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Articolo aggiornato il 30 Novembre 2022 da Francesco Di Noia

Olio di senape: estrazione, resa e usi in agricoltura

Estrazione dell’olio di senape:

La maggior parte del Colza e della Senape è coltivata nelle regioni indiane. Di questa produzione, circa il 95 % viene utilizzata per l’estrazione dell’olio di Senape e di Colza.

Attualmente l’Olio non viene più estratto con macchinari artigianali, ma l’Olio di queste due importanti colture industriali, è ottenuto attraverso particolari metodi estrattivi. I metodi estrattivi possono essere meccanici o estrattivi. Gli oli di alta qualità sono ottenuti esclusivamente attraverso operazioni di estrazione meccanica.

 

Durante la frangitura si aggiungono da 500 a 750 ml di acqua per una carica di seme di 10-12 kg a seconda del contenuto di umidità della semente.

olio di senape
La prima estrazione viene riscaldata e riaggiunta alla malta per velocizzare le successive estrazioni.

L’olio viene spremuto in 1,5-2 ore ad una temperatura di 38-40°.

L’aggiunta di acqua favorisce l’idrolisi dei tioglucosidi (glucosinolati) presenti nei semi, rilasciando così il piccante producendo l’olio essenziale di senape.

 

Olio di Senape: Estrazione tramite il Ghani (metodo tradizionale)

Sebbene il Ghani non sia un mezzo molto efficace per produrre l’olio, ha il vantaggio di un basso investimento iniziale, fornendo lavoro ed eliminando i notevoli costi di trasporto di semi, olio e panelli.

Inoltre, l’olio dall’odore pungente ottenuto dal Ghani è preferito in molte zone dai consumatori per scopi commestibili.

La “All India Khadi and Village Industries Commission” ha sviluppato un frantoio trainato da buoi ad alta efficienza, che ha una capacità maggiore, richiede meno tempo e produce più Olio.

 

Olio di Senape: Estrazione meccanica

I mulini rotanti sono comunemente impiegati per la frantumazione di Colza e Senape.

Il mulino rotante a motore è un adattamento del Ghani. Il mortaio è di legno o di ferro, e il pestello di ferro. I semi vengono mescolati con circa il 5-10% di acqua e la pressatura viene effettuata a 40-45° per 40-60 min.

Queste condizioni sono favorevoli all’idrolisi dei tioglucosidi e allo sviluppo della piccantezza dell’olio.

Poiché la resa è leggermente inferiore a quella degli espulsori, molti mulini frantumano i semi in due fasi: prima in frantoio rotativo per la piccantezza e successivamente in panello, per una maggiore resa.

Gli espulsori vengono utilizzati per l’estrazione dell’olio nelle unità più grandi e nelle regioni in cui l’olio pungente non è molto richiesto.

Il seme pulito viene arrotolato in un pasto in rulli alti 3 o 5, e immesso in un apparato a camicia di vapore o di rinvenimento dove viene riscaldato a una temperatura di 75-95°, e quindi fatto passare attraverso una camera avente una serie di fori rotanti.

La pressione sviluppata espelle l’olio che viene drenato e filtrato attraverso una filtropressa.

 

Olio di Senape: Estrazione chimica con solvente

L’estrazione con solvente è il metodo più moderno, in cui il seme è esposto all’azione di un solvente come n-esano alimentare.

L’olio di colza così ottenuto conserva l’odore del solvente utilizzato e necessita di essere successivamente deodorato e purificato.

Questo metodo è molto efficiente lasciando solo circa lo 0,5-1,0% di olio nel residuo di lavorazione. Anche i residui derivanti da Olio estratto da metodi tradizionali possono essere lavorati con solvente, in modo da aumentare la resa. In questo modo, si otterranno due Oli di qualità differente.

 

 

Resa dell’olio di senape

La resa in olio dai semi di diverse varietà e cultivar è molto variabile.

I semi sani e puliti producono una percentuale di olio maggiore rispetto a quelli danneggiati o a quelli che contengono un contenuto di sostanza secca più elevato.

La resa dipende ovviamente anche dai macchinari utilizzati per l’estrazione. I metodi tradizionali preservano le caratteristiche essenziali degli estratti ma hanno una resa molto più bassi dei metodi estrattivi moderni, che di contro producono oli più raffinati.

Gli espulsori moderni producono il 34-38% di olio, i mulini rotanti il ​​33-35% e il ghanis il 30-32%.

La resa media dell’olio di Solza e di Senape è del 33,3%. L’olio rimasto nel panello ottenuto dal metodo tradizionale è l’11-16%, dai mulini meccanici è 9-11% e attraverso estrazione chimica è del 7-8%. Il Contenuto in Olio di molte cultivar indiane è molto più alto delle cultivar Europee.

 

Proprietà e utilizzo dell’olio di senape:

L’olio di senape grezzo è di colore marrone scuro e ha un caratteristico sapore e odore pungente. Viene generalmente raffinato mediante trattamento con acido solforico che fa precipitare impurità e sostanze coloranti.

Dopo la decantazione, l’olio viene ripetutamente purificato e, così raffinato, assume un colore giallo. La raffinazione con soda caustica rimuove gli acidi liberi e il sapone ottenuto viene utilizzato nella fabbricazione di particolari tipi di sapone.

L’olio raffinato ha un odore pungente simile alla senape che può essere rimosso mediante deodorizzazione. Ma l’olio deodorato tende ad acquisire un gusto sgradevole diverso da quello dell’olio non deodorato.

 

L’olio di Senape è leggermente più viscoso rispetto a quello del Colza e ha un valore di saponificazione inferiore e un indice di rifrazione più elevato rispetto ad altri oli vegetali. Non si addensa facilmente se riscaldato o esposto all’aria.

L’olio di senape è caratterizzato da un alto contenuto di acido erucico (40-55% degli acidi grassi totali) che è responsabile del basso valore di saponificazione di questo olio rispetto ad altri oli vegetali.

Gli acidi oleico, linoleico, linolenico ed eicosenoico insieme costituiscono oltre il 40% degli acidi grassi totali. La presenza di acido lignocerico (0,80-1,0% degli acidi grassi totali) è stata segnalata negli oli indigeni.

A cosa serve l’Olio di Senape in Agricoltura?

L’Isotiocianato di Allile, caratteristico dell’Olio di Senape, è in grado di proteggere la pianta dagli insetti parassiti. Questo composto risulta tossico persino per la pianta stessa, per questo viene immagazzinato nella forma innocua di Glucosinolato.

Quando un parassita attacca la pianta trattata, viene liberato isotiocianato di allile che svolge la sua azione repellente.

Senapoil è ottenuto esclusivamente tramite spremitura e filtrazione meccanica. Nel processo produttivo non intervengono processi di sintesi chimica.

 

Olio di Senape in Agricoltura Biologica?

Senapoil, ottenuto dai semi di Brassica nigra e alba, ha un’azione fitoprotettiva e fitostimolante su tutte le colture e rappresenta un’alternativa eco-compatibile ai prodotti di sintesi.

È una fonte di vitamine B, C, E, K, proteine e sali minerali; i semi contengono sostanze fitoprotettive come sinapina (alcaloide), sinigrima (glucosina) e l’isocianato di allile.

 

Vantaggi dell’utilizzo dell’Olio di Senape:

  • Non è un fitofarmaco;
  • È naturale al 100% con azione fungistatica;
  • Rispetta l’ambiente, l’operatore e il consumatore;
  • Non determina fenomeni di resistenza dei patogeni;
  • Non presenta periodo di carenza e non lascia residui;
  • È adatto a tutte le colture di interesse agrario.

 

Olio di Senape – Azione fitoprotettiva e fitostimolante

  • Ricca fonte di sinapina (alcaloide), sinigrima (glucosina) e l’isocianato di allile, vitamine B, C, E, K, proteine e sali minerali.
  • Quando un parassita attacca la pianta trattata, viene liberato isotiocianato di allile che svolge la sua azione repellente.
  • Non determina fenomeni di resistenza dei patogeni e non presenta periodi di carenza.
  • Non lascia residui ed è adatto a tutte le colture di interesse agrario.

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