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Articolo aggiornato il 12 Ottobre 2022 da Francesco Di Noia

Bolla del Pesco: (Taphrina deformans) Guida completa e aggiornata 2022

 

 

Che cos’è la Bolla del Pesco?

 

La Bolla del Pesco è una malattia provocata dal fungo Taphrina deformans, che attacca diverse Drupacee.

Il nome volgare si riferisce al fatto che colpisce soprattutto alberi di Pesco.

È una malattia che se non controllata in modo preventivo può compromettere totalmente la produzione di un pescheto.

 

Quali sono i sintomi della Bolla del Pesco?

 

Il sintomo tipico si nota sui germogli, che spesso, aggrediti in fase di apertura delle gemme, fuoriescono dalle stesse già deformati; questi presentano foglioline trasformate in ammassi di aspetto carnoso e con evidenti alterazioni cromatiche che vanno dal giallo-arancio al rosso intenso.

Inoltre, le foglie presentano una frattura vitrea e evidenziano una diffusa bollosità.

I germogli colpiti arrestano lo sviluppo e disseccano gradualmente nei mesi estivi, con grave danno sia per le piante in allevamento che per le piante in produzione.

Gli attacchi alle foglie possono avvenire anche in momenti successivi al germogliamento, con le stesse modalità descritte per le foglie dei germogli.

Questi attacchi, tuttavia sono meno pericolosi; infatti le foglie sono generalmente colpite solo in modo parziale.

In ogni caso si ha un danno per la riduzione della superficie fotosintetica dovuta a disseccamento o marcescenza.

Le foglie dei germogli colpiti evidenziano una superficie corrugata e bollosa, dapprima quasi lucente, specialmente nella pagina inferiore, successivamente scompare la lucentezza e la foglia assume una tonalità opaca, con aspetto vellutato.

L’analisi accurata, mette in evidenza una patina biancastra costituita dalle fruttificazioni del fungo.

I fiori e i frutti sono colpiti raramente dalla Bolla, tuttavia in caso di primavere fredde, umide e piovose si manifestano dei sintomi simili a quelli descritti precedentemente. Infatti i fiori si trasformano in ammassi carnosi e deformi con conseguente cascola. I frutti, se colpiti in fase di accrescimento evidenziano delle zone a superficie corrugata, bollosa e di colore arancio-rossastro. Se l’attacco ai frutticini avviene in fase fenologica precoce si può avere cascola.

La bolla del pesco

Il ciclo biologico della Bolla del Pesco

 

La Bolla supera la stagione sfavorevole come:

  • spora sessuata: riparata, soprattutto, negli anfratti gemmari, nelle perule o in altri ricoveri;
  • conidi-Gemme: cioè spore prodotte da una particolare forma di gemmazione dell’ascospora di partenza. In primavera queste spore con condizioni termo-igrometriche idonee arrivano a contatto con gli organi vegetali e producono un tubetto promicelico che entra attivamente nella cuticola.

La Bolla a differenza di molti altri ascomiceti, non differenzia ascocarpi ma produce gli aschi liberi. A temperature di 26-28 ° C il fungo si blocca. I momenti più critici per le infezioni sono quelli primaverili ed inizio estate.

Quando intervenire contro la Bolla del Pesco?

 

Quando la Bolla compare in primavera, è quasi sempre troppo tardi per intervenire; i Trattamenti Biologici devono essere eseguiti nel periodo autunno-invernale, solo agendo in questo modo preventivo è possibile limitare la diffusione di questa fitopatologia.

In inverno il fungo è presente sulla pianta, sulla corteccia e tra le perule delle gemme sotto forma di blastospore.

Queste spore si moltiplicano per gemmazione anche con temperature molto basse e sono in grado di diffondersi grazie alle piogge battenti.

Un inverno umido, mite e piovoso è la condizione ideale per la proliferazione delle spore presenti sulla pianta.

Tuttavia, non è nel periodo invernale che la Bolla del Pesco produce i suoi danni.

Gli attacchi sui diversi organi dell’albero avvengono a inizio primavera, dopo la schiusura delle gemme, dove inizia la fase parassitaria del fungo.

Quando dalla gemma si sviluppano i germogli, essi risultano già deformati.

Le piccole foglioline si presentano accartocciate con il tipico effetto carnoso.

Hanno inoltre evidenti alterazioni cromatiche, dal giallo arancio al rosso intenso, bollose e di consistenza vitrea.

La Bolla del Pesco può attaccare anche i fiori, quando questi sono interamente aperti. Il fiore colpito si presenta carnoso e deformato e va incontro a caduta.

Infine, l’attacco può avvenire anche sui frutti, specie nella fase di accrescimento.

I frutti colpiti sono facilmente riconoscibili dalla presenza di una superficie corrugata, bollosa con colorazione anomala arancio-rossa. Queste zone sono facilmente attaccabili da marciumi e lesioni causate da altri agenti fungini, in quanto il frutto si presenta più suscettibile.

I frutti attaccati dalla Bolla non arrivano a maturazione e non sono commestibili e commercializzabili.

 

bolla del pesco

Misure preventive contro la Bolla del Pesco

 

Le misure agronomiche preventive sono una serie di tecniche che limitano lo sviluppo della patologia e permettono la crescita di una coltura sana e meno suscettibile ai patogeni:

  • scegliere varietà meno suscettibili;
  • eliminare e distruggere le parti della pianta infette.

 

Trattamenti contro la Bolla del Pesco in Agricoltura Biologica

 

La cura della Bolla del Pesco in Agricoltura biologica consiste nell’utilizzo di sostanze naturali innocue per l’uomo e per l’ambiente.

 

Lecinol 90 contro la Bolla del Pesco

 

Lecinol 90 è uncomposto da Lecitina di Soia; la sua azione principale è quella di rendere piante e frutti più resistenti nei confronti di numerose fisiopatie.

Lecinol 90 attiva le difese naturali della pianta contro patologie fungine come Oidio, Bolla del pesco, Peronospora e Alternaria.

Grazie alle sue proprietà emulsionanti, Lecinol 90 è anche un eccellente agente bagnante.

Polisolfuro di Calcio: contro la Bolla del Pesco

 

Polisolfuro di Calcio: ridotto impatto nei confronti dell’ambiente e delle popolazioni di moltissimi ausiliari che lo rende perfetto per i moderni principi di lotta Integrata e Biologica. Agisce in maniera preventiva su micelio e spore fungine, causando la rottura della parete e delle membrane semipermeabili del fungo.

Thiopron: contro la bolla del pesco

 

Thiopron: fungicida UPL a base di Zolfo che agisce nei confronti della Bolla del Pesco, dell’Odio e della Ticchiolatura. la sua formulazione liquida con specifici coadiuvanti, lo rendono estremamente resistente al dilavamento, riducendo le perdite e aumento l’efficacia dei trattamenti. Inoltre la formulazione delle sue particelle, omogenee e predefinite, conferisce al prodotto elevata efficacia e selettività.

Poltiglia Disperss contro la bolla del pesco

 

Poltiglia Disperssfungicida a base di Rame metallo sotto forma di idrossisolfato.

La sua speciale forma di cristallizzazione, definita “brochantite”, in associazione a gesso, permette di sfruttare al massimo l’attività degli ioni Cu++.

Grazie alla particolare forma chimica, infatti, il loro rilascio è lento e graduale, garantendo una perfetta selettività in qualunque stadio vegetativo della coltura ed una maggiore resistenza al dilavamento.

Nella pratica, ciò consente di ottenere il massimo rendimento biologico del Rame apportato, con una conseguente riduzione dei dosaggi e dei tempi di sicurezza.

Trattamenti contro la Bolla del Pesco in Agricoltura Integrata

 

Penncozeb: fungicida di contatto a base Mancozeb ad azione multisito, risulta efficace contro i diversi stadi di sviluppo del patogeno e si integra perfettamente in strategia di difesa atte a prevenire e mitigare l’insorgere di resistenze. (prodotto revocato)

La formulazione DG rende il prodotto di facile impiego e stabile in ogni situazione ambientale. Assenza di polveri, ottima dispersibilità e sospensibilità ne completano le caratteristiche.

 

Trimanoc: fungicida di contatto a base Mancozeb ad azione multisito, risulta efficace contro i diversi stadi di sviluppo del patogeno e si integra perfettamente in strategia di difesa atte a prevenire e mitigare l’insorgere di resistenze. (prodotto revocato)

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