Micorrize: Guida 2026 ai Funghi Simbionti in Agricoltura

Pubblicato il 23 Agosto 2022

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Da Francesco Di Noia

Le micorrize sono associazioni simbiotiche tra funghi del suolo e radici delle piante che migliorano l’assorbimento di acqua e nutrienti (in particolare fosforo, zinco, rame, azoto), incrementano la tolleranza agli stress idrici, salini e biotici, e potenziano la struttura del suolo. Oltre il 90 percento delle specie vegetali coltivate beneficia naturalmente della simbiosi micorrizica. In agricoltura moderna l’inoculazione mirata di funghi micorrizici e diventata pratica chiave nei programmi di transizione agroecologica e gestione integrata del suolo.

I funghi micorrizici si distinguono in due grandi gruppi: le endomicorrize arbuscolari (AMF), formate da Glomeromycota come Rhizophagus irregularis, Funneliformis mosseae e Claroideoglomus etunicatum, che colonizzano l’80 percento delle piante coltivate (vite, olivo, agrumi, fruttiferi, orticole, cerealicole), e le ectomicorrize, formate da Basidiomycota e Ascomycota, tipiche delle latifoglie e conifere forestali ma di interesse anche per nocciolo e tartufaia.

L’inoculazione micorrizica trova applicazione in vivaismo, fruttiveti, vigneti, oliveti, orticole industriali e ripristini ambientali. Agrimag distribuisce inoculi micorrizici professionali accompagnati da consulenza tecnica agronomica e dal DSS Agrimag sviluppato da Spagro Srl per la pianificazione delle inoculazioni in base a coltura, suolo e obiettivi produttivi.

Cosa sono le micorrize e come funzionano

Il termine micorriza (dal greco mykes, fungo, e rhiza, radice) descrive la simbiosi mutualistica tra un fungo e l’apparato radicale di una pianta. Il fungo riceve dalla pianta zuccheri prodotti dalla fotosintesi (carbonio) e in cambio fornisce acqua e nutrienti minerali, in particolare fosforo, attraverso una rete di ife extraradicali che esplora un volume di suolo 100-1000 volte superiore a quello raggiungibile dalle radici.

Nelle micorrize arbuscolari il fungo penetra le cellule corticali della radice e forma strutture caratteristiche chiamate arbuscoli (siti di scambio nutrienti) e vescicole (riserve lipidiche). Nelle ectomicorrize il fungo non penetra le cellule ma forma un mantello esterno e una rete di Hartig tra le cellule corticali, creando l’interfaccia di scambio. In entrambi i casi la simbiosi e mutualmente vantaggiosa.

Tipologie di micorrize e funghi simbionti

Esistono cinque tipologie principali di micorrize. Le micorrize arbuscolari (AMF, Glomeromycota) sono le piu diffuse: colonizzano vite, olivo, agrumi, drupacee, pomacee, orticole, leguminose, cerealicole, ornamentali. Le specie commerciali piu usate sono Rhizophagus irregularis, Funneliformis mosseae, Claroideoglomus claroideum, Gigaspora margarita. Le ectomicorrize riguardano le forestali: pino, abete, faggio, quercia, castagno, nocciolo, e includono Tuber, Boletus, Lactarius, Pisolithus tinctorius.

Le micorrize ericoidi sono tipiche delle Ericaceae (mirtillo, rododendro, azalea, erica) e formate da Rhizoscyphus ericae. Le micorrize orchidoidi riguardano le Orchidaceae e sono indispensabili per la germinazione dei semi. Per l’agricoltura italiana le piu rilevanti sono le AMF, presenti in tutte le principali colture mediterranee.

Benefici agronomici delle micorrize

I benefici delle micorrize sono molteplici e ben documentati. Il principale e il miglioramento dell’assorbimento di fosforo: le ife micorriziche solubilizzano il fosforo organico e inorganico attraverso enzimi fosfatasi e acidi organici. Studi del CREA mostrano incrementi di assorbimento di P del 30-60 percento in piante micorrizate.

Il secondo beneficio e l’incremento della tolleranza allo stress idrico: il micelio extraradicale esplora micropori del suolo inaccessibili alle radici, fornendo acqua durante periodi siccitosi. Il terzo beneficio e la tolleranza salina e a metalli pesanti: le ife sequestrano ioni tossici riducendo il trasferimento alla pianta. Il quarto e il miglioramento della struttura del suolo attraverso la produzione di glomalina, glicoproteina che cementa gli aggregati.

Inoculazione micorrizica: tecniche e prodotti

L’inoculazione micorrizica si effettua con prodotti commerciali contenenti propaguli vitali (spore, ife, frammenti di radici colonizzate) di una o piu specie selezionate. I formulati piu diffusi sono in polvere bagnabile, granuli, gel o sospensioni liquide. La concentrazione di propaguli e espressa in spore/grammo o propaguli per peso di prodotto e dichiarata in etichetta.

Le tecniche di applicazione variano per coltura. In vivaismo si pratica l’incorporazione nel substrato al rinvaso o l’immersione delle radici nella sospensione prima dell’invasamento. In nuovi impianti arborei (vite, olivo, frutteto) l’inoculo si distribuisce nella buca di piantagione, a contatto con le radici. In orticole si applica al trapianto in solco o nel buchino. In colture in atto si distribuisce attraverso fertirrigazione o microincapsulati specifici.

Colture e applicazioni pratiche

Le micorrize trovano applicazione in tutte le principali filiere agronomiche italiane. In viticoltura migliorano la nutrizione fosfatica della vite, riducono lo stress da siccita in annate calde, migliorano l’allegagione e l’uniformita della maturazione. In olivicoltura sostengono nuovi impianti, supportano la produzione di drupe in oliveti su suoli poveri e migliorano la concimazione dell’olivo riducendo le quantita di fertilizzanti chimici necessari.

In frutticoltura facilitano l’attecchimento dei nuovi impianti, riducono il fenomeno del reimpianto sui terreni stanchi. In orticoltura intensiva e biologica si applicano a pomodoro, peperone, melanzana, cucurbitacee, brassicacee e leguminose con incrementi produttivi del 10-25 percento in condizioni di fosforo limitante. In vivaismo ornamentale e forestale sono pratica diffusa per ridurre i tempi di crescita e migliorare l’attecchimento post-trapianto.

Condizioni che favoriscono o limitano la simbiosi

L’efficacia della simbiosi micorrizica dipende da numerose condizioni. Le condizioni favorevoli includono: suoli con pH 5,5-7,5, livelli di fosforo medio-bassi, buon contenuto in sostanza organica, drenaggio adeguato, gestione conservativa del suolo (minima lavorazione, sovesci, pacciamature organiche), rotazioni con colture micorriziche.

Le condizioni limitanti includono: lavorazioni profonde frequenti che frammentano il micelio extraradicale, applicazioni eccessive di fertilizzanti fosfatici di sintesi che inibiscono la simbiosi, uso di fungicidi sistemici non selettivi, salinita elevata, sostituzione con specie non micorriziche (Brassicaceae, Chenopodiaceae, Caryophyllaceae) che lasciano il suolo “scarico” di propaguli. La rotazione con crucifere come colture intercalari richiede successiva re-inoculazione.

Integrazione con la nutrizione minerale

Le micorrize non sostituiscono completamente la fertilizzazione minerale ma ne modificano profondamente l’efficienza. In particolare riducono il fabbisogno di fertilizzanti fosfatici del 20-40 percento, migliorano l’efficienza dei concimi azotati riducendo le perdite per lisciviazione, supportano l’assorbimento di micronutrienti come zinco, rame, manganese, ferro e boro.

Una strategia integrata combina inoculazione micorrizica iniziale con concimazioni di mantenimento equilibrate. La linea SKL distribuita da Agrimag offre formulati compatibili: Protein Top biostimolante con amminoacidi e peptidi vegetali che stimola l’attivita radicale, HydroBlend 8-24-24+Mg per la nutrizione equilibrata, Boro Complex e Calcio Complex AHA per la nutrizione fogliare dei microelementi critici, Base Gold con Pinolene come adesivante.

Normativa e qualita degli inoculi commerciali

Gli inoculi micorrizici sono disciplinati dal Reg. UE 2019/1009 sui prodotti fertilizzanti, che li classifica come biostimolanti microbici. L’etichetta deve dichiarare le specie fungine presenti, la concentrazione di propaguli viable, la modalita di conservazione e la data di scadenza. La qualita di un inoculo si misura in propaguli per peso di prodotto e per la capacita di colonizzazione delle radici target.

In agricoltura biologica gli inoculi micorrizici sono ammessi dal Reg. UE 2018/848. Le aziende agricole devono mantenere registri di acquisto e applicazione e verificare la compatibilita del prodotto con il proprio organismo di controllo. Gli inoculi devono essere conservati in condizioni adeguate (temperatura, umidita) per mantenere la vitalita dei propaguli fino all’utilizzo.

Domande frequenti sulle micorrize

Quali colture beneficiano delle micorrize?

Oltre il 90 percento delle piante coltivate beneficia della simbiosi micorrizica. Le piu importanti sono vite, olivo, agrumi, drupacee (pesco, susino, ciliegio, albicocco), pomacee (melo, pero), orticole solanacee (pomodoro, peperone, melanzana), cucurbitacee, leguminose, cerealicole, ornamentali, vivaismo forestale. Le piante non micorriziche sono le Brassicaceae (cavoli, ravanelli, colza), le Chenopodiaceae (bietola, spinacio) e le Caryophyllaceae. La rotazione con queste famiglie riduce la popolazione micorrizica del suolo e richiede successiva reinoculazione.

Quando e come applicare l’inoculo micorrizico?

Il momento ottimale e al trapianto o all’impianto, in modo da metterlo a contatto diretto con le radici giovani. In vivaismo si applica al rinvaso o per immersione delle radici. In nuovi impianti arborei si distribuisce nella buca di piantagione. In orticole si applica nel solco o nel buchino di trapianto. In colture in atto si distribuisce attraverso fertirrigazione o microincapsulati specifici. Le dosi variano per coltura ma generalmente vanno da pochi grammi per pianta in vivaismo a 1-3 kg/ha in orticoltura e fruttiveti.

Le micorrize sostituiscono i fertilizzanti chimici?

No, le micorrize non sostituiscono completamente la fertilizzazione minerale ma ne aumentano significativamente l’efficienza. Riducono il fabbisogno di fertilizzanti fosfatici del 20-40 percento, migliorano l’efficienza dei concimi azotati riducendo le perdite per lisciviazione e supportano l’assorbimento di micronutrienti. Una strategia integrata combina inoculazione micorrizica iniziale con concimazioni di mantenimento equilibrate, con riduzione significativa dell’input chimico complessivo.

Cosa danneggia le micorrize gia presenti nel suolo?

I principali fattori limitanti sono: lavorazioni profonde frequenti che frammentano il micelio extraradicale, applicazioni eccessive di fertilizzanti fosfatici di sintesi (sopra 50-80 ppm P Olsen la simbiosi si riduce per inibizione da feedback), uso di fungicidi sistemici non selettivi, salinita elevata, suolo nudo prolungato senza colture micorriziche. La rotazione con Brassicaceae, Chenopodiaceae e Caryophyllaceae lascia il suolo “scarico” di propaguli e richiede successiva re-inoculazione.

Quanto dura la micorriza una volta formata?

Una volta stabilita, la simbiosi micorrizica si mantiene per tutta la vita della pianta ospite, con dinamiche stagionali di intensita della colonizzazione. Nei sistemi a coltura permanente (vite, olivo, frutteto) l’inoculazione iniziale al momento dell’impianto e sufficiente per costruire una popolazione micorrizica stabile. Nei sistemi a coltura annuale (orticole, cerealicole) la rotazione con piante micorriziche mantiene la popolazione del suolo, mentre rotazioni con Brassicaceae richiedono re-inoculazione periodica.

Affidati ad Agrimag per la transizione agroecologica

Agrimag distribuisce a viticoltori, olivicoltori, frutticoltori, orticoltori e vivaisti in tutta Italia inoculi micorrizici professionali (endomicorrize arbuscolari e ectomicorrize) accompagnati da consulenza tecnica agronomica. Il DSS Agrimag sviluppato da Spagro Srl con sede a Milano integra dati agroclimatici e di analisi del suolo per pianificare le inoculazioni nel momento e nella dose ottimali. La linea SKL (Protein Top, HydroBlend 8-24-24+Mg, Boro Complex, Calcio Complex AHA, Base Gold) integra l’attivita micorrizica con biostimolazione radicale e nutrizione equilibrata. Per consulenza, preventivi su bancale e supporto agronomico contattaci attraverso la sezione consulenza agronomica.


commenti

4 Commenti

  1. sto per piantumare delle piante di olivo e delle piante da frutto. chiedo nel momento del trapianto in terra oltre alle micorrize posso mescolare la zeolite?
    alessandro

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    • Ciao Alessandro, grazie per il tuo commento e per la tua domanda. Le micorrize sicuramente sono un grande aiuto per le piante, in quanto creano una simbiosi benefica con le radici, facilitando l’assorbimento dei nutrienti e migliorando la resistenza alle malattie.

      Per quanto riguarda l’uso della zeolite durante il trapianto in terra delle piante di olivo e delle piante da frutto, potrebbe essere una buona idea. La zeolite è un minerale poroso che può trattenere l’umidità e i nutrienti, rendendoli disponibili per le piante nel corso del tempo.

      Tuttavia, è importante considerare alcuni fattori prima di utilizzarla. Assicurati di utilizzare una zeolite di alta qualità, poiché alcune possono contenere tracce di metalli pesanti. Inoltre, verifica se la zeolite è compatibile con le specifiche esigenze delle piante di olivo e delle piante da frutto che stai piantando.

      Potrebbe essere utile consultare un esperto o un vivaista locale per ottenere consigli specifici sulla miscela del terreno e sui miglioramenti da apportare durante il trapianto. In questo modo, potrai assicurarti di creare le migliori condizioni possibili per le tue piante.

      Buona fortuna con il tuo progetto di piantumazione e spero che le tue piante di olivo e da frutto prosperino!

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  2. Molto chiaro e schematico. Riassume bene le nozioni principali sulle micorrize delle piante.

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    • Grazie Paolo per il tuo commento positivo sul post sulle micorrize delle piante. Sono contento che tu abbia trovato l’articolo chiaro e schematico, e che sia riuscito a riassumere bene le nozioni principali sulle micorrize. Le micorrize sono davvero un grande aiuto per le nostre piante, poiché migliorano l’assorbimento dei nutrienti e la resistenza alle malattie. È importante diffondere queste informazioni per promuovere una coltivazione più sostenibile e consapevole. Se hai domande o desideri condividere ulteriori esperienze sulle micorrize, sarò felice di sentire il tuo punto di vista.

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