Ticchiolatura del melo (Venturia Inaequalis Fusicladium Dendriticum)

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Identificazione dei sintomi

Rappresenta una delle micopatie più gravi; questo fungo colpisce foglie, germogli e frutti
Sintomi su foglie: nella pagina inferiore della foglia compaiono macchie sfumate scure che si ricoprono di una muffa fuligginosa e brunastra, di aspetto vellutato e polverulento. Alla fine si ha un disseccamento del lembo fogliare e filloptosi.
Sintomi su germogli: la sintomatologia è simile a quella delle foglie. 
Sintomi su frutti: l’attacco si manifesta con tacche o pustole, di colore bruno-nerastro, al centro delle quali si ha la formazione di una polverina brunastra (elementi riproduttivi agamici). Successivamente i tessuti colpiti necrotizzano ed al loro interno si hanno delle lacerazioni. A volte la ticchiolatura può manifestarsi anche sul frutto in conservazione con piccolissime pustole depresse e nerastre.

Ciclo biologico

Supera la stagione sfavorevole sotto forma di pseudoteci (ascocarpi formati in autunno). Il fungo raramente può svernare come micelio vivace negli anfratti gemmari. Nella primavera successiva, con temperature superiori ai 5°C gli pseudoteci maturano e liberano le ascospore che in presenza di un microclima adeguato germinano è producono un micelio. Il periodo di incubazione ha, in genere, unna durata di 2-3 settimane.

Fattori di rischio

  • Grave attacco durante l’anno precedente (oltre il 10% di getti colpiti in autunno).
  • Piante con fitta vegetazione.
  • Piante vigorose, arresto vegetativo tardivo o assente.
  • Zone profonde e umide.
  • Stagione invernale ricca di precipitazioni.
  • Copertura nevosa dei frutteti.
  • Primavera ricca di precipitazioni.
  • Periodi di bagnatura fogliare in fioritura.

Sensibilità varietale alla Ticchiolatura Primaria

  • Tutte le varietà utilizzate in frutticoltura integrata sono sensibili alle infezioni primarie. In caso di gravi infezioni primarie di ticchiolatura consigliamo di trattare tutte le varie­tà vf-resistenti (es. Modì®).

Sensibilità varietale alla Ticchiolatura Secondaria (Frutti)

varietà sensibili varietà meno sensibili
Golden Delicious, Morgenduft, Cripps Pink, Granny Smith,
Braeburn, Fuji, Kanzi®, Winesap, Jazz®
Elstar, Gala*, Jonagold, Pinova, Red Deli­cious, Modi®

* fino a metà giugno, Gala è da considerarsi come sensibile.

Misure agronomiche

  • Per evitare effetti negativi sulla degradazione delle foglie, rinunciare all’impiego di prodotti rameici dopo la raccolta.
  • Se in autunno oltre il 10% dei getti risulta colpito, l’offerta ascosporica sarà elevata. In questi casi poco prima della caduta delle foglie è opportuno effettuare un tratta­mento con 5 kg/hl di urea.
  • Le foglie cadute dovrebbero, se possibile già nel tardo autunno, essere raccolte o an­danate e sminuzzate con una trinciatrice. In tal modo si facilita la loro degradazione. Se questa pratica si attua solo in primavera, l’effetto sarà più contenuto.
  • Le piante con architettura meno folta e con uno sviluppo equilibrato sono meno sen­sibili alle infezioni di ticchiolatura.
  • Stimolare un precoce arresto vegetativo.
  • Ricorrere all’irrigazione a goccia.
  • Se l’irrigazione è soprachioma, fare attenzione a che la bagnatura delle piante non superi le 8 ore.

Controlli e soglie di intervento

  • A partire dalla ripresa vegetativa e fino al termine delle infezioni primarie, le piante dovrebbero essere protette preventivamente, in tutti i periodi di Mills, con un fungicida di copertura.
  • Ad inizio giugno si dovrebbe fare un bilancio della difesa dalle infezioni primarie. A tal fine si dovrebbe controllare la presenza di macchie di ticchiolatura sulle foglie di 100 getti. Se si rinvengono sintomi su 2 getti, l’attacco è pari al 2%.
  • Nei periodi estivi di bagnatura di durata superiore a 48 ore, sussiste, per le varietà sensibili, anche in presenza di un basso potenziale infettivo (0 — 2% di getti sintoma­tici), il rischio ‘di infezioni ai frutti. In previsione di prolungati periodi piovosi, quindi, queste varietà dovrebbero essere trattate preventivamente con un fungicida di contat­to.
  • In caso di grave attacco fogliare bisogna fare attenzione, anche dopo che le infezioni primarie sono terminate, a che il potenziale infettivo non aumenti ulteriormente. La copertura fungicida, in questi casi, dovrebbe essere ripetuta in maggio all’incirca ogni 10 giorni e a partire da giugno ogni 2 settimane.
  • Le varietà meno sensibili alle infezioni secondarie non richiedono, in estate, più di un trattamento al mese, se l’attacco è al massimo del 5%. Se invece la percentuale di attacco è superiore, i prolungati periodi piovosi (oltre 48 ore di bagnatura) dovrebbero essere coperti preventivamente con un trattamento.
  • Per poter valutare con maggior precisione l’offerta ascosporica primaverile consiglia­mo di eseguire un controllo in autunno sull’attacco fogliare sui getti lunghi (conteg­gio). Se in autunno su oltre il 10% dei getti si rinvengono foglie colpite si dovrà tener conto di un’elevata offerta primaverile di ascospore.

Difesa diretta in primavera

Difesa antiticchiolatura preventiva in primavera 

Consigliamo di coprire tutti i periodi di Mills immediatamente prima dell’inizio della piog­gia.

Fungicidi per la difesa preventiva

form. comm. (es.) s.a. dose/hl resistenza al
dilavamento (mm)
carenza
(gg)
Kocide 2000 idrossido di rame 60 g 40 pre-fioritura
Poltiglia Disperss solfato di rame 100 g 40 7
Delan 70 WG dithianon 50 g  50 21
Ohayo, Banjo fluazinam 70 ml 60 60
Fontelis pentiopyrad 62* / 75 ml 60 21

*fino a metà giugno Gala è da considerarsi come sensibile

  • I prodotti a base di rame possono essere utilizzati fino allo stadio di orecchiette di topo su tutte le varietà. ll loro impiego sulle varietà sensibili alla rugginosità è possibi­le fino allo stadio di bottoni rosa.
  • I prodotti contenenti dithianon sono ben tollerati da tutte le varietà di melo. Per evitare la presenza di residui sui frutti, questi prodotti non dovrebbero più essere uti­lizzati dopo la fine delle infezioni primarie. I prodotti contenenti dithianon e captano possono essere distribuiti nel complesso, secondo le linee-guida nazionali per l’agri­coltura integrata e secondo la varietà tra 12 e 14 volte. Su Golden Delicious, Cripps Pink, Fuji, Braeburn, Granny Smith, Morgenduft, Winesap, Jazz®, Jonagold, Envy®, Ida­red e su altre varietà che maturano nello stesso periodo tale cifra è 14 e su tutte le altre varietà 12.

max. n. trattamenti/anno varietà
12 Gala, Red Delicious, Modì®, Pinova, Kanzi® Rubens, Topaz, Elstar ed altre varietà che maturano nello stesso periodo
14 Golden Delicious, Fuji, Granny Smith, Cripps Pink, Braeburn, Morgenduft, Winesap, Jazz®, Jonagold, Envy®, ldared ed altre varietà che maturano nello stesso periodo

  • Ai prodotti a base di fluazinam si dovrebbe dare la preferenza contro la ticchiolatura, a partire dalla fioritura. Questi prodotti hanno un’azione contro l’Alternarla. Possono essere impiegati al massimo tre volte/anno.
  • Le prove condotte presso il Centro di Sperimentazione Agraria di Laimburg hanno confer­mato la buona efficacia di Fontelis contro ticchiolatura ed oidio e un’interessante azione collaterale contro Alternarla. Il prodotto deve poter asciugare per almeno 2 ore. Ne consi­gliamo la distribuzione, in funzione antiticchiolatura, in post-fioritura per poterne sfruttare anche l’efficacia antioidica. Un suo impiego in fioritura non viene consigliato per il basso dosaggio ammesso (max 0,900 ml/ha — vedi etichetta). In post-fioritura la dose è di 1.125 ml/ha. Fontelis può essere utilizzato esclusivamente in funzione preventiva e al massimo per 2 volte/anno. Tra un intervento ed il successivo devono trascorrere almeno 7 giorni. Con i prodotti a base di boscalid (es. Cantus), appartiene al gruppo chimico delle carbos­samidi, a rischio di comparsa di fenomeni di resistenza. Nel complesso, tali sostanze attive non possono essere distribuite più di 4 volte/anno. Fontelis contiene una sostanza oleosa e per questo ne sconsigliamo la miscela con prodotti a base di captano o di zolfo.
  • I fosfonati di potassio sono ancora disponibili, in melicoltura, come concimi foglia­ri in grado di stimolare, dopo ripetute applicazioni, le difese attive delle piante. Nume­rose prove effettuate presso il Centro di Sperimentazione Agraria di Laimburg hanno mostrato che l’aggiunta di un fosfonato di potassio ai fungicidi di copertura distribuiti in funzione preventiva ne aumenta l’efficacia. Per questo, durante il periodo più peri­coloso consigliamo di aggiungere ai fungicidi di contatto un fosfonato di potassio. Nella pianta, l’efficacia si manifesta circa una settimana dopo il primo trattamento. I fosfonati di potassio dovrebbero essere impiegati, tra lo stadio di bottoni verdi-botto­ni rosa e fine fioritura, non oltre tre-quattro volte a distanza di 10 — 14 giorni. A motivo della degradazione chimica alquanto difficoltosa, è necessario prestare la massima attenzione durante la distribuzione di questi prodotti. La deriva su superfici non bersaglio (es. appezzamenti biologici confinanti) è assolutamente da evitare. Per questo i fosfonati di potassio si dovrebbero distribuire solo in assenza di vento, adot­tando tutte le possibili misure antideriva.

Difesa antiticchiolatura durante la fase di germinazione delle ascopsore e dopo l’inizio della pioggia 

La fase di germinazione delle ascospore ha una durata di circa 160 gradi/ora (es. 16 ore a 10 °C o 20 ore a 8 °C). Se il trattamento preventivo non ha avuto luogo, consigliamo di effettuarne uno durante la fase di germinazione. Gli interventi eseguiti in tale intervallo di tempo risultano più efficaci di un trattamento retroattivo con Chorus, Scala o con un prodotto a base di difenoconazolo.

Fungicidi utilizzabili nella fase di germinazione o dopo l’inizio della pioggia

form. comm. (es.) s.a. dose/hl resistenza al
dilavamento (mm)
carenza
(gg)
Delan 70 WG dithianon 70 g 60* 21
Ohayo, Banjo fluazinam 70 ml 60* 60
Polisolfuro di Calcio
Polisenio
polisolfuro di Ca
(pre-fioritura)
1,2 l** 20 30
polisolfuro di Ca
(post-fioritura)
0,97-1,17** 20 30

*   se i prodotti vengono distribuiti mentre piove, la loro resistenza al dilavamento è pari al 50% del dato riportato.
** pre-fioritura: max 24 I/ha, post-fioritura: max 17,6 I/ha. 

  • I prodotti a base di dithianon possono essere impiegati in presenza di un volo legge­ro e medio di ascospore da rottura gemme fino allo stadio di mazzetti affioranti e verso la fine della stagione delle infezioni primarie entro 300 gradi/ora dall’inizio della pioggia, altrimenti entro 160 gradi/ora.
  • In Val Venosta questo gruppo di sostanze attive può essere utilizzato, durante l’intero periodo delle infezioni primarie, in presenza di un volo leggero e medio di ascospore entro 300 gradi/ora.
  • I prodotti a base di fluazinam devono essere distribuiti entro 160 gradi/ora in fase di germinazione. Verso la fine delle infezioni primarie il periodo utile per il trattamento raggiunge al massimo i 300 gradi/ora.
  • In Val Venosta questo gruppo di prodotti può essere utilizzato, in presenza di un volo leggero e medio di ascospore durante il completo periodo di ticchiolatura primaria, entro 300 gradi/ora.
  • Il polisolfuro di calcio può essere distribuito al massimo entro 300 gradi/ora dall’inizio della pioggia. L’efficacia migliora se al momento dell’intervento le piante non sono ancora asciutte. Dopo che il polisolfuro si è asciugato si può contare sulla completa persistenza d’azione preventiva (pre-fioritura: 2-3 giorni, post-fioritura: 1-2 giorni), ma con una resistenza al dilavamento di soli 20 mm. Se la bagnatura fogliare dopo un trattamento permane per altri 200 gradi/ora, questo dev’essere ripetuto. Se sulle foglie bagnate, dopo un trattamento, cade oltre 1 mm di pioggia, l’efficacia preventiva è da considerarsi nulla. Con valori termici inferiori a 5 °C, in contemporanea presenza di bagnatura, il polisolfuro di calcio può causare ustioni su foglia e frutto. Non può essere miscelato ad altri prodotti o concimi fogliari. Prima di impiegare olio paraffinico, dopo un trattamento con polisolfuro di calcio, deve intercorrere un periodo di almeno una settimana. Poiché il prodotto ha un’azione diradante, ne sconsigliamo l’impiego, durante la fioritura, in frutteti con debole fioritura o in generale in impianti con scarsa allegagione.

     

Difesa antiticchiolatura contro infezioni prevedibilmente gravi

Se durante un periodo di Mills si assiste ad un forte rilascio di ascospore consigliamo di effettuare due trattamenti contro questa infezione prevedibilmente grave:

  • Dopo un intervento preventivo o ancora durante la fase di germinazione si tratta con un prodotto a base di dithianon o fluazinam o in seguito con Chorus, Scala o con un formulato contenente difenoconazolo. I trattamenti eseguiti durante la fase di germi­nazione mostrano un grado di efficacia maggiore di quello degli interventi retroattivi.
  • Se è stato eseguito un unico trattamento durante la fase di germinazione, si deve in­tervenire in un secondo momento con Chorus, Scala o con un prodotto a base di dife­noconazolo.

Fungicidi per la difesa antiticchiolatura retroattiva

form. comm. (es.) s.a. dose n° max di 
interventi/anno
carenza (gg)
/hl max/ha
Chorus cyprodinil 30 g 0,75 kg 4 21
Scala pyrimetanil 75 ml 1,5 l 14
Score 10 WG difenoconazolo 35 g 4 14
  • Volendo intervenire solo retroattivamente contro un’infezione di ticchiolatura si può considerare un grado di attività pari all’80-90%, che risulta però eccessivamente ri­dotto per una difesa coronata dal successo. Per questo sconsigliamo l’attuazione di una strategìa di difesa puramente curativa. Per una difesa retroattiva dalla ticchiolatu­ra disponiamo di solo due gruppi di sostanze attive. Per entrambi sussiste un elevato rischio di comparsa di fenomeni di resistenza.
  • Cyprodinil e pyrimetanil (Chorus e Scala) appartengono al gruppo delle anilino­pirimidine. Penetrano nel tessuto fogliare e dopo due ore dall’asciugatura non sono più dilavabili. Non distribuire questi prodotti mentre piove! Li si possono utilizzare al massimo fino a 720 gradi/ora dopo l’inizio della precipitazione. Le anilino-pirimidine sono attive già a partire da una temperatura di 5 °C. Chorus e Scala non mostrano una sufficiente efficacia preventiva, per cui in caso di tempo instabile è preferibile aggiun­gere alla miscela un fungicida di contatto. Dopo la piena fioritura la loro attività contro la ticchiolatura su frutto non è più sufficiente.
  • Consigliamo di utilizzare i prodotti a base di difenoconazolo (es. Score 10 WG) solo in presenza di temperature superiori a 10 °C, dallo stadio di bottoni rosa e non duran­te una precipitazione. Possono essere distribuiti fino a 960 gradi/ora dopo l’inizio della pioggia. I prodotti dovrebbero poter disporre di 4 ore di tempo per asciugare. Poiché non attribuiamo loro un’efficacia preventiva consigliamo di aggiungere alla miscela, in caso di condizioni meteorologiche instabili, un fungicida di contatto. Con un permesso rilasciato in via eccezionale, il competente ufficio consente, oltre ai 6 trattamenti antioidici con ISS, l’esecuzione di altri 2 interventi in funzione antiticchio­latura con un prodotto a base di difenoconazolo.

Tabella di Mills e massimi momenti di intervento dopo l’inizio della pioggia (ore)

0 °C

 

bagnatura necessaria
(ore)

gradi/ora

160

300

720

960

periodo di Mills

dithianonl
fluazinam1,3

polisolfuro Ca1 
dithianon2
fluazinam2,3

Chorus
Scala

Score

leggero

medio

grave

5

37

48

73

27

50

90

96

5,5

30

40

60

27

50

6

26

34

51

27

50

6,5 .

22

30

45

25

46

7

21,5

27

40

23

43

7,5

19

25

38

21

40

8

18

23

34

20

38

8,5

15

20

30

19

35

85

9

15

20

30

18

33

80

9,5

14,5

20

30

17

32

76

10

14

19

28

16

30

72

96

10,5

13

18

27

15

29

69

91

11

12,5

17,5

26

15

27

65

87

11,5

12

17

25

14

26

63

83

12

11,5

16

24

13

25

60

80

12,5

11

 16

24

13

24

58

77

13

10,5

15

22,5

12

23

55

74

13,5

10,5

15

22

12

22

53

71

14

10

14

21

11

21

51

69

14,5

10

14

21

11

21

50

66

15

9,5

13

20

11

20

48

64

15,5

9,5

13

20

10

19

46

62

16

9

12,5

19

10

19

45

60

se il trattamento preventivo non è stato eseguito o per il secondo trattamento dopo un intenso volo ascosporico.
vale in presenza di un volo leggero e medio di ascospore in Vai Venosta durante l’intera stagione delle infezioni primarie, altrimenti solo fino allo stadio di mazzetti affioranti e per la fine della stagione delle infezioni primarie.
fluazinam viene citato negli allertamenti solo a partire dalla fioritura.

Difesa in estate ed autunno (Ticchiolatura Secondaria)

  • Le spore estive (conidi) si diffondono quasi esclusivamente all’interno della chioma e possono raggiungere al massimo le piante adiacenti. Il loro insediamento procede, generalmente, dall’alto verso il basso.
  • La bagnatura necessaria per il verificarsi di un’infezione è uguale a quella delle ascospore.
  • Con il progredire della stagione, i frutti assumono una maggior insensibilità nei con­fronti della ticchiolatura.
  • Il trattamento di chiusura deve essere adeguato, nel rispetto della carenza, alla data prevista di inizio raccolta di ciascuna varietà.
  • Se su una varietà sensibile alla ticchiolatura tardiva la copertura viene dilavata tra il trattamento di chiusura e l’inizio previsto della raccolta lo si dovrebbe ripetere, nel ri­spetto della carenza dei prodotti utilizzati.

Fungicidi per la difesa antiticchiolatura in estate e in autunno

form. comm. (es.)

dose /hl

max/ha

resistenza al
dilavamento
(mm)

n° max di
interventi
/anno

carenza
(gg)

Banjo                   

70 ml

1,8 l

60

3

60

Ohayo                

1,5 l

Syllit 65

76*/92 g

1.380 g

45-55

3

40

Merpan 80 WDG

130 g

 

60

10

21

Merpan 480 SC

210 ml

 

Poltiglia Disperss

100-150 g

 

40-60

 

7

Cantus

20*/25 g

375 g

60

3

7

  • I prodotti a base di fluazinam (es. Banjo) possono essere impiegati, a partire dalla fioritura e fino a 60 giorni prima della raccolta, in frutteti di Gala, Golden Delicious e Cripps Pink per la difesa combinata dalla ticchiolatura e dall’Alternaria.
  • I prodotti contenenti captano che consigliamo possono essere distribuiti, secondo l’etichetta, al massimo 10 volte/stagione. Sul mercato si trovano anche formulati il cui utilizzo è autorizzato solo per 6 volte/anno e con carenza di 28 giorni. Solo i prodotti riportati nell’elenco dei fitosanitari della Guida possono essere utilizzati al massimo 10 volte/anno e presentano una carenza di 21 giorni. i prodotti contenenti dithianon e captano possono essere distribuiti nel complesso, secondo le linee-guida nazionali per l’agricoltura integrata su Golden Delicious, Cripps Pink, Fuji, Braeburn, Granny Smith, Morgenduft, Winesap, Jazz®, Jonagold, Envy®, ldared e su altre varietà che maturano nello stesso periodo 14 volte, mentre su tutte le rimanenti varietà tale cifra si ferma a 12 (vedi tabella a pag. 41). Consigliamo di ricorrere ai prodotti a base di captano solo da metà giugno. A partire da quel momento, infatti, possono essere distribuiti su tutte le varietà. Negli anni scorsi, dopo trattamenti effettuati a seguito di prolungati periodi piovosi in giugno/luglio, si sono manifestate, nella Val d’Adige su Gala, Golden Deli­cious e Cripps Pink, macchie ed ustioni fogliari. I formulati a base di captano sono efficaci anche contro Gloeosporium ed altre patologie di conservazione. Tra un intervento con captano ed un diradamento manuale consigliamo di lasciar in­tercorrere almeno 4 giorni. Se si effettuano trattamenti estivi è molto importante evi­tare la deriva su vigneti, prati e coltivazioni biologiche.
  • L’impiego di prodotti a base di dodina (es. Syllit 65) è ammesso per un massimo di 3 volte/anno. La carenza è di 40 giorni ed il dosaggio massimo di Syllit 65 è di 1.380 g, che corrisponde, a seconda del volume d’acqua, a 76-92 g/hl. In generale, i prodotti a base di dodina possono essere impiegati a partire da metà giugno (Val Venosta, Val d’Isarco ed altre zone situate oltre i 500 m s.l.m.) su tutte le varietà. Secondo la nostra esperienza, è possibile miscelare Syllit 65 con Cantus, Geoxe, Rovral WG, Nimrod 250 EW, fosfiti di calcio, Caso FCC Flakes, Bittersalz e Obsthormon 24a.
  • Poltiglia Disperss ha una carenza di 7 giorni su melo. Per altri solfati di rame essa è maggiore (vedi elenco dei fitosanitari da pag. 198).A motivo della scarsa tolleranza dei prodotti rameici, ne sconsigliamo l’impiego su Golden Delicious, Cripps Pink e Pinova in estate. Sulle altre varietà essi possono essere distribuiti a partire da metà giugno. Il rame dovrebbe essere distribuito su foglia asciutta, con tempo stabile e a basso volume.
  • Cantus ha una carenza di 7 giorni. Poiché i prodotti rameici possono causare la com­parsa di arrossamenti lenticellari su Golden Delicious e Cripps Pink, per i frutteti colpi­ti da ticchiolatura o dopo copiose precipitazioni, a seguito del trattamento di chiusura con captano, disponiamo soltanto di Cantus. L’efficacia antiticchiolatura è inferiore a quella del rame e del captano. La sostanza attiva di Cantus, come quella di Fontelis, appartiene al gruppo delle carbossamidi, che sono a rischio di comparsa di fenomeni di resistenza e che, nel complesso, non possono essere utilizzate più di 4 volte/anno.

Fonte: beratungsring.org

 

Scheda di approfondimento

La ticchiolatura rappresenta la più grave avversità crittogamica del melo.
In annate a forte pressione della malattia si può arrivare ad avere compromessa l’intera raccolta.
 
Diffusione del patogeno
Le infezioni prendono avvio all’inizio della ripresa vegetativa dalle ascospore che maturano all’interno di pseudoteci presenti sulle foglie infette dell’anno precedente e cadute a terra. Finito il processo di maturazione, le ascospore ad ogni evento piovoso vengono rilasciate nell’aria e tramite correnti d’aria e schizzi di pioggia veicolate sui tessuti verdi suscettibili di melo. Qui, se le condizioni climatiche sono favorevoli, iniziano a germinare penetrando negli spazi sottocuticolari di foglie e frutti. Dopo un periodo di incubazione, variabile in funzione della temperatura, sugli organi infetti compaiono i primi sintomi dell’infezione, seguiti dall’evasione del patogeno e dalla formazione dei conidi, che daranno origine ad altre infezioni secondarie all’interno del frutteto. Le foglie e i frutti infetti in autunno cadono a terra, costituendo un idoneo substrato per la formazione degli pseudoteci nella faseinvernale, i quali rappresenteranno l’inoculo per le infezioni primarie nell’anno successivo. Le strategie di intervento per contenere l’avversità si sono via via affinate nel tempo, partendo all’inizio con trattamenti a calendario, fino ad arrivare ai nostri giorni, in cui i trattamenti vengono cadenzati a turno biologico oppure adottando il turno fisso o allungato in funzione dell’andamento climatico e della presenza della malattia, come stabilito dai Disciplinari di produzione integrata. I trattamenti prendono avvio alla ripresa vegetativa del melo nella fase fenologica di punte verdi e, se nel frutteto non sono stati rilevati sintomi della malattia, si interrompono dopo la fase di frutto noce quando i frutti non sono più suscettibili all’infezione.
 
Strategie di difesa
Le strategie di difesa guidata hanno da sempre quindi individuato nella fase iniziale di infezione ascosporica la chiave per una razionalizzazione degli interventi chimici, mantenendo un buono stato fitosanitario del frutteto. Importante è, a questo riguardo, individuare l’inizio e la fine della fase di rischio per le infezioni primarie ascosporiche e la dinamica di emissione delle ascospore all’interno di questo intervallo di tempo. A questo scopo già da una ventina di anni si fa uso di monitoraggi del volo ascosporico, eseguiti tramite captaspore più o meno rudimentali, ma solamente da una decina di anni il monitoraggio aerobiologico di Venturia inaequalis è stato effettuato capillarmente in Emilia Romagna. L’attività aveva e ha tuttora il duplice scopo da un lato di raccogliere informazioni precise sulla dinamica di emissione delle ascospore e, dall’altro di fornire a tecnici e agricoltori informazioni sull’inizio dell’emissione ascosporica, per dare avvio ai trattamenti, e sul suo esaurimento, per terminare i trattamenti anti-ticchiolatura qualora la difesa eseguita fino a quel momento fosse risultata efficace e quindi nessun attacco di ticchiolatura fosse in corso nel frutteto. Le informazioni scaturite da questa decennale attività ha permesso di mettere a punto un modello previsionale in grado di simulare la maturazione degli pseudoteci e la dinamica di emissione delle ascospore nel periodo di infezione primaria. Il modello di simulazione A-SCAB è stato elaborato e messo a punto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza in collaborazione con il Servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna – enti che tuttora ne curano l’osservazione – ed è stato finanziato dal Crpv nell’ambito del progetto “Modelli previsionali”.
 
Definizione del modello
Il modello previsionale separa la fase di rischio di infezione ascosporica in 5 periodi a diverso rischio: assente, potenziale, reale, presente, esaurito.
 
Tabella delle infezioni calcolate dal modello Mills a-3
Data Ora infezione Tipo infezione Ore bagnatura Temperatura e ore bagnatura Termine
incubazione
12/03/2001 12 Verificata 17 12.93824 26/03/2001
17/03/2001 6 Verificata 32 10.80781 30/03/2001
26/03/2001 12 Non raggiunta 4 19.85  
27/03/2001 18 Verificata 22 9.763637 11/04/2001
28/03/2001 18 Verificata 21 11.17619 12/04/2001
29/03/2001 18 Verificata 44 11.02841 13/04/2001
05/04/2001 6 Verificata 12 10.1875 20/04/2001

Questi periodi sono calcolati da due modelli matematici che hanno come variabili dei parametri meteorologici. Un primo modello stima lo sviluppo degli pseudoteci svernanti e determina successivamente quando il primo pseudotecio conterrà ascospore mature e pigmentate, in grado, cioè, di essere emesse a seguito di ogni pioggia. Tale modello è stato elaborato da James e Sutton nel 1982 e successivamente modificato da Mancini nel 1984 per adattarlo alle condizioni climatiche del Nord Italia. Lo sviluppo degli pseudoteci (ST) viene calcolato in funzione della temperatura media dell’aria, della quantità di pioggia caduta e del numero di ore di bagnatura o umidità relativa superiori all’85%. In pratica il modello descrive, a partire dal 1° febbraio, l’influenza della temperatura sullo sviluppo degli pseudoteci quando l’umidità della lettiera di foglie infette cadute a terra non limita lo sviluppo fungino e allo stesso tempo tiene conto dell’effetto limitante della siccità sullo sviluppo ontogenetico degli pseudoteci. Il secondo modello stima la proporzione di ascospore stagionali che di volta in volta maturano e diventano pronte per essere rilasciate ad ogni evento piovoso. In tale modello quindi la dinamica stagionale viene calcolata attraverso una curva matematica logistica, che descrive la relazione esistente tra la percentuale cumulata delle ascospore catturate quotidianamente (PAT e relativi intervalli di confidenza PAT1 e PAT2) e i gradi-giorno accumulati. Anche in questo caso le variabili climatiche sono rappresentate dalla temperatura e dalla bagnatura, perciò le unità termiche vengono accumulate solo quando la temperatura è superiore a 0 °C e le foglie risultano bagnate. Il “biofix”, cioè il valore soglia per iniziare l’accumulo dei gradi-giorno, è il giorno in cui il valore della stima dello sviluppo degli pseudoteci (ST) raggiunge il valore di 9.5. La Tabella di Mills perfezionata Il modello previsionale A-SCAB calcola ad ogni rilascio ascosporico la probabilità di infezione in funzione della curva di Mills, modificata da McHardy e Gadoury nel 1986 e denominata Mills a-3. La tabella originale di Mills, ormai usata da più di 40 anni, fornisce una stima del numero di ore di bagnatura fogliare necessarie per avere l’infezione in un intervallo di temperatura variabile da 5,5 °C a 25,5 °C. I parametri climatici presi in considerazione sono quindi il numero di ore di bagnatura fogliare continua e la temperatura media raggiunta nel periodo di bagnatura. In base a ciò Mills arrivò a definire 3 livelli di infezione – leggera, media, grave – tuttora utilizzati. La tavola di Mills fu successivamente modificata da Jones per ottenere valori di infezioni ascosporiche fino alla temperatura di 2,2 °C. Le nuove conoscenze epidemiologiche permettono oggi di ottenere stime di rischio infettivo più precise. La nuova curva di Mills a-3 rappresenta quindi l’ultima modifica alla curva originale, la quale sottostimava il tempo richiesto per le infezioni a tutte le temperature, specialmente nel range di temperatura di 2,5 a 7,7 °C.Al contrario, a 21 °C vi sono solo 3 ore di differenza tra la curva originale e la nuova interpretazione, denominata quindi Mills a- 3. Il nuovo algoritmo è quello oggi maggiormente utilizzato. In base alle nuove conoscenze epidemiologiche, quindi, non vi sono più le condizioni per accettare i tre livelli di gravità presenti nel criterio originale di Mills. La lunghezza del periodo di bagnatura non è più quindi il solo parametro ritenuto in grado di influenzare la gravità di una infezione di ticchiolatura, ma vanno presi in considerazione altri parametri, quali la suscettibilità dell’ospite e, ancora più importante, la disponibilità di tessuti esposti e la reale quantità di ascospore disponibili.

 
Verifiche sperimentali
Il modello di simulazione A-SCAB è stato elaborato su una base storica di dati di monitoraggio aerobiologico di 15 anni e testato con buoni risultati nelle condizioni climatiche presenti negli areali di coltivazione del melo nelle province di Bologna e Modena. Il modello è annualmente sotto osservazione da parte di tecnici esperti del Servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza (Rossi et al., 1999, 2000, 2001; Giosuè et al., 2000).
 

COME SI UTILIZZA IL MODELLO A-SCAB

 
Dati necessari per l’elaborazione
  • Temperatura oraria e giornaliera media (°C)
  • Bagnatura (h)
  • Pioggia (mm)

Informazioni ottenute

  • Data di inizio rischio emissione ascospore
  • Percentuale di spore emesse ad ogni evento piovoso
  • Rischio di infezioni primarie
  • Durata di incubazione della malattia
  • Data di comparsa dei sintomi

Il modello è in grado di determinare il PAT giornaliero, reso visibile dalla linea blu sul grafico, e i vari livelli di rischio di rilascio ascosporico evidenziati dagli istogrammi di diversi colori. La visualizzazione è sia grafica che tabellare. In base alle finestre di output l’utilizzatore è in grado di determinare la data di inizio e di fine dell’emissione delle ascospore di V. inaequalis e di conseguenza il momento più opportuno per dare avvio ai trattamenti crittogamici e interromperli. Inoltre il modello di simulazione fornisce indicazioni aggiornate sulla percentuale di maturazione delle ascospore durante la stagione vegetativa e, più importante ancora, sulla percentuale di ascospore che verrà rilasciata nel caso di una pioggia prevista. Questa informazione (D), visualizzata sia in forma grafica che tabellare, si ottiene dalla differenza tra il valore di PAT odierno e quello di PAT relativo all’emissione precedente. Tale valore, unito a quello previsionale di pioggia, dà la possibilità al tecnico o all’agricoltore di prevedere la presunta gravità di una infezione (infatti maggiore sarà il valore di D, più alta sarà la percentuale di spore emesse e, di conseguenza, maggiore la probabilità del rischio infettivo) e quindi di decidere anche un trattamento preventivo con principi attivi a maggiore o minore efficacia. Una seconda visualizzazione del modello A-SCAB è in grado poi di dare le informazioni classiche riguardo al numero di ore di bagnatura fogliare e alla temperatura registrata durante tale periodo, corredate con l’avviso di “infezione avvenuta” e percentuale di incubazione trascorsa giorno per giorno fino ad arrivare al 100%, momento di probabile comparsa dei sintomi in campo.

Periodi di rischio ascosporico simulato dal modello A-SCAB

Fase di sviluppo Simulazioni del modello
Rischio assente
Le ascospore non sono
ancora mature
Il rischio di emissione ascosporica è assente quando ST è minore di 9.5; il modello modificato di James e Sutton viene utilizzato per determinare la data nella quale la popolazione di pseudoteci raggiunge lo stadio medio di sviluppo. Lo stadio corrispondente al valore 9.5 di ST è quello in cui, a seguito della variabilità all’interno della popolazione svernante, una piccola parte di pseudoteci (circa il 2%) contiene ascospore morfologicamente mature.
Rischio potenziale
Le ascospore sono
mature ma non ancora
pronte per essere
rilasciate
Il rischio di emissione ascosporica viene ritenuto potenziale quando ST è maggiore o uguale a 9.5 e PAT è minore di 0.016 con intervallo di confidenza (PAT1) di 0.004 e (PAT2) di 0.068, corrispondente anche al valore di 80 °C gradi-giorno cumulati. Questa soglia è stata determinata sulla base di precedenti osservazioni, ben sapendo che la maturazione delle ascospore precede la maturazione degli aschi. Perciò all’inizio della stagione le ascospore morfologicamente mature non vengono rilasciate fino a che il 10–15% degli aschi non contiene ascospore mature. In pratica questo si traduce nel fatto che nelle prime fasi della stagione le ascospore non vengono rilasciate, anche se in concomitanza di eventi piovosi favorevoli.
Rischio reale e presente

Reale:
le ascospore possono
essere rilasciate ogni
qualvolta si verificano eventi
piovosi.

Presente:
Le ascospore diventano
“air-borne”.

Il rischio diventa presente quando il valore di PAT è maggiore o uguale a 0.016; le ascospore quindi sono mature e pronte per essere rilasciate. Il rischio da presente diventa reale quando le ascospore sono eiettate dagli pseudoteci, quando cioè si verifica un evento piovoso anche se di pochi millimetri. La percentuale di ascospore rilasciate a ogni evento viene calcolata usando il valore di PAT stimato dal modello in corrispondenza dell’evento piovoso e sottraendo la percentuale del PAT accumulata al rilascio precedente. All’interno della zona di rischio reale sono stati definiti dei valori sulle curve di PAT che corrispondono a diversi livelli di rischio: basso con PAT<0.016 e >0.9 PAT1 = 0.1; intermedio con PAT1 = 0.1 e PAT = 0.9; alto con PAT1 e PAT2 = 0.5.
Rischio esaurito
Le ascospore sono
state tutte rilasciate.
Si entra in questa fase quando il valore di PAT è maggiore o uguale a 0.99. In pratica tutto il potenziale di inoculo del patogeno è stato rilasciato nel frutteto e non vi sono più ascospore mature in grado di dare origine ad infezioni primarie. In questo caso, se non vi sono infezioni di ticchiolatura in atto nel frutteto, non vi è alcun motivo di proteggere il frutteto e quindi i trattamenti contro questa avversità possono essere interrotti.

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