L’arachide (Arachis hypogaea), nota anche come pianta delle arachidi o noccioline americane, è una leguminosa da granella dal comportamento unico: dopo la fecondazione i fiori si piegano verso il basso e i frutti maturano sottoterra. Coltivare le arachidi significa gestire una leguminosa termofila e azotofissatrice che, su terreni sabbiosi e ben drenati, con semina primaverile, buona disponibilità di calcio e una raccolta autunnale tempestiva, produce baccelli sotterranei ricchi di olio e proteine. È una coltura da rinnovo interessante per gli ambienti caldi italiani e adatta anche all’orto per la sua rusticità e per il fascino del ciclo geocarpico.
In questa guida agronomica seguiamo la coltivazione delle arachidi in tutte le sue fasi: le esigenze di clima e terreno, la semina, la peculiare fioritura e l’interramento dei ginofori, la concimazione con attenzione al calcio, l’irrigazione, la difesa dalle principali avversità e la raccolta dei baccelli. L’obiettivo è offrire indicazioni tecnicamente corrette a chi vuole coltivare l’Arachis hypogaea in pieno campo o nell’orto familiare, valorizzando una specie ancora poco diffusa ma dalle notevoli qualità nutrizionali e agronomiche.
La pianta di arachide: biologia dell’Arachis hypogaea
L’arachide appartiene alla famiglia delle Fabacee, o leguminose, ed è una pianta erbacea annuale a portamento eretto o strisciante secondo la varietà. Come tutte le leguminose stringe una simbiosi con batteri azotofissatori del genere Bradyrhizobium, che si insediano nelle radici e fissano l’azoto atmosferico, riducendo il fabbisogno di concimazioni azotate e migliorando la fertilità del terreno. Questa caratteristica rende l’arachide un’eccellente coltura da rinnovo nelle rotazioni.
Il tratto più curioso dell’Arachis hypogaea è la geocarpia: dopo l’impollinazione, il peduncolo del fiore fecondato si allunga formando un ginoforo che si incurva verso il basso e penetra nel terreno, dove il frutto completa lo sviluppo. È per questo che i baccelli, contenenti da due a quattro semi, maturano sottoterra. Da questa peculiarità derivano molte delle scelte agronomiche della coltura, a partire dalla necessità di un terreno sciolto e ben lavorato che permetta ai ginofori di interrarsi con facilità e ai baccelli di ingrossarsi senza ostacoli.
Clima e terreno per coltivare le arachidi
L’arachide è una specie spiccatamente termofila, che richiede un lungo periodo caldo e privo di gelate per completare il ciclo, in genere quattro-cinque mesi. Germina con temperature del suolo superiori ai 15 gradi e cresce al meglio con clima caldo e luminoso, condizioni tipiche del Centro-Sud e delle estati sempre più calde del Nord. Teme il freddo in ogni fase e va quindi coltivata come coltura primaverile-estiva, evitando semine troppo precoci.
Il terreno ideale è sciolto, sabbioso o di medio impasto tendente al sabbioso, profondo, ben drenato e privo di crosta superficiale, così da favorire l’interramento dei ginofori e la raccolta dei baccelli. I suoli argillosi e compatti ostacolano la geocarpia e rendono difficoltosa la raccolta, oltre a favorire i marciumi. La reazione ottimale è neutra o leggermente acida, con un buon contenuto di calcio, elemento determinante per il corretto riempimento dei baccelli. Una lavorazione profonda e un letto di semina ben affinato sono la base di una coltivazione riuscita.
Semina delle arachidi
La semina dell’arachide si effettua in primavera avanzata, tra fine aprile e maggio, quando il terreno ha superato stabilmente i 15 gradi e il rischio di gelate è escluso. Si utilizzano semi sani, provenienti da baccelli ben conservati, sgusciati poco prima della semina per non comprometterne la germinabilità. Si semina a file, a una profondità di 4-6 centimetri, con distanze indicative di 50-70 centimetri tra le file e 15-25 centimetri sulla fila, secondo il portamento della varietà.
Le arachidi si distinguono in tipi eretti, a maturazione più uniforme, e tipi striscianti, più tardivi ma spesso più produttivi. La scelta varietale va adattata alla lunghezza della stagione calda disponibile. Nell’orto la semina può avvenire direttamente a dimora oppure in vasetto per anticipare leggermente il ciclo nelle zone più fresche, trapiantando con cura per non danneggiare la radichetta. Poiché l’arachide fissa azoto in simbiosi con i batteri del terreno, nei terreni dove non è mai stata coltivata può essere utile un’inoculazione con Bradyrhizobium per favorire la nodulazione.
Concimazione delle arachidi
Essendo una leguminosa azotofissatrice, l’arachide ha un fabbisogno azotato ridotto: eccessi di azoto favoriscono lo sviluppo vegetativo a scapito della fruttificazione e ostacolano la nodulazione. Fondamentali sono invece il fosforo, che sostiene radici e nodosità, il potassio e soprattutto il calcio, indispensabile nella fase di riempimento dei baccelli. Una carenza di calcio nella zona di sviluppo dei frutti provoca baccelli vuoti o mal formati, un problema classico di questa coltura.
La strategia prevede una concimazione di fondo con fosforo e potassio e apporti di calcio nella zona di fruttificazione, tradizionalmente tramite gesso agricolo distribuito alla fioritura. La linea professionale SKL distribuita da Agrimag mette a disposizione concimi potassici, apporti di calcio con Calcio Complex a supporto del riempimento dei baccelli e biostimolanti come l’idrolizzato proteico Protein Top nei momenti di stress. Interventi con solfato di potassio e apporti di calcio anche in forma di nitrato di calcio vanno calibrati secondo etichetta e in base all’analisi del terreno.
Fioritura, irrigazione e cure colturali
Dopo circa un mese e mezzo dalla semina l’arachide inizia a fiorire e i ginofori dei fiori fecondati si allungano verso il terreno. In questa fase la lavorazione del suolo deve cessare, mentre una leggera rincalzatura favorisce l’interramento dei ginofori. È il momento più delicato: il terreno attorno alla pianta deve restare sciolto e umido, senza crosta, per consentire ai frutti di svilupparsi sottoterra. L’apporto di calcio in questa fase è determinante per la qualità dei baccelli.
Sul piano idrico l’arachide tollera discretamente la siccità, ma risponde bene a irrigazioni regolari durante la fioritura e il riempimento dei baccelli, evitando però i ristagni che favoriscono i marciumi e le muffe. Verso la fine del ciclo le irrigazioni vanno ridotte per favorire la maturazione e non compromettere la conservabilità. Il controllo delle infestanti è importante soprattutto nelle prime fasi, quando la coltura è poco competitiva; con lo sviluppo della vegetazione strisciante la pianta ombreggia il terreno e contiene naturalmente le erbe spontanee.
Difesa delle arachidi da parassiti e malattie
Tra le malattie fungine, le più comuni sono le maculature fogliari da Cercospora, che provocano defogliazioni nelle fasi finali, e i marciumi del colletto e dei baccelli favoriti dai ristagni. Particolare attenzione va posta alle muffe da Aspergillus, che in condizioni di stress idrico e cattiva conservazione possono produrre aflatossine: una gestione corretta dell’irrigazione, una raccolta tempestiva e un’essiccazione rapida sono le migliori misure preventive. La difesa integrata privilegia rotazioni, drenaggio e nutrizione equilibrata.
Sul fronte dei fitofagi, gli afidi possono colonizzare gli apici, mentre gli elateridi e altri parassiti del terreno danneggiano radici e baccelli in via di sviluppo. Le lumache e le limacce attaccano le piantine appena emerse. Su piccole superfici e nell’orto si privilegiano mezzi a basso impatto come il sapone molle contro gli afidi e prodotti a base di terra di diatomee, ricorrendo ai formulati registrati solo al superamento delle soglie e sempre secondo le indicazioni di etichetta e i disciplinari regionali.
Raccolta e conservazione delle arachidi
La raccolta delle arachidi avviene a fine estate o inizio autunno, quando le foglie iniziano a ingiallire e i baccelli, controllati a campione, presentano l’interno del guscio scuro e i semi ben formati. La raccolta si effettua estirpando l’intera pianta con i baccelli attaccati, sfruttando un terreno sciolto e non troppo umido. Un ritardo eccessivo comporta il distacco dei baccelli nel terreno e perdite di prodotto, mentre una raccolta anticipata dà semi immaturi.
Dopo l’estirpazione le piante si lasciano asciugare capovolte in campo o in luogo ventilato, così che i baccelli completino l’essiccazione. Solo quando sono ben secchi si distaccano e si conservano in ambiente asciutto e arieggiato, condizione essenziale per prevenire lo sviluppo di muffe e la formazione di aflatossine. Le arachidi ben essiccate si conservano a lungo con il guscio; parte del prodotto può essere destinata alla semina dell’anno successivo, conservando i baccelli integri fino alla primavera.
Domande frequenti sulle arachidi
Quando si seminano le arachidi?
Le arachidi si seminano in primavera avanzata, tra fine aprile e maggio, quando il terreno ha superato stabilmente i 15 gradi e il rischio di gelate e escluso. Si usano semi sani sgusciati poco prima della semina, interrati a 4-6 centimetri di profondita su terreno sciolto e ben drenato. Essendo una coltura termofila con ciclo lungo, va evitata ogni semina precoce che esporrebbe le plantule al freddo.
Perche le arachidi crescono sottoterra?
L’arachide presenta il fenomeno della geocarpia: dopo l’impollinazione, il peduncolo del fiore fecondato si allunga formando un ginoforo che si incurva e penetra nel terreno, dove il frutto completa lo sviluppo. Per questo i baccelli maturano sottoterra. Questa caratteristica richiede un terreno sciolto e ben lavorato, che consenta ai ginofori di interrarsi e ai baccelli di ingrossarsi senza ostacoli.
Le arachidi hanno bisogno di molto concime?
No, essendo una leguminosa azotofissatrice l’arachide ha un fabbisogno azotato ridotto e un eccesso di azoto ne penalizza la fruttificazione. Sono invece importanti fosforo, potassio e soprattutto calcio, indispensabile nella fase di riempimento dei baccelli. Una carenza di calcio provoca baccelli vuoti o mal formati. La concimazione va calibrata secondo etichetta e in base all’analisi del terreno.
Quanto tempo impiegano le arachidi a maturare?
Il ciclo dell’arachide dura in genere quattro-cinque mesi dalla semina alla raccolta, secondo la varieta e l’andamento climatico. La raccolta avviene a fine estate o inizio autunno, quando le foglie ingialliscono e i baccelli, controllati a campione, mostrano l’interno del guscio scuro e i semi ben formati. Servono quindi un lungo periodo caldo e un ambiente privo di gelate per portare a termine la coltura.
Le arachidi si possono coltivare nell’orto?
Si, le arachidi si coltivano nell’orto in zone dalle estati lunghe e calde, scegliendo una posizione soleggiata e un terreno sciolto e ben drenato. Si seminano in primavera avanzata e richiedono terreno morbido attorno alla pianta per l’interramento dei ginofori. Con irrigazioni regolari in fioritura e una raccolta tempestiva si ottengono buone produzioni anche su piccole superfici familiari.
Agrimag, con sede a Corato in provincia di Bari, affianca al catalogo di nutrizione professionale della linea SKL il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl di Milano, con strumenti agronomici utili alla gestione delle colture da rinnovo come l’arachide. La consulenza tecnica e la fornitura, disponibile anche in quantita da bancale, coprono l’intero territorio nazionale, per accompagnare chi coltiva le arachidi dalla semina alla raccolta dei baccelli.




vorrei sapere gli arachidi si coltivano come le patate? Si moltiplicano sotto la terra o sono appesi alle piante? tipo i piselli o le fave.
Gli arachidi si coltivano in modo leggermente diverso dalle patate. Mentre le patate si moltiplicano tramite tuberi che crescono sotto terra, le arachidi sono piante che producono frutti contenenti i semi. Questi semi sono le arachidi vere e proprie. Durante la coltivazione, le piante di arachide crescono sopra il terreno e i semi maturano all’interno delle loro baccelli. Una volta che i baccelli sono pronti, vengono raccolti e i semi vengono lasciati asciugare. Quindi, a differenza dei piselli o delle fave che sono appesi alle piante, le arachidi si sviluppano all’interno dei baccelli sopra il terreno.
Le arachidi sono coltivate in modo leggermente diverso rispetto alle patate. Mentre le patate vengono moltiplicate sotto terra attraverso i tuberi, le arachidi si sviluppano sotto terra da semi che sono stati precedentemente piantati. Quindi, non sono appesi alle piante come i piselli o le fave. Durante la coltivazione, le piante di arachidi producono dei fiori gialli che poi si sviluppano in piccoli baccelli sotterranei contenenti gli arachidi. Una volta che i baccelli sono maturi, vengono raccolti e le arachidi vengono estratte. Spero che queste informazioni ti siano utili!