Sesamo Pianta: Come Coltivare il Sesamo, Passo Passo

Pubblicato il 22 Aprile 2023

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Da Massimiliano Dal Pra

Il sesamo è una delle oleaginose più antiche coltivate dall’uomo e, con il ritorno di interesse per le colture resistenti alla siccità, sta tornando all’attenzione anche in ambiente mediterraneo. La pianta di sesamo (Sesamum indicum) è un’erbacea annuale della famiglia delle Pedaliaceae, alta da 60 a 180 cm, coltivata per i semi ricchi di olio: ha un ciclo di 90-140 giorni, richiede temperature elevate e terreni ben drenati, e si raccoglie quando le capsule iniziano ad aprirsi.

La sua caratteristica agronomica più marcata è la tolleranza allo stress idrico. Il sesamo sviluppa un fittone profondo e continua a vegetare in condizioni che bloccano mais e girasole, ma è insieme estremamente sensibile a due fattori opposti: il freddo e il ristagno. Bastano poche ore di acqua stagnante nel terreno per compromettere l’apparato radicale, e la germinazione non parte se il suolo resta sotto i 18 °C.

In questa guida vediamo come si coltiva il sesamo pianta per pianta, dal punto di vista tecnico: caratteristiche botaniche e ciclo colturale, esigenze di clima e terreno, epoca e modalità di semina, piano di concimazione, gestione dell’acqua e delle infestanti, principali avversità, e soprattutto la raccolta, che nel sesamo è il passaggio più delicato per via della deiscenza delle capsule.

Sesamo pianta: botanica e ciclo colturale

Il sesamo appartiene alla famiglia delle Pedaliaceae ed è originario dell’Africa tropicale e dell’India. È una pianta erbacea annuale con fusto eretto, spesso ramificato, sezione quadrangolare e superficie pubescente. Le foglie variano molto lungo il fusto: più larghe e lobate in basso, strette e lanceolate verso l’apice.

I fiori sono tubulosi, campanulati, bianchi o rosati, portati all’ascella delle foglie. Il frutto è una capsula allungata che a maturazione si apre longitudinalmente liberando i semi: è da questa apertura improvvisa che deriva l’espressione “apriti sesamo”. Ogni capsula contiene da 50 a 100 semi piccoli, piatti e ovali, di colore bianco, giallastro, bruno o nero secondo la varietà.

Il ciclo dura tipicamente 90-140 giorni dalla semina alla raccolta, con differenze marcate tra varietà precoci e tardive. Le fasi sono:

  • emergenza, 4-8 giorni dopo la semina se il terreno è sufficientemente caldo;
  • sviluppo vegetativo, 30-40 giorni, in cui si costruisce l’apparato fogliare e il fittone;
  • fioritura scalare, che procede dal basso verso l’alto e può durare 3-6 settimane;
  • riempimento e maturazione delle capsule, anch’esse scalari, con quelle basali mature mentre in alto la pianta fiorisce ancora.

La scalarità è il vero nodo tecnico della coltura: al momento della raccolta convivono capsule già deiscenti, capsule mature e capsule ancora verdi.

Sesamo pianta: clima e terreno ideali

Il sesamo è una coltura da clima caldo, e su questo non c’è margine di adattamento. Le condizioni richieste sono:

  • temperatura del suolo superiore a 18-20 °C alla semina: sotto questa soglia la germinazione è irregolare o assente;
  • temperature dell’aria tra 25 e 32 °C durante il ciclo, con optimum intorno ai 27-30 °C;
  • assenza di gelate per tutto il periodo colturale;
  • fase finale asciutta: piogge in maturazione provocano germinazione dei semi in capsula e perdite di qualità.

In Italia queste condizioni si trovano nelle regioni meridionali e insulari, dove la coltura è tecnicamente possibile con semine tardo-primaverili. Nel Centro-Nord il ciclo si scontra con l’abbassamento termico autunnale prima della maturazione completa.

Sul terreno il sesamo chiede soprattutto drenaggio. Predilige suoli sciolti, sabbioso-limosi, profondi, con pH tra 5,5 e 8,0, quindi tollera bene anche i suoli subalcalini tipici di molte aree meridionali. Non tollera invece i terreni pesanti e mal livellati: un’ora di ristagno in fase giovanile è sufficiente a compromettere la coltura. Prima della semina un livellamento del terreno accurato e una lavorazione che rompa eventuali suole di compattamento valgono più di qualsiasi intervento successivo.

Semina del sesamo: epoca, profondità e sesto

L’epoca di semina si decide sulla temperatura del suolo, non sul calendario. Nelle aree meridionali italiane la finestra utile va indicativamente da fine maggio a giugno, quando il terreno a 5 cm di profondità ha superato stabilmente i 18-20 °C.

Il seme di sesamo è molto piccolo, quindi la preparazione del letto di semina è determinante: serve un terreno affinato, livellato e sufficientemente compattato in superficie per garantire contatto seme-suolo. Le indicazioni operative:

  • profondità di semina 1,5-3 cm: più in profondità il seme non ha riserve sufficienti per emergere;
  • distanza tra le file 40-60 cm, con 5-10 cm sulla fila dopo il diradamento;
  • densità finale indicativa di 20-30 piante per metro quadrato, da ridurre nelle varietà molto ramificate;
  • rullatura leggera dopo la semina per uniformare l’emergenza.

Il sesamo entra bene in rotazione dopo un cereale autunno-vernino e prima di una leguminosa. Alternare famiglie botaniche diverse interrompe i cicli dei patogeni terricoli: lo stesso principio applicato a cece, lenticchia o arachide nelle rotazioni mediterranee.

Sesamo pianta: la concimazione corretta

Il sesamo ha asportazioni contenute rispetto a mais o girasole, ma risponde bene a una nutrizione equilibrata. L’errore da evitare è l’eccesso di azoto, che allunga il ciclo, ritarda la maturazione e favorisce l’allettamento in una pianta già alta e con fusto sottile.

  • Azoto: apporti moderati e frazionati, con una quota alla semina e una in copertura all’inizio della ramificazione. Le dosi elevate spostano l’equilibrio verso la vegetazione.
  • Fosforo: fondamentale per la radicazione e per la formazione delle capsule, va distribuito in pre-semina e interrato.
  • Potassio: sostiene il riempimento del seme e il contenuto in olio. Formulati come il solfato di potassio sono adatti in pre-semina o in copertura precoce.
  • Sostanza organica: stallatico maturo o compost migliorano struttura e ritenzione idrica, un vantaggio in una coltura che vive spesso in asciutta.

Nei suoli calcarei del Sud Italia va tenuta d’occhio la disponibilità di ferro e zinco: le carenze indotte dal pH elevato si correggono con chelati stabili o con apporti fogliari, non aumentando le dosi al terreno. Nel catalogo Agrimag i formulati della linea SKL, la sezione concimi e i concimi fogliari coprono entrambe le strategie. L’inoculo con micorrize alla semina è utile nei terreni poveri di fosforo.

Irrigazione e controllo delle infestanti

Il sesamo viene spesso descritto come coltura da asciutto, e in molti areali lo è. Questo però non significa che ignori l’acqua: le fasi in cui una carenza pesa di più sono l’emergenza e la fioritura-riempimento delle capsule. Un’irrigazione di soccorso in queste due finestre può fare la differenza sulla resa, mentre gli apporti in maturazione sono dannosi.

Se si irriga, la microirrigazione a goccia è preferibile all’aspersione: evita la bagnatura fogliare, riduce le perdite e consente il frazionamento. L’uniformità di distribuzione dipende dalla scelta dei tubi per irrigazione e dalla gestione delle elettrovalvole.

Il controllo delle infestanti è invece critico nelle prime 4-6 settimane. Il sesamo ha crescita iniziale lenta e viene facilmente soffocato. Falsa semina, sarchiature meccaniche tra le file e una buona preparazione del letto di semina riducono la pressione prima di dover ricorrere a un diserbante. Una volta chiusa la fila, la coltura si difende da sola per ombreggiamento.

Malattie e parassiti del sesamo

Le avversità del sesamo sono in gran parte legate all’eccesso di umidità e alla scarsa rotazione.

  • Marciumi del colletto e delle radici (Macrophomina, Fusarium, Rhizoctonia): favoriti da ristagno e monosuccessione. La prevenzione passa da drenaggio, rotazioni ampie e seme sano.
  • Alternariosi e cercosporiosi: maculature fogliari in condizioni umide, contenibili con fungicidi ad azione preventiva come i rameici, tra cui la poltiglia bordolese.
  • Afidi: colonizzano gli apici in fase di fioritura e possono trasmettere virosi. I rimedi sono descritti nella guida sugli afidi delle piante.
  • Nottue e larve fogliari: si controllano con monitoraggio e prodotti a base di Bacillus thuringiensis o con insetticidi naturali sulle larve giovani.
  • Uccelli granivori in maturazione: possono causare perdite significative nelle superfici piccole.

Raccolta del sesamo: il problema della deiscenza

La raccolta è il punto in cui si perde più prodotto. Le capsule deiscenti si aprono a maturazione e i semi cadono a terra, per questo il momento va anticipato rispetto alla maturazione completa.

Il criterio pratico è raccogliere quando le capsule basali iniziano ad aprirsi e le foglie ingialliscono e cadono, mentre la parte alta della pianta è ancora in maturazione. Le due strade sono:

  1. Raccolta tradizionale: taglio delle piante alla base, legatura in covoni e posa in piedi ad asciugare per 1-2 settimane. I semi vengono poi liberati capovolgendo i covoni su un telo e scuotendoli. È il metodo usato nelle piccole superfici e negli orti.
  2. Raccolta meccanica: possibile con varietà a capsula indeiscente o a deiscenza ritardata, selezionate proprio per la mietitrebbiatura, eventualmente con disseccamento preventivo per uniformare la maturazione.

Dopo la raccolta i semi vanno essiccati fino a un’umidità intorno al 6% e puliti dai residui vegetali. Conservati asciutti, al riparo dalla luce e in ambiente fresco, mantengono a lungo la qualità dell’olio; con umidità residua elevata irrancidiscono rapidamente. Dati e statistiche sulla coltura a livello mondiale sono consultabili sul portale della FAO, mentre la ricerca agronomica italiana di riferimento è il CREA.

Domande frequenti su sesamo pianta e coltivazione

Sesamo pianta: come si coltiva?

Il sesamo si semina direttamente in campo quando il terreno ha superato stabilmente i 18-20 °C, indicativamente tra fine maggio e giugno nelle aree meridionali italiane. Il seme, molto piccolo, va collocato a 1,5-3 cm di profondità su letto di semina affinato, con file a 40-60 cm e piante a 5-10 cm sulla fila. Servono terreni sciolti, profondi e ben drenati con pH tra 5,5 e 8,0, temperature dell’aria di 25-32 °C e assenza di gelate. La concimazione deve essere equilibrata, con azoto contenuto per evitare allettamento e ritardi di maturazione.

Quanto tempo impiega il sesamo a maturare?

Il ciclo va da 90 a 140 giorni dalla semina alla raccolta, a seconda della varietà e dell’andamento termico. L’emergenza avviene 4-8 giorni dopo la semina se il suolo è abbastanza caldo, segue una fase vegetativa di 30-40 giorni, poi una fioritura scalare che può durare 3-6 settimane e infine la maturazione, anch’essa scalare. Questa scalarità è la principale difficoltà tecnica: al momento della raccolta convivono sulla stessa pianta capsule già aperte, capsule mature e capsule ancora verdi.

Il sesamo si può coltivare in Italia?

Sì, ma con limiti geografici precisi. La coltura richiede temperature del suolo superiori a 18-20 °C alla semina, 25-32 °C durante il ciclo, nessuna gelata e una fase finale asciutta. Queste condizioni si ritrovano nelle regioni meridionali e insulari, dove il sesamo è tecnicamente coltivabile con semine tardo-primaverili. Nel Centro-Nord il ciclo si scontra con l’abbassamento termico autunnale prima che le capsule completino la maturazione, e le piogge di fine stagione provocano germinazione dei semi in capsula.

Quando si raccoglie il sesamo?

Si raccoglie quando le capsule basali iniziano ad aprirsi e le foglie ingialliscono e cadono, anticipando volutamente la maturazione completa: le capsule deiscenti, aprendosi, disperdono i semi a terra. Nelle piccole superfici si tagliano le piante alla base, si legano in covoni e si lasciano asciugare in piedi per 1-2 settimane, poi si scuotono capovolti su un telo per liberare i semi. Nelle superfici estese si usano varietà indeiscenti o a deiscenza ritardata, adatte alla mietitrebbiatura.

Il sesamo ha bisogno di molta acqua?

No, è una delle oleaginose più tolleranti alla siccità grazie al fittone profondo, ma tolleranza non significa indifferenza. Le fasi in cui la carenza idrica incide di più sulla resa sono l’emergenza e il periodo fioritura-riempimento delle capsule: un’irrigazione di soccorso in queste finestre è spesso decisiva. Al contrario, l’acqua in fase di maturazione è dannosa, perché provoca germinazione dei semi in capsula. Il sesamo non tollera affatto il ristagno: poche ore di suolo saturo compromettono l’apparato radicale.


Scritto da Massimiliano Dal Pra

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