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Fungicidi

I fungicidi sono il pilastro del controllo delle malattie crittogamiche in agricoltura: peronospora, oidio, ticchiolatura, botrite, alternaria, septoriosi, monilia, sclerotinia. Il catalogo Agrimag raccoglie i principali principi attivi registrati per uso professionale, dai rameici e zolfo per la difesa di base (anche in biologico) ai sistemici triazolici, ditiocarbammati, anilidi, strobilurine per le strategie integrate. La scelta del fungicida giusto dipende dalla fase fenologica, dalla pressione di malattia, dalla coltura, dalle condizioni meteo previste e dalla strategia anti-resistenza adottata. Tutti i prodotti elencati richiedono il patentino fitosanitario per l’acquisto e l’uso.

Fungicidi sistemici, di contatto e penetranti: come si differenziano

La distinzione operativa più importante è quella tra fungicidi di contatto, penetranti e sistemici. I fungicidi di contatto (rame, zolfo, mancozeb, ditianon, captano) restano sulla superficie fogliare e proteggono dalla penetrazione del patogeno; sono dilavabili e richiedono ripetizione dopo le piogge. I penetranti (ciazofamide, cimoxanil) entrano nei tessuti epidermici ma non si muovono nella pianta. I sistemici (triazoli, strobilurine, fosfonati, IBE) circolano nel floema o nello xilema raggiungendo anche i tessuti non trattati; hanno azione preventiva e curativa. La strategia tipica alterna principi attivi a meccanismi d’azione diversi per evitare l’insorgenza di resistenze, secondo le linee guida FRAC.

Le fitopatie più frequenti in Italia e gli interventi tipo

Sulle nostre colture le malattie crittogamiche prevalenti variano per areale e coltura. Sulla vite la peronospora (Plasmopara viticola) e l’oidio (Erysiphe necator) sono i due nemici principali da germogliamento a invaiatura; sui pomacei la ticchiolatura del melo (Venturia inaequalis) richiede coperture continue da gemma rotta a indurimento nocciolo. Sulle drupacee la monilia su fiori e frutti e il corineo su foglie e rami; sull’olivo l’occhio di pavone e la fumaggine. Sulle orticole peronospora e botrite su pomodoro, oidio su cucurbitacee e fragola, alternaria su patata. La scelta del fungicida considera principio attivo registrato sulla coltura, finestra di azione (preventiva o curativa) e residualità.

Errori comuni da evitare

Tre errori ricorrenti riducono drasticamente l’efficacia dei trattamenti. Il primo è il ritardo: applicare un fungicida quando i sintomi sono già diffusi spesso significa rincorrere il patogeno; la maggior parte dei fungicidi lavora meglio in preventivo o nelle primissime fasi di infezione. Il secondo è la cattiva bagnatura: volumi d’acqua insufficienti, ugelli usurati, velocità eccessiva del trattore lasciano scoperte parti della chioma e creano focolai. Il terzo è la mancata alternanza dei meccanismi d’azione: usare lo stesso gruppo FRAC ripetutamente sulla stessa coltura nella stessa stagione spinge le popolazioni fungine verso ceppi resistenti, fenomeno particolarmente noto per le strobilurine sulla peronospora.

Strategie anti-resistenza e difesa integrata

La resistenza dei funghi ai fungicidi è un problema crescente, documentato per peronospora di vite e pomodoro, oidio della vite, botrite, alternaria. La gestione richiede di alternare principi attivi di gruppi FRAC differenti nello stesso ciclo colturale, limitare il numero di applicazioni con lo stesso meccanismo d’azione (massimo 2-3 per stagione per gli IBE, per esempio), e combinare il sistemico con un partner di contatto a meccanismo diverso. Le linee guida regionali di produzione integrata, recepite nei disciplinari volontari, fissano i numeri massimi di trattamenti per principio attivo e per coltura; rispettarle non è solo un obbligo per chi accede ai contributi PAC, è la base per mantenere efficaci nel tempo i prodotti disponibili.

Il DSS Agrimag per i fungicidi: timing e soglie

I trattamenti fungicidi sono il caso d’uso più maturo dei sistemi di supporto decisionale. Il DSS Agrimag, sviluppato da Spagro Srl, integra modelli previsionali validati per peronospora della vite, ticchiolatura del melo, monilia, alternaria della patata, peronospora della cipolla, con dati meteo localizzati sull’appezzamento (temperatura, umidità relativa, bagnatura fogliare, pioggia). I modelli indicano quando il patogeno entra in fase infettiva, quando applicare il fungicida e con quale strategia (preventiva, curativa, eradicante). Risultato: meno trattamenti calendariali a vuoto, più interventi nel momento giusto, miglior controllo della malattia con minori input.

Domande frequenti

Quando è il momento giusto per trattare con un fungicida?

Dipende dal tipo di fungicida e dalla malattia. I fungicidi preventivi vanno applicati prima che le condizioni infettive si verifichino: per la peronospora della vite questo significa coprire prima delle piogge attese in fase di sviluppo dei germogli, per la ticchiolatura del melo prima delle piogge in fase di fioritura e post-fioritura. I curativi (sistemici, alcuni penetranti) possono intervenire entro 24-72 ore dall’evento infettivo, riducendo i sintomi ma non riportandoli a zero. La soglia comune è agire al primo evento favorevole alla malattia, non aspettare i sintomi visibili. Il DSS Agrimag identifica con precisione la finestra utile sulla base di temperatura, umidità e bagnatura fogliare reali.

Che differenza c’è tra fungicidi sistemici e di contatto?

I fungicidi di contatto restano sulla superficie del tessuto trattato (foglia, frutto, fiore) e proteggono dall’ingresso del fungo; sono dilavabili dalla pioggia (in genere oltre 15-20 mm rendono necessario un nuovo trattamento), non raggiungono i tessuti non bagnati e non hanno azione su infezioni già in atto. I fungicidi sistemici penetrano nei tessuti e si muovono internamente (acropetalmente nello xilema, basipetalmente nel floema o in entrambe le direzioni a seconda della molecola); resistono al dilavamento, proteggono anche tessuti non direttamente trattati e hanno spesso azione curativa contro infezioni in atto. La strategia migliore mescola i due profili: contatto in copertura più sistemico per le fasi a rischio elevato.

Posso usare fungicidi in agricoltura biologica?

Sì, ma limitatamente ai principi attivi consentiti dal Reg. UE 2018/848. Le principali categorie ammesse in biologico sono i prodotti rameici (idrossido, ossicloruro, solfato tribasico, poltiglia bordolese), lo zolfo bagnabile e sublimato, il bicarbonato di sodio e di potassio, gli oli essenziali (arancio dolce), i microrganismi antagonisti (Bacillus subtilis, Bacillus amyloliquefaciens, Trichoderma harzianum), gli estratti vegetali registrati come fitosanitari. Sono esclusi triazoli, strobilurine, anilidi, ditiocarbammati di sintesi. Per la difesa biologica il rame è il pilastro su molte colture, con il limite massimo di 4 kg/ha/anno fissato dal regolamento europeo e con strategie di rotazione obbligatorie con altri principi attivi consentiti per non superarlo.

Come si integrano i fungicidi con il sistema DSS Agrimag?

Il DSS Agrimag fornisce, per le principali fitopatie italiane, l’indicazione del momento ottimale di trattamento sulla base di dati meteo localizzati sull’appezzamento e di modelli previsionali validati scientificamente. L’agricoltore o il tecnico riceve un alert quando le condizioni meteo e fenologiche identificano un rischio infettivo concreto; può quindi scegliere il fungicida più adatto (consultando il database principi attivi integrato nella piattaforma, che riporta colture registrate, modalità d’azione, intervalli di sicurezza) e pianificare l’intervento nella finestra utile. Si evitano i trattamenti calendariali a vuoto, si riducono i numeri di trattamento per stagione e si documenta correttamente ogni intervento ai fini del quaderno di campagna e dei controlli di condizionalità.

Agrimag distribuisce in tutta Italia i fungicidi registrati per uso professionale verso clienti in possesso di patentino fitosanitario. Affianca al catalogo il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl, con modelli previsionali per peronospora, ticchiolatura, monilia e altre fitopatie italiane, previsioni meteo localizzate sull’appezzamento e database aggiornato dei principi attivi ammessi per coltura.

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