resistenza agli insetticidi.

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  9. articolo facile da comprendere anche ai meno esperti

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    • Il prodotto deltametrina lascia traccie tossiche sulle foglie

      Rispondi
      • Ciao,

        Grazie per la tua domanda. La deltametrina è un insetticida piretroide di sintesi molto efficace e ampiamente utilizzato contro una vasta gamma di insetti. Come con tutti gli insetticidi, può lasciare residui sulle piante dopo l’applicazione.

        Questi residui possono rimanere sulle foglie e su altre parti delle piante per un certo periodo di tempo dopo l’applicazione. Il tempo che i residui rimangono può variare in base a diversi fattori, tra cui il tipo di pianta, le condizioni meteorologiche, la formulazione del prodotto e la dose applicata.

        Per minimizzare l’esposizione ai residui di deltametrina, è importante rispettare il periodo di carenza specificato sul prodotto che stai utilizzando. Il periodo di carenza è il periodo di tempo che deve passare tra l’ultima applicazione dell’insetticida e la raccolta del raccolto. Questo periodo varia a seconda dell’insetticida e del raccolto.

        In generale, è sempre consigliabile utilizzare gli insetticidi in modo responsabile e nel rispetto delle buone pratiche agricole. Ciò include l’uso di dosi appropriate, l’applicazione al momento giusto e il rispetto dei periodi di carenza per minimizzare l’esposizione ai residui.

        Spero che queste informazioni ti siano state utili. Se hai altre domande, non esitare a farcele sapere.

        Cordiali saluti,
        Massimiliano

        Rispondi
      • Ciao,

        Grazie per aver portato alla nostra attenzione la tua preoccupazione. La Deltametrina, come molti altri insetticidi, può lasciare residui sulle piante dopo l’applicazione. Questo è il motivo per cui è fondamentale rispettare i tempi di carenza, che è il periodo di tempo che deve trascorrere tra l’ultimo trattamento con l’insetticida e la raccolta dei frutti o verdure. Questo periodo permette alla maggior parte dei residui di degradarsi a livelli più sicuri.

        Oltre a rispettare i tempi di carenza, è importante seguire le istruzioni del produttore per l’uso, la diluizione e la frequenza di applicazione dell’insetticida. Il rispetto di queste linee guida può aiutare a minimizzare i residui di insetticida sulle piante.

        È importante ricordare che, sebbene gli insetticidi come la Deltametrina siano utili per il controllo di vari insetti nocivi, dovrebbero sempre essere usati in modo responsabile e solo quando necessario. Inoltre, l’uso di insetticidi dovrebbe essere integrato con altre pratiche di gestione dei parassiti per garantire un approccio più sostenibile e rispettoso dell’ambiente alla gestione dei parassiti.

        Spero che queste informazioni rispondano alla tua domanda. Se hai ulteriori dubbi o preoccupazioni, non esitare a contattarci.

        Cordiali saluti,
        Massimiliano

        Rispondi
        • Dose calce fiocco hl su olivo con piretro e okinol Gold miscibile .trattamento mese settembre

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          • Ciao Vincenzo,
            insieme al Piretro ti consiglierei di utilizzare il Caolino invece della Calce Fiocco, in quanto il pH basico della Calce andrebbe a diminuire l’efficienza dell’insetticida.
            In tal caso, potrai utilizzare dai 25 ai 50 kg di Caolino, più 0.750 lt di Piretro.
            Attenzione però al Piretro, in quanto non registrato per la Mosca su olivo.
            Potresti utilizzare la Beauveria bassiana, il Naturalis, alla dose di 1-2 lt/ha.

            Spero di esserti stato utile!

          • Buonasera Massimiliano,
            Volevo domandarti se la deltrametrina è efficace contro tignola del pomodoro detta anche tuta obsoluta e ogni quanti giorni vanno trattati i pomodori per questo insetto.
            Grazie in anticipo
            Carmine

          • Buonasera Carmine,

            Grazie per la tua domanda. La deltametrina è considerata efficace contro molti tipi di insetti, tra cui la tignola del pomodoro, conosciuta anche come tuta absoluta. Per quanto riguarda la frequenza di trattamento, generalmente si consiglia di applicare l’insetticida ogni 7-14 giorni, a seconda della gravità dell’infestazione e delle condizioni climatiche.

            Tuttavia, è essenziale considerare anche i tempi di carenza e seguire attentamente le istruzioni del produttore, come ho menzionato nella mia risposta precedente a Bruno Messina. Questo aiuterà a garantire che i residui siano ridotti a un livello sicuro prima della raccolta dei pomodori.

            Ricordo anche che l’uso di insetticidi dovrebbe essere parte di un approccio integrato alla gestione dei parassiti, che include pratiche culturali, biologiche e meccaniche per mantenere le popolazioni di insetti dannosi sotto controllo.

            Spero che questa risposta sia utile e ti auguro il meglio nella lotta contro la tignola del pomodoro.

            Cordiali saluti,
            Massimiliano

    • Grazie Stefania per il tuo commento,
      continua a seguirci 🙂

      Rispondi

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