Gli innesti sono una delle tecniche piu affascinanti e utili dell’arte agronomica: permettono di unire due piante diverse in un unico individuo, sfruttando le qualita di entrambe. Fare gli innesti significa saldare una porzione di una pianta, detta nesto o marza, su un’altra pianta radicata, il portinnesto, in modo che i tessuti si uniscano e diano origine a una nuova pianta che unisce la varieta desiderata alla robustezza delle radici scelte. E cosi che si propagano fedelmente le varieta da frutto, si rinnovano vecchie piante e si adattano le colture al terreno.
In questa guida vediamo che cosa sono gli innesti e a cosa servono, quando si eseguono, quali attrezzi servono, quali sono i principali tipi di innesto e come si realizzano passo per passo, con attenzione alla compatibilita e alle cure necessarie per un buon attecchimento.
Che cosa sono gli innesti e a cosa servono
Un innesto unisce due parti di pianta: il portinnesto, che fornisce l’apparato radicale, e il nesto, cioe la marza o la gemma della varieta che si vuole moltiplicare. Perche l’unione riesca, e essenziale mettere a contatto i tessuti del cambio, lo strato generatore situato appena sotto la corteccia, dove avviene la saldatura e la formazione dei nuovi vasi conduttori.
Gli innesti servono a molte cose: propagare fedelmente varieta che dal seme darebbero piante diverse, sfruttare portinnesti resistenti a malattie del suolo, freddo o calcare, ridurre i tempi di entrata in produzione, cambiare varieta a una pianta adulta o migliorarne l’impollinazione. Sono la base della moderna frutticoltura.
Quando si fanno gli innesti
Il periodo dipende dal tipo di innesto. Gli innesti a gemma, come quello a occhio dormiente, si eseguono in genere in estate, sfruttando la corteccia che si stacca facilmente quando la pianta e in attivita. Gli innesti a marza, come lo spacco, si praticano soprattutto a fine inverno e in primavera, alla ripresa vegetativa, quando la linfa comincia a muoversi.
Conoscere il momento giusto e determinante: un innesto eseguito fuori stagione ha poche probabilita di attecchire. Anche le condizioni meteo contano, poiche si evitano periodi di gelo o di caldo eccessivo, che stressano i tessuti e ostacolano la saldatura.
Gli attrezzi e i materiali per innestare
Per fare gli innesti servono attrezzi puliti e ben affilati: un coltello da innesto o da gemma, forbici di precisione, eventualmente un innestatore per chi lavora molte piante. Fondamentali anche il materiale di legatura, come rafia o apposite fascette elastiche, e il mastice cicatrizzante per proteggere i tagli e limitare la disidratazione.
L’igiene degli attrezzi e cruciale: lame disinfettate riducono il rischio di trasmettere patogeni da una pianta all’altra. Tagli netti e puliti favoriscono un contatto perfetto tra i tessuti e quindi un migliore attecchimento.
Tipi di innesto: a marza e a gemma
Gli innesti si dividono in due grandi famiglie. Gli innesti a gemma utilizzano una singola gemma prelevata con un po’ di corteccia, inserita nel portinnesto: il piu noto e l’innesto a occhio o a T. Gli innesti a marza impiegano invece un segmento di ramo con piu gemme: rientrano in questa categoria l’innesto a spacco, a corona, a triangolo e il doppio spacco inglese.
La scelta del tipo di innesto dipende dalla specie, dal diametro del portinnesto, dal periodo e dall’esperienza dell’operatore. Ogni tecnica ha i suoi vantaggi in termini di rapidita, percentuale di riuscita e adattamento al materiale disponibile.
Come si fanno gli innesti passo per passo
Nell’innesto a spacco, molto usato su piante da frutto, si taglia orizzontalmente il portinnesto e si pratica una fenditura verticale al centro; la marza, tagliata a cuneo alle due estremita inferiori, si inserisce nello spacco facendo combaciare i tessuti del cambio. Si lega saldamente e si protegge con mastice.
Nell’innesto a gemma a T si incide la corteccia del portinnesto a forma di T, si solleva delicatamente e si inserisce la gemma prelevata con lo scudetto, quindi si lega lasciando scoperta la gemma. In tutti i casi la regola d’oro e il contatto tra i cambi e la protezione dei tessuti dall’aria e dalla disidratazione. Per l’olivo, una delle colture piu innestate, e disponibile la nostra guida dedicata su come innestare l’ulivo.
Innesto delle piante da frutto piu comuni
Quasi tutte le piante da frutto si propagano per innesto su portinnesti selezionati. Le drupacee come pesco, susino e albicocco, le pomacee come melo e pero, gli agrumi, l’olivo e la vite hanno ciascuna i propri portinnesti e le tecniche piu adatte. Il portinnesto influenza vigore, resistenza alle malattie del terreno, adattamento al calcare e persino la precocita di produzione.
Per approfondire singole colture sono utili le nostre guide alla potatura dell’albicocco, alla coltivazione delle nocciole e alla clementina. Quando l’innesto non e la via migliore, si ricorre ad altre tecniche come la talea o la propaggine.
Compatibilita e attecchimento degli innesti
Non tutte le piante si possono innestare tra loro: l’attecchimento richiede compatibilita botanica, tanto maggiore quanto piu le due specie sono affini. In genere si innestano varieta della stessa specie o di specie vicine dello stesso genere. Combinazioni tra piante lontane danno disaffinita, con innesti che non saldano o si rompono negli anni successivi.
L’attecchimento dipende anche dalla precisione del taglio, dal contatto dei cambi, dalla stagione e dalle cure. Nelle settimane successive si controlla la ripresa della gemma o della marza e si allentano gradualmente le legature per non strozzare i tessuti in crescita.
Errori comuni e cura post-innesto
Gli errori piu frequenti sono tagli imprecisi, mancato allineamento dei cambi, legature troppo lente o troppo strette, esecuzione fuori stagione e uso di materiale non sano. Anche trascurare la protezione dei tagli, che espone i tessuti alla disidratazione, compromette la riuscita.
Dopo l’innesto si vigila su umidita, attacchi di parassiti come afidi e cocciniglie sui giovani germogli, e sulla eventuale ricrescita di polloni dal portinnesto, che vanno eliminati per non sottrarre energie al nesto. Un supporto nutrizionale equilibrato, con biostimolanti e integratori della linea SKL e l’uso di concimi fogliari, aiuta la ripresa delle piante innestate.
Domande frequenti sugli innesti
Qual e il periodo migliore per fare gli innesti?
Dipende dal tipo: gli innesti a gemma si eseguono soprattutto in estate, quando la corteccia si stacca facilmente, mentre gli innesti a marza come lo spacco si fanno a fine inverno e in primavera, alla ripresa vegetativa. Si evitano periodi di gelo o di caldo eccessivo, che ostacolano la saldatura dei tessuti.
Quali piante si possono innestare tra loro?
Si innestano piante compatibili dal punto di vista botanico, in genere varieta della stessa specie o di specie affini dello stesso genere. Combinazioni tra piante lontane danno disaffinita e insuccessi. La conoscenza dei portinnesti adatti a ciascuna coltura e fondamentale per un innesto duraturo.
Quanto tempo impiega un innesto ad attecchire?
I primi segni di ripresa, come il rigonfiamento e il germogliamento della gemma o della marza, compaiono in genere dopo alcune settimane. La saldatura completa e la stabilita dell’innesto si consolidano nei mesi successivi. In questo periodo si controllano legature e cure, allentando gradualmente i legacci.
Perche un innesto non attecchisce?
Le cause piu comuni sono tagli imprecisi, mancato contatto tra i tessuti del cambio, esecuzione fuori stagione, disaffinita tra le piante, legature errate e mancata protezione dei tagli. Anche materiale non sano o condizioni climatiche estreme riducono la riuscita. Precisione, igiene e tempismo sono determinanti.
A cosa serve il portinnesto?
Il portinnesto fornisce l’apparato radicale e influenza vigore, resistenza alle malattie del terreno, adattamento al calcare e al freddo e la precocita di produzione della pianta innestata. Scegliere il portinnesto giusto per il proprio terreno e clima e importante quanto scegliere la varieta da innestare.
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Salve, la pianta madre da innestare é un albero molto fitto, alto circa due metri, cresciuto selvaticamente e sembra un cespuglio più che un albero, fa tantissime arance ma tutte non mangiabili. Per procedere con un innesto devo potarlo? Devo abbassarlo fino al tronco principale? Oppure posso lasciargli i suoi rami naturali e utilizzare altri rami per inserire le marze? Grazie mille
Salve PIERANGELA FANTASIA, grazie per la sua domanda sulle tecniche di innesto. Nel suo caso, se desidera innestare un albero molto fitto e alto, potrebbe essere utile potarlo prima di procedere con l’innesto. Potare l’albero fino al tronco principale potrebbe essere una buona opzione, poiché consentirebbe di ottenere un punto di innesto stabile e di rinnovare la chioma dell’albero.
Tuttavia, se preferisce mantenere alcuni rami naturali, è possibile lasciarli e utilizzare altri rami per inserire le marze. In questo modo, potrebbe mantenere una parte dell’aspetto originale dell’albero e aggiungere nuove varietà attraverso gli innesti.
È importante notare che l’innesto richiede precisione e cura, quindi assicurarsi di seguire correttamente le tecniche di innesto consigliate. Inoltre, consideri anche il periodo migliore per effettuare l’innesto, che potrebbe variare a seconda delle specie di alberi coinvolte.
Spero che queste informazioni le siano utili. Se ha ulteriori domande o dubbi sull’innesto delle piante, sarò lieto di aiutarla. Buona fortuna con il suo progetto di innesto!