Innestare ulivo (innestare l’ulivo) è una tecnica agronomica fondamentale per cambiare varietà, recuperare piante selvatiche o poco produttive e propagare cultivar di pregio mantenendo le caratteristiche della pianta madre. Per innestare ulivo con successo occorre scegliere il periodo giusto (fine inverno-primavera per gli innesti a marza, estate per quelli a gemma), prelevare marze sane da piante selezionate, eseguire tagli netti con attrezzi ben affilati e disinfettati e proteggere con cura il punto d’innesto fino alla saldatura.
L’olivo (Olea europaea) è una specie che si presta molto bene all’innesto grazie alla sua notevole capacità di cicatrizzazione e alla compatibilità tra cultivar diverse. Innestare permette di trasformare un oleastro (olivo selvatico) in una pianta produttiva, di sostituire una varietà con un’altra più adatta al mercato o all’ambiente, e di ottenere fruttificazione in tempi più rapidi rispetto alla semina, che darebbe peraltro piante geneticamente diverse dalla madre.
In questa guida vediamo perché e quando innestare l’ulivo, quali strumenti servono, come preparare marze e portinnesto e quali sono le tecniche più efficaci — innesto a corona, a spacco, a triangolo e a gemma — con le indicazioni pratiche per la gestione post-innesto.
Perché innestare ulivo: motivi e vantaggi
Innestare ulivo risponde a diverse esigenze del frutticoltore. La prima è il cambio di varietà: su una pianta adulta già radicata si può innestare una cultivar più produttiva, più resistente alle avversità o meglio quotata per olio o da mensa, ottenendo la nuova varietà in produzione in pochi anni invece che ripartire da un impianto nuovo. La seconda è il recupero degli oleastri, gli olivi selvatici nati da seme, che innestati diventano piante coltivate e produttive.
L’innesto consente inoltre di conservare fedelmente le caratteristiche genetiche di una cultivar, cosa impossibile con la propagazione per seme, e di sfruttare la rusticità di un portinnesto adattato al terreno abbinandola alla qualità di una marza pregiata. Rispetto alla talea, l’innesto su pianta già sviluppata accorcia notevolmente i tempi di entrata in produzione.
Quando innestare l’ulivo: il periodo giusto
Il periodo dell’innesto dipende dalla tecnica scelta e dallo stato vegetativo della pianta. Gli innesti a marza — a corona, a spacco, a triangolo — si eseguono in genere alla ripresa vegetativa, tra fine inverno e primavera, quando la linfa comincia a circolare e la corteccia si stacca facilmente dal legno, favorendo la saldatura. È il momento in cui il cambio (il tessuto generatore) è più attivo.
Gli innesti a gemma, come il classico innesto a occhio o a scudetto, si praticano invece durante l’estate, quando le gemme dell’anno sono ben formate e la corteccia del portinnesto è ancora distaccabile. La scelta del momento è cruciale: innestare fuori stagione, con la pianta in riposo o in piena calura senza linfa attiva, riduce drasticamente la percentuale di attecchimento.
Strumenti e materiali per l’innesto
Per innestare l’ulivo servono attrezzi semplici ma efficienti: un coltello da innesto ben affilato per tagli netti, un roncolo o una piccola sega per le branche più grosse negli innesti a corona, e forbici da potatura per prelevare le marze. Fondamentale è la disinfezione degli attrezzi tra una pianta e l’altra, per non trasmettere patogeni.
Servono poi il materiale di legatura (rafia, nastro elastico da innesto o legacci specifici) per tenere unite marza e portinnesto, e il mastice cicatrizzante per sigillare i tagli e proteggerli da disidratazione e infezioni. Le marze vanno prelevate da rami dell’anno precedente, ben lignificati, sani e da piante madri selezionate per produttività e sanità. Se non si innesta subito, le marze si conservano avvolte in panno umido in luogo fresco.
Innesto a corona e a spacco
L’innesto a corona è tra i più usati per cambiare varietà su olivi adulti con branche di buon diametro. Si taglia orizzontalmente la branca del portinnesto, si incide verticalmente la corteccia e si inseriscono, tra corteccia e legno, più marze tagliate a becco di flauto lungo il perimetro (la “corona”). Consente di innestare più marze sulla stessa branca, aumentando le probabilità di riuscita.
L’innesto a spacco (o a marza in spacco) prevede di spaccare in due il portinnesto tagliato e inserire nella fessura una o due marze tagliate a cuneo, facendo combaciare i tessuti generatori. È adatto a branche di diametro medio. In entrambi i casi il segreto sta nel far coincidere il cambio della marza con quello del portinnesto e nel proteggere accuratamente tutta la zona con legatura e mastice, così da evitare disseccamenti.
Innesto a triangolo e a gemma
L’innesto a triangolo (o a incastro) prevede l’asportazione di un cuneo triangolare dal portinnesto e l’inserimento di una marza sagomata esattamente allo stesso modo: è un innesto preciso, che offre un buon contatto tra i tessuti ed è indicato per soggetti di diametro contenuto.
L’innesto a gemma o a occhio, eseguito in estate, consiste nel prelevare una singola gemma con un piccolo scudo di corteccia dalla marza e inserirla in un taglio a T praticato nella corteccia del portinnesto. È una tecnica economica in termini di materiale — basta una gemma — ed è molto usata sui polloni e sui giovani soggetti. Richiede però manualità e tempismo, perché la corteccia deve staccarsi bene. Qualunque sia la tecnica, la regola d’oro resta la stessa: contatto tra i cambi, tagli netti, protezione dall’aria e dall’acqua.
Cure dopo l’innesto
La fase post-innesto è determinante per il successo. Nelle settimane successive occorre controllare la legatura, che non deve strozzare i tessuti in accrescimento, ed eliminare tempestivamente i germogli che il portinnesto emette sotto il punto d’innesto: questi succhioni sottrarrebbero linfa alle marze, compromettendone lo sviluppo. Va invece favorita la crescita dei nuovi germogli emessi dalla marza.
Quando la marza ha attecchito e i germogli si sono irrobustiti, si allenta gradualmente la legatura per non danneggiare la saldatura ancora fragile. Nei primi tempi conviene proteggere i giovani getti dal vento con tutori e, se necessario, ombreggiare le zone più esposte al sole diretto. Una nutrizione equilibrata e un’irrigazione regolare, senza eccessi, sostengono l’attecchimento; un buon apporto di potassio e microelementi aiuta la lignificazione dei nuovi rami.
Errori da evitare quando si innesta ulivo
Gli insuccessi nell’innesto dell’ulivo derivano quasi sempre da pochi errori ricorrenti: innestare nel periodo sbagliato, con la pianta priva di linfa attiva; usare marze disidratate o prelevate da piante malate; eseguire tagli imprecisi che non fanno combaciare i cambi; trascurare la protezione con mastice e legatura, lasciando che il punto d’innesto secchi o marcisca.
Un altro errore frequente è dimenticare la spollonatura: se il portinnesto viene lasciato libero di ricacciare, i suoi germogli soffocano le marze. Anche l’igiene conta: attrezzi non disinfettati possono introdurre patogeni come agenti di cancri e rogna. Curando periodo, qualità delle marze, precisione dei tagli, protezione e gestione post-innesto, la percentuale di attecchimento sull’olivo può essere molto elevata.
Domande frequenti sull’innesto dell’ulivo
Qual è il periodo migliore per innestare l’ulivo?
Il periodo dipende dalla tecnica. Gli innesti a marza (a corona, a spacco, a triangolo) si eseguono alla ripresa vegetativa, tra fine inverno e primavera, quando la linfa circola e la corteccia si stacca facilmente favorendo la saldatura. Gli innesti a gemma (a occhio, a scudetto) si praticano in estate, con gemme ben formate e corteccia ancora distaccabile. Innestare con la pianta in riposo o in piena calura senza linfa attiva riduce drasticamente l’attecchimento.
Come si prelevano e conservano le marze di ulivo?
Le marze si prelevano da rami dell’anno precedente, ben lignificati, sani e provenienti da piante madri selezionate per produttività e sanità. Vanno raccolte con forbici pulite e, se non si innesta subito, conservate avvolte in un panno umido in luogo fresco e riparato, per mantenerle turgide fino al momento dell’uso. Marze disidratate o prelevate da piante malate compromettono l’attecchimento e possono trasmettere patogeni al portinnesto.
Quanto tempo impiega l’innesto di ulivo ad attecchire?
I primi segni di attecchimento, con il rigonfiamento delle gemme e l’emissione di nuovi germogli dalla marza, si osservano generalmente entro alcune settimane dall’innesto a marza eseguito in primavera. La saldatura completa e stabile richiede però l’intera stagione vegetativa. In questo periodo è fondamentale eliminare i succhioni del portinnesto, controllare la legatura e garantire nutrizione e acqua equilibrate, così da accompagnare la marza verso uno sviluppo robusto.
Si può innestare un olivo selvatico (oleastro)?
Sì, l’innesto è proprio la via classica per trasformare un oleastro, cioè un olivo selvatico nato da seme, in una pianta coltivata e produttiva. L’oleastro fornisce un apparato radicale rustico e ben adattato al terreno, sul quale si innesta la cultivar desiderata. È una pratica diffusa per recuperare piante spontanee o ricacci, ottenendo in pochi anni olivi produttivi con le caratteristiche della varietà innestata.
Perché bisogna eliminare i germogli sotto l’innesto?
I germogli che il portinnesto emette sotto il punto d’innesto, detti succhioni, competono con la marza per acqua e nutrienti e, se lasciati crescere, ne soffocano lo sviluppo fino a farla deperire. Per questo la spollonatura regolare, nelle settimane successive all’innesto, è una delle cure più importanti: elimina la concorrenza e convoglia tutta la linfa verso i nuovi germogli della varietà innestata, favorendone la crescita.
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Salve, vorrei sapere se posso, ancora, innestare in questa settimana gli ulivi. Grazie.
Ciao Pietro, la possibilità di innestare gli ulivi dipende molto dalle condizioni climatiche della tua zona. In generale, il periodo migliore per innestare gli ulivi è tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando le piante sono in riposo vegetativo ma si avvicinano al risveglio. Se le temperature nella tua zona sono ancora miti e non ci sono previsioni di gelate imminenti, potresti essere ancora in tempo per effettuare l’innesto. Ti consiglio di osservare attentamente le tue piante e il tempo, e se decidi di procedere, farlo quanto prima. Ricorda di seguire attentamente le istruzioni per assicurare il miglior successo possibile dell’innesto. Buona fortuna!
Vorrei un buon innesto per un ulivo per resistere alle malattie e per un oliva verde più grande dove posso trovare grazie. Tel 3297211127
Ciao Mihaela, grazie per la tua domanda! Per ottenere un ulivo resistente alle malattie e con olive verdi più grandi, ti consiglio di rivolgerti a un vivaio specializzato della tua zona. Lì potrai trovare varietà di ulivo adatte alle tue esigenze e ricevere consigli utili sugli innesti. Ricorda che scegliere il portainnesto e la varietà giusta è fondamentale per il successo dell’operazione. Buona fortuna con il tuo ulivo! 😊