Innestare Ulivo: Tecniche, Periodo e Come Farlo Passo Passo

Pubblicato il 19 Aprile 2023

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Da Massimiliano Dal Pra

Innestare ulivo (innestare l’ulivo) è una tecnica agronomica fondamentale per cambiare varietà, recuperare piante selvatiche o poco produttive e propagare cultivar di pregio mantenendo le caratteristiche della pianta madre. Per innestare ulivo con successo occorre scegliere il periodo giusto (fine inverno-primavera per gli innesti a marza, estate per quelli a gemma), prelevare marze sane da piante selezionate, eseguire tagli netti con attrezzi ben affilati e disinfettati e proteggere con cura il punto d’innesto fino alla saldatura.

L’olivo (Olea europaea) è una specie che si presta molto bene all’innesto grazie alla sua notevole capacità di cicatrizzazione e alla compatibilità tra cultivar diverse. Innestare permette di trasformare un oleastro (olivo selvatico) in una pianta produttiva, di sostituire una varietà con un’altra più adatta al mercato o all’ambiente, e di ottenere fruttificazione in tempi più rapidi rispetto alla semina, che darebbe peraltro piante geneticamente diverse dalla madre.

In questa guida vediamo perché e quando innestare l’ulivo, quali strumenti servono, come preparare marze e portinnesto e quali sono le tecniche più efficaci — innesto a corona, a spacco, a triangolo e a gemma — con le indicazioni pratiche per la gestione post-innesto.

Perché innestare ulivo: motivi e vantaggi

Innestare ulivo risponde a diverse esigenze del frutticoltore. La prima è il cambio di varietà: su una pianta adulta già radicata si può innestare una cultivar più produttiva, più resistente alle avversità o meglio quotata per olio o da mensa, ottenendo la nuova varietà in produzione in pochi anni invece che ripartire da un impianto nuovo. La seconda è il recupero degli oleastri, gli olivi selvatici nati da seme, che innestati diventano piante coltivate e produttive.

L’innesto consente inoltre di conservare fedelmente le caratteristiche genetiche di una cultivar, cosa impossibile con la propagazione per seme, e di sfruttare la rusticità di un portinnesto adattato al terreno abbinandola alla qualità di una marza pregiata. Rispetto alla talea, l’innesto su pianta già sviluppata accorcia notevolmente i tempi di entrata in produzione.

Quando innestare l’ulivo: il periodo giusto

Il periodo dell’innesto dipende dalla tecnica scelta e dallo stato vegetativo della pianta. Gli innesti a marza — a corona, a spacco, a triangolo — si eseguono in genere alla ripresa vegetativa, tra fine inverno e primavera, quando la linfa comincia a circolare e la corteccia si stacca facilmente dal legno, favorendo la saldatura. È il momento in cui il cambio (il tessuto generatore) è più attivo.

Gli innesti a gemma, come il classico innesto a occhio o a scudetto, si praticano invece durante l’estate, quando le gemme dell’anno sono ben formate e la corteccia del portinnesto è ancora distaccabile. La scelta del momento è cruciale: innestare fuori stagione, con la pianta in riposo o in piena calura senza linfa attiva, riduce drasticamente la percentuale di attecchimento.

Strumenti e materiali per l’innesto

Per innestare l’ulivo servono attrezzi semplici ma efficienti: un coltello da innesto ben affilato per tagli netti, un roncolo o una piccola sega per le branche più grosse negli innesti a corona, e forbici da potatura per prelevare le marze. Fondamentale è la disinfezione degli attrezzi tra una pianta e l’altra, per non trasmettere patogeni.

Servono poi il materiale di legatura (rafia, nastro elastico da innesto o legacci specifici) per tenere unite marza e portinnesto, e il mastice cicatrizzante per sigillare i tagli e proteggerli da disidratazione e infezioni. Le marze vanno prelevate da rami dell’anno precedente, ben lignificati, sani e da piante madri selezionate per produttività e sanità. Se non si innesta subito, le marze si conservano avvolte in panno umido in luogo fresco.

Innesto a corona e a spacco

L’innesto a corona è tra i più usati per cambiare varietà su olivi adulti con branche di buon diametro. Si taglia orizzontalmente la branca del portinnesto, si incide verticalmente la corteccia e si inseriscono, tra corteccia e legno, più marze tagliate a becco di flauto lungo il perimetro (la “corona”). Consente di innestare più marze sulla stessa branca, aumentando le probabilità di riuscita.

L’innesto a spacco (o a marza in spacco) prevede di spaccare in due il portinnesto tagliato e inserire nella fessura una o due marze tagliate a cuneo, facendo combaciare i tessuti generatori. È adatto a branche di diametro medio. In entrambi i casi il segreto sta nel far coincidere il cambio della marza con quello del portinnesto e nel proteggere accuratamente tutta la zona con legatura e mastice, così da evitare disseccamenti.

Innesto a triangolo e a gemma

L’innesto a triangolo (o a incastro) prevede l’asportazione di un cuneo triangolare dal portinnesto e l’inserimento di una marza sagomata esattamente allo stesso modo: è un innesto preciso, che offre un buon contatto tra i tessuti ed è indicato per soggetti di diametro contenuto.

L’innesto a gemma o a occhio, eseguito in estate, consiste nel prelevare una singola gemma con un piccolo scudo di corteccia dalla marza e inserirla in un taglio a T praticato nella corteccia del portinnesto. È una tecnica economica in termini di materiale — basta una gemma — ed è molto usata sui polloni e sui giovani soggetti. Richiede però manualità e tempismo, perché la corteccia deve staccarsi bene. Qualunque sia la tecnica, la regola d’oro resta la stessa: contatto tra i cambi, tagli netti, protezione dall’aria e dall’acqua.

Cure dopo l’innesto

La fase post-innesto è determinante per il successo. Nelle settimane successive occorre controllare la legatura, che non deve strozzare i tessuti in accrescimento, ed eliminare tempestivamente i germogli che il portinnesto emette sotto il punto d’innesto: questi succhioni sottrarrebbero linfa alle marze, compromettendone lo sviluppo. Va invece favorita la crescita dei nuovi germogli emessi dalla marza.

Quando la marza ha attecchito e i germogli si sono irrobustiti, si allenta gradualmente la legatura per non danneggiare la saldatura ancora fragile. Nei primi tempi conviene proteggere i giovani getti dal vento con tutori e, se necessario, ombreggiare le zone più esposte al sole diretto. Una nutrizione equilibrata e un’irrigazione regolare, senza eccessi, sostengono l’attecchimento; un buon apporto di potassio e microelementi aiuta la lignificazione dei nuovi rami.

Errori da evitare quando si innesta ulivo

Gli insuccessi nell’innesto dell’ulivo derivano quasi sempre da pochi errori ricorrenti: innestare nel periodo sbagliato, con la pianta priva di linfa attiva; usare marze disidratate o prelevate da piante malate; eseguire tagli imprecisi che non fanno combaciare i cambi; trascurare la protezione con mastice e legatura, lasciando che il punto d’innesto secchi o marcisca.

Un altro errore frequente è dimenticare la spollonatura: se il portinnesto viene lasciato libero di ricacciare, i suoi germogli soffocano le marze. Anche l’igiene conta: attrezzi non disinfettati possono introdurre patogeni come agenti di cancri e rogna. Curando periodo, qualità delle marze, precisione dei tagli, protezione e gestione post-innesto, la percentuale di attecchimento sull’olivo può essere molto elevata.

Domande frequenti sull’innesto dell’ulivo

Qual è il periodo migliore per innestare l’ulivo?

Il periodo dipende dalla tecnica. Gli innesti a marza (a corona, a spacco, a triangolo) si eseguono alla ripresa vegetativa, tra fine inverno e primavera, quando la linfa circola e la corteccia si stacca facilmente favorendo la saldatura. Gli innesti a gemma (a occhio, a scudetto) si praticano in estate, con gemme ben formate e corteccia ancora distaccabile. Innestare con la pianta in riposo o in piena calura senza linfa attiva riduce drasticamente l’attecchimento.

Come si prelevano e conservano le marze di ulivo?

Le marze si prelevano da rami dell’anno precedente, ben lignificati, sani e provenienti da piante madri selezionate per produttività e sanità. Vanno raccolte con forbici pulite e, se non si innesta subito, conservate avvolte in un panno umido in luogo fresco e riparato, per mantenerle turgide fino al momento dell’uso. Marze disidratate o prelevate da piante malate compromettono l’attecchimento e possono trasmettere patogeni al portinnesto.

Quanto tempo impiega l’innesto di ulivo ad attecchire?

I primi segni di attecchimento, con il rigonfiamento delle gemme e l’emissione di nuovi germogli dalla marza, si osservano generalmente entro alcune settimane dall’innesto a marza eseguito in primavera. La saldatura completa e stabile richiede però l’intera stagione vegetativa. In questo periodo è fondamentale eliminare i succhioni del portinnesto, controllare la legatura e garantire nutrizione e acqua equilibrate, così da accompagnare la marza verso uno sviluppo robusto.

Si può innestare un olivo selvatico (oleastro)?

Sì, l’innesto è proprio la via classica per trasformare un oleastro, cioè un olivo selvatico nato da seme, in una pianta coltivata e produttiva. L’oleastro fornisce un apparato radicale rustico e ben adattato al terreno, sul quale si innesta la cultivar desiderata. È una pratica diffusa per recuperare piante spontanee o ricacci, ottenendo in pochi anni olivi produttivi con le caratteristiche della varietà innestata.

Perché bisogna eliminare i germogli sotto l’innesto?

I germogli che il portinnesto emette sotto il punto d’innesto, detti succhioni, competono con la marza per acqua e nutrienti e, se lasciati crescere, ne soffocano lo sviluppo fino a farla deperire. Per questo la spollonatura regolare, nelle settimane successive all’innesto, è una delle cure più importanti: elimina la concorrenza e convoglia tutta la linfa verso i nuovi germogli della varietà innestata, favorendone la crescita.

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Scritto da Massimiliano Dal Pra

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commenti

4 Commenti

  1. Salve, vorrei sapere se posso, ancora, innestare in questa settimana gli ulivi. Grazie.

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    • Ciao Pietro, la possibilità di innestare gli ulivi dipende molto dalle condizioni climatiche della tua zona. In generale, il periodo migliore per innestare gli ulivi è tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando le piante sono in riposo vegetativo ma si avvicinano al risveglio. Se le temperature nella tua zona sono ancora miti e non ci sono previsioni di gelate imminenti, potresti essere ancora in tempo per effettuare l’innesto. Ti consiglio di osservare attentamente le tue piante e il tempo, e se decidi di procedere, farlo quanto prima. Ricorda di seguire attentamente le istruzioni per assicurare il miglior successo possibile dell’innesto. Buona fortuna!

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    • Vorrei un buon innesto per un ulivo per resistere alle malattie e per un oliva verde più grande dove posso trovare grazie. Tel 3297211127

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      • Ciao Mihaela, grazie per la tua domanda! Per ottenere un ulivo resistente alle malattie e con olive verdi più grandi, ti consiglio di rivolgerti a un vivaio specializzato della tua zona. Lì potrai trovare varietà di ulivo adatte alle tue esigenze e ricevere consigli utili sugli innesti. Ricorda che scegliere il portainnesto e la varietà giusta è fondamentale per il successo dell’operazione. Buona fortuna con il tuo ulivo! 😊

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