Il concime fogliare è un fertilizzante applicato direttamente sulle foglie, dove gli elementi nutritivi vengono assorbiti attraverso la cuticola e gli stomi, garantendo una correzione rapida delle carenze nutrizionali nei momenti chiave del ciclo colturale. Si tratta di una tecnica complementare e non sostitutiva della concimazione al suolo, particolarmente preziosa per i microelementi e nelle fasi fenologiche più delicate come fioritura, allegagione e ingrossamento dei frutti. Utilizzato correttamente, il concime fogliare permette di superare i limiti di assorbimento radicale legati a terreni calcarei, asfittici, troppo freddi o con pH sfavorevole, intervenendo con tempestività dove la nutrizione tradizionale risulta lenta o inefficace.
La nutrizione fogliare sfrutta un principio fisiologico semplice: la lamina fogliare è una superficie attiva, capace di assorbire ioni e molecole disciolte nella soluzione distribuita. Le quantità apportate sono modeste rispetto al fabbisogno totale della pianta, ma l’efficienza è molto elevata, perché l’elemento bypassa il suolo e i suoi fenomeni di insolubilizzazione, retrogradazione e competizione. In questa guida vediamo che cos’è il concime fogliare, come funziona l’assorbimento, quali elementi conviene apportare per via fogliare, quando intervenire, come applicarlo in modo efficace e quali soluzioni scegliere in agricoltura convenzionale e biologica.
Che cos’è il concime fogliare
Il concime fogliare è un prodotto fertilizzante, liquido o idrosolubile in polvere, formulato per essere distribuito sulla vegetazione e assorbito dalle foglie. A differenza dei concimi destinati al suolo, deve possedere caratteristiche specifiche: elevata solubilità, basso indice salino per non provocare ustioni fogliari, presenza di agenti bagnanti e, spesso, di chelanti o complessanti che mantengono i microelementi in forma assimilabile sulla superficie della foglia.
Esistono concimi fogliari a base di macroelementi (azoto, fosforo, potassio, in formulati NPK equilibrati o squilibrati come i classici 20-20-20), di mesoelementi (calcio, magnesio, zolfo) e di microelementi (ferro, manganese, zinco, rame, boro, molibdeno). A questi si affiancano i biostimolanti fogliari, a base di amminoacidi, estratti algali ed estratti umici, che non nutrono in senso stretto ma migliorano l’efficienza fisiologica della pianta e il suo assorbimento. La scelta del prodotto dipende dall’obiettivo agronomico e dalla fase fenologica.
Come funziona l’assorbimento fogliare
L’assorbimento per via fogliare avviene attraverso due vie principali. La prima è la cuticola, lo strato ceroso che riveste l’epidermide: gli ioni e le molecole idrofile penetrano lentamente attraverso microcanali e pori cuticolari idratati. La seconda via sono gli stomi, le aperture preposte agli scambi gassosi, prevalentemente concentrate nella pagina inferiore della foglia. Per questo motivo bagnare bene anche la parte inferiore della lamina migliora sensibilmente l’efficienza del trattamento.
Diversi fattori condizionano l’assorbimento: l’umidità relativa elevata mantiene la goccia liquida più a lungo e favorisce la penetrazione; le temperature miti (idealmente tra 12 e 25 °C) sono ottimali, mentre il caldo intenso provoca rapida evaporazione e rischio di fitotossicità; il pH della soluzione, leggermente acido, aumenta la disponibilità di molti elementi. Anche lo stato della cuticola, la presenza di un bagnante e la dimensione delle gocce incidono sul risultato. Trattare nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio è quindi la regola d’oro della concimazione fogliare.
Quali elementi conviene apportare per via fogliare
Non tutti gli elementi danno la stessa resa se applicati sulle foglie. I microelementi sono i candidati ideali, perché il fabbisogno è quantitativamente ridotto e spesso il problema non è la loro carenza nel terreno, ma la scarsa disponibilità per blocco chimico. Il ferro, ad esempio, nei suoli calcarei diventa rapidamente indisponibile: la via fogliare, integrata o alternativa all’impiego di ferro chelato al suolo, consente un recupero veloce della clorosi.
Molto efficaci per via fogliare sono anche il boro, decisivo per allegagione e fecondazione, il manganese e lo zinco, coinvolti in numerosi processi enzimatici, e il calcio, elemento poco mobile la cui carenza nei frutti genera fisiopatie come il marciume apicale del pomodoro o il bitter pit del melo. Tra i macroelementi, l’azoto in forma ureica a basso biureto e il potassio, complementare alla concimazione con solfato di potassio al suolo, possono essere apportati in fase di ingrossamento e maturazione per sostenere pezzatura e qualità.
Quando intervenire: le fasi fenologiche chiave
La concimazione fogliare dà i risultati migliori quando è programmata in corrispondenza dei momenti di massima richiesta o di stress. La pre-fioritura e la fioritura richiedono boro e zinco per favorire l’impollinazione e l’allegagione; nelle drupacee e nelle pomacee questi interventi sono determinanti per la produzione. La fase di allegagione e accrescimento dei frutti beneficia di apporti di calcio e potassio per prevenire fisiopatie e migliorare consistenza e conservabilità.
Anche le situazioni di stress rappresentano un’indicazione precisa: dopo una gelata, una grandinata, un attacco parassitario o in condizioni di ristagno idrico, le radici lavorano male e la via fogliare diventa il canale più rapido per rifornire la pianta. In questi casi l’abbinamento con biostimolanti a base di amminoacidi ed estratti di alga, come gli idrolizzati proteici della linea SKL, accelera il recupero. Per l’olivo, la concimazione dell’olivo per via fogliare in pre-fioritura con boro è una pratica consolidata, così come per gli agrumi a sostegno della fioritura.
Concime fogliare biologico
In agricoltura biologica la nutrizione fogliare è ammessa con prodotti conformi al Regolamento (UE) 2018/848 e iscritti negli appositi elenchi. Tra le soluzioni più diffuse figurano gli estratti di alghe (in particolare Ascophyllum nodosum), gli idrolizzati proteici di origine vegetale, gli estratti umici e i microelementi in forma consentita. Questi prodotti uniscono un’azione nutrizionale a un effetto biostimolante, migliorando la tolleranza agli stress abiotici e l’efficienza d’uso degli altri nutrienti.
La linea SKL, distribuita da Agrimag, comprende formulati adatti anche all’impiego in regime biologico, come Extr 99 WP a base di alghe e Protein Top idrolizzato proteico vegetale, da abbinare a una corretta gestione della fertilità del suolo e all’inoculo di micorrize. È sempre buona norma verificare l’idoneità del singolo prodotto consultando l’etichetta e gli elenchi degli input ammessi in biologico, perché la conformità dipende dalla specifica formulazione e non dalla categoria merceologica.
Come applicare il concime fogliare in modo efficace
L’efficacia di un trattamento fogliare dipende tanto dal prodotto quanto dalla tecnica di distribuzione. Il primo accorgimento riguarda il volume d’acqua: deve essere sufficiente a bagnare uniformemente la chioma fino a leggero gocciolamento, senza eccessi. La qualità dell’acqua conta molto: acque dure e alcaline riducono l’efficacia, per cui può essere utile correggere il pH della miscela su valori leggermente acidi.
L’aggiunta di un bagnante adesivante, come Base Gold a base di pinolene, migliora la distribuzione, riduce la tensione superficiale e prolunga la persistenza del prodotto sulla foglia. È fondamentale rispettare le dosi di etichetta: dosaggi eccessivi, soprattutto in giornate calde, provocano bruciature fogliari. Vanno inoltre verificate le compatibilità di miscela quando il concime fogliare viene abbinato a trattamenti fitosanitari, evitando associazioni rischiose come il calcio con i fosfati o con prodotti a reazione alcalina. Una taratura accurata dell’atomizzatore e gocce di dimensione media completano la corretta esecuzione.
Concime fogliare e nutrizione al suolo: un’integrazione, non un’alternativa
Un errore frequente è considerare il concime fogliare come sostituto della concimazione di fondo. In realtà i quantitativi di nutrienti apportabili per via fogliare sono limitati e non possono coprire l’intero fabbisogno della coltura, soprattutto per i macroelementi. La via fogliare va quindi vista come uno strumento di precisione, da affiancare a un piano di fertilizzazione al suolo ben impostato, basato sull’analisi del terreno e, dove possibile, sulla diagnostica fogliare, secondo le indicazioni della ricerca agronomica del CREA.
L’approccio più efficace combina la concimazione di base e di copertura al suolo, che assicura la nutrizione di fondo, con interventi fogliari mirati nei momenti critici e con il supporto di biostimolanti. Strumenti come il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl, aiutano a programmare gli interventi in funzione della fase fenologica e delle condizioni climatiche, evitando sprechi e massimizzando la resa qualitativa e quantitativa della coltura.
Concime fogliare NPK e i formulati 20-20-20
Tra i concimi fogliari più utilizzati ci sono i formulati NPK idrosolubili, disponibili in titoli bilanciati come il classico 20-20-20 oppure squilibrati a favore di un elemento, in funzione della fase colturale. Un titolo equilibrato è indicato nelle fasi di crescita vegetativa, quando la pianta richiede azoto, fosforo e potassio in proporzioni simili; un formulato ad alto fosforo sostiene la radicazione e le prime fasi, mentre uno ad alto potassio accompagna ingrossamento e maturazione dei frutti, migliorando grado zuccherino, colore e conservabilità.
Questi prodotti contengono in genere anche microelementi chelati e hanno un basso indice salino, requisito indispensabile per la sicurezza fogliare. Per il fosforo, in alcune situazioni si ricorre a formulati specifici a base di fosfiti o di acido fosforico tamponato, mentre per gli apporti di calcio in fase di accrescimento è utile abbinare prodotti come il nitrato di calcio fogliare, particolarmente efficace contro le fisiopatie da carenza di calcio nelle orticole e nei fruttiferi.
Errori comuni nella concimazione fogliare
Diversi errori riducono l’efficacia dei trattamenti fogliari o, peggio, danneggiano la coltura. Il più frequente è trattare nelle ore calde: l’evaporazione rapida concentra i sali sulla foglia e provoca bruciature. Altrettanto dannoso è superare le dosi indicate in etichetta, nella convinzione errata che “più prodotto” equivalga a “più nutrizione”. Anche l’impiego di acqua dura e alcalina senza correzione del pH abbassa l’assorbimento di molti elementi.
Un altro errore tipico è considerare il fogliare un sostituto della concimazione al suolo: i quantitativi apportabili non bastano a coprire il fabbisogno dei macroelementi, e affidarsi solo alla via fogliare porta a squilibri. Vanno infine evitate le miscele incompatibili, come l’associazione del calcio con prodotti a base di fosfati o solfati, che generano precipitati insolubili. Verificare sempre la compatibilità prima di unire più prodotti nella stessa botte è una regola di buon senso che evita danni e sprechi.
Domande frequenti sul concime fogliare
Quando si dà il concime fogliare?
Il concime fogliare si applica nei momenti di massima richiesta nutrizionale o di stress: in pre-fioritura e fioritura per apportare boro e zinco, in allegagione e ingrossamento dei frutti per calcio e potassio, e dopo eventi avversi come gelate, grandinate o attacchi parassitari, quando l’apparato radicale lavora male. Va sempre distribuito nelle ore fresche della giornata, di primo mattino o nel tardo pomeriggio, con temperature comprese tra 12 e 25 °C e umidità relativa elevata, evitando le ore più calde per non provocare bruciature fogliari e per favorire un assorbimento ottimale degli elementi.
Qual è la differenza tra concime fogliare e concime al suolo?
Il concime al suolo viene assorbito dalle radici e copre il fabbisogno nutrizionale di base della coltura, ma è soggetto a fenomeni di insolubilizzazione, competizione e blocco chimico, soprattutto nei terreni calcarei o con pH sfavorevole. Il concime fogliare, assorbito direttamente dalle foglie attraverso cuticola e stomi, agisce in modo rapido e mirato, bypassando i limiti del suolo, ma apporta quantità modeste di nutrienti. Per questo le due tecniche sono complementari: la nutrizione al suolo resta la base, mentre quella fogliare interviene come correzione di precisione nei momenti chiave.
Si può usare il concime fogliare in agricoltura biologica?
Sì, a condizione di impiegare prodotti conformi al Regolamento (UE) 2018/848 e iscritti negli elenchi degli input ammessi in biologico. Le soluzioni più utilizzate sono gli estratti di alghe come Ascophyllum nodosum, gli idrolizzati proteici vegetali, gli estratti umici e i microelementi in forma consentita, spesso con un effetto al tempo stesso nutrizionale e biostimolante. La conformità dipende dalla singola formulazione e non dalla categoria del prodotto, perciò è sempre necessario verificare l’etichetta e la documentazione del produttore prima dell’impiego in azienda certificata.
Quali microelementi si danno per via fogliare?
I microelementi sono i candidati ideali alla nutrizione fogliare perché il fabbisogno è ridotto e spesso il problema è la loro indisponibilità nel terreno. I più impiegati sono il ferro, per il recupero rapido delle clorosi nei suoli calcarei, il boro, fondamentale per allegagione e fecondazione, il manganese e lo zinco, coinvolti in numerosi processi enzimatici, e il rame e il molibdeno in casi specifici. Per i microelementi metallici è preferibile la forma chelata o complessata, che ne mantiene la disponibilità sulla superficie fogliare e ne favorisce l’assorbimento.
Ogni quanto si applica il concime fogliare?
La frequenza dipende dalla coltura, dall’obiettivo e dalla fase fenologica. In linea generale, gli interventi fogliari si concentrano in pochi momenti strategici del ciclo, ripetuti a distanza di 10-15 giorni quando si tratta di sostenere fioritura, allegagione e accrescimento dei frutti. Non ha senso un uso indiscriminato e troppo frequente: la via fogliare è uno strumento di precisione, non un sostituto della concimazione al suolo. Programmare gli interventi sulla base della diagnostica fogliare e delle reali esigenze della coltura evita sprechi e rischi di fitotossicità.
Scegli i concimi fogliari professionali con Agrimag
Agrimag, con sede a Corato, propone una linea completa di concimi fogliari professionali e affianca al catalogo il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl di Milano. La linea di nutrizione SKL comprende formulati fogliari NPK idrosolubili, microelementi chelati come Boro Complex, Calcio Complex AHA, Manganese Complex e Micromix EDTA, biostimolanti a base di alghe ed estratti proteici e il bagnante Base Gold. Il DSS integra previsioni meteo localizzate e modelli fenologici per programmare gli interventi nel momento giusto. La distribuzione copre tutto il territorio nazionale, anche per quantitativi professionali a bancale.





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