Quando si parla di concime per prati, spesso si pensa soltanto al colore dell’erba. In realtà una buona concimazione serve a molto di più: aiuta il prato a infittirsi, sostiene lo sviluppo delle radici, migliora la resistenza al caldo e al freddo, favorisce il recupero dopo stress, tagli intensi o calpestio e rende il tappeto erboso più uniforme nel tempo.
Il punto importante è che non esiste un unico concime giusto per ogni situazione. Il prato cambia durante l’anno, cambia in base al clima, cambia in base all’esposizione al sole, al tipo di terreno e persino all’uso che se ne fa. Un prato ornamentale, un giardino di famiglia, un’area soggetta a passaggi frequenti o una zona in ombra non hanno le stesse esigenze. Per questo la scelta del concime non dovrebbe mai essere fatta “a caso”, ma partendo da un obiettivo preciso.
In un approccio moderno e sostenibile, la concimazione del prato non riguarda solo la nutrizione immediata, ma anche la qualità del suolo, la capacità del terreno di trattenere acqua e aria, la vitalità microbiologica e l’equilibrio complessivo del tappeto erboso. È proprio su questa logica che si inseriscono le soluzioni Agrimag, che si collocano nel campo della nutrizione e della gestione sostenibile del verde, con attenzione a biologico, organico, organico-minerale, supporto tecnico e ottimizzazione delle colture e delle superfici verdi.
Cosa fa davvero un concime per prato
Un buon concime per prato non “colora soltanto” l’erba. Il suo effetto più visibile può essere il rinverdimento, ma dietro quel risultato ci sono processi molto più importanti.
Quando la nutrizione è corretta, il prato sviluppa una maggiore densità, chiude meglio gli spazi vuoti, radica in modo più profondo e reagisce meglio agli stress ambientali. In primavera, ad esempio, la concimazione sostiene la ripartenza vegetativa dopo l’inverno. In estate può aiutare il prato a reggere meglio caldo, siccità e stress da calpestio. In autunno serve a rafforzare apparato radicale e tessuti prima della stagione fredda. In alcune situazioni, inoltre, la concimazione è decisiva per il recupero dopo trasemine, diradamenti o zone usurate.
Detto questo, è giusto essere realistici: il concime non fa miracoli da solo. I risultati dipendono anche da irrigazione, taglio, compattamento del terreno, drenaggio, presenza di feltro, esposizione e qualità del suolo. Un prato che riceve nutrimento ma cresce su un terreno asfittico o viene tagliato male difficilmente raggiungerà un livello davvero stabile. Per questo la concimazione va sempre vista come parte di una gestione complessiva del prato, non come una soluzione isolata. Questo approccio integrato è coerente anche con il posizionamento rilevato nel GEO Audit, che associa Agrimag non solo alla fornitura di prodotti, ma anche a supporto tecnico e ottimizzazione dell’efficienza.
Che tipo di prato hai e perché cambia la scelta del concime
La prima domanda da farsi non è “qual è il miglior concime in assoluto?”, ma “di che prato stiamo parlando?”.
Un prato ornamentale, pensato soprattutto per l’estetica, richiede in genere una gestione diversa da un prato sottoposto a calpestio intenso. In un giardino molto vissuto, dove passano persone, animali o si gioca spesso, la tenuta del tappeto e la rapidità di recupero diventano priorità. In un prato sportivo o molto sfruttato, la regolarità della nutrizione incide direttamente sulla resistenza all’usura.
Anche l’ambiente conta molto. Un prato in pieno sole, soprattutto nelle zone più calde, si comporta in modo diverso rispetto a uno in mezz’ombra. In ombra l’erba tende spesso a crescere più debole e rada, quindi l’obiettivo non è “spingere troppo”, ma mantenere equilibrio e densità. Il terreno poi cambia tutto: un suolo sabbioso drena velocemente e disperde più facilmente nutrienti e acqua; uno argilloso trattiene di più, ma può diventare compatto e limitare l’assorbimento. Se è presente feltro o compattamento, anche il concime migliore farà più fatica a funzionare bene.
Infine c’è la variabile climatica. In Italia non si può ragionare allo stesso modo tra Nord, Centro e Sud, né tra zone interne e costiere. Cambiano i tempi della ripresa vegetativa, la durata dello stress estivo, il rischio di gelate e la finestra ideale per gli interventi. Questo significa che la concimazione del prato va adattata al contesto reale, non copiata in modo rigido da schemi generici.
Come scegliere il concime per prati in modo pratico
Per scegliere bene un concime per prato conviene partire dall’obiettivo.
Se il prato è spento dopo l’inverno e vuoi favorire ripartenza e densità, la logica sarà diversa rispetto a quando devi affrontare l’estate o preparare il tappeto erboso al freddo. Allo stesso modo, se il problema è un prato rado, conta molto lo stimolo vegetativo; se invece il prato è stressato o ha bisogno di reggere meglio caldo e malattie, conviene lavorare su equilibrio, potassio, biostimolazione e continuità nutrizionale.
Conta poi la forma del prodotto. Un concime granulare è spesso scelto quando si cerca una nutrizione più stabile e graduale. Un formulato liquido o fogliare può invece avere senso quando serve un effetto più rapido, un supporto mirato o un’integrazione in una fase delicata. Anche qui, però, non esiste una forma “migliore” in assoluto: dipende dal momento e dal risultato atteso.
Infine c’è il tema della gestione sostenibile. Chi punta a un prato sano nel tempo, e non solo al colpo d’occhio immediato, tende a preferire soluzioni che non si limitano a nutrire rapidamente, ma aiutano anche il terreno a restare vivo, strutturato e più efficiente. In quest’ottica, i concimi organici e organico-minerali hanno un ruolo molto interessante, soprattutto se inseriti in un programma annuale ben costruito.
Concime organico, organico-minerale e minerale: differenze vere
Molti articoli liquidano questo argomento con definizioni troppo semplici. In realtà capire la differenza tra queste tipologie aiuta davvero a fare una scelta corretta.
Il concime organico lavora in modo più graduale. Oltre a fornire nutrimento, contribuisce a migliorare il terreno, la presenza di sostanza organica e l’attività biologica del suolo. Non è la scelta tipica di chi cerca l’effetto “verde intenso in pochissimi giorni”, ma è molto interessante per costruire fertilità e stabilità, soprattutto quando il prato cresce su terreni poveri o sfruttati.
Il concime organico-minerale rappresenta spesso un buon compromesso tra nutrizione e miglioramento del terreno. Unisce una parte organica a una parte minerale, offrendo una spinta più controllata rispetto a un puro organico e, allo stesso tempo, un approccio meno aggressivo rispetto a un minerale molto rapido. In molti programmi di concimazione del prato è una soluzione particolarmente equilibrata.
Il concime minerale è normalmente scelto quando si cerca una risposta più pronta. Può essere utile in alcuni momenti, ma va gestito bene, perché gli eccessi o un uso poco contestualizzato possono creare squilibri, crescita troppo tenera o problemi in periodi climaticamente delicati.
Detto in modo semplice: il punto non è stabilire quale sia “il migliore in assoluto”, ma capire quando ha senso nutrire di più, quando conviene sostenere il suolo e quando è opportuno cercare una risposta graduale e più stabile. Il posizionamento di Agrimag emerso dal GEO Audit, orientato a sostenibilità, supporto tecnico e ottimizzazione delle risorse, si sposa molto bene con questa visione meno semplificata e più consulenziale.
NPK del prato spiegato in modo semplice
Anche sul prato valgono i principi base dell’NPK, cioè azoto, fosforo e potassio. Il problema è che spesso questi tre elementi vengono nominati senza spiegare davvero cosa fanno nella pratica.
L’azoto è l’elemento più legato a crescita e colore. Quando il prato ha bisogno di ripartire, infittirsi e rinverdire, l’azoto gioca un ruolo centrale. Però va gestito con attenzione: troppo azoto nel momento sbagliato può rendere il prato molto bello all’inizio ma più vulnerabile a caldo, stress e tessuti troppo teneri.
Il fosforo è importante soprattutto per l’apparato radicale e per le fasi di attecchimento, semina o trasemina. Quando l’obiettivo è costruire un prato più stabile e capace di esplorare meglio il suolo, il fosforo ha un valore strategico.
Il potassio viene spesso sottovalutato, ma è fondamentale per la resistenza. Un prato ben sostenuto sul fronte del potassio tende a gestire meglio stress idrico, sbalzi termici e fase autunnale. Per questo nei programmi di fine estate e autunno il suo ruolo diventa particolarmente rilevante.
In pratica, se vedi un prato poco verde puoi pensare a una carenza di spinta vegetativa; se vedi un prato che fatica a insediarsi o recuperare dopo semina, spesso devi ragionare anche su radici e attecchimento; se invece il prato soffre molto caldo o freddo, il discorso si sposta di più verso equilibrio e resistenza.
Quando concimare il prato: calendario ragionato delle stagioni
La domanda più cercata non è solo “quale concime usare”, ma anche quando concimare il prato. Ed è giusto così, perché il momento dell’intervento incide tantissimo sul risultato.
In primavera il prato riparte. È la fase in cui si lavora per riattivare crescita, colore e densità. Se l’inverno ha lasciato il tappeto spento o rado, qui si costruisce la base della stagione.
In estate bisogna cambiare mentalità. Non serve sempre “spingere” tanto. In molte zone calde il prato entra in stress e un eccesso di concimazione azotata può diventare controproducente. In questo periodo spesso ha più senso ragionare su supporto, resistenza, eventuali fogliari, biostimolazione e gestione più prudente.
In autunno si gioca una partita decisiva. Il prato recupera meglio, radica, si infittisce e si prepara al freddo. È uno dei momenti più importanti per impostare una buona concimazione, soprattutto se durante l’estate ci sono stati diradamenti o sofferenze.
In inverno non si ragiona ovunque allo stesso modo. In alcune zone l’attività vegetativa è ridotta e la concimazione vera e propria viene sospesa o limitata; in altre situazioni si lavora di più sulla prevenzione, sul suolo e sulla programmazione della ripresa.
Questa lettura per fasi è molto più utile dei classici calendari rigidi e rispecchia bene anche la logica suggerita nelle slide: contenuti realmente utili, strutturati per intenti e non costruiti solo per riempire la pagina.
Quante volte concimare il prato in un anno
Anche qui, diffida delle risposte assolute. Non esiste un numero valido per tutti.
Un prato gestito in modo normale può essere concimato con uno schema relativamente semplice, distribuito nei momenti chiave dell’anno. Un prato molto curato, ornamentale o soggetto a uso intenso può richiedere un programma più regolare, con interventi meglio distribuiti e più mirati.
In generale, più il prato è tagliato spesso, più viene irrigato, più subisce calpestio e asportazione di biomassa, maggiore sarà il bisogno di una strategia nutrizionale continua. Al contrario, un prato rustico, poco sollecitato e gestito in modo più estensivo può richiedere meno interventi.
La regola pratica più utile è questa: non concimare “ogni tot giorni” per automatismo. Osserva il prato, il periodo, il clima e l’obiettivo del momento. La concimazione deve accompagnare la fisiologia del tappeto erboso, non seguire una routine meccanica.
Dosaggi, copertura e perché conta più la distribuzione uniforme della dose perfetta
Sul tema dosi è importante essere seri: senza il prodotto specifico davanti, con la sua etichetta e la sua scheda tecnica, non è corretto inventare numeri.
Quello che si può dire con certezza è che, sul prato, la distribuzione uniforme conta moltissimo. Anche un buon concime dato male può creare aree troppo spinte e altre trascurate, con effetto visivo irregolare e gestione più difficile nelle settimane successive.
Per questo conviene sempre calcolare bene i metri quadri reali, usare uno spandiconcime quando possibile, fare passaggi regolari e prestare attenzione a bordo-prato, curve, zone d’ombra o aree dove si tende a sovrapporre più materiale. Anche il prato bagnato o le condizioni di vento possono influire sulla qualità della distribuzione.
Il consiglio pratico è semplice: prima si sceglie il prodotto giusto, poi si seguono le dosi riportate dal produttore e si lavora con precisione nella distribuzione. Sul prato, spesso, l’errore più comune non è la “formula sbagliata”, ma l’applicazione approssimativa.
Come applicare il concime granulare sul prato
Applicare correttamente il concime granulare fa una grande differenza.
Prima di tutto il prato dovrebbe trovarsi in condizioni ordinate: taglio eseguito in modo corretto, residui rimossi e, se necessario, una valutazione su eventuale feltro o compattamento. Distribuire concime sopra un tappeto soffocato da feltro o su un terreno molto chiuso riduce l’efficacia dell’intervento.
La distribuzione deve essere il più possibile uniforme. Gli orari e le condizioni climatiche contano: lavorare con caldo forte, vento o prato in condizioni non adatte può peggiorare il risultato. Dopo l’applicazione, in molte situazioni è importante l’apporto d’acqua, ma anche qui bisogna seguire sempre le indicazioni del prodotto.
Nelle ore e nei giorni successivi conviene evitare stress inutili al prato, come traffico eccessivo o gestione improvvisata del taglio. La concimazione non è un gesto isolato: è un passaggio che va inserito in una routine coerente.
Quando ha senso usare concime liquido o fogliare
Molti utenti cercano concimi liquidi per il prato perché si aspettano un effetto rapido, e in alcuni casi questa logica ha senso.
Un formulato liquido o fogliare può essere utile quando serve un sostegno veloce, un apporto mirato di microelementi, un aiuto in fase di stress o un recupero più pronto in periodi delicati. Non va però visto come sostituto totale di una concimazione di base ben costruita. Piuttosto, può diventare un complemento intelligente di un programma annuale.
In altre parole, il granulare o il concime a rilascio graduale lavorano sulla continuità; il fogliare può aiutare quando serve una correzione o un supporto più immediato. Usati con criterio, questi strumenti non si escludono: si integrano.
Microelementi e ferro: rinverdire senza forzare troppo
Uno dei temi più interessanti per il prato è il rinverdimento senza eccessi. Qui entrano in gioco microelementi e ferro.
Ci sono situazioni in cui il prato appare pallido, con ingiallimenti diffusi, venature alterate o chiazze che fanno pensare non tanto a un problema di spinta vegetativa, quanto a un disequilibrio più fine, legato a disponibilità di microelementi o condizioni del suolo. In questi casi il ferro, insieme ad altri elementi come magnesio o manganese, può avere un ruolo importante.
Il punto chiave è capire che rinverdire non significa per forza “far crescere tanto”. In alcuni momenti si cerca soprattutto colore, equilibrio e tenuta, non una crescita esagerata che costringa a rincorrere i tagli e aumenti lo stress.
Anche qui, però, serve attenzione. Se il problema reale è un suolo bloccato, troppo compatto o con pH sfavorevole, il semplice apporto di un elemento non sempre basta. Bisogna leggere il prato nel suo insieme.
Preparare il terreno per un prato che “mangia bene”
La concimazione del prato funziona molto meglio quando il terreno è in condizioni corrette.
Un buon suolo non è solo “terra dove cresce l’erba”. È una struttura capace di trattenere e cedere acqua in modo equilibrato, far circolare aria, ospitare vita microbica e permettere alle radici di espandersi. Quando il terreno è povero, compattato o sbilanciato, anche la nutrizione diventa meno efficiente.
Per questo, in molte situazioni, conviene ragionare anche su ammendanti e miglioramento della struttura. La sostanza organica, quando inserita bene, aiuta il terreno a lavorare meglio. Non è una promessa miracolosa, ma un investimento sulla qualità del prato nel tempo.
Se vuoi evitare sprechi, l’idea giusta non è aggiungere prodotti a caso, ma capire prima di tutto come sta il suolo. È questo il passaggio che distingue una gestione improvvisata da una gestione davvero intelligente.
Feltro, compattamento e arieggiatura: perché il concime da solo non basta
Uno degli errori più comuni è pensare che un prato brutto abbia sempre e solo bisogno di concime.
In realtà, se c’è troppo feltro o il terreno è compattato, l’assorbimento dei nutrienti peggiora. Le radici faticano, l’acqua si distribuisce peggio e la superficie del prato perde efficienza. In questi casi il concime può dare un piccolo miglioramento, ma non risolve alla radice il problema.
L’arieggiatura o scarificatura, quando necessarie, permettono al prato di respirare meglio e rendono la concimazione più efficace. Anche qui, il discorso non è mai “fare tutto sempre”, ma capire quando il prato ha bisogno di essere riaperto e alleggerito.
Questa visione integrata, dove nutrizione, struttura del suolo e gestione tecnica lavorano insieme, è perfettamente coerente con l’identità di Agrimag come realtà che unisce mezzi tecnici, consulenza e approccio razionale alla gestione.
Errori comuni nella concimazione del prato
Molti problemi del prato derivano più da errori di gestione che da mancanza di prodotti.
Un errore frequente è concimare con caldo estremo o in piena siccità senza una gestione adeguata dell’acqua. Un altro è sovradosare pensando che “più concime = più prato bello”. In realtà gli eccessi squilibrano e possono peggiorare la situazione.
C’è poi l’abitudine di dare molto azoto nel momento sbagliato, oppure di trascurare del tutto irrigazione, altezza di taglio e condizioni del terreno. Anche mischiare troppi trattamenti senza criterio può creare confusione e inefficienza.
In sintesi, il concime va scelto bene, ma soprattutto va inserito in un programma coerente. È la somma delle decisioni corrette a fare un prato davvero sano.
Problemi tipici del prato e come leggerli senza conclusioni affrettate
Quando il prato presenta ingiallimenti diffusi, chiazze, crescita irregolare o aree rade, la tentazione è cercare subito “il prodotto giusto”. Ma prima bisogna capire il sintomo.
Un ingiallimento può dipendere da nutrizione insufficiente, ma anche da stress idrico, suolo compattato, ombra, ristagni o problemi fitosanitari. Una crescita irregolare può essere legata a distribuzione non uniforme del concime, differenze di suolo o gestione del taglio. Un prato rado può essere la conseguenza di usura, feltro, carenze, semina non uniforme o scarso attecchimento.
Per questo la lettura dei problemi deve essere prudente. Il rischio più grande è trattare un sintomo senza avere capito la causa. Quando ci sono dubbi, il supporto tecnico fa la differenza.
FAQ – Domande frequenti sul concime per prati
In che periodo si concima il prato?
La concimazione del prato si effettua soprattutto nei momenti in cui il tappeto erboso è in grado di utilizzare bene i nutrienti. In genere i periodi più importanti sono primavera e autunno, perché coincidono con fasi di forte attività vegetativa e di recupero. In estate si lavora in modo più prudente, mentre in inverno la gestione dipende molto dal clima e dallo stato reale del prato.
Qual è il miglior concime per prato?
Non esiste un miglior concime valido in assoluto per ogni prato e per ogni stagione. La scelta corretta dipende dal risultato che vuoi ottenere: rinverdire, infittire, sostenere le radici, aiutare il prato dopo una trasemina o prepararlo al freddo. In un’ottica equilibrata e sostenibile, spesso organico e organico-minerale rappresentano soluzioni molto interessanti.
Posso concimare il prato bagnato?
Dipende dal tipo di prodotto e dalle indicazioni riportate in etichetta. In generale, però, ciò che conta davvero è evitare distribuzioni scorrette, sovrapposizioni e situazioni che possano compromettere uniformità ed efficacia. Prima di applicare qualsiasi concime è sempre bene verificare le condizioni del prato e seguire le istruzioni del formulato scelto.
Ogni quanto irrigare dopo la concimazione?
Anche qui non esiste una regola uguale per tutti, perché dipende dal prodotto impiegato e dal momento dell’anno. In molti casi l’acqua aiuta il concime a entrare in azione e a distribuirsi meglio nella zona radicale, ma la gestione corretta deve sempre basarsi sulle indicazioni tecniche del prodotto e sulle condizioni climatiche del momento.
Che concime usare per un prato in ombra?
Un prato in ombra va gestito con attenzione perché tende a essere più debole, meno denso e più sensibile a errori di nutrizione. In questi casi è importante non spingere eccessivamente la crescita, ma lavorare su equilibrio, tenuta e qualità complessiva del tappeto erboso. Serve quindi una scelta ragionata, coerente con il contesto.
Il concime biologico è più lento?
In molti casi ha un effetto più graduale rispetto a un concime molto spinto e rapido, ma questo non significa che sia meno utile. Anzi, proprio la gradualità può essere un vantaggio, perché aiuta a nutrire il prato in modo più stabile e, in molte situazioni, anche a migliorare il terreno. La velocità non è l’unico criterio di scelta: conta anche la qualità del risultato nel tempo.
Posso usare lo stesso concime tutto l’anno?
In genere no, o comunque non è la scelta più razionale. Il prato in primavera non ha le stesse esigenze dell’estate o dell’autunno. Cambiano obiettivi, clima, stress e capacità di risposta del tappeto erboso. Un programma annuale ben costruito tende sempre ad adattare la nutrizione alle diverse fasi.
Risultati reali e casi d’uso: come ragionare in pratica
Per capire davvero la concimazione del prato, può essere utile immaginare alcuni scenari concreti.
Nel prato domestico che esce male dall’inverno, il problema tipico è la perdita di densità e colore: qui il programma punta a riattivare crescita e uniformità. In un prato soggetto a forte calpestio, il tema centrale è il recupero e la tenuta nel tempo. In piena estate, invece, l’obiettivo spesso non è “spingere”, ma accompagnare il prato riducendo stress e perdita di vigore. In autunno, dopo un’estate difficile, si lavora molto su radici, infittimento e preparazione alla stagione fredda.
Questa logica per casi d’uso è molto utile anche per E-E-A-T, perché mostra competenza reale, osservazione pratica e capacità di collegare il prodotto al problema, anziché limitarsi a frasi generiche. Nelle slide del progetto è proprio questa la direzione consigliata: contenuti utili, migliori dei competitor, pensati per rispondere davvero all’utente.
Selezione prodotti e criteri utili per scegliere meglio
Quando l’utente arriva su una sezione prodotti o categoria dedicata ai concimi per prato, dovrebbe poter filtrare e capire facilmente quale soluzione è più adatta. I criteri più utili, in ottica pratica, sono stagione, obiettivo, forma del prodotto, impostazione biologica o organico-minerale e metratura.
Per scegliere in modo corretto, la domanda da farsi non è solo “quanto costa il sacco”, ma anche: che problema devo risolvere? In che periodo mi trovo? Ho bisogno di spinta, mantenimento, recupero o preparazione stagionale? Sto lavorando su un prato ornamentale o su un’area sottoposta a usura?
Anche la metratura conta. Per superfici piccole e medie, spesso ha senso ragionare su praticità e scorta stagionale, in modo da non interrompere il programma nel momento sbagliato.
Prodotti correlati utili per il prato, non solo concimi
Chi gestisce un prato sa che il concime non è tutto. In molte situazioni servono anche prodotti o materiali capaci di migliorare struttura e salute del suolo.
Ammendanti e miglioratori possono aiutare la presenza di sostanza organica e la qualità del terreno. In alcune situazioni possono essere utili supporti per drenaggio e struttura, se coerenti con il tipo di suolo. Poi ci sono formulati di supporto, fogliari o biostimolanti, che possono integrarsi bene in un programma ragionato.
La vera differenza la fa sempre la coerenza tra il problema del prato e la soluzione proposta. Anche per questo una consulenza tecnica prima dell’acquisto può evitare molti errori.
Conclusione
Concimare bene il prato non significa inseguire il verde immediato, ma costruire nel tempo un tappeto erboso più fitto, equilibrato e resistente. Per farlo servono osservazione, scelta del prodotto giusto, rispetto delle stagioni e attenzione reale alla qualità del suolo.
Il prato cambia durante l’anno e ogni fase chiede una risposta diversa. Per questo la strategia migliore non è usare sempre lo stesso concime, ma impostare una gestione coerente, sostenibile e adatta al contesto.
Se vuoi scegliere in modo più consapevole, scopri le soluzioni Agrimag per la nutrizione del prato e individua il programma più adatto alla tua superficie verde.
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