Tubi per Irrigazione: Tipologie, Materiali e Come Sceglierli

Pubblicato il 13 Marzo 2024

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Da Maximilian85

La scelta dei tubi per irrigazione è alla base di ogni impianto efficiente: dal materiale al diametro, dalla pressione di esercizio al tipo di erogazione, ogni dettaglio incide sulla distribuzione dell’acqua, sui consumi e sulla durata del sistema. I tubi per irrigazione si scelgono in funzione del metodo irriguo (goccia, aspersione o scorrimento), della portata e della pressione richieste, della lunghezza delle linee e delle caratteristiche della coltura, privilegiando materiali come polietilene e PVC per resistenza, flessibilità e durata nel tempo.

Un impianto irriguo ben dimensionato consente di risparmiare acqua ed energia, di distribuire in modo uniforme e di portare l’acqua esattamente dove serve, riducendo sprechi e malattie legate alla bagnatura fogliare. Al contrario, tubi sottodimensionati o mal scelti generano perdite di carico, distribuzione irregolare e frequenti guasti. Conoscere le tipologie disponibili è quindi il primo passo per progettare un impianto duraturo.

In questa guida vediamo quali sono i principali tubi per irrigazione, i materiali con cui sono realizzati, come scegliere diametro e pressione, le differenze tra ala gocciolante, manichette e tubi per aspersione, oltre ai consigli pratici per l’installazione e la manutenzione.

Tipologie di tubi per irrigazione

Esistono diverse categorie di tubi per irrigazione, ciascuna pensata per un metodo e un contesto specifico. I tubi di adduzione in polietilene portano l’acqua dalla fonte alle linee di distribuzione; l’ala gocciolante è un tubo con gocciolatori integrati a distanza regolare, cuore dell’irrigazione a goccia; le manichette sono tubi a parete sottile, economici e adatti alle colture erbacee in campo aperto e in serra.

Ci sono poi i microtubi e i capillari per collegare gocciolatori singoli in vaso e in orto, i tubi forati o essudanti per la microirrigazione, e le tubazioni rigide in PVC per le condotte principali interrate. Per l’aspersione si utilizzano tubi e ali con irrigatori o spruzzatori. La scelta dipende dalla coltura, dalla superficie e dal grado di automazione desiderato.

Materiali: polietilene, PVC e altri

Il materiale più diffuso per i tubi per irrigazione è il polietilene (PE), nelle varianti a bassa densità (LDPE), flessibile e usata per ali gocciolanti e linee di distribuzione, e ad alta densità (HDPE), più rigida e resistente alla pressione per le condotte principali. Il polietilene è apprezzato per flessibilità, resistenza agli urti, leggerezza e buona durata anche interrato.

Il PVC rigido è impiegato soprattutto per le tubazioni interrate di adduzione, dove servono resistenza alla pressione e lunga durata. Esistono inoltre tubi in gomma e in materiali tecnici per usi specifici. Un aspetto importante è la resistenza ai raggi UV: i tubi esposti al sole devono essere realizzati o trattati per non degradarsi, mentre le manichette a parete sottile hanno una durata più limitata e sono spesso a impiego stagionale.

Diametro, pressione e portata

Il corretto dimensionamento di diametro e pressione è essenziale per un impianto efficiente. Il diametro del tubo determina la portata trasportabile e le perdite di carico: linee troppo lunghe o diametri troppo piccoli provocano cali di pressione che rendono irregolare l’erogazione, con i gocciolatori di fine linea che ricevono meno acqua di quelli iniziali.

Ogni tubo ha una pressione di esercizio (spesso indicata come PN) che non va superata per non comprometterne l’integrità. I gocciolatori possono essere autocompensanti, in grado di erogare una portata costante entro un intervallo di pressione, particolarmente utili su terreni in pendenza e su linee lunghe per garantire uniformità. La progettazione idraulica, che tiene conto di portata della fonte, dislivelli e lunghezze, permette di scegliere i diametri giusti ed evitare errori costosi.

Irrigazione a goccia: ala gocciolante e manichette

L’irrigazione a goccia è oggi il metodo più efficiente in termini di risparmio idrico, perché porta l’acqua goccia a goccia direttamente alla zona radicale, riducendo evaporazione e bagnatura fogliare. L’ala gocciolante con gocciolatori integrati è la soluzione più diffusa: i gocciolatori possono essere a labirinto o autocompensanti, con spaziature diverse a seconda della coltura e del terreno.

Le manichette, a parete sottile e con fori o gocciolatori integrati, sono economiche e ideali per le file di ortaggi, pomodoro, fragola e colture erbacee, spesso a impiego stagionale. La goccia consente di abbinare la fertirrigazione, distribuendo i concimi con l’acqua in modo mirato ed efficiente. La corretta filtrazione dell’acqua è però indispensabile per prevenire l’intasamento dei gocciolatori.

Irrigazione per aspersione e altri sistemi

Nell’irrigazione per aspersione l’acqua viene distribuita a pioggia tramite irrigatori o spruzzatori collegati a tubi e ali in pressione. È adatta a colture estese, prati e cereali, ma comporta maggiori consumi rispetto alla goccia e la bagnatura delle foglie, che può favorire alcune malattie fungine. Richiede tubi e raccordi capaci di sostenere pressioni maggiori.

Esistono poi sistemi di microirrigazione con microspruzzatori e getti, utili in frutteti e vivai, e soluzioni interrate come la subirrigazione. La scelta del sistema, e quindi dei tubi, dipende dal bilancio tra efficienza, costo di impianto, tipo di coltura e disponibilità idrica. In molte aziende convivono più metodi in funzione dei diversi appezzamenti.

Come scegliere i tubi per irrigazione

Per scegliere i tubi per irrigazione giusti occorre partire dalle esigenze della coltura e dalle caratteristiche dell’impianto: superficie da irrigare, distanza dalla fonte, dislivelli, portata e pressione disponibili, qualità dell’acqua. Per un orto o un piccolo frutteto può bastare un’ala gocciolante collegata a un tubo di adduzione in polietilene; per superfici estese serve una progettazione idraulica più accurata con condotte principali, secondarie e linee di erogazione, gestite spesso con elettrovalvole.

Conviene valutare la qualità dei materiali e la resistenza UV per gli impianti fissi, la spaziatura dei gocciolatori in base al terreno (più ravvicinata nei suoli sabbiosi, più ampia negli argillosi), e la compatibilità con la fertirrigazione. Un buon sistema di filtrazione a monte protegge l’intero impianto. Investire in tubi di qualità e in un dimensionamento corretto ripaga in efficienza e durata.

Installazione e manutenzione dell’impianto

Una corretta installazione parte da un tracciato ben studiato, con le linee disposte lungo le file e i tubi principali dimensionati per la portata totale. I raccordi vanno scelti compatibili con i diametri e serrati correttamente per evitare perdite. Le tubazioni interrate proteggono l’impianto da danni e raggi solari, mentre le linee superficiali vanno posizionate con attenzione ai lavori colturali.

La manutenzione è determinante per la durata: la pulizia periodica dei filtri, il lavaggio delle linee per rimuovere sedimenti, il controllo dei gocciolatori intasati e la verifica delle pressioni prevengono cali di efficienza. Contro le incrostazioni calcaree e le alghe si eseguono trattamenti di manutenzione secondo le indicazioni tecniche. A fine stagione, per le manichette e gli impianti stagionali, è utile lo svuotamento e il ricovero al riparo dal gelo.

Domande frequenti sui tubi per irrigazione

Quale tubo scegliere per l’irrigazione a goccia?

Per l’irrigazione a goccia la scelta più comune è l’ala gocciolante in polietilene con gocciolatori integrati, collegata a un tubo di adduzione dello stesso materiale. Sulle colture erbacee in file, come pomodoro, fragola e ortaggi, si usano le manichette a parete sottile, economiche e spesso stagionali. Su terreni in pendenza o linee lunghe conviene optare per gocciolatori autocompensanti, che garantiscono una portata uniforme lungo tutta la linea indipendentemente dalle variazioni di pressione.

Che differenza c’è tra tubi in polietilene e PVC?

Il polietilene (PE) è flessibile, leggero e resistente agli urti: nella versione a bassa densità si usa per ali gocciolanti e linee di distribuzione, in quella ad alta densità per condotte in pressione. Il PVC rigido è invece impiegato soprattutto per le tubazioni interrate di adduzione, dove offre resistenza alla pressione e lunga durata. In sintesi, il PE è preferibile dove serve flessibilità e facilità di posa, il PVC dove servono condotte rigide e stabili, spesso interrate.

Come si evita l’intasamento dei gocciolatori?

L’intasamento dei gocciolatori si previene soprattutto con una buona filtrazione dell’acqua a monte dell’impianto, dimensionata in base alla qualità dell’acqua e al tipo di gocciolatore. Sono inoltre utili il lavaggio periodico delle linee per rimuovere i sedimenti, il controllo dei gocciolatori e, contro le incrostazioni calcaree o le alghe, trattamenti di manutenzione secondo le indicazioni tecniche. I gocciolatori autopulenti e autocompensanti riducono ulteriormente il rischio di occlusione.

Quanto durano i tubi per irrigazione?

La durata dipende dal materiale e dall’impiego. I tubi in polietilene di qualità e le condotte in PVC, se ben installati e protetti dai raggi UV o interrati, possono durare molti anni. Le manichette a parete sottile hanno invece una vita più breve e sono spesso a uso stagionale. Una manutenzione regolare, con pulizia dei filtri, lavaggio delle linee e ricovero al riparo dal gelo per gli impianti stagionali, allunga sensibilmente la durata dell’intero sistema.

Qual è la pressione giusta per un impianto di irrigazione?

La pressione dipende dal tipo di erogatori e dal dimensionamento dell’impianto. Ogni tubo ha una pressione di esercizio massima (PN) da non superare, mentre i gocciolatori lavorano correttamente entro un intervallo di pressione indicato dal produttore. I gocciolatori autocompensanti mantengono la portata costante entro un ampio range, utile su linee lunghe e in pendenza. Una progettazione idraulica che tenga conto di portata, dislivelli e perdite di carico permette di individuare la pressione di lavoro ottimale.

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