La pianta di amaranto (Amaranthus spp.) è una coltura rustica e versatile, apprezzata sia come pseudo-cereale ad alto valore nutrizionale sia come ortaggio da foglia e pianta ornamentale: cresce rapidamente in pieno sole, tollera la siccità e richiede terreni ben drenati e moderate concimazioni. Conosciuto e coltivato da millenni nelle civiltà precolombiane, l’amaranto è tornato al centro dell’interesse agronomico e alimentare grazie alla granella priva di glutine, ricca di proteine, e alle foglie tenere impiegate come verdura cotta. Il genere Amaranthus comprende oltre cinquanta specie: alcune coltivate per la granella (A. caudatus, A. cruentus, A. hypochondriacus), altre come ortaggio a foglia (A. tricolor), altre ancora ornamentali per le vistose infiorescenze pendule.
Coltivare la pianta di amaranto è alla portata anche dell’orticoltore alle prime armi: è una specie a ciclo estivo, termofila e a crescita veloce, capace di produrre in condizioni in cui altre colture soffrirebbero. Richiede però attenzioni precise su semina, controllo delle infestanti nelle prime fasi e gestione della raccolta, che deve cogliere il giusto momento di maturazione della granella per evitare perdite.
In questa guida vediamo come riconoscere e scegliere la specie giusta, quali sono le esigenze di clima e terreno, come seminare e coltivare l’amaranto, come gestire irrigazione, concimazione e difesa, fino alla raccolta della granella e delle foglie.
La pianta di amaranto: botanica e specie
L’amaranto appartiene alla famiglia delle Amaranthaceae ed è una pianta erbacea annuale a portamento eretto, che può superare il metro e mezzo di altezza. Il fusto è robusto, spesso arrossato; le foglie sono alterne, ovali-lanceolate, talvolta variegate di rosso o porpora; le infiorescenze sono spighe dense, erette o pendule, di colore che spazia dal verde al rosso intenso. I semi sono minuti (circa 1 mm), numerosissimi e di colore variabile dal bianco-crema al nero.
Nell’ambito del genere si distinguono tre destinazioni principali: le specie da granella, coltivate come pseudo-cereale; le specie da foglia, usate come ortaggio nei climi caldi; e le forme ornamentali, come A. caudatus (dalla vistosa infiorescenza pendula). Esistono inoltre amaranti spontanei, come A. retroflexus, considerati infestanti delle colture estive. Conoscere la specie e la sua destinazione è il primo passo per una coltivazione riuscita della pianta di amaranto.
Amaranto: proprietà e usi in cucina
La riscoperta dell’amaranto è legata soprattutto alle sue qualità nutrizionali. La granella è naturalmente priva di glutine, quindi adatta ai celiaci, ed è caratterizzata da un buon contenuto proteico con un profilo aminoacidico ben bilanciato, ricco di lisina, oltre a fibra e minerali. Si consuma cotta come i cereali, soffiata, oppure macinata in farina per prodotti da forno miscelati con altre farine.
Le foglie giovani di alcune specie si consumano cotte, alla stregua degli spinaci, e sono diffuse in molte cucine tropicali. Va precisato che le foglie contengono ossalati e possono accumulare nitrati se coltivate con eccessi azotati: è quindi buona norma non eccedere con le concimazioni azotate e consumarle cotte. Questa versatilità, unita alla rusticità della pianta, rende l’amaranto interessante sia per l’autoconsumo sia per piccole produzioni di nicchia.
Clima e terreno per coltivare l’amaranto
L’amaranto è una pianta termofila e amante della luce: predilige temperature elevate e pieno sole, condizioni in cui esprime la crescita rapida che la contraddistingue. La semina va effettuata a primavera inoltrata, quando il terreno si è riscaldato stabilmente, poiché i semi germinano bene solo con suolo caldo. Tollera molto bene la siccità grazie all’efficiente metabolismo fotosintetico di tipo C4, tipico delle piante adattate ai climi caldi.
Quanto al terreno, la pianta di amaranto si adatta a diverse tipologie ma dà il meglio in suoli di medio impasto, ben drenati e non troppo fertili: terreni eccessivamente ricchi di azoto favoriscono uno sviluppo vegetativo esuberante a scapito della granella e possono aumentare l’accumulo di nitrati nelle foglie. Teme invece i ristagni idrici, che favoriscono marciumi radicali. Un buon drenaggio e una posizione soleggiata sono quindi i requisiti fondamentali.
Come seminare e coltivare la pianta di amaranto
La semina dell’amaranto si effettua direttamente a dimora, in file o a spaglio, interrando i semi molto superficialmente (pochi millimetri) data la loro piccola dimensione. Poiché i semi sono minuti, spesso si mescolano con sabbia per distribuirli in modo uniforme. Dopo l’emergenza si procede al diradamento, lasciando le piante a una distanza adeguata allo sviluppo della specie.
Il periodo più delicato è quello iniziale: le giovani piantine di amaranto crescono lentamente nelle prime settimane e possono essere soffocate dalle infestanti. Un controllo tempestivo delle malerbe, con sarchiature superficiali, è determinante per il successo della coltura. Una volta affermata, la pianta cresce velocemente e compete efficacemente con le infestanti, richiedendo poche cure. Chi coltiva l’amaranto come ortaggio a foglia effettua raccolte scalari delle foglie giovani; chi punta alla granella lascia sviluppare le spighe fino a maturazione. Gli stessi principi di gestione dell’orto valgono per altre colture da granella e ortive, come illustrato nelle guide alla difesa dell’orto e alla concimazione delle colture orticole.
Irrigazione e concimazione dell’amaranto
Grazie alla notevole resistenza alla siccità, l’amaranto richiede irrigazioni contenute: bagnature regolari nella fase di germinazione e affermamento, poi interventi solo in caso di siccità prolungata. È bene evitare eccessi idrici e ristagni.
Sul fronte della concimazione, la pianta di amaranto è frugale e non ama gli eccessi, soprattutto di azoto. Una dotazione moderata di sostanza organica in pre-semina e apporti equilibrati di fosforo e potassio sono in genere sufficienti. Il potassio favorisce robustezza e riempimento della granella, mentre il fosforo sostiene radicazione e fioritura. Concimazioni azotate eccessive producono piante troppo vigorose, soggette ad allettamento (piegatura del fusto) e, nel caso delle foglie, con maggiore accumulo di nitrati. Per apporti mirati di potassio e microelementi si possono impiegare formulati come il solfato di potassio e, nei suoli calcarei con clorosi, il ferro chelato. La linea di nutrizione professionale SKL distribuita da Agrimag offre concimi idrosolubili e biostimolanti utili anche per colture orticole di nicchia.
Avversità e come trattare l’amaranto
L’amaranto è una pianta rustica e generalmente poco soggetta a gravi problemi fitosanitari. Tra le avversità possibili vi sono i marciumi radicali e del colletto in caso di terreni mal drenati o irrigazioni eccessive, alcuni afidi e insetti fogliari, e occasionali attacchi di lepidotteri defogliatori. Nelle prime fasi le giovani piantine possono essere danneggiate da lumache e limacce.
La difesa si basa soprattutto sulla prevenzione agronomica: buon drenaggio, semina nel periodo giusto, densità corretta e controllo delle infestanti. In caso di problemi puntuali si interviene con prodotti ammessi per la coltura, rispettando etichetta e tempi di carenza, privilegiando i mezzi a basso impatto quando l’amaranto è destinato al consumo delle foglie. Il monitoraggio costante consente di intervenire solo quando necessario, mantenendo la coltura sana in un’ottica di difesa integrata.
Raccolta della granella e delle foglie di amaranto
La raccolta della granella avviene quando le spighe sono mature e i semi si staccano facilmente sfregando l’infiorescenza tra le mani; il momento va colto con attenzione perché la maturazione è scalare e i semi maturi tendono a cadere. Le spighe si recidono, si fanno essiccare e si trebbiano manualmente o meccanicamente, seguite da una pulizia e vagliatura per separare i semi dalle pule. La granella pulita va conservata asciutta.
Per l’uso a foglia, invece, si effettuano raccolte scalari delle foglie giovani e tenere durante tutta la fase vegetativa, prima della fioritura, quando risultano più gradevoli. Una gestione attenta della raccolta è ciò che valorizza al meglio la coltivazione della pianta di amaranto, sia come pseudo-cereale sia come ortaggio.
Domande frequenti sulla pianta di amaranto
Come si coltiva la pianta di amaranto?
La pianta di amaranto si coltiva seminando direttamente a dimora in primavera inoltrata, quando il terreno è caldo, interrando i semi molto superficialmente in posizione soleggiata e ben drenata. Nelle prime settimane occorre controllare le infestanti, perché le piantine crescono lentamente; una volta affermata, la pianta cresce rapidamente e richiede poche cure, con irrigazioni contenute e concimazioni moderate, soprattutto povere di azoto.
Quando si semina l’amaranto?
L’amaranto si semina in primavera inoltrata, tipicamente quando le temperature si sono stabilizzate e il terreno si è riscaldato, poiché i semi germinano bene solo con suolo caldo. Essendo una specie termofila a ciclo estivo, tollera bene il caldo e la siccità, mentre soffre i ritorni di freddo: per questo conviene attendere la fine del rischio di gelate tardive prima di procedere alla semina a dimora.
L’amaranto è una pianta infestante o coltivata?
Entrambe le cose, a seconda della specie. Alcuni amaranti spontanei, come Amaranthus retroflexus, sono considerati infestanti delle colture estive; altre specie sono coltivate intenzionalmente come pseudo-cereale da granella, come ortaggio a foglia o come piante ornamentali. Quando si coltiva l’amaranto è importante scegliere la specie adatta alla destinazione desiderata e gestire correttamente la coltura per evitare disseminazioni indesiderate.
Come si concima l’amaranto?
L’amaranto è una pianta frugale che non ama gli eccessi, in particolare di azoto. È sufficiente una moderata dotazione di sostanza organica in pre-semina, integrata da apporti equilibrati di fosforo e potassio. Il potassio favorisce robustezza del fusto e riempimento della granella. Concimazioni azotate eccessive rendono le piante troppo vigorose e soggette ad allettamento, aumentando anche l’accumulo di nitrati nelle foglie destinate al consumo.
Quando si raccoglie la granella di amaranto?
La granella di amaranto si raccoglie quando le spighe sono mature e i semi si staccano facilmente sfregando l’infiorescenza tra le mani. Poiché la maturazione è scalare e i semi maturi tendono a cadere, la raccolta va effettuata con tempestività. Le spighe si recidono, si essiccano e si trebbiano, seguite da pulizia e vagliatura per separare i semi dalle pule; la granella pulita va poi conservata in ambiente asciutto.
Coltivare l’amaranto con il supporto di Agrimag
Agrimag (sede a Corato, in provincia di Bari) affianca al catalogo di sementi, concimi e prodotti per l’orto la linea di nutrizione professionale SKL e il sistema di supporto decisionale DSS Agrimag, sviluppato da Spagro Srl (Milano). Con consegne in tutta Italia e formati adatti sia all’hobbistica sia alla piccola produzione professionale, Agrimag supporta chi vuole coltivare la pianta di amaranto e altre colture di nicchia con soluzioni per nutrizione, difesa e gestione agronomica.
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