Fosfato Biammonico (DAP): Guida 2026 a Dosi e Impieghi

Pubblicato il 10 Agosto 2022

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Da Francesco Di Noia

Il fosfato biammonico (DAP, Diammonium Phosphate, formula (NH₄)₂HPO₄) è uno dei fertilizzanti binari azoto-fosforo più impiegati al mondo: con un titolo standard 18-46-0 fornisce contemporaneamente azoto ammoniacale prontamente disponibile e fosforo altamente solubile, ed è la scelta di riferimento per la concimazione di fondo dei cereali autunno-vernini, delle orticole industriali e di tutte le colture in cui è cruciale spingere lo sviluppo radicale fin dai primi stadi fenologici.

In Italia il fosfato biammonico è ampiamente utilizzato sia in agricoltura estensiva, sia in fruttiviticoltura specializzata, sia in fertirrigazione su orticole protette per la sua eccellente solubilità in acqua e la rapidità di azione del fosforo. Questa guida tecnica Agrimag aggiorna al 2026 il quadro completo sul DAP: composizione chimica, ruolo fisiologico del fosforo, sintomi di carenza, dosaggi indicativi per coltura, modalità di distribuzione, compatibilità di miscela, confronto con altri fosfatici e inquadramento nel Regolamento UE 2019/1009.

Cos’è il fosfato biammonico (DAP)

Il fosfato biammonico, in inglese Diammonium Phosphate (DAP), è un sale cristallino di colore grigio-bruno con formula chimica (NH₄)₂HPO₄. Si ottiene per reazione tra acido fosforico e ammoniaca anidra e si presenta in granuli sferici di 2-4 mm, fluenti, scarsamente igroscopici e adatti sia all’applicazione in pieno campo con spandiconcime sia alla solubilizzazione in acqua per la fertirrigazione.

La composizione commerciale standard del DAP è 18-46-0: 18% di azoto totale (interamente in forma ammoniacale, NH₄⁺) e 46% di anidride fosforica (P₂O₅) solubile in citrato neutro di ammonio e in acqua. Questo significa che ogni 100 kg di prodotto distribuiti apportano 18 kg di azoto e circa 20 kg di fosforo puro (P), pari a 46 kg di P₂O₅. È classificato come concime binario NP ai sensi del Regolamento UE 2019/1009 sui prodotti fertilizzanti, che ha sostituito il precedente Reg. CE 2003/2003.

La soluzione acquosa di DAP ha pH leggermente acido (7,5-8,0) ma in seguito alla nitrificazione dell’azoto ammoniacale rilasciato esprime nel terreno un effetto acidificante, utile su suoli alcalini-calcarei dove migliora la disponibilità del fosforo stesso e dei microelementi metallici.

Ruolo del fosforo nelle piante

Il fosforo è uno dei tre macroelementi principali, insieme ad azoto e potassio, ma assume un ruolo strutturale e funzionale unico nella fisiologia vegetale. Entra come componente strutturale degli acidi nucleici (DNA, RNA), dei fosfolipidi delle membrane cellulari e delle molecole energetiche ATP, ADP e AMP, che sono il motore di praticamente ogni reazione metabolica.

A livello agronomico, il fosforo è particolarmente importante negli stadi giovanili della pianta: stimola lo sviluppo dell’apparato radicale primario e secondario, accelera la levata nei cereali, favorisce la differenziazione delle gemme a fiore, sostiene la fioritura e l’allegagione e migliora la maturazione e la qualità di frutti, semi e bacche. La carenza di fosforo nei primi stadi vegetativi è una delle cause più frequenti di stentamenti irreversibili anche con successive concimazioni di copertura.

Nel terreno il fosforo è poco mobile: tende a fissarsi su argille, ossidi di ferro e alluminio e a precipitare come fosfati di calcio nei suoli calcarei, con una quota assimilabile spesso inferiore al 20% del fosforo totale presente. Per questo l’apporto fosfatico va localizzato in prossimità delle radici e somministrato preferibilmente come fertilizzante solubile come il DAP, in modo da rendere il nutriente disponibile nelle prime fasi del ciclo colturale.

Sintomi di carenza di fosforo

La carenza di fosforo nelle colture si manifesta tipicamente nelle fasi giovanili e mostra sintomatologie ben riconoscibili. Le foglie più vecchie assumono un colore verde scuro tendente al bluastro, spesso con sfumature violacee o bronzo che derivano dall’accumulo di antociani non più mascherati da una normale sintesi proteica. Le piante presentano crescita stentata, internodi accorciati e apparato radicale poco sviluppato.

Su cereali la carenza si manifesta con accestimento ridotto, levata ritardata e spigatura compromessa. Sulle orticole (pomodoro, peperone, melanzana) compaiono le caratteristiche venature violacee sulle foglie basali e una marcata riduzione del numero di palchi fiorali. Sulle drupacee e pomacee la carenza di P si traduce in scarsa allegagione, frutti di calibro ridotto e maturazione tardiva e disuniforme.

L’analisi del terreno, secondo i metodi Olsen (suoli neutri-alcalini) o Bray-Kurtz (suoli acidi), resta lo strumento di riferimento per quantificare le riserve di fosforo assimilabile e calibrare le dosi di DAP secondo i bilanci di restituzione previsti dai disciplinari regionali di produzione integrata e dalle linee guida CREA.

Dosaggi del fosfato biammonico per coltura

Le dosi di fosfato biammonico vanno calcolate in base ai fabbisogni della coltura, alla dotazione di fosforo del terreno e all’asportazione attesa. Le indicazioni che seguono sono valori orientativi medi per condizioni standard di impiego e vanno sempre verificate con analisi del terreno e disciplinari regionali.

Cereali autunno-vernini (frumento duro, orzo, avena): 100-200 kg/ha di DAP distribuiti in presemina e interrati con la lavorazione, corrispondenti a 18-36 kg/ha di N e 46-92 kg/ha di P₂O₅. Su terreni poveri di fosforo si può salire a 250 kg/ha.

Mais e sorgo: 150-250 kg/ha localizzati in semina con concimazione starter sotto il solco, per stimolare lo sviluppo radicale e la levata; integrazione di azoto in copertura con urea o nitrato ammonico.

Orticole industriali (pomodoro da industria, peperone, melanzana): 200-400 kg/ha in pre-trapianto, frazionati con concimazioni di copertura per coprire la successiva richiesta di K e Ca tramite altri formulati.

Fruttiferi e vigneti: 100-200 kg/ha localizzati lungo il filare a fine inverno; sui giovani impianti la dose è inferiore (50-100 kg/ha) e localizzata vicino al pane di terra.

Fertirrigazione su orticole protette: 1-3 kg per 1000 L di acqua, in cicli giornalieri o a giorni alterni nelle fasi di intensa crescita vegetativa, con verifica della compatibilità con gli altri sali in soluzione.

Modalità di distribuzione e localizzazione

Il fosfato biammonico esprime al meglio la sua efficacia se localizzato in prossimità delle radici: questo riduce la fissazione del fosforo nel terreno e ne aumenta l’assimilabilità per la coltura. La distribuzione a spaglio in pieno campo richiede interramento con erpice o estirpatore entro 24-48 ore per evitare perdite di azoto ammoniacale per volatilizzazione, particolarmente su terreni alcalini e con temperature elevate.

La concimazione starter, con DAP localizzato a 5-10 cm di profondità sotto il solco di semina di mais, sorgo e girasole, è una delle pratiche di maggior efficacia agronomica perché rende il fosforo immediatamente disponibile nelle prime settimane di sviluppo, quando temperatura del suolo bassa e attività microbica ridotta limitano la mineralizzazione del fosforo organico.

Nelle colture arboree il DAP si distribuisce sulla proiezione della chioma e si interra con leggera erpicatura, oppure si localizza in solchi paralleli al filare aperti con assolcatore. Per la fertirrigazione il DAP va solubilizzato in acqua calda (per facilitare la dissoluzione completa) e iniettato a monte del filtro a dischi del sistema di irrigazione.

Compatibilità di miscela e accorgimenti

Il DAP è compatibile con la maggior parte dei fertilizzanti azotati e potassici (urea, solfato ammonico, nitrato ammonico, solfato di potassio, cloruro di potassio) ma non va miscelato con concimi calcici (calce, gesso, nitrato di calcio) né con calciocianammide, perché si verifica la precipitazione di fosfato bicalcico insolubile e la perdita di azoto ammoniacale per liberazione di ammoniaca.

In fertirrigazione il DAP non deve essere combinato in stesso serbatoio con soluzioni di calcio o ferro chelato a pH alto: si formano precipitati che occludono filtri e gocciolatori. La soluzione corretta è gestire due serbatoi separati e iniettare le due famiglie di nutrienti in tempi distinti.

Approfondisci la concimazione delle principali colture nella sezione tematica Agrimag, e consulta i nostri articoli su solfato di potassio e concimazione dell’olivo per pianificare un programma nutrizionale completo.

DAP, MAP e Superfosfato a confronto

Il DAP non è l’unico concime fosfatico disponibile. Il fosfato monoammonico (MAP, NH₄H₂PO₄), con titolo 12-52-0, contiene più fosforo e meno azoto: ha pH della soluzione decisamente acido (4,5-5,0) ed è preferito su suoli alcalini-calcarei o in fertirrigazione su substrati con tendenza all’alcalinizzazione. Il superfosfato triplo (TSP), 0-46-0, fornisce solo fosforo ed è privo di azoto, indicato dove l’azoto è già coperto da altre fonti.

Il perfosfato minerale (16-20% P₂O₅) contiene anche zolfo e calcio ed è una scelta classica per le concimazioni di fondo delle colture estensive su suoli sub-acidi. La scelta tra questi prodotti dipende dal pH del terreno, dal bilancio dei nutrienti, dai costi unitari del P₂O₅ apportato e dalla logistica aziendale.

Inquadramento normativo e tracciabilità

I fertilizzanti minerali, incluso il fosfato biammonico, sono disciplinati in UE dal Regolamento (UE) 2019/1009, che dal 16 luglio 2022 ha sostituito il precedente Reg. CE 2003/2003 introducendo nuove categorie di prodotti, limiti su contaminanti (cadmio, arsenico, piombo, mercurio, cromo VI) e l’obbligo di marcatura CE. In Italia si applica anche il D.Lgs. 75/2010 e successive modifiche per la commercializzazione e l’etichettatura dei concimi.

L’utilizzo agronomico del DAP deve essere coerente con la Direttiva Nitrati (91/676/CEE) nelle zone vulnerabili e con i bilanci di restituzione previsti dai PSR regionali e dai disciplinari di produzione integrata. Il quaderno di campagna deve riportare data, coltura, dose e tecnica di applicazione di ogni intervento fertilizzante, secondo le indicazioni delle Linee Guida nazionali sull’uso sostenibile dei fertilizzanti.

Domande frequenti sul fosfato biammonico

Che cos’è il fosfato biammonico e a cosa serve?

Il fosfato biammonico, comunemente noto come DAP (Diammonium Phosphate), è un fertilizzante binario azoto-fosforo di formula (NH₄)₂HPO₄ con titolo standard 18-46-0. Apporta contemporaneamente 18% di azoto ammoniacale prontamente disponibile e 46% di anidride fosforica solubile, ed è uno dei concimi fosfatici più utilizzati al mondo per la concimazione di fondo dei cereali, del mais, delle orticole industriali e dei fruttiferi. Stimola lo sviluppo radicale, favorisce la fioritura, migliora la maturazione di semi e frutti e ha pH della soluzione leggermente alcalino con effetto acidificante post-nitrificazione utile su suoli alcalini-calcarei.

Qual è il dosaggio del fosfato biammonico?

Il dosaggio del fosfato biammonico varia in base alla coltura, alla dotazione di fosforo del terreno e al sistema colturale. Su cereali autunno-vernini si applicano 100-200 kg/ha in presemina; su mais e sorgo 150-250 kg/ha localizzati come starter in semina; su orticole industriali 200-400 kg/ha in pre-trapianto; su fruttiferi e vigneti 100-200 kg/ha localizzati lungo il filare a fine inverno; in fertirrigazione 1-3 kg per 1000 L di acqua. Le dosi indicative vanno verificate con analisi del terreno secondo metodi Olsen o Bray-Kurtz e calibrate sui bilanci di restituzione previsti dai disciplinari regionali.

Qual è la differenza tra DAP e MAP?

La differenza principale tra DAP (fosfato biammonico, 18-46-0) e MAP (fosfato monoammonico, 12-52-0) sta nel rapporto N/P e nel pH della soluzione. Il DAP ha più azoto (18% contro 12%) e meno fosforo (46% contro 52%); la soluzione di DAP è leggermente alcalina (pH 7,5-8,0), mentre quella del MAP è acida (pH 4,5-5,0). Il MAP è quindi preferito su suoli alcalini-calcarei e in fertirrigazione su substrati con tendenza all’alcalinizzazione, mentre il DAP è la scelta standard su suoli a pH neutro-acido e nelle concimazioni di fondo dove serve anche un apporto azotato significativo.

Il fosfato biammonico è compatibile con altri concimi?

Il fosfato biammonico è compatibile con la maggior parte dei fertilizzanti azotati e potassici come urea, solfato ammonico, nitrato ammonico, solfato di potassio e cloruro di potassio. Non va miscelato con concimi calcici (calce, gesso, nitrato di calcio) né con calciocianammide perché si forma fosfato bicalcico insolubile e si perde azoto per volatilizzazione di ammoniaca. In fertirrigazione il DAP non deve essere combinato in stesso serbatoio con calcio o ferro chelato a pH alto: si formano precipitati che occludono filtri e gocciolatori. La gestione corretta prevede serbatoi separati con iniezione sequenziale.

Quando distribuire il fosfato biammonico?

Il fosfato biammonico va distribuito in pre-semina o pre-trapianto e interrato entro 24-48 ore per evitare perdite di azoto ammoniacale per volatilizzazione, particolarmente su terreni alcalini e con temperature elevate. Nelle colture cerealicole il momento ottimale è ottobre-novembre per il frumento e marzo per il mais (localizzazione starter in semina). Nelle colture arboree la distribuzione avviene a fine inverno, prima della ripresa vegetativa, sulla proiezione della chioma. In fertirrigazione il DAP si applica in cicli di intensa crescita vegetativa, con verifica della compatibilità di miscela con gli altri sali in soluzione.

Soluzioni Agrimag per la concimazione fosfo-azotata

Agrimag affianca l’agricoltore italiano con un catalogo specialistico di fertilizzanti minerali e biostimolanti a marchio SKL e con il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS sviluppato da Spagro Srl Milano, che calcola fabbisogni e bilanci nutrizionali coltura-specifici a partire dai dati di analisi del terreno e dagli obiettivi produttivi aziendali. A complemento del DAP segnaliamo i formulati SKL HydroBlend 8-24-24+Mg (NPK idrosolubile per fertirrigazione), SKL Base Gold coadiuvante, SKL Protein Top biostimolante amminoacidico per stimolare la radicazione iniziale. La copertura logistica nazionale consente consegne in tutta Italia anche su bancale per le quantità professionali, e il team agronomico Agrimag è a disposizione per consulenze tecniche personalizzate sulle vostre colture.

commenti

4 Commenti

  1. Buonasera. Quale è la quantità di fosfato biammonico consigliata, a pianta, per viti ed olivi di 5 anni?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera Remo,
      per piante di vite e olivo di circa 5 anni il fosfato biammonico (DAP 18-46) si utilizza generalmente in quantità moderate, perché è un concime molto ricco di fosforo.
      Indicativamente:
      • Vite: circa 80-120 g per pianta distribuiti nel terreno vicino alla zona radicale.
      • Olivo: circa 150-250 g per pianta, in base alla vigoria e alla fertilità del terreno.
      Il concime va interrato leggermente nel terreno e applicato preferibilmente a fine inverno o inizio primavera.
      Naturalmente le dosi possono variare in base al tipo di terreno e alle analisi del suolo, quindi se hai dati più precisi possiamo indicarti una concimazione ancora più corretta.
      Un saluto. 🌱

      Rispondi
  2. Dopo quanto tempo dalla concimazione bisogna seminare, se ho concimato e a causa della pioggia non si riesce a seminare subito dopo cosa succede, si perde il concime?

    Rispondi
    • Salve Luciano, può stare tranquillo. Il Fosfato Biammonico non si dilava a causa di una singola precipitazione. Può seminare anche dopo 15 giorni.

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