Cracking Ciliegie e Frutti: Guida 2026 alla Prevenzione di Spaccatura

Pubblicato il 6 Luglio 2022

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Da simone

La spaccatura delle ciliegie e il cracking dei frutti rappresentano una delle fisiopatie più dannose nei frutteti italiani, capace di compromettere fino al 70% della produzione commerciale in annate con piogge irregolari durante la maturazione. Questo fenomeno colpisce drupacee (ciliegio, pesco, susino, albicocco), pomacee (melo, pero), uva da tavola e da vino, agrumi e ortaggi a frutto come pomodoro, peperone e melone. Il problema nasce da un improvviso flusso d’acqua nel frutto già maturo, che provoca rotture cuticolari radiali o concentriche con perdita immediata di shelf-life e valore di mercato. Il cracking è una fisiopatia complessa che dipende dall’interazione fra disponibilità idrica irregolare, equilibrio nutrizionale (in particolare calcio e boro), elasticità della cuticola e suscettibilità varietale: prevenirlo richiede una strategia agronomica integrata costruita prima della maturazione, non un intervento curativo. In questa guida 2026 affrontiamo cause fisiologiche, sintomi su singole colture e protocolli di prevenzione validati da letteratura agronomica e disciplinari di produzione integrata.

Cos’è il cracking dei frutti: definizione e fisiologia

Il cracking, in italiano spaccatura o spacco dei frutti, è una fisiopatia non infettiva caratterizzata da rotture della cuticola e dell’epidermide del frutto in fase di maturazione. A differenza delle malattie causate da funghi, batteri o insetti, le fisiopatie nascono da squilibri fisiologici della pianta provocati da fattori abiotici: andamento idrico, temperatura, nutrizione, radiazione solare, vento. Per questo motivo nessun fungicida o insetticida può curare il cracking; la difesa è esclusivamente di tipo agronomico e preventivo.

Dal punto di vista biofisico, la spaccatura si verifica quando la pressione di turgore interna alla polpa supera la resistenza meccanica della cuticola. Le ricerche condotte da CREA-OFA su ciliegio dimostrano che il flusso d’acqua può avvenire per due vie distinte: via radicale (assorbimento di acqua dal suolo dopo una pioggia o un’irrigazione in fase di pre-raccolta) e via cuticolare (assorbimento diretto attraverso la buccia bagnata da pioggia, rugiada o irrigazione sovrachioma). La via cuticolare è particolarmente pericolosa nelle drupacee perché in poche ore può aumentare il volume cellulare oltre la capacità elastica dell’epidermide.

Esistono tre tipologie principali di cracking osservate in campo: radiale (spacchi a raggio che partono dal peduncolo o dalla cavità calicina, tipico delle ciliegie), concentrico (anelli intorno al peduncolo, comune in pomodoro, melo e pero), cuticolare diffuso (microfessurazioni superficiali tipo “russeting”, presente in mela e uva da tavola). Ognuna ha eziologia leggermente diversa ma condivide la radice comune del disequilibrio idrico-nutrizionale.

Cause della spaccatura dei frutti

Le cause del cracking si classificano in fattori predisponenti (strutturali, varietà, suolo) e fattori scatenanti (eventi meteorici, irrigazioni mal gestite). Conoscerle è il primo passo per impostare una difesa preventiva efficace.

Fattori predisponenti

La suscettibilità varietale è il primo elemento: in ciliegio le cultivar Burlat, Lapins, Sweetheart, Regina sono notoriamente meno suscettibili rispetto a Bigarreau, Van, Stella o Black Star. In pomodoro le varietà a polpa carnosa con buccia spessa (San Marzano, Roma, Pomodoro da industria) resistono meglio rispetto a tipi insalataro a buccia sottile. Per il melo, cultivar come Gala e Fuji presentano frequenti cracking concentrico al peduncolo nelle estati piovose.

Il tipo di suolo incide pesantemente: terreni argillosi con scarsa capacità drenante mantengono umidità prolungata e amplificano gli sbalzi di disponibilità idrica. Suoli sabbiosi a basso potere di ritenzione provocano alternanza secco-bagnato altrettanto dannosa. L’optimum è un suolo franco, ben strutturato, con sostanza organica superiore al 2%.

L’equilibrio nutrizionale in fase pre-fioritura e durante l’accrescimento del frutto determina la qualità della cuticola. Carenze di calcio, boro e potassio rendono l’epidermide meno elastica e più soggetta a rottura. L’eccesso di azoto, al contrario, promuove uno sviluppo rapido del frutto con cellule grandi e parete cellulare sottile: classico fattore predisponente.

Fattori scatenanti

L’evento scatenante più frequente è una pioggia prolungata in pre-raccolta dopo un periodo di stress idrico. La pianta, dopo settimane di carenza, assorbe rapidamente l’acqua disponibile e la convoglia ai frutti, che gonfiandosi rompono la cuticola. Anche una singola irrigazione abbondante nei 7-10 giorni precedenti la raccolta può causare lo stesso effetto.

Altri fattori scatenanti includono: bruschi sbalzi termici notturni con rugiada abbondante (frequente in primavera-estate negli ambienti collinari), grandinate leggere che provocano microfratture poi allargate dall’acqua, irrigazioni sovrachioma in ore calde, condensa da copertura plastica nei tunnel di pomodoro o ciliegio.

Cracking nel ciliegio e nelle drupacee

Il cracking delle ciliegie è la forma più studiata e dannosa: in annate sfavorevoli può portare alla perdita totale della produzione e rendere il raccolto invendibile. Lo spacco compare tipicamente a maturazione avanzata, sui frutti di colore rosso intenso, ed è radiale (dal peduncolo verso l’apice) o trasversale alla cavità peduncolare. Una volta avvenuto, la lesione apre la strada a Monilinia laxa e Botrytis cinerea, trasformando un problema fisiologico in marciume di campo.

Nel pesco e nettarine lo spacco è meno frequente ma colpisce in modo grave in annate con piogge a inizio invaiatura, soprattutto su varietà a buccia sottile e ciclo precoce. In susino e albicocco il cracking è spesso associato a presenza di Monilia: la spaccatura precede di pochi giorni la comparsa dei feltri fungini grigio-bruni.

Per le drupacee, il momento critico va dall’invaiatura alla raccolta (ultimi 20-25 giorni). In questa fase, ogni intervento agronomico deve puntare a stabilizzare la disponibilità idrica del frutto: irrigazioni frequenti e leggere (microportata o subirrigazione), inerbimento controllato dell’interfila per gestire l’evapotraspirazione, ricorso a coperture antipioggia rigide o film teso nelle aziende intensive.

Spaccatura nel pomodoro e ortaggi a frutto

La spaccatura del pomodoro è un problema ricorrente sia in serra sia in pieno campo. Si distinguono due forme: cracking concentrico (anelli intorno al peduncolo, tipico delle varietà a frutto grande tipo cuore di bue, costoluto) e cracking radiale (spacchi verticali, frequente nelle insalatare e nei datterini). In serra il cracking è favorito da escursioni termiche giorno/notte superiori a 15 °C combinate con umidità relativa elevata.

In peperone e melone il problema è meno frequente ma può apparire in annate con piogge irregolari durante l’ingrossamento, soprattutto nelle varietà a buccia sottile. Nel melone retato la fitta retatura della buccia è proprio una forma controllata di micro-cracking che, in condizioni squilibrate, può evolvere in spacchi commercialmente compromettenti.

La prevenzione negli ortaggi a frutto si basa su: irrigazione goccia a goccia frazionata (mai grandi volumi in singoli interventi), pacciamatura del suolo per stabilizzare temperatura e umidità, gestione della ventilazione in serra per ridurre escursioni termiche e rugiada notturna, scelta varietale orientata a cultivar tolleranti, e fertirrigazione equilibrata con apporti regolari di calcio durante tutto l’accrescimento.

Cracking di uva e pomacee

Nell’uva da tavola il cracking compare in fase di invaiatura-maturazione, tipicamente nei vitigni a bacca grande come Italia, Vittoria, Red Globe e Crimson Seedless. Lo spacco interessa singoli acini e apre la strada a marciumi acidi e Botrytis. Nell’uva da vino il fenomeno è meno comune ma può colpire varietà a buccia sottile (Pinot, Sangiovese) in caso di piogge prolungate prima della vendemmia, contribuendo allo sviluppo di muffa grigia.

Nelle pomacee (melo, pero) il cracking si manifesta più spesso come spaccatura concentrica al peduncolo. In melo Gala e Fuji è una problematica nota in zone alpine e prealpine. Nel pero William’s e Conference compaiono microfessurazioni cuticolari che evolvono in “russeting” non desiderato. La difesa preventiva passa qui per gestione delle irrigazioni in pre-raccolta, equilibri nutrizionali (Ca e B) e applicazioni fogliari di bagnanti-coprenti.

Nutrizione minerale per la prevenzione del cracking

La nutrizione è il pilastro più sottovalutato e più decisivo della difesa contro il cracking. Tre elementi sono critici: calcio, boro, potassio, ognuno con un ruolo specifico nella stabilità della parete cellulare e nella resistenza meccanica della cuticola.

Calcio: il pilastro della cuticola

Il calcio entra nella composizione della parete cellulare sotto forma di pectato di calcio, conferendo rigidità e resistenza meccanica all’epidermide del frutto. Una carenza, anche subclinica, riduce l’elasticità della cuticola e amplifica la suscettibilità al cracking. Il problema è che il calcio si muove esclusivamente per via xilematica con il flusso traspirativo: in condizioni di umidità elevata o stress idrico, il flusso si riduce e il calcio non raggiunge i frutti.

La strategia agronomica prevede applicazioni fogliari ripetute (ogni 10-14 giorni dalla fase di noce fino a invaiatura) con formulati a base di calcio chelato AHA, complessato o carbonato di calcio micronizzato. Agrimag distribuisce nella linea SKL il Calcio Complex AHA, un formulato liquido a base di calcio complessato con acidi alfa-idrossi adatto sia all’applicazione fogliare sia alla fertirrigazione, particolarmente indicato in pre-raccolta per consolidare la cuticola dei frutti.

Boro: cofattore della stabilità cellulare

Il boro partecipa alla sintesi della parete cellulare, alla regolazione del trasporto degli zuccheri e alla stabilità delle membrane. In carenza, le cellule epidermiche risultano fragili e la cuticola perde plasticità. Negli oliveti, vigneti e ciliegeti italiani la carenza di boro è frequente in suoli calcarei ad alto pH e in suoli sabbiosi a bassa CSC. La correzione si effettua con applicazioni fogliari di boro etanolammina o sodio borato in fase di pre-fioritura e ingrossamento frutto, evitando le fioriture aperte per non danneggiare il polline. SKL Boro Complex è una soluzione liquida a base di boro complessato adatta a tutte le colture frutticole e orticole.

Potassio: pressione osmotica e qualità

Il potassio regola la pressione osmotica cellulare, l’apertura stomatica e il bilancio idrico della pianta. Un corretto rapporto K:Ca:Mg nel suolo (idealmente 4:2:1 in equivalenti) garantisce una crescita equilibrata del frutto senza accumuli osmotici improvvisi. Eccessi di potassio in assenza di calcio peggiorano il cracking, mentre carenze provocano frutti molli e poco conservabili. In pre-raccolta è utile un apporto via fertirrigazione di solfato di potassio o nitrato potassico, mai cloruri.

Strategie integrate di difesa preventiva

La difesa contro il cracking si costruisce con un protocollo agronomico che integra cinque livelli operativi: gestione idrica, gestione del suolo, nutrizione, scelta varietale e barriere fisiche. Nessun intervento singolo è sufficiente; il successo dipende dalla loro combinazione.

Gestione dell’irrigazione

L’obiettivo è mantenere costante il contenuto idrico del suolo nei 30-40 giorni precedenti la raccolta. Le pratiche consigliate sono: microirrigazione goccia a goccia o subirrigazione, frazionamento dei volumi (più interventi brevi anziché uno abbondante), monitoraggio del potenziale idrico del suolo con tensiometri o sonde capacitive, sospensione delle irrigazioni dopo previsioni di pioggia importante, mai irrigazione sovrachioma in fase di pre-raccolta. Il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS sviluppato da Spagro Srl include un modulo di bilancio idrico aziendale che calcola il fabbisogno irriguo coltura-specifico integrando previsioni meteo localizzate e dati pedologici.

Gestione del suolo

Mantenere una buona struttura del suolo è essenziale per stabilizzare la disponibilità idrica. Le pratiche includono: inerbimento controllato dell’interfila (anche solo con essenze autoctone), apporto regolare di sostanza organica (compost maturo o letame compostato 20-30 t/ha ogni 2-3 anni), pacciamatura organica con paglia o cippato nel sottofila, evitare lavorazioni profonde che compromettono la capillarità.

Barriere fisiche e bagnanti

Nelle aziende ad alta vocazione produttiva (ciliegeti specializzati, pomodoro da consumo fresco), le coperture antipioggia rigide sono lo strumento più efficace per ridurre drasticamente il cracking: protezioni in film teso o reti antinsetto integrate riducono l’incidenza fino al 90% rispetto al pieno campo. I bagnanti coprenti a base di Pinolene o resine vegetali formano un film sulla buccia che modifica la cinetica di assorbimento idrico, riducendo il flusso transcuticolare. SKL Base Gold è un coadiuvante con Pinolene che migliora la copertura dei trattamenti fogliari e contribuisce alla riduzione degli scambi idrici nelle ultime fasi di maturazione.

Domande frequenti sul cracking dei frutti

Cosa provoca la spaccatura delle ciliegie?

La spaccatura delle ciliegie è causata da un aumento improvviso del contenuto idrico del frutto che supera la resistenza meccanica della cuticola. L’acqua entra per due vie: assorbimento radicale dopo una pioggia o un’irrigazione abbondante dopo un periodo di stress idrico, e assorbimento diretto attraverso la buccia bagnata da pioggia o rugiada. Le cause predisponenti sono carenze di calcio e boro, suoli a struttura compromessa, varietà suscettibili (Bigarreau, Van, Black Star) e gestione irrigua incostante in pre-raccolta. Il cracking compare tipicamente nei 15-20 giorni prima della raccolta, quando il frutto ha raggiunto piena maturazione zuccherina.

Come prevenire il cracking nel ciliegio in agricoltura biologica?

In agricoltura biologica la prevenzione si basa su quattro pilastri non chimici. Primo, scelta varietale: privilegiare cultivar tolleranti come Burlat, Lapins, Sweetheart, Regina. Secondo, gestione idrica: microirrigazione frazionata, sospensione delle irrigazioni in pre-pioggia, monitoraggio costante del suolo. Terzo, nutrizione minerale ammessa: applicazioni fogliari di calcio chelato o carbonato di calcio micronizzato ogni 10-14 giorni dalla fase di noce, integrazione con boro etanolammina e potassio organico. Quarto, barriere fisiche: copertura antipioggia con teli rigidi nelle aziende specializzate. Il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS sviluppato da Spagro Srl permette di pianificare gli interventi integrando dati meteo localizzati e modelli previsionali.

Il cracking del pomodoro si può recuperare?

Una volta avvenuto lo spacco, il frutto colpito non è recuperabile per la commercializzazione fresca e va eliminato per evitare l’innesco di marciumi (Alternaria, Rhizopus, batteriosi). Il danno è strutturale e irreversibile. L’unica azione possibile è preventiva: mantenere costante l’umidità del suolo con irrigazione a goccia frazionata, pacciamare con telo nero o paglia, garantire un equilibrio nutrizionale ricco di calcio e potassio durante l’intera fase di ingrossamento, scegliere varietà a buccia spessa (San Marzano, Roma, costoluto a uso industria), arieggiare le serre per ridurre escursioni termiche notturne. La somministrazione fogliare di calcio in pre-invaiatura ogni 7-10 giorni è la pratica più documentata.

Quale concimazione previene la spaccatura dei frutti?

La concimazione preventiva contro il cracking si basa su tre macroelementi e due microelementi. Calcio in apporto fogliare e radicale dalla fase di noce fino a inizio maturazione (formulati AHA, complessati o carbonato micronizzato). Boro in pre-fioritura e in ingrossamento frutto (etanolammina o sodio borato). Potassio in pre-raccolta sotto forma di solfato o nitrato, mai cloruri. Vanno evitati eccessi di azoto, soprattutto nitrico, che stimolano una crescita rapida del frutto con parete cellulare sottile. Il rapporto K:Ca nel terreno e nei tessuti fogliari va monitorato con analisi fogliari in piena estate per calibrare il piano di concimazione integrata.

Si può fare un trattamento curativo dopo lo spacco?

No, il cracking è una fisiopatia non infettiva: non esistono prodotti curativi che riparino la cuticola spaccata. L’unico intervento post-spacco è la difesa contro le infezioni secondarie da Monilinia, Botrytis e Rhizopus che si insediano nelle lesioni. In agricoltura integrata si possono impiegare fungicidi botryticidi (anilinopirimidine, fenilpirroli) secondo etichetta e disciplinari, in biologico si ricorre a Bacillus subtilis, Aureobasidium pullulans o bicarbonato di potassio. La gestione successiva mira a salvare la produzione residua e accelerare la raccolta dei frutti integri, eliminando dal frutteto quelli compromessi.

Agrimag, SKL e Agrimag DSS per la prevenzione del cracking

Agrimag (sede operativa a Corato, BA) affianca al catalogo dei concimi professionali della linea SKL il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS sviluppato da Spagro Srl (Milano). Per la prevenzione del cracking nelle drupacee, pomacee, uva e ortaggi a frutto, il catalogo SKL include il Calcio Complex AHA per la stabilizzazione della cuticola, il Boro Complex per la sintesi della parete cellulare, il Protein Top idrolizzato proteico vegetale per stimolare il metabolismo della pianta in fase di stress, e il bagnante Base Gold a base di Pinolene per modulare gli scambi idrici cuticolari nei trattamenti di pre-raccolta. Agrimag spedisce in tutta Italia con disponibilità di formati professionali per aziende agricole e contoterzisti. Per piani di concimazione personalizzati e taratura del DSS sul singolo appezzamento è disponibile la consulenza agronomica del team Spagro Srl.

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