Concimazione Olivo: Guida Completa 2026 per Oliveti Produttivi
La concimazione olivo è uno dei pilastri della gestione agronomica di un oliveto produttivo, capace di influenzare in modo determinante la quantità e la qualità della produzione di olive e olio. Una corretta concimazione dell’olivo si basa su un equilibrato apporto di azoto, fosforo e potassio integrato con calcio, boro e microelementi, calibrato sui fabbisogni reali della pianta in base all’analisi del terreno, alla varietà, all’età dell’oliveto e alla resa attesa.
L’olivo è una specie rustica capace di sopravvivere su terreni poveri, ma le rese commercialmente significative richiedono una nutrizione mirata. In Italia, dove l’olivicoltura interessa oltre 1,1 milioni di ettari concentrati prevalentemente in Puglia, Calabria, Sicilia e Toscana, una concimazione dell’olivo ben pianificata può aumentare la produzione del 30-50 per cento rispetto a oliveti non concimati e migliorare significativamente i parametri qualitativi dell’olio extravergine.
Questa guida agronomica aggiornata al 2026 raccoglie le evidenze sperimentali del CREA e delle università italiane più rilevanti per definire un protocollo di concimazione ulivo applicabile sia in olivicoltura tradizionale sia in regime biologico ai sensi del Reg. UE 2018/848. Ogni fase del calendario di concimazione è descritta con dosaggi indicativi, modalità di distribuzione e razionali agronomici, con riferimenti ai principali macroelementi e microelementi essenziali per la fisiologia dell’olivo.
Perché la concimazione dell’olivo è strategica per la produzione
La concimazione olivo non è una pratica accessoria ma una componente strutturale del bilancio agronomico dell’oliveto. Ogni 100 chilogrammi di olive raccolte sottraggono al terreno mediamente 0,9 chilogrammi di azoto, 0,2 chilogrammi di fosforo (P2O5) e 1,0 chilogrammo di potassio (K2O), oltre a quantità significative di calcio, magnesio e boro. Senza restituzione, queste asportazioni impoveriscono progressivamente il suolo riducendo la capacità produttiva nei cicli successivi.
L’olivo presenta inoltre il caratteristico fenomeno dell’alternanza di produzione: anni di carica abbondante si alternano a stagioni di scarica fisiologica. Una concimazione dell’olivo equilibrata, calibrata sulle fasi fenologiche e sull’effettivo fabbisogno della pianta, è uno degli strumenti più efficaci per attenuare l’alternanza e stabilizzare la produzione anno dopo anno.
Anche la qualità dell’olio extravergine dipende strettamente dallo stato nutrizionale dell’olivo. Carenze marcate di potassio riducono il contenuto in polifenoli, mentre eccessi di azoto possono aumentare la suscettibilità a patogeni come l’occhio di pavone e ritardare l’invaiatura. Uno stato nutrizionale equilibrato favorisce invece la produzione di oli con profili organolettici complessi, ricchi di antiossidanti e sostanze volatili pregiate.
I fabbisogni nutritivi dell’olivo: macro e microelementi
Azoto: il motore della crescita vegetativa
L’azoto è l’elemento più richiesto dall’olivo e ne determina lo sviluppo vegetativo, la formazione dei germogli fruttiferi e la produzione di olive. Un fabbisogno medio per un oliveto adulto in piena produzione si attesta intorno a 80-120 chilogrammi di azoto per ettaro all’anno, da modulare in base alla resa attesa e alla varietà coltivata. Eccessi di azoto, frequenti in concimazione ulivo mal pianificata, producono crescite rigogliose ma con scarsa lignificazione, predisposizione a malattie crittogamiche e ritardo nella maturazione delle drupe.
Fosforo: la chiave per radici e fioritura
Il fosforo (P2O5) svolge un ruolo cardine nello sviluppo dell’apparato radicale e nella fioritura. L’olivo ne richiede mediamente 20-40 chilogrammi per ettaro all’anno, ma il fabbisogno può aumentare significativamente nei terreni calcarei dove la disponibilità è ridotta per fenomeni di retrogradazione. Le forme commerciali più impiegate sono il perfosfato minerale, il fosfato biammonico (DAP) e il fosfato monoammonico (MAP), oltre alle formulazioni idrosolubili per applicazione fertirrigua.
Potassio: la regina della qualità dell’olio
Il potassio (K2O) è probabilmente l’elemento più strategico per la qualità della produzione olivicola. Regola il bilancio idrico della pianta, attiva oltre 60 enzimi chiave del metabolismo e influenza direttamente l’accumulo di olio nelle drupe. Il fabbisogno medio si colloca tra 100 e 180 chilogrammi di K2O per ettaro all’anno, da incrementare nelle varietà ad alto rendimento. La concimazione olivo moderna predilige il solfato di potassio rispetto al cloruro, particolarmente nelle zone con elevato accumulo di cloruri nel terreno.
Calcio, magnesio e microelementi
Il calcio stabilizza le pareti cellulari delle foglie e dei frutti, riducendo cascola e marciumi. Il magnesio è il cuore della molecola di clorofilla e condiziona direttamente l’efficienza fotosintetica. Tra i microelementi, il boro merita un’attenzione particolare nella concimazione dell’olivo: anche carenze marginali compromettono l’allegagione e generano i caratteristici sintomi di “punta gialla” sulle foglie apicali. Altri microelementi essenziali sono ferro (clorosi calcarea), zinco (crescita apicale), manganese e rame.
Quando concimare l’olivo: il calendario stagionale
Il calendario di concimazione olivo deve essere costruito sulla base delle fasi fenologiche della pianta, della disponibilità idrica e della texture del terreno. In linea generale si individuano quattro finestre principali di intervento: fine inverno per l’impostazione vegetativa, primavera per il pre-fioritura, tarda primavera per il sostegno dell’allegagione, e tardo autunno per la nutrizione di riserva.
Concimazione tardo-invernale (febbraio-marzo)
La prima fase di concimazione dell’oliveto coincide con il risveglio vegetativo della pianta, quando il riscaldamento dei tessuti riattiva il metabolismo radicale. È il momento ideale per distribuire i concimi a lento rilascio e i fertilizzanti organici come letame maturo, compost e guano, che richiedono settimane per essere mineralizzati e resi disponibili. In questa finestra va concentrato il 40-50 per cento dell’apporto azotato annuale, integrato con fosforo e potassio.
Concimazione pre-fioritura (aprile-maggio)
Tra aprile e maggio l’olivo entra nelle fasi di mignolatura e fioritura, momenti energeticamente molto esigenti. La concimazione olivo in questa fase deve garantire azoto prontamente disponibile (nitrato di calcio, urea) e una buona dotazione di boro, fondamentale per l’allegagione. Tipicamente in questa finestra si distribuisce un ulteriore 25-30 per cento dell’azoto annuale, con eventuali concimazioni fogliari mirate per i microelementi.
Concimazione post-allegagione (giugno-luglio)
Dopo l’allegagione l’olivo entra nella fase di indurimento del nocciolo e successivo ingrossamento delle drupe. È il momento del potassio: applicazioni di solfato di potassio o nitrato di potassio sostengono l’accumulo di olio, la qualità organolettica e la resistenza idrica della pianta. In condizioni di stress idrico estivo, le concimazioni vanno frazionate e abbinate alla fertirrigazione.
Concimazione autunnale di riserva (ottobre-novembre)
L’ultima finestra utile per la concimazione ulivo è quella autunnale, quando dopo la raccolta delle olive si distribuisce un concime organico di fondo per ricostituire le riserve nutritive consumate durante la stagione produttiva. Letame, compost di qualità, pellet di letame e ammendanti torbosi a basso C/N sono le scelte preferite, integrati con eventuali correzioni di fosforo nei terreni carenti.
Come concimare l’olivo: tecniche di distribuzione
Le modalità di distribuzione dei concimi nell’oliveto hanno un impatto diretto sull’efficienza d’uso degli elementi nutritivi. Le tecniche principali sono quattro: spandimento al suolo, fertirrigazione, concimazione fogliare e applicazione localizzata.
Lo spandimento al suolo resta la modalità più diffusa in olivicoltura tradizionale: i concimi granulari vengono distribuiti uniformemente nell’area coperta dalla chioma e successivamente interrati con erpicatura leggera. Il vantaggio è l’economicità e la semplicità operativa, lo svantaggio è la dipendenza dalle precipitazioni per la solubilizzazione dei fertilizzanti.
La fertirrigazione, in espansione negli oliveti specializzati, consente di iniettare nutrienti idrosolubili direttamente nel sistema di irrigazione a goccia. Questa tecnica massimizza l’efficienza d’uso (oltre l’80 per cento contro il 30-50 per cento dello spandimento), riduce i dosaggi totali e permette di modulare l’apporto nutritivo settimanalmente in base alla fenologia della pianta.
La concimazione fogliare integra l’apporto radicale ed è particolarmente efficace per i microelementi (boro, ferro, zinco) e per interventi di emergenza durante periodi di stress idrico, quando l’assorbimento radicale è compromesso. Le formulazioni idrosolubili o liquide vanno applicate nelle ore più fresche della giornata per evitare fitotossicità.
Piano di concimazione olivo: il protocollo SKL
Un piano di concimazione olivo equilibrato deve combinare concimi di fondo (lenta cessione), concimi di copertura (azione rapida) e supplementazioni fogliari mirate. Agrimag distribuisce la linea SKL di Spagro Srl di Milano, sviluppata specificatamente per l’olivicoltura mediterranea e supportata dal sistema di supporto decisionale Agrimag DSS.
Per oliveti in piena produzione (5-7 chili di olive per pianta) il protocollo tipo prevede: in fase di risveglio vegetativo, distribuzione di un fertilizzante organico professionale per l’apporto azotato di fondo e l’apporto di sostanza organica. In pre-fioritura, applicazione fogliare di Boro Complex (boro etanolammina chelato) per stimolare l’allegagione, abbinato a Protein Top (idrolizzato proteico vegetale) come bioattivatore della fioritura.
Durante l’ingrossamento delle drupe il protocollo prevede applicazioni di formulazioni idrosolubili NPK come HydroBlend 8-24-24+Mg, con apporto significativo di potassio e magnesio per l’accumulo di olio. Per gli interventi di emergenza su clorosi ferrica nei terreni calcarei è disponibile Seyfer 320, ferro chelato EDDHA a stabilità ottimale anche a pH elevati. Le applicazioni di Calcio Complex AHA in fase di indurimento del nocciolo rinforzano la cuticola delle drupe e riducono cascola e marciumi.
Il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, integrato nei servizi della linea SKL, fornisce previsioni meteorologiche localizzate e modelli previsionali di stress idrico e termico per ottimizzare il timing degli interventi nutrizionali sull’oliveto.
Concimazione olivo biologica: protocolli e prodotti ammessi
La concimazione olivo in regime biologico, regolamentata dal Reg. UE 2018/848, si basa esclusivamente su concimi organici e minerali di origine naturale ammessi nell’allegato I del regolamento. I prodotti più utilizzati negli oliveti biologici italiani sono il letame compostato, il pellet di pollina, il guano peruviano, la farina di sangue, il borlanda di melasso, il vinaccio, gli estratti di alghe e le farine di rocce silicatiche.
In olivicoltura biologica una pratica strategica è la gestione attiva delle erbe spontanee come fonte di sostanza organica. La trinciatura delle erbe nei viali interfilari restituisce al terreno azoto, fosforo e potassio mobilizzati dalla vegetazione spontanea, integrando la fertilità di base. La semina di leguminose da sovescio (favino, veccia, trifoglio incarnato) all’autunno consente di fissare 80-120 chilogrammi di azoto per ettaro nei primi 30 centimetri di terreno, riducendo significativamente il fabbisogno di concimazioni azotate esogene.
Il compost aziendale, ottenuto dalle sanse di oliva miscelate con paglia, residui di potatura e letame, è una risorsa preziosa per chiudere il ciclo nutritivo dell’oliveto biologico. La sansa, ricca di polifenoli, deve subire un processo di compostaggio di almeno 4-6 mesi per ridurre la fitotossicità e renderla pienamente utilizzabile come ammendante.
Errori comuni nella concimazione dell’olivo
Tra gli errori più frequenti commessi nella concimazione olivo spicca la sovra-concimazione azotata. Distribuire più di 150 chilogrammi di azoto per ettaro all’anno – soglia spesso superata nelle aziende che impiegano letame fresco non compostato – produce piante con vegetazione esuberante ma scarsa lignificazione, ritardo nella maturazione delle drupe e aumento della suscettibilità a malattie fungine come l’occhio di pavone.
Un secondo errore strutturale è la mancanza di analisi del terreno. Concimare “a sensazione”, basandosi su prassi tradizionali, può portare a carenze marginali invisibili a occhio nudo ma significativamente penalizzanti per la produzione. L’analisi chimica del terreno, da ripetere ogni 4-5 anni, fornisce dati oggettivi su pH, calcare attivo, sostanza organica e disponibilità degli elementi assimilabili, permettendo di calibrare correttamente il piano di concimazione.
Il terzo errore ricorrente è la sottovalutazione dei microelementi. Una carenza di boro, comune nei terreni calcarei della Puglia e della Sicilia, può ridurre l’allegagione del 40-50 per cento senza produrre sintomi visibili. Le analisi fogliari, complementari a quelle del terreno, consentono di verificare lo stato nutrizionale reale della pianta e di intervenire tempestivamente con concimazioni fogliari mirate.
Domande frequenti sulla concimazione dell’olivo
Quando concimare gli ulivi durante l’anno?
La concimazione ulivo si articola in quattro finestre principali: tardo inverno (febbraio-marzo) per l’apporto azotato di fondo con concimi a lenta cessione e organici; pre-fioritura (aprile-maggio) per sostenere mignolatura e allegagione con azoto pronto e boro; post-allegagione (giugno-luglio) per accumulo di olio con apporti significativi di potassio; autunno (ottobre-novembre) dopo la raccolta per ricostituire le riserve con concimi organici di fondo. Il timing preciso va modulato in base all’andamento climatico e alle fasi fenologiche osservate sull’oliveto.
Quale concime usare per l’olivo per avere più olive?
Per massimizzare la produzione di olive servono apporti equilibrati di azoto (80-120 kg/ha), fosforo (20-40 kg P2O5/ha) e soprattutto potassio (100-180 kg K2O/ha), integrati con boro per l’allegagione e calcio per la qualità delle drupe. I concimi organo-minerali a lenta cessione sono particolarmente efficaci in concimazione olivo, perché rilasciano nutrienti gradualmente seguendo i ritmi fisiologici della pianta. La linea SKL distribuita da Agrimag include formulati specifici per olivicoltura: HydroBlend NPK idrosolubili, Boro Complex, Calcio Complex AHA, Protein Top.
Come concimare un oliveto biologico?
La concimazione oliveto in regime biologico si fonda su tre pilastri: distribuzione di concimi organici (letame compostato, pellet di pollina, guano, farina di sangue) in tardo inverno per l’apporto azotato di fondo; gestione attiva delle erbe spontanee con trinciatura nei viali e sovesci di leguminose all’autunno; integrazioni fogliari con estratti di alghe, idrolizzati proteici vegetali e microelementi chelati ammessi nell’allegato I del Reg. UE 2018/848. Il compostaggio aziendale di sansa, paglia e residui di potatura consente di chiudere il ciclo nutritivo.
Quanto azoto serve per un olivo adulto?
Un olivo adulto in piena produzione (5-7 chili di olive per pianta) richiede mediamente 80-120 chilogrammi di azoto per ettaro all’anno, da modulare in funzione della densità d’impianto, della varietà e della resa attesa. Per oliveti superintensivi (1.500-2.000 piante/ha) il fabbisogno può raggiungere 140-160 kg N/ha. È fondamentale frazionare l’apporto in 3-4 applicazioni durante la stagione: oltre 50 per cento dell’azoto si perde per lisciviazione o volatilizzazione se distribuito in un’unica passata, e gli eccessi predispongono a fitopatie.
Si può concimare l’olivo in estate?
La concimazione olivo estiva è possibile e in molti casi raccomandata, specialmente per il sostegno del potassio durante l’ingrossamento delle drupe (giugno-luglio) e per interventi mirati su microelementi in caso di carenze osservate. Va però evitata in condizioni di stress idrico marcato, quando l’assorbimento radicale è compromesso, e nelle ore più calde della giornata se si tratta di applicazioni fogliari. La fertirrigazione attraverso il sistema a goccia è la modalità più efficiente per gli interventi estivi, perché abbina nutrizione e irrigazione mantenendo umidità ottimale nella rizosfera.
Agrimag, distributore italiano della linea SKL di Spagro Srl di Milano e supportato dal sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, offre consulenza agronomica gratuita per la pianificazione della concimazione olivo calibrata sulla varietà, sull’areale e sull’analisi del terreno. Per gli olivicoltori professionisti sono disponibili formati confezionati e bancali con consegna su tutto il territorio nazionale, oltre a schede tecniche dettagliate per ogni prodotto del catalogo.
Fonti normative e tecniche: Reg. UE 2018/848 (agricoltura biologica), Direttiva 91/676/CEE (Nitrati), CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura, EUR-Lex registry of fertilising products, FAO Olive production manual.





Sto per effettuare una irrigazione con acqua e fosfato ureico in periodo di fioritura, è corretto aspettarsi una influenza positiva sulla allegagione e sviluppo delle drupe?
Pensavo di sciogliere 500g ogni 400litri di acqua e distribuirlo alla base delle piante adulte di oltre 20anni…
Si accettano consigli…
Grazie
Ciao, grazie per il tuo commento e per la tua domanda molto pertinente.
In generale, l’uso di fosfato ureico, che è una fonte di azoto e fosforo, può effettivamente avere un effetto positivo sullo sviluppo delle piante, inclusa l’allegagione e lo sviluppo delle drupe negli olivi. L’azoto è essenziale per la crescita delle piante e per la sintesi delle proteine, mentre il fosforo è fondamentale per la fotosintesi e la divisione cellulare.
La tua dose di 500 grammi per 400 litri d’acqua sembra ragionevole, ma ti consiglierei di consultare un esperto o un agronomo locale per conferma, poiché le esigenze specifiche possono variare a seconda delle condizioni del suolo, delle condizioni climatiche e della salute generale delle tue piante.
Inoltre, l’applicazione di fertilizzanti dovrebbe sempre essere effettuata con cura per evitare il sovraccarico di nutrienti, che può essere dannoso per le piante e per l’ambiente. Ricorda che la fertirrigazione (applicazione di fertilizzanti attraverso l’irrigazione) dovrebbe essere effettuata in modo uniforme per garantire che tutte le piante ricevano una dose adeguata.
Infine, ti ricordo che l’equilibrio tra i diversi nutrienti è fondamentale: un eccesso di un nutriente può interferire con l’assorbimento degli altri.
Spero che queste informazioni ti siano di aiuto! Se hai ulteriori domande, non esitare a chiedere. Buona fortuna con la tua concimazione!
La mia domanda riguarda appunto la concimazione che ho effettuato a novembre a base totalmente organica,in quanto ne beneficia anche il terreno. Tuttavia dopo aver effettuato i relativi trattamenti rameici con i relativi supporti di boro e concime fogliare con cadenza dai 20 ai 25 giorni, noto mio malgrado che il fogliame soffre vistosamente di scarsa vegetazione e di questi periodi mi pare un pochino preoccupante. Vorrei chiedere come si potrebbe intervenire per aiutare il fogliame ad ottenere una migliore vegetazione. Grazie
Ciao, grazie per il tuo commento. Vediamo se posso aiutarti.
Una vegetazione scarsa può essere causata da una serie di fattori, tra cui condizioni climatiche, malattie, carenze nutrizionali, ecc. In base a quello che mi hai detto, potrebbe essere che la concimazione organica effettuata a novembre non sia stata sufficiente a coprire le esigenze nutrizionali dell’olivo, o forse non è stata assorbita in modo efficiente dall’albero.
Gli olivi hanno bisogno di un equilibrio di nutrienti per una crescita sana, tra cui azoto, fosforo, potassio, e una serie di microelementi. Il boro, che hai menzionato, è uno di questi microelementi, ma ci sono anche altri come il ferro, il magnesio, il rame, lo zinco, ecc.
Una possibilità potrebbe essere di fare un’analisi del suolo e delle foglie per capire se ci sono carenze specifiche che possono essere affrontate. Se i livelli di nutrienti nel suolo e nelle foglie sono adeguati, allora potrebbe essere necessario esaminare altri potenziali problemi.
Inoltre, assicurati che l’acqua di irrigazione sia sufficiente ma non eccessiva. Gli olivi sono resistenti alla siccità, ma una buona irrigazione può migliorare la salute dell’albero e la qualità del raccolto, soprattutto durante i periodi di crescita attiva.
Se tutti questi fattori sembrano essere in ordine, potrebbe essere utile consultarci in che possiamo darti un consiglio più preciso.
Spero che queste informazioni ti siano d’aiuto e ti auguro il meglio per la tua oliveto.
La scarsa vegetazione (sviluppo fogliare) dipende spesso dalla troppa acqua. L’ulivo no ha bisgno di acqua se non quella di mantenimento; all’uopo in periodi di sicittà. I miei ulivi, una settantina, sono tutti su un bel prato verde da irrorare quotidianamente: errore facile da evitare. Ho provato a togliere 20cm di terra per il diametro dell’apparato fogliare di ogni pianta, ricoprire e seminare l’erba. Non ha funzionato granchè. Ha invece funzionato meglio esportate l’intero apparato radicale creare una fossa molto più grande dell’apparato stesso, rimettere a dimora l’apparato (ora più in profondità rispetto alla posizione originaria) riempire di ghiaia fine tipo risone, aggiungere 10 cm di terra e seminare di nuovo il prato. Se l’apparato radicale è in profondità l’acqua di superficie del prato, non potrà mai raggiungere la radice dell’ulivo.
Grazie per il tuo commento molto dettagliato e per condividere la tua esperienza personale nella gestione del terreno attorno agli ulivi. È vero che l’ulivo è una pianta che generalmente tollera bene la siccità e può soffrire a causa di un’eccessiva irrigazione, soprattutto se le radici sono in condizioni di ristagno idrico.
Il tentativo di rimuovere lo strato superiore di terra e sostituirlo con ghiaia fine e un nuovo strato di terreno per favorire il drenaggio e impedire che l’acqua del prato raggiunga le radici è un approccio interessante. Questa tecnica può effettivamente aiutare a prevenire l’umidità eccessiva intorno alle radici degli ulivi, e sembra che tu abbia ottenuto dei miglioramenti.
Tuttavia, è importante ricordare che ogni situazione può essere diversa in base al tipo di terreno, clima, varietà di olivo e pratiche di gestione del prato. Inoltre, è fondamentale assicurarsi che gli ulivi ricevano le nutrienti essenziali attraverso una concimazione bilanciata, che sia in grado di compensare le eventuali mancanze del terreno in cui sono piantati.
Riguardo alla semina del prato intorno agli ulivi, questa pratica può avere sia vantaggi che svantaggi. Un prato può contribuire a mantenere l’umidità del terreno e a proteggere contro l’erosione, ma se l’acqua usata per irrorare il prato raggiunge le radici degli ulivi, può creare problemi di eccesso di umidità, come hai correttamente osservato.
In sintesi, la chiave sta nel trovare il giusto equilibrio tra le necessità idriche degli ulivi e quelle del prato. Potrebbe anche essere utile consultare un agronomo o un esperto di coltivazione dell’olivo per una valutazione più approfondita delle tue pratiche agricole e per ottenere consigli su misura per le tue specifiche condizioni.
Grazie ancora per il contributo al dibattito sulla coltivazione e sulla cura dell’olivo, è sempre utile scambiare esperienze e conoscenze su queste tematiche.
Interessante da aprofondire
Ti ringrazio per il tuo commento!
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