Fungicidi Naturali: Guida 2026 ai Rimedi Biologici

Pubblicato il 29 Dicembre 2022

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Da Francesco Di Noia

I fungicidi naturali sono prodotti di origine minerale, vegetale o microbiologica che proteggono le colture dalle malattie crittogamiche senza ricorrere alla chimica di sintesi, agendo per contatto, per azione diretta sul patogeno o stimolando le difese naturali della pianta. Dal rame e dallo zolfo, presidi storici, fino agli induttori di resistenza di nuova generazione come il COS-OGA e ai microrganismi antagonisti, la difesa biologica offre oggi un ventaglio di soluzioni efficaci contro oidio, peronospora, botrite, ticchiolatura e numerose altre fitopatie. Conoscerne i meccanismi d’azione e i limiti è fondamentale per impostare una strategia di difesa sostenibile, adatta sia all’agricoltura biologica sia alla difesa integrata.

L’interesse per i fungicidi naturali è cresciuto con la riduzione delle molecole di sintesi ammesse e con la domanda di produzioni a residuo zero. Tuttavia “naturale” non significa “privo di regole”: anche questi prodotti vanno impiegati secondo etichetta, nel rispetto dei limiti normativi, e danno il meglio in prevenzione più che a malattia conclamata. In questa guida analizziamo i principali fungicidi naturali disponibili, da quelli minerali ai biologici, illustriamo come e quando utilizzarli, e dedichiamo un approfondimento al COS-OGA, la molecola che agisce stimolando le difese endogene della pianta.

Cosa sono i fungicidi naturali

Per fungicidi naturali si intendono i prodotti utilizzabili nella difesa delle piante che non derivano dalla sintesi chimica industriale, ma da fonti minerali, vegetali o microbiologiche. La maggior parte di essi è ammessa in agricoltura biologica secondo il Regolamento (UE) 2018/848 e figura tra le sostanze attive autorizzate dal Regolamento (CE) 1107/2009, alcune classificate come “sostanze di base” o “a basso rischio”.

Dal punto di vista del meccanismo d’azione si distinguono tre grandi categorie: i fungicidi ad azione diretta sul patogeno, di copertura, come rame e zolfo; i microrganismi antagonisti, che competono con i funghi patogeni o li parassitano; e gli induttori di resistenza o elicitori, che non agiscono sul fungo ma stimolano le difese naturali della pianta. La scelta dipende dalla coltura, dalla malattia, dalla fase fenologica e dalla strategia complessiva di difesa adottata in azienda.

Rame e zolfo: i fungicidi minerali storici

Il rame è il fungicida naturale più conosciuto e impiegato. Agisce per contatto, inibendo la germinazione delle spore e disponibile in diverse formulazioni come poltiglia bordolese, ossicloruri, idrossidi e solfato tribasico. È efficace contro peronospora, batteriosi, ticchiolatura e numerose maculature. Il suo impiego è però soggetto a un limite preciso: il Regolamento (UE) 2018/1981 fissa il massimo a 28 kg di rame metallo per ettaro in sette anni, per ridurne l’accumulo nel suolo. Approfondimenti sui fungicidi rameici aiutano a dosarli correttamente.

Lo zolfo è l’altro grande presidio minerale, attivo soprattutto contro l’oidio (mal bianco) e con azione collaterale acaricida. Agisce in fase di vapore e per contatto, ed è efficace con temperature comprese tra 18 e 28 °C, mentre sopra i 30 °C può risultare fitotossico. Disponibile come zolfo bagnabile, micronizzato o in polvere per impollinatura, è economico, versatile e ammesso in biologico, ma va distribuito evitando le ore più calde della giornata per non danneggiare la vegetazione.

Bicarbonati, oli e altri mezzi vegetali

Oltre ai minerali classici, la difesa naturale dispone di numerosi mezzi a base vegetale o di sostanze di base. Il bicarbonato di sodio o di potassio modifica il pH sulla superficie fogliare creando un ambiente sfavorevole all’oidio. Gli oli essenziali (arancio dolce, timo, origano) e gli oli vegetali hanno azione fungicida e collaterale insetticida, mentre gli oli minerali leggeri svolgono un ruolo nella gestione integrata.

Tra i preparati tradizionali e le sostanze di base figurano il decotto e macerato di equiseto (ricco di silice, con azione corroborante), la propoli, il lecitina di soia e l’aceto in usi specifici. Questi mezzi hanno generalmente un’azione preventiva e corroborante, rafforzando i tessuti della pianta più che eliminando il patogeno. La loro efficacia, inferiore a quella dei fungicidi di sintesi, va valutata nel quadro di una strategia integrata e di una pressione della malattia non troppo elevata.

Microrganismi antagonisti: la difesa biologica viva

Una frontiera importante della difesa naturale è rappresentata dai microrganismi antagonisti, funghi e batteri benefici che proteggono la pianta competendo con i patogeni o parassitandoli. Tra i più utilizzati ci sono i batteri del genere Bacillus (Bacillus subtilis, Bacillus amyloliquefaciens), efficaci contro botrite e diverse malattie fogliari, e i funghi del genere Trichoderma, antagonisti dei patogeni del terreno come Rhizoctonia, Fusarium e Sclerotinia.

Altri agenti di biocontrollo comprendono Ampelomyces quisqualis, iperparassita dell’oidio, e Aureobasidium pullulans. Questi prodotti, vivi, richiedono attenzioni particolari: vanno applicati in prevenzione, conservati correttamente e distribuiti in condizioni di umidità e temperatura favorevoli alla loro attività. L’integrazione tra microrganismi antagonisti, una corretta gestione del suolo e l’inoculo di micorrize migliora la resilienza complessiva della pianta nei confronti delle avversità.

COS-OGA: l’induttore di resistenza che attiva le difese

Tra gli induttori di resistenza più innovativi spicca il COS-OGA, una molecola composta da chito-oligosaccaridi (COS), derivati dalla chitina, e oligogalatturonidi (OGA), derivati dalle pectine vegetali. Il COS-OGA non agisce direttamente sul fungo, ma si comporta da elicitore: viene percepito dalla pianta come un segnale di pericolo, simile a quello generato da un attacco patogeno, e attiva i meccanismi di difesa endogeni.

In risposta, la pianta innesca la cosiddetta resistenza sistemica: produce fitoalessine, rinforza le pareti cellulari e attiva proteine di difesa, diventando meno vulnerabile alle infezioni. Il COS-OGA è impiegato con successo soprattutto contro l’oidio della vite, del pomodoro, del cetriolo e di altre orticole. Essendo a base di sostanze naturali e a residuo nullo, è particolarmente adatto alle fasi vicine alla raccolta e alle produzioni a basso impatto. Come tutti gli induttori di resistenza, dà il meglio in prevenzione, con applicazioni ripetute prima che la malattia si manifesti, e va inserito in programmi che lo alternano o lo affiancano ad altri mezzi.

Quando e come usare i fungicidi naturali

Il principio chiave nell’impiego dei fungicidi naturali è la prevenzione. La maggior parte di essi, dal rame agli elicitori, agisce meglio prima dell’infezione o nelle primissime fasi, mentre a malattia conclamata l’efficacia cala drasticamente. Per questo è fondamentale conoscere i cicli dei patogeni e i momenti di rischio, sfruttando i modelli previsionali e il monitoraggio delle condizioni climatiche.

La tecnica di applicazione incide sul risultato: occorre una buona copertura della vegetazione, volumi d’acqua adeguati, eventuale aggiunta di un bagnante e attenzione alle condizioni meteo, evitando trattamenti prima della pioggia per i prodotti di contatto. È buona norma alternare i meccanismi d’azione, abbinare la difesa a una nutrizione equilibrata, che con un buon stato di calcio e potassio rende la pianta più resistente, e curare gli aspetti agronomici come potatura, arieggiatura e gestione dell’irrigazione. Anche contro i parassiti la stessa logica integrata vale per mezzi come il Bacillus thuringiensis.

Fungicidi naturali e difesa integrata

I fungicidi naturali non vanno visti come un mondo separato, ma come componenti di una strategia di difesa integrata, l’approccio obbligatorio previsto dal D.Lgs. 150/2012. In questa logica la chimica di sintesi è l’ultima risorsa, da impiegare solo al superamento delle soglie, mentre prevenzione, mezzi agronomici, biocontrollo e prodotti naturali costituiscono la base della difesa.

L’integrazione tra i diversi strumenti permette di ridurre la pressione di selezione sui patogeni, contenere i residui e preservare gli organismi utili e gli impollinatori. La diagnosi corretta della malattia, fondamentale per scegliere il rimedio giusto, è il primo passo: distinguere ad esempio una macchia fungina da una fisiologica evita trattamenti inutili. Una buona nutrizione, anche con interventi di concimazione fogliare mirata, completa il quadro di una difesa efficace e sostenibile.

Fungicidi naturali fai da te: cosa sapere

Molti hobbisti e agricoltori preparano fungicidi naturali fai da te partendo da ingredienti semplici. Tra i più diffusi ci sono la soluzione di bicarbonato di sodio o potassio, utile contro l’oidio, il macerato o decotto di equiseto ad azione corroborante grazie alla silice, l’infuso di aglio e i preparati a base di propoli. Anche il controllo delle prime macchie fogliari può beneficiare di questi rimedi, se applicati con tempestività e in prevenzione.

È importante però usare prudenza: i preparati casalinghi hanno efficacia variabile, non sempre verificata, e in agricoltura professionale o in regime biologico certificato possono essere impiegati solo i prodotti regolarmente registrati o riconosciuti come sostanze di base ai sensi del Regolamento (CE) 1107/2009. Per la coltivazione amatoriale i rimedi fai da te restano un valido supporto preventivo, da affiancare a buone pratiche colturali e, dove necessario, ai fungicidi naturali registrati. Le linee guida agronomiche del CREA offrono indicazioni utili per un impiego corretto e sostenibile.

Vantaggi e limiti dei fungicidi naturali

I vantaggi dei fungicidi naturali sono numerosi: lasciano residui ridotti o nulli, sono in larga parte ammessi in agricoltura biologica, presentano un basso impatto ambientale e una minore tossicità per operatori, consumatori e organismi utili. Molti, come gli induttori di resistenza, non generano fenomeni di resistenza nei patogeni perché agiscono sulla pianta e non sul fungo. Sono inoltre spesso impiegabili fino a ridosso della raccolta, un aspetto prezioso per le produzioni di qualità.

I limiti vanno però conosciuti per non incorrere in delusioni. L’efficacia è generalmente inferiore e meno persistente rispetto ai fungicidi di sintesi, il che impone applicazioni più frequenti e una tempistica rigorosa. La maggior parte agisce solo in prevenzione, alcuni prodotti vivi richiedono condizioni di conservazione e impiego particolari, e in condizioni di forte pressione della malattia possono non bastare da soli. Per questo i fungicidi naturali danno il meglio all’interno di una strategia integrata, ben programmata e supportata dal monitoraggio e dai modelli previsionali, piuttosto che come intervento isolato e tardivo.

Domande frequenti sui fungicidi naturali

Quali sono i migliori fungicidi naturali?

I fungicidi naturali più efficaci e diffusi sono il rame, attivo per contatto contro peronospora, ticchiolatura e batteriosi, e lo zolfo, indicato soprattutto contro l’oidio. A questi si affiancano i bicarbonati di sodio e potassio, gli oli essenziali, i microrganismi antagonisti come Bacillus subtilis e Trichoderma, e gli induttori di resistenza come il COS-OGA, che stimola le difese naturali della pianta. Non esiste un prodotto migliore in assoluto: la scelta dipende dalla coltura, dalla malattia da contrastare, dalla fase fenologica e dalla strategia di difesa, privilegiando sempre l’impiego in prevenzione e l’alternanza dei meccanismi d’azione.

I fungicidi naturali sono ammessi in agricoltura biologica?

Molti fungicidi naturali sono ammessi in agricoltura biologica, ma non tutti automaticamente: l’idoneità dipende dalla conformità del singolo prodotto al Regolamento (UE) 2018/848 e dalla sua iscrizione negli elenchi degli input ammessi. Rame, zolfo, bicarbonati, numerosi microrganismi antagonisti e il COS-OGA rientrano tra le soluzioni utilizzabili in biologico, sempre nel rispetto dei limiti d’impiego, come il tetto di 28 kg di rame metallo per ettaro in sette anni. È sempre necessario verificare l’etichetta e la documentazione del produttore prima dell’impiego in azienda certificata.

I fungicidi naturali sono efficaci come quelli chimici?

I fungicidi naturali hanno generalmente un’efficacia inferiore e una persistenza più breve rispetto ai fungicidi di sintesi, e per questo richiedono applicazioni più frequenti e tempestive. Il loro punto di forza è l’azione preventiva: impiegati prima che la malattia si manifesti e inseriti in una corretta strategia integrata, offrono risultati molto soddisfacenti, soprattutto a bassa e media pressione della patologia. A malattia conclamata e in condizioni di forte rischio, invece, possono non essere sufficienti da soli. La chiave è la prevenzione, l’alternanza dei mezzi e l’abbinamento a buone pratiche agronomiche e a una nutrizione equilibrata.

Come funziona il COS-OGA?

Il COS-OGA è un induttore di resistenza composto da chito-oligosaccaridi e oligogalatturonidi. Non agisce direttamente sul fungo, ma viene percepito dalla pianta come un segnale di attacco e attiva i meccanismi di difesa endogeni, innescando la resistenza sistemica: la pianta produce fitoalessine, rinforza le pareti cellulari e sintetizza proteine di difesa. È impiegato soprattutto contro l’oidio di vite, pomodoro, cetriolo e altre orticole. A residuo nullo, è adatto alle fasi vicine alla raccolta, ma come tutti gli elicitori va usato in prevenzione, con applicazioni ripetute prima della comparsa della malattia.

Quando si applicano i fungicidi naturali?

I fungicidi naturali si applicano principalmente in prevenzione, prima che la malattia si manifesti o nelle primissime fasi dell’infezione, perché la loro efficacia cala rapidamente a malattia conclamata. I momenti di intervento si individuano in base ai cicli dei patogeni, all’andamento climatico e ai modelli previsionali, concentrando i trattamenti nelle fasi di maggior rischio infettivo. È importante garantire una buona copertura della vegetazione, rispettare le condizioni meteo ottimali, alternare i meccanismi d’azione e affiancare alla difesa una nutrizione equilibrata e corrette pratiche agronomiche.

Affidati alla consulenza di Agrimag per la difesa naturale

Agrimag, con sede a Corato, affianca al proprio catalogo di prodotti per la difesa biologica e integrata il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl di Milano. Il DSS integra previsioni meteo localizzate, modelli previsionali per le principali fitopatie e un database aggiornato dei principi attivi ammessi per coltura e fase fenologica, indicando i momenti di reale rischio e il prodotto più adatto. Alla linea di nutrizione professionale SKL, che rafforza le difese naturali della pianta con calcio, boro e biostimolanti, si unisce la consulenza agronomica e la copertura distributiva su tutto il territorio nazionale, anche per quantitativi professionali a bancale.


commenti

2 Commenti

  1. Buongiorno, sono un agronomo, ex divulgatore agricolo specializzato, mi viene subito voglia di strutturare una serie di prove dimostrative in campo con i vostri prodotti.
    Vogliamo provare? Vivo e lavoro in Abruzzo.
    Sono state fatte prove sull’oidio dei fruttiferi? Meli in particolare?

    Rispondi
    • Buongiorno,

      Siamo molto contenti del tuo interesse nel nostro fungicida naturale COS-OGA. Apprezziamo molto l’entusiasmo e la prospettiva di collaborazione per condurre delle prove in campo.

      Per quanto riguarda le tue domande specifiche, ci sono state effettivamente alcune ricerche condotte sull’efficacia del COS-OGA contro l’oidio nei fruttiferi, incluso il melo. Tuttavia, ulteriori ricerche e prove in campo sono sempre benvenute per ottenere dati più ampi e dettagliati.

      Ci piacerebbe discutere ulteriormente con te di una possibile collaborazione. Ti consigliamo di contattarci direttamente tramite l’indirizzo email o il modulo di contatto sul nostro sito web per discutere in modo più dettagliato.

      Grazie per averci contattati e non vediamo l’ora di lavorare con te per promuovere metodi di agricoltura più sostenibili e rispettosi dell’ambiente.

      Cordialmente.

      Rispondi

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