Le malattie dell’olivo comprendono un insieme di patologie fungine, batteriche e fisiopatie che possono compromettere la produzione e la salute dell’oliveto se non riconosciute e gestite per tempo. Le principali malattie dell’olivo sono l’occhio di pavone, la rogna, la lebbra (antracnosi), la fumaggine legata alle cocciniglie, la verticillosi e, nelle aree colpite, la Xylella fastidiosa: una difesa efficace si basa su prevenzione agronomica, monitoraggio, potatura, nutrizione equilibrata e interventi mirati secondo i principi della difesa integrata.
L’olivo (Olea europaea) è una specie rustica e longeva, ma anche una coltura soggetta a numerose avversità, favorite da clima, gestione e suscettibilità varietale. Riconoscere precocemente i sintomi sulle foglie, sui rami, sui frutti e sul legno è il primo passo per impostare una strategia di difesa razionale. In questa guida completa esaminiamo le principali malattie dell’olivo, i sintomi con cui si manifestano e le strategie di prevenzione e controllo, in ottica integrata e sostenibile.
Una corretta diagnosi è fondamentale: sintomi simili (foglie maculate, disseccamenti, cascola) possono avere cause diverse e richiedere interventi differenti. Affianchiamo quindi alla descrizione delle malattie le indicazioni agronomiche per mantenere l’oliveto sano e produttivo.
Le principali malattie dell’olivo: quadro generale
Le malattie dell’olivo si distinguono in base all’agente causale. Le crittogame (malattie fungine) sono le più diffuse e comprendono occhio di pavone, lebbra, cercosporiosi e i marciumi. Le batteriosi includono la rogna (Pseudomonas savastanoi) e la temibile Xylella fastidiosa. Vi sono poi le fisiopatie e i danni indiretti, come la fumaggine, legata alla melata prodotta da insetti come le cocciniglie.
Fattori predisponenti comuni sono l’umidità persistente, le piogge prolungate, le potature insufficienti che riducono l’arieggiamento della chioma, gli eccessi di azoto, le ferite e le condizioni di stress. La suscettibilità varietale gioca un ruolo importante: cultivar come Frantoio e Coratina sono più sensibili ad alcune patologie, mentre Leccino e Pendolino mostrano in genere maggiore tolleranza.
La gestione integrata dell’oliveto, fondata su prevenzione, monitoraggio e interventi mirati, è la chiave per contenere le malattie nel rispetto della normativa sull’uso sostenibile dei fitofarmaci (D.Lgs. 150/2012).
Occhio di pavone dell’olivo
L’occhio di pavone (agente Venturia oleaginea, già Spilocaea oleagina) è la malattia fungina più diffusa dell’olivo. Si manifesta con macchie circolari sulle foglie, simili a occhi di pavone, con alone giallastro e centro scuro. Le foglie colpite ingialliscono e cadono anticipatamente, causando defogliazioni che indeboliscono la pianta e riducono la produzione.
La malattia è favorita da umidità elevata e temperature miti (autunno e primavera). La prevenzione passa da potature che favoriscano l’arieggiamento, da una nutrizione equilibrata e da trattamenti a base di rame nei momenti di rischio, secondo etichetta e nei limiti previsti dalla normativa europea. Per approfondire, consulta la nostra guida dedicata all’occhio di pavone dell’olivo.
Rogna dell’olivo
La rogna dell’olivo è una batteriosi causata da Pseudomonas savastanoi pv. savastanoi. Si manifesta con tumori (galle) legnosi e rugosi su rami, branche e tronco, in corrispondenza di ferite causate da grandine, gelate, potatura o raccolta meccanica. I tumori alterano il flusso linfatico, indebolendo progressivamente la pianta.
Il batterio penetra attraverso le ferite, per cui la prevenzione è decisiva: disinfezione degli attrezzi di potatura, esecuzione delle operazioni in periodi asciutti, eliminazione delle parti colpite e protezione delle ferite. Anche in questo caso il rame ha un ruolo nel contenimento. Per i dettagli, vedi la guida completa alla rogna dell’olivo.
Lebbra dell’olivo (antracnosi)
La lebbra dell’olivo, o antracnosi, è causata da funghi del genere Colletotrichum. Colpisce soprattutto i frutti, sui quali compaiono tacche depresse e marcescenti che portano a cascola e a un grave deprezzamento dell’olio (acidità elevata, difetti organolettici, il cosiddetto “olio di lebbra”). La malattia è favorita da autunni piovosi e da cultivar suscettibili.
La difesa si basa sulla riduzione dell’inoculo (raccolta tempestiva, eliminazione delle olive mummificate), su potature arieggianti e su trattamenti rameici nelle fasi di rischio. Una raccolta anticipata nelle annate a forte pressione limita le perdite qualitative e quantitative.
Fumaggine e cocciniglie
La fumaggine non è un parassita diretto della pianta, ma una patina nerastra di funghi saprofiti che si sviluppano sulla melata prodotta da insetti come la cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae). La patina nera riduce la fotosintesi, imbratta foglie e frutti e indica quasi sempre un problema di cocciniglie alla base.
Il controllo della fumaggine passa quindi dalla gestione degli insetti produttori di melata e dal miglioramento dell’arieggiamento della chioma con potature adeguate. Contro le cocciniglie si impiegano oli minerali e si favoriscono i nemici naturali, in un’ottica di difesa integrata.
Verticillosi dell’olivo
La verticillosi (Verticillium dahliae) è una tracheomicosi del terreno, particolarmente grave perché difficile da curare una volta insediata. Si manifesta con disseccamenti improvvisi di rami e branche, spesso settoriali, e con avvizzimenti della vegetazione. Il fungo penetra dalle radici e colonizza i vasi conduttori, ostacolando il flusso della linfa.
La prevenzione è l’arma principale: impianto in terreni non infetti, evitando suoli che hanno ospitato colture sensibili (come solanacee e cotone), uso di materiale vivaistico sano, drenaggio corretto e scelta di portinnesti e cultivar meno suscettibili. Non esistono interventi curativi risolutivi, perciò la gestione agronomica preventiva è determinante.
Xylella fastidiosa: il complesso del disseccamento rapido
La Xylella fastidiosa è un batterio da quarantena responsabile, nel Salento, del Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo (CoDiRO). Provoca disseccamenti di rami e dell’intera chioma e può portare alla morte della pianta. Il batterio è trasmesso da insetti vettori (in particolare la sputacchina, Philaenus spumarius) e la sua diffusione è soggetta a misure fitosanitarie obbligatorie.
La gestione della Xylella è regolata da normative europee e nazionali (Reg. UE 2020/1201 e disposizioni nazionali) e prevede monitoraggio, eradicazione delle piante infette nelle zone indenni, contenimento del vettore e impianto di cultivar tolleranti (come Leccino e FS-17) nelle aree colpite. È fondamentale segnalare i sintomi sospetti ai Servizi Fitosanitari regionali e attenersi alle prescrizioni ufficiali.
I principali parassiti animali dell’olivo
Oltre alle malattie, l’olivo è soggetto a importanti fitofagi. La mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) è il parassita chiave: le larve scavano gallerie nelle drupe causando cascola e deprezzamento dell’olio. La tignola dell’olivo (Prays oleae) attacca foglie, fiori e frutti con tre generazioni annuali, mentre le cocciniglie indeboliscono la pianta e favoriscono la fumaggine.
Il monitoraggio con trappole e il rispetto delle soglie d’intervento permettono di posizionare correttamente i trattamenti. Per approfondire la gestione dell’insetto più dannoso, consulta la guida alla mosca dell’olivo. Il supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl, integra modelli previsionali specifici per le principali avversità dell’olivo.
Difesa integrata, prevenzione e nutrizione
La gestione sanitaria dell’oliveto si fonda su un approccio integrato. Le pratiche agronomiche preventive comprendono potature che favoriscono luce e arieggiamento, gestione del suolo e dell’inerbimento, drenaggio, eliminazione dei residui infetti e disinfezione degli attrezzi. Il monitoraggio costante consente di intervenire al momento giusto, mentre la scelta varietale orienta verso cultivar più tolleranti dove possibile.
Una nutrizione equilibrata rende la pianta più resistente: eccessi di azoto favoriscono tessuti teneri e suscettibili, mentre apporti adeguati di potassio, calcio e boro rafforzano la pianta e migliorano la qualità delle drupe. La linea professionale SKL distribuita da Agrimag comprende formulati utili in oliveto, come Calcio Complex AHA, Boro Complex, Protein Top e gli idrosolubili per la fertirrigazione. Per impostare correttamente il piano nutritivo, vedi la guida alla concimazione dell’olivo.
I trattamenti, dove necessari, vanno eseguiti con prodotti ammessi sulla coltura secondo etichetta, rispettando dosi, tempi di carenza e limiti normativi (in particolare per il rame, secondo il Reg. UE 2018/1981). La difesa integrata coniuga efficacia, sostenibilità e tutela della redditività dell’oliveto.
Domande frequenti sulle malattie dell’olivo
Quali sono le principali malattie dell’olivo?
Le principali malattie dell’olivo sono l’occhio di pavone (Venturia oleaginea), la malattia fungina più diffusa, che provoca macchie sulle foglie e defogliazione; la rogna (Pseudomonas savastanoi), batteriosi che forma tumori legnosi su rami e tronco; la lebbra o antracnosi (Colletotrichum), che colpisce i frutti e deprezza l’olio; la fumaggine legata alle cocciniglie; la verticillosi (Verticillium dahliae), tracheomicosi del terreno; e, nelle aree colpite, la Xylella fastidiosa. A queste si aggiungono parassiti animali chiave come la mosca dell’olivo e la tignola.
Come si curano le malattie fungine dell’olivo?
Le malattie fungine dell’olivo, come occhio di pavone e lebbra, si gestiscono prima di tutto con la prevenzione: potature che favoriscono l’arieggiamento della chioma, nutrizione equilibrata, eliminazione dei residui infetti e gestione del drenaggio. Nei momenti di rischio (autunno e primavera piovosi) si interviene con prodotti a base di rame, ammessi secondo etichetta e nei limiti previsti dalla normativa europea. La diagnosi corretta e il rispetto dei tempi di intervento sono determinanti per l’efficacia della difesa.
Cosa provoca il disseccamento dei rami dell’olivo?
Il disseccamento dei rami dell’olivo può avere diverse cause. Tra le malattie, la verticillosi (Verticillium dahliae) provoca disseccamenti settoriali improvvisi colonizzando i vasi linfatici, mentre nelle aree colpite la Xylella fastidiosa causa il disseccamento rapido dell’intera chioma. Anche stress idrici, gelate, rogna avanzata e attacchi di parassiti possono concorrere. È fondamentale una diagnosi accurata: in caso di sospetta Xylella occorre segnalare i sintomi ai Servizi Fitosanitari regionali e attenersi alle prescrizioni ufficiali.
Il rame è efficace contro le malattie dell’olivo?
Il rame è uno dei principali mezzi di difesa contro le malattie fungine e batteriche dell’olivo, come occhio di pavone, lebbra e rogna, grazie alla sua azione preventiva di copertura. Va impiegato nei momenti di rischio, secondo etichetta, rispettando i limiti di impiego previsti dal Reg. UE 2018/1981 (massimo 28 kg di rame metallo per ettaro in 7 anni). Il rame non ha azione curativa una volta che l’infezione è penetrata, perciò è essenziale il corretto posizionamento preventivo dei trattamenti.
Come prevenire le malattie dell’olivo?
La prevenzione delle malattie dell’olivo si basa su un insieme di buone pratiche: potature regolari che favoriscono luce e arieggiamento della chioma, nutrizione equilibrata che evita eccessi di azoto, gestione del drenaggio per ridurre i ristagni, eliminazione e distruzione dei residui infetti, disinfezione degli attrezzi di potatura e scelta di cultivar tolleranti dove possibile. Il monitoraggio costante e l’impiego di strumenti di supporto decisionale come Agrimag DSS permettono di intervenire tempestivamente e in modo mirato, contenendo le avversità in ottica integrata.
Oliveti sani con il supporto Agrimag
Agrimag, con sede a Corato (BA), nel cuore di una delle principali aree olivicole italiane, affianca agli olivicoltori il catalogo della linea di nutrizione professionale SKL e il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl (Milano). Il DSS integra previsioni meteo localizzate, modelli previsionali delle principali avversità dell’olivo (mosca, occhio di pavone e altre) e database dei principi attivi ammessi per coltura e fase fenologica, strumenti preziosi per posizionare correttamente difesa e nutrizione. Con consegna su tutto il territorio nazionale, anche a bancale per quantità professionali, Agrimag supporta la gestione sanitaria dell’oliveto.





Buongiorno, ho tre ulivi centenari, uno di questi due anni fa ha iniziato a soffrire sul lato destro della pianta , due branche (su 4) davano segni di necrosi le foglie cadevano ed in primavera rigermogliavano a fatica. Questa primavera la pianta non ha germogliato e le poche foglie restanti sono giallognole. Temo di perdere questa pianta secolare.
COSA POSSO FARE PER SALVARE LA PIANTA? GRAZIE DELL’EVENTUALE CONSIGLIO.
Buongiorno Alessandro, grazie per aver condiviso la situazione del tuo ulivo.
I sintomi che descrivi — branche necrotiche, caduta delle foglie, difficoltà nella rigenerazione primaverile e foglie giallognole — potrebbero essere riconducibili a diverse cause, tra cui attacchi fungini (come la lebbra dell’olivo o il verticillium), stress idrico, danni da freddo o problemi all’apparato radicale.
Il primo passo consigliato è una valutazione approfondita da parte di un agronomo o di un tecnico specializzato che possa esaminare direttamente la pianta. Nel frattempo, puoi:
– Verificare l’eventuale presenza di funghi o marciumi alla base del tronco e delle radici.
– Controllare se il terreno ha un buon drenaggio, evitando ristagni d’acqua.
– Valutare la potatura delle branche compromesse, per stimolare la pianta e contenere l’eventuale diffusione di patogeni.
– Considerare un trattamento preventivo con rameici (in assenza di frutti) o prodotti specifici, ma sempre sotto consiglio professionale.
Capisco il valore affettivo e storico di un ulivo centenario: agire rapidamente con il supporto di un esperto può offrire le migliori possibilità di recupero. In bocca al lupo e facci sapere come evolve la situazione!
Buonasera, in presenza di disseccamento di rami o branche di ulivo con sospetto di Xylella è meglio lasciare stare come sostiene qualcuno o è meglio tagliare i rami infetti.
Grazie per la risposta
Buonasera Giorgio, grazie per la tua domanda. In caso di sospetto di Xylella, è importante agire tempestivamente per evitare il diffondersi della malattia. È consigliabile rimuovere e distruggere i rami infetti per ridurre il rischio di contagio ad altre parti dell’ulivo o ad altre piante nelle vicinanze. Tuttavia, prima di procedere, sarebbe opportuno fare una diagnosi certa con l’aiuto di un esperto, in modo da adottare le misure più adeguate. Spero che questa risposta ti sia d’aiuto.
Buongiorno quest’anno dopo una bella fioritura ed ottima allegazione i miei ulivi forse a seguito del grande caldo di questi giorni stanno mostrando una cascola considerevole con olive , ancora in fase di accrescimento, che si raggrinziscono diventano nere e cadono. Inoltre vedo qualche foglia gialla e qualche rametto secco . E’ una risposta orale in condizioni di scarsa piovosità ed elevata temperatura oppure altro ? Devo e posso fare qualcosa ?
Grazie della risposta
Buongiorno Quintino,
Grazie per il tuo commento. Dalle tue descrizioni, sembra che i tuoi ulivi stiano soffrendo a causa delle condizioni climatiche estreme, in particolare il caldo eccessivo. La cascola delle olive e il disseccamento delle foglie e dei rami possono essere effettivamente sintomi di stress da calore e mancanza di acqua.
In queste situazioni, è importante assicurarsi che gli alberi siano adeguatamente irrigati, soprattutto se non ci sono state piogge significative. Un’irrigazione profonda e meno frequente può aiutare a mantenere l’umidità del suolo e a ridurre lo stress delle piante. Inoltre, è consigliabile monitorare gli ulivi per eventuali segni di malattie o parassiti che potrebbero approfittare dello stato indebolito delle piante.
Se l’irrigazione e la cura generale non migliorano la situazione, potrebbe essere utile consultare un esperto o un agronomo per un’analisi più approfondita e per consigli specifici sulle tue piante e sulle condizioni locali.
Spero che queste informazioni ti siano di aiuto e che i tuoi ulivi possano riprendersi presto.
Molte grazie della pronta e precisa risposta
Ciao Quintino,
Sono felice di sapere che la nostra risposta ti sia stata utile. Se segui i consigli suggeriti e continui a monitorare attentamente i tuoi ulivi, dovresti vedere un miglioramento. Ricorda che la cura degli ulivi è un processo continuo e che reagire tempestivamente ai segni di stress può fare una grande differenza. Se dovessi notare ulteriori cambiamenti o avessi bisogno di ulteriori consigli, non esitare a contattarci. Ti auguro il meglio per la salute dei tuoi ulivi.
BUONGIORNO HO UN ULIVO DI 14 ANNI DOPO UNA POTATURA IMPORTANTE SI SONO PRESENTATI DEI FUNGHETTI BIANCHI SUI TRONCHI IN CORRISPONDENZA DEI NODI HO GIA’ PROVATO VERDE RAME E FUNGICIDA NEBULIZZATO SUI RAMI MA DOPO 2 ANNI NON HA FATTO NEANCHE UNA FOGLIA
Buongiorno Mirko, grazie per aver condiviso la tua esperienza con il tuo ulivo. Mi dispiace sentire che stai avendo problemi con dei funghetti bianchi sui tronchi. Hai fatto bene a provare con il rame e un fungicida, ma sembra che il problema persista. Potrebbe essere utile fare un’analisi più approfondita per identificare esattamente quale tipo di fungo stia attaccando il tuo albero e quindi scegliere il trattamento più adatto. Inoltre, se l’albero non ha prodotto foglie per due anni, potrebbe essere anche un segno di stress o di altre problematiche. Ti consiglio di consultare un esperto agronomo o un patologo vegetale che possa venire a vedere l’albero di persona e darti un parere più accurato. Spero che il tuo ulivo possa riprendersi al più presto.
ciao in quale periodo dell’anno vanno potate le piante di ulivo? come posso fare per non raccogliere ulive con vermetto?
grazie per l’aiuto
Ciao Delia,
Grazie per la tua domanda. Le piante di ulivo vanno potate generalmente in inverno, quando le piante sono a riposo vegetativo, ma prima che inizino a germogliare in primavera. Questo periodo varia a seconda del clima e della regione, ma di solito si colloca tra fine novembre e marzo.
Per evitare di raccogliere olive con il vermetto, è importante adottare delle pratiche preventive come l’utilizzo di trappole, la raccolta tempestiva delle olive e la manutenzione del terreno. Inoltre, l’uso di prodotti fitosanitari può essere necessario, ma è importante seguire le indicazioni e le normative vigenti per l’uso sostenibile dei pesticidi.
Spero che queste informazioni ti siano utili. Buona fortuna con la cura dei tuoi ulivi!
Cordiali saluti.
Salve, le mie piante d’ulivo hanno tronco e molte parti dei rami con una crosta colore ruggine, parte dei rami si sono seccati…vorrei sapere come trattare in modo biologico questo problema…ho acquistato questo terreno l’anno scorso e le piante erano in questa situazione…non vorrei che morissero tutte le piante…grazie
Salve Susanna, grazie per il tuo commento. Dalla descrizione che hai fornito, sembra che le tue piante d’ulivo potrebbero essere affette da una malattia fungina come la rogna dell’ulivo, che può causare la formazione di una crosta di colore ruggine e la seccatura dei rami. Per trattare in modo biologico questo problema, ti consiglio di rimuovere e distruggere le parti delle piante colpite, per evitare che la malattia si diffonda ulteriormente. Inoltre, potresti utilizzare prodotti a base di rame, come la poltiglia bordolese, che sono consentiti nell’agricoltura biologica e possono aiutare a prevenire e controllare le infezioni fungine. Assicurati di seguire attentamente le istruzioni sull’etichetta del prodotto per un’applicazione corretta. Spero che questi consigli ti siano di aiuto e che le tue piante d’ulivo possano riprendersi dalla malattia.
Buongiorno,
Ho un paio di alberi di olivo con rami secchi. Li devo potare adesso nonostante il caldo (30+gradi) oppure devo aspettare un clima più mite quando poto tutti gli alberi?
Buongiorno Barbara,
Grazie per il tuo commento. La potatura degli alberi di olivo con rami secchi è una pratica importante, ma è meglio eseguirla durante un clima più mite, preferibilmente all’inizio della primavera o alla fine dell’autunno, per evitare stress aggiuntivi alle piante causati dalle alte temperature. Tuttavia, se i rami secchi sono il risultato di una malattia, come suggerito nel commento di Maximilian85, è consigliabile rimuoverli il prima possibile per prevenire la diffusione dell’infezione. Assicurati di disinfettare gli attrezzi da potatura dopo ogni taglio per evitare la trasmissione di patogeni ad altre parti della pianta o ad altri alberi. Spero che questi consigli ti siano utili e che i tuoi alberi di olivo possano riprendersi e crescere sani.
Salve!
Ho degli alberi d’ulivo che lentamente, anno dopo anno, stanno quasi seccando!
Presentano i rami di un grigio scuro, quasi nero, come se fossero stati bruciati. i rametti
risultano quasi spinosi. La chioma si è fortemente ridotta.
Li aveva piantati mio nonno, non voglio perderli!
La ringrazio per l’attenzione.
Rosaria Clemente
Cara Rosaria,
Capisco la tua preoccupazione per gli alberi d’ulivo che stanno soffrendo nel tuo giardino. Dalla descrizione che hai fornito, potrebbe trattarsi di una malattia chiamata “Rogna dell’olivo” o “Fumaggine”, causata da un fungo che attacca la pianta e porta alla formazione di macchie scure e alla riduzione della chioma. È importante agire in fretta per cercare di salvare gli alberi.
Ti consiglio di controllare attentamente la presenza di insetti o di altre malattie e di provvedere alla potatura dei rami danneggiati. Inoltre, potrebbe essere utile consultare un esperto agronomo o un vivaio specializzato per un parere professionale e per valutare l’opportunità di trattare gli alberi con prodotti specifici.
Spero che tu possa trovare una soluzione per preservare l’eredità di tuo nonno e mantenere in salute i tuoi alberi d’ulivo.
Cordiali saluti.
Buongiorno,le parti del tronco marcio vanno rimosse? Come?
Grazie
Buongiorno Paolo, se ci sono parti del tronco dell’olivo che risultano marce, è consigliabile rimuoverle per prevenire la diffusione della malattia. Per farlo, è necessario utilizzare un attrezzo da potatura, come ad esempio un seghetto o una sega a mano. È importante assicurarsi di tagliare le parti malate in modo pulito, facendo un taglio netto appena al di sopra della zona marcia. Successivamente, è consigliabile pulire bene l’attrezzo da potatura con un disinfettante per evitare la diffusione di eventuali patogeni. Ricorda di consultare sempre un esperto o un agronomo per avere ulteriori indicazioni specifiche sulle pratiche di potatura e cura degli olivi. Spero che queste informazioni ti siano utili.
Buongiorno, il mio ulivo ha 15 anni e da 3 anni vegeta solo per metà. LALTRA METÀ È VIVA MA RIMANE FERMA .Cosa può essere???Habbiamo provato a dare un antifurto all’erta ma non ha funzionato…
Buongiorno Sara, mi dispiace sentire che il tuo ulivo sta avendo problemi. Se la metà dell’albero è viva ma non mostra segni di crescita, potrebbe essere dovuto a diversi fattori, come un problema radicale, una malattia o un attacco di parassiti. Hai fatto bene a provare a trattarlo con un antiparassitario, ma se non ha funzionato potrebbe essere necessario indagare ulteriormente. Ti consiglio di controllare attentamente l’area del tronco e delle radici per segni di marciume o di danni causati da insetti. Se non riesci a identificare il problema, potrebbe essere utile consultare un agronomo o un esperto di olivicoltura per una diagnosi più precisa e per ricevere consigli su come procedere. Nel frattempo, assicurati che l’albero riceva la giusta quantità di acqua e nutrienti, e che non ci siano fattori ambientali, come un terreno poco drenante o esposizione eccessiva al vento, che potrebbero influire sulla sua salute. Spero che il tuo ulivo si riprenda presto.
Ciao Paolo, grazie per il tuo commento. Se hai parti del tronco dell’olivo che sono marce, è importante rimuoverle per prevenire la diffusione della malattia. Puoi farlo tagliando le parti marce con un seghetto o una sega a mano, assicurandoti di tagliare al di sotto dell’area infetta. È fondamentale sterilizzare gli attrezzi da potatura tra un taglio e l’altro per evitare la diffusione dei patogeni. Spero che queste informazioni ti siano utili. Fammi sapere se hai altre domande. Grazie!
Ho un ulivo vecchio di 25 anni ora la parte del tronco dove partono le diramazioni sta marcendo si e’ formato un grosso buco proprio al centro del tronco pieno di segatura indebolendo i rami che rischiano di crollare . Cosa fare ? chi mi può aiutare ? . Grazie Renato
Ciao Renato, mi dispiace sentire dei problemi con il tuo ulivo. La formazione di un buco nel tronco pieno di segatura potrebbe indicare la presenza di insetti xilofagi, come il tarlo, che scavano gallerie nel legno. È importante intervenire per evitare ulteriori danni e il rischio di crollo dei rami. Ti consiglio di contattare un esperto agronomo o un arboricoltore qualificato che possa valutare la situazione e suggerirti il miglior intervento da fare. Potrebbe essere necessario rimuovere la parte marcia e trattare l’albero con prodotti specifici per eliminare gli insetti. Ricorda di seguire le indicazioni di Massimiliano Del Pra per la sterilizzazione degli attrezzi da potatura per prevenire la diffusione di malattie. Spero che tu possa trovare una soluzione per salvare il tuo ulivo. Buona fortuna e facci sapere come procede. Grazie!
Il mio olivo ha moltissimi rami secchi, le foglie non hanno più quel verde. È possibile intervenire o è già morto? Grazie
Ciao! Mi dispiace sapere che il tuo ulivo sta avendo questi problemi. La presenza di molti rami secchi e il cambiamento di colore delle foglie potrebbero essere segnali di stress, malattie o problemi alle radici. Ti consiglio di controllare attentamente il tronco e i rami per verificare la presenza di marciume, lesioni o eventuali parassiti. Se l’albero non è completamente secco, potresti provare a eseguire una potatura mirata, rimuovendo i rami secchi e assicurandoti di sterilizzare gli attrezzi tra un taglio e l’altro. Inoltre, verifica che il terreno offra un buon drenaggio e che l’olivo riceva le cure adeguate, come irrigazione e concimazione bilanciata. Se il problema persiste, potresti consultare un esperto agronomo per una valutazione più approfondita. Spero che il tuo ulivo possa riprendersi! Facci sapere come procede. Grazie!