Pianta di Ceci: Semina, Coltivazione e Raccolta

Pubblicato il 22 Aprile 2023

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Da Massimiliano Dal Pra

Il cece è tornato al centro dell’interesse agronomico per due ragioni concrete: regge la siccità meglio di quasi tutte le leguminose da granella e lascia il terreno in condizioni migliori di come lo ha trovato. La pianta di ceci (Cicer arietinum) è una leguminosa annuale della famiglia delle Fabaceae, alta 40-70 cm, che fissa azoto atmosferico grazie alla simbiosi con Mesorhizobium ciceri: si semina in autunno o a fine inverno, non richiede concimazione azotata e si raccoglie a giugno-luglio quando i baccelli sono secchi.

Dal punto di vista tecnico è una coltura che perdona poco su due fronti. Il primo è il drenaggio: la pianta di ceci non tollera il ristagno idrico e in terreni pesanti o mal livellati va incontro a marciumi radicali già nelle prime settimane. Il secondo è l’antracnosi da Ascochyta rabiei, la malattia che in annate piovose può azzerare la produzione se non si interviene in prevenzione.

In questa guida vediamo come si coltiva la pianta di ceci passo per passo: caratteristiche botaniche e tipologie, epoca di semina autunnale e primaverile, terreno e preparazione, inoculo e concimazione, gestione delle infestanti, difesa dalle principali avversità, raccolta e conservazione della granella.

La pianta di ceci: botanica, tipologie e ciclo

Il cece appartiene alle Fabaceae ed è originario del Vicino Oriente, dove è coltivato da millenni. È un’erbacea annuale con fusto eretto o semi-prostrato, ramificato, ricoperto di peli ghiandolari che secernono acido malico e ossalico — la caratteristica che rende la vegetazione appiccicosa al tatto e che contribuisce a scoraggiare alcuni fitofagi.

Le foglie sono composte imparipennate, con 9-15 foglioline dentellate. I fiori, singoli e ascellari, sono bianchi, rosati o azzurrini e in gran parte autogami. Il frutto è un baccello corto e rigonfio che contiene uno o due semi, raramente tre.

Si distinguono due grandi gruppi varietali:

  • Tipo kabuli — seme grande, tondeggiante, di colore chiaro avorio, con tegumento sottile. È il cece diffuso nel bacino del Mediterraneo e in Italia.
  • Tipo desi — seme piccolo, angoloso, di colore dal bruno al nero, con tegumento spesso. Prevale in India e in Africa orientale ed è generalmente più rustico.

Il ciclo varia da 150-200 giorni nelle semine autunnali a 100-130 giorni in quelle primaverili. L’apparato radicale è fittonante e profondo, in grado di esplorare strati di terreno inaccessibili a molte altre colture: è questa la base della sua tolleranza alla siccità.

Quando seminare: pianta di ceci in autunno o in primavera

La scelta dell’epoca di semina è la decisione agronomica più importante e dipende dall’areale.

Semina autunnale (indicativamente da novembre a dicembre nel Sud Italia e nelle isole): la coltura sfrutta le piogge invernali, sviluppa un apparato radicale profondo prima dell’estate e arriva alla fioritura con una struttura più robusta. Le rese sono generalmente superiori, ma aumenta l’esposizione all’antracnosi, perché la pianta attraversa il periodo umido. Richiede varietà tolleranti al freddo e ad Ascochyta.

Semina primaverile (febbraio-marzo, o fino ad aprile nelle aree interne e settentrionali): riduce il rischio di malattie fungine e di danni da gelo, ma espone la coltura a stress idrico e termico nella fase di riempimento del baccello, con rese più contenute. È la scelta obbligata dove l’inverno è rigido.

In entrambi i casi la pianta di ceci va seminata su terreno in tempera, mai lavorato bagnato: la struttura compromessa in partenza non si recupera più durante il ciclo.

Terreno e preparazione per la coltivazione dei ceci

Il cece predilige terreni di medio impasto, profondi, ben drenati e con buona dotazione di calcare, con pH compreso tra 6,0 e 8,0. Tollera bene i suoli subalcalini tipici delle aree cerealicole meridionali, ma non sopporta i terreni argillosi compatti soggetti a ristagno.

La preparazione prevede una lavorazione principale a media profondità in estate o inizio autunno, seguita da affinamenti che lascino un letto di semina omogeneo ma non polverizzato. Un livellamento del terreno accurato è più importante che in altre colture, perché elimina le microdepressioni dove l’acqua ristagna e i marciumi partono.

Nella rotazione il cece si colloca bene dopo un cereale autunno-vernino e prima di frumento duro o di un’altra graminacea, che beneficia dell’azoto residuo. Non va ripetuto sullo stesso appezzamento per almeno 4-5 anni, per non accumulare inoculo di Ascochyta e Fusarium. Lo stesso criterio vale per le altre leguminose da granella come lenticchia e arachide.

Semina dei ceci: densità, profondità e inoculo

I parametri operativi di riferimento per la semina della pianta di ceci:

  • profondità 4-6 cm, da aumentare leggermente in terreni sciolti e in semina autunnale;
  • distanza tra le file 35-50 cm, compatibile con la sarchiatura meccanica;
  • densità 25-40 piante per metro quadrato, più bassa nelle semine autunnali (la pianta accestisce di più) e più alta in quelle primaverili;
  • seme conciato o comunque sano e certificato: l’antracnosi si trasmette anche con la semente.

Se nell’appezzamento il cece non è mai stato coltivato, l’inoculo con Mesorhizobium ciceri è fortemente consigliato. Il batterio è specifico: i rizobi presenti dopo altre leguminose non nodulano il cece. Senza inoculo la pianta dipende dall’azoto del terreno e perde gran parte del suo vantaggio agronomico. L’inoculo si applica al seme poco prima della semina, evitando esposizione al sole e al calore. Anche l’apporto di micorrize migliora l’efficienza di assorbimento del fosforo nelle prime fasi.

Concimazione della pianta di ceci

Qui vale una regola controintuitiva per chi arriva dalle colture da reddito: il cece non va concimato con azoto. Un apporto azotato elevato inibisce la nodulazione, la pianta smette di fissare azoto atmosferico e si comporta come una coltura qualsiasi, con un costo in più e nessun beneficio sulla rotazione. Al massimo si ammette una piccola quota di partenza in semine su terreni molto poveri e freddi.

Gli elementi che contano davvero sono altri:

  • Fosforo: il più importante. Sostiene radicazione, nodulazione e fioritura. Va distribuito in pre-semina e interrato con la lavorazione di affinamento.
  • Potassio: incide sul riempimento del seme e sulla tolleranza allo stress idrico. Formulati come il solfato di potassio sono adatti in pre-semina.
  • Zolfo e microelementi: molibdeno e ferro partecipano direttamente all’attività dell’enzima nitrogenasi e alla funzionalità dei noduli. Le carenze si correggono meglio per via fogliare.
  • Sostanza organica: stallatico maturo o compost apportati alla coltura precedente, mai freschi sul cece.

Nel catalogo Agrimag la linea SKL e la sezione concimi comprendono i formulati fosfo-potassici da pre-semina, mentre i concimi fogliari coprono le correzioni di microelementi in fase vegetativa.

Irrigazione e controllo delle infestanti

Nella maggior parte degli areali italiani il cece si coltiva in asciutta. Un’irrigazione di soccorso ha senso solo in due momenti: alla fioritura e durante il riempimento dei baccelli, se la stagione è particolarmente siccitosa. Gli apporti abbondanti in fase vegetativa producono l’effetto opposto a quello desiderato: vegetazione lussureggiante, microclima umido nella chioma e antracnosi.

Il controllo delle infestanti è il punto debole della coltura, perché il cece ha crescita iniziale lenta e chiude la fila tardi. Le leve efficaci sono la falsa semina, la sarchiatura meccanica tra le file quando le piante hanno 10-15 cm e una rotazione ampia che riduca la banca semi del terreno. Solo dopo ha senso valutare un diserbante, verificando sempre l’ammissibilità sulla coltura.

Malattie e parassiti della pianta di ceci

La difesa del cece ruota quasi interamente attorno a una malattia.

  • Antracnosi o ascochitosi (Ascochyta rabiei): è l’avversità principale. Provoca macchie necrotiche circolari con picnidi concentrici su foglie, steli e baccelli, e in annate piovose può distruggere la coltura. Si combatte con varietà tolleranti, seme sano, rotazioni lunghe, eliminazione dei residui e trattamenti preventivi con fungicidi posizionati prima delle piogge — i rameici come la poltiglia bordolese hanno azione di copertura.
  • Fusariosi vascolare (Fusarium oxysporum f. sp. ciceris): causa avvizzimenti improvvisi con imbrunimento dei vasi. Non ha controllo chimico efficace: si gestisce solo con rotazione e varietà resistenti.
  • Marciumi radicali e del colletto: legati al ristagno. Il drenaggio è la contromisura.
  • Nottua del cece (Helicoverpa armigera): le larve forano i baccelli e danneggiano il seme. Si monitora con trappole a feromoni e si interviene sulle larve giovani con Bacillus thuringiensis o insetticidi naturali.
  • Afidi: meno frequenti grazie alla pubescenza ghiandolare, ma possibili in primavera; il quadro dei rimedi è nella guida sugli afidi delle piante.

Raccolta e conservazione della granella

La raccolta si esegue tra giugno e luglio, quando i baccelli sono secchi, le piante hanno perso gran parte delle foglie e la granella è dura. L’umidità del seme alla trebbiatura deve essere intorno al 12-14%: sopra questa soglia il prodotto va essiccato prima dello stoccaggio, sotto aumentano le rotture meccaniche.

La mietitrebbia va regolata con velocità del battitore ridotta, perché il seme di cece è grande e si spacca facilmente. Nelle piccole superfici e negli orti si estirpano le piante intere e si lasciano asciugare qualche giorno prima della battitura manuale.

Dopo la pulizia, la granella si conserva in ambiente asciutto e fresco. Il rischio principale in magazzino è il tonchio (Callosobruchus), che completa il ciclo dentro il seme: il controllo passa da stoccaggio a bassa umidità, contenitori ermetici e, per le piccole quantità, un passaggio in congelatore di alcuni giorni. Dati e riferimenti sulla coltura sono disponibili sui portali del CREA e della FAO.

Domande frequenti sulla pianta di ceci

Come si coltiva la pianta di ceci?

La pianta di ceci si semina a 4-6 cm di profondità, con file a 35-50 cm e densità di 25-40 piante per metro quadrato, in autunno nel Sud Italia o a fine inverno nelle aree più fredde. Richiede terreno di medio impasto, profondo e ben drenato, con pH tra 6,0 e 8,0, e non tollera il ristagno. Non va concimata con azoto, perché fissa quello atmosferico grazie alla simbiosi con Mesorhizobium ciceri: se il cece non è mai stato coltivato nell’appezzamento, conviene inoculare il seme. Fosforo e potassio si distribuiscono in pre-semina.

Quando si seminano i ceci?

Dipende dall’areale. Nel Sud Italia e nelle isole si preferisce la semina autunnale, tra novembre e dicembre, che sfrutta le piogge invernali e porta a rese più alte, ma richiede varietà tolleranti al freddo e all’antracnosi. Dove l’inverno è rigido si semina in primavera, tra febbraio e marzo o fino ad aprile nelle aree interne e settentrionali: si riduce il rischio di malattie fungine e di danni da gelo, ma la coltura arriva al riempimento del baccello in condizioni più calde e asciutte, con rese generalmente inferiori.

I ceci vanno concimati con azoto?

No, ed è l’errore più comune. Il cece è una leguminosa che fissa azoto atmosferico grazie ai noduli radicali formati da Mesorhizobium ciceri. Un apporto azotato consistente inibisce la nodulazione: la pianta smette di fissare azoto, si comporta come una coltura qualsiasi e si perde il beneficio sulla rotazione, con un costo in più. Gli elementi da apportare sono fosforo, che sostiene radicazione e nodulazione, potassio per il riempimento del seme, oltre a zolfo e microelementi come molibdeno e ferro, coinvolti nell’attività dei noduli.

Qual è la malattia più pericolosa per il cece?

L’antracnosi da Ascochyta rabiei, chiamata anche ascochitosi. Provoca macchie necrotiche circolari con picnidi disposti in cerchi concentrici su foglie, steli e baccelli e, in annate piovose, può compromettere l’intera produzione. Si trasmette con il seme, con i residui colturali e per pioggia battente. La difesa è quasi tutta preventiva: varietà tolleranti, seme sano e certificato, rotazioni di almeno 4-5 anni, interramento o eliminazione dei residui e trattamenti di copertura posizionati prima delle piogge, non dopo la comparsa dei sintomi.

Quando si raccolgono i ceci?

Tra giugno e luglio, quando i baccelli sono secchi, le piante hanno perso gran parte delle foglie e la granella è dura. L’umidità del seme alla trebbiatura deve essere intorno al 12-14%: valori superiori richiedono essiccazione prima dello stoccaggio, valori inferiori aumentano le rotture meccaniche. La mietitrebbia va regolata con velocità del battitore ridotta, perché il seme è grande e si spacca facilmente. Nelle piccole superfici si estirpano le piante intere, si lasciano asciugare qualche giorno e si battono a mano.


Scritto da Massimiliano Dal Pra

Mi chiamo Massimiliano Dal Prà e sono specializzato in marketing digitale, automazioni AI, funnel e crescita eCommerce con WooCommerce. Gestisco personalmente ogni risposta ai commenti e ogni strategia di crescita su questo blog, che oggi conta oltre 300.000 visite mensili. Il mio obiettivo è aiutare le aziende a ottenere risultati concreti online, combinando tecnologia, strategia e automazione.

commenti

2 Commenti

  1. Può essere inserita nell’acquario?

    Rispondi
    • La pianta di ceci non è adatta per essere inserita in un acquario, poiché necessita di terreno ben drenato e di un ambiente asciutto per crescere correttamente. Inoltre, le sue radici non sono adatte a un ambiente sommerso. Se stai cercando piante acquatiche, potresti considerare specie specifiche per acquari, come l’Anubias o l’Egeria densa.

      Rispondi

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