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Suolo No Bio

La categoria Suolo No Bio raccoglie i concimi destinati alla distribuzione al suolo di origine convenzionale: NPK granulari, urea, perfosfati, solfati di ammonio e potassio, ammendanti minerali e organominerali registrati. Sono prodotti pensati per la concimazione di fondo pre-semina o pre-trapianto, per le concimazioni di copertura su seminativi, arboricoltura e orticole in pieno campo, e per il mantenimento della fertilità chimica del suolo nei sistemi a intensità medio-alta. La distribuzione avviene con spandiconcime centrifugo, pneumatico o pendolare; in alcuni casi con interro localizzato sulla fila.

Concimazione di fondo: preparare la stagione

La concimazione di fondo (pre-semina o pre-trapianto) ha l’obiettivo di colmare i fabbisogni della coltura per fosforo, potassio e in parte azoto, in funzione dell’analisi del suolo. Per seminativi (frumento, mais, orzo) si distribuiscono titoli bilanciati o sbilanciati verso fosforo e potassio (8-24-24, 6-22-22, 0-25-25, 11-22-16) a dosi di 200-400 kg/ha prima della lavorazione principale. Per arboricoltura e vite la concimazione di fondo si fa a fine inverno o all’inizio della primavera con dosi modulate per fascia produttiva. Per orticole in pieno campo si applicano titoli ricchi di fosforo prima del trapianto, integrati da ammendanti organici per migliorare la struttura del letto di semina e la dotazione di sostanza organica.

Concimazione di copertura: l’azoto al momento giusto

La concimazione di copertura è la distribuzione di azoto durante il ciclo colturale, in genere su seminativi autunno-vernini (frumento, orzo, colza) e su mais. Le forme più utilizzate: urea (46% N), nitrato ammonico (26-27% N), solfato ammonico (21% N), nitrato di calcio granulare (15% N più calcio). La scelta dipende da pH del suolo, condizioni meteo (l’urea va interrata o piovuta entro 24-48 ore per evitare perdite per volatilizzazione), tipo di coltura, fase fenologica. Per il frumento i frazionamenti tipici prevedono una accestimento (30-40 kg N/ha), una levata (50-70 kg N/ha) e in alcuni casi una terza copertura in spigatura. Per il mais le coperture si fanno tra le 4-6 foglie e le 8-10 foglie.

Urea: la fonte azotata più utilizzata

L’urea (46% N) è il concime azotato più impiegato in Italia per il rapporto costo/unità di azoto e per la facilità di distribuzione. Ha però comportamenti specifici da gestire: la reazione di idrolisi del suolo (ureasi) richiede 5-10 giorni in condizioni medie per trasformarsi in ammoniaca e poi nitrato; le perdite per volatilizzazione (NH3) possono essere significative se distribuita su suoli caldi, asciutti, calcarei, senza pioggia o interramento entro 48 ore. Le perdite possono arrivare al 30-40% dell’azoto distribuito in condizioni sfavorevoli. Per limitarle si usa urea con inibitori dell’ureasi (NBPT) o si interra immediatamente dopo la distribuzione. Su mais e cereali la copertura va sempre programmata su un evento di pioggia previsto a breve termine.

Concimi specifici e formulati per arboricoltura

L’arboricoltura specializzata richiede concimi al suolo formulati con cura. Per drupacee, pomacee, agrumi, olivo si usano titoli arboricoli (12-12-17, 11-22-16, 7-14-25) integrati con magnesio e microelementi, distribuiti in fascia sulla proiezione della chioma. Le frequenze tipiche sono uno-due interventi annuali con dosi calibrate per fascia produttiva (kg di frutto per pianta). Per il vigneto specializzato la concimazione di fondo è generalmente moderata, integrata da apporti fogliari mirati nelle fasi critiche. La gestione dell’azoto in arboricoltura richiede particolare attenzione: eccessi compromettono la qualità del frutto (vigore vegetativo eccessivo, scarsa colorazione, ridotta serbevolezza) più di quanto la carenza riduca la produzione.

Il DSS Agrimag per la concimazione al suolo

Il DSS Agrimag, sviluppato da Spagro Srl, supporta la concimazione al suolo attraverso previsioni meteo localizzate (essenziali per il timing dell’urea e per evitare distribuzioni vanificate da rovesci), modelli di sviluppo della coltura per individuare le finestre critiche di copertura, database dei principi attivi con titoli, modalità d’impiego e indicazioni di compatibilità. Per le aziende che gestiscono più colture o appezzamenti con caratteristiche pedoclimatiche diverse, il sistema centralizza la pianificazione e documenta le scelte tecniche ai fini del quaderno di campagna e dei controlli di condizionalità sul nitrato richiesti dalla normativa (Direttiva Nitrati 91/676/CEE).

Domande frequenti

Quando interrare l’urea per evitare le perdite per volatilizzazione?

L’urea va interrata o ricevere acqua (pioggia o irrigazione) entro 24-48 ore dalla distribuzione per minimizzare le perdite di azoto per volatilizzazione di ammoniaca. Le condizioni a maggior rischio: terreno caldo (oltre 20°C), asciutto, calcareo o con pH alcalino, senza copertura vegetale. In queste situazioni le perdite possono superare il 30% dell’azoto distribuito. Le soluzioni operative: programmare la distribuzione su previsione di pioggia, interrare con erpice o sarchiatrice se il terreno è scoperto, usare urea con inibitore dell’ureasi (NBPT) che rallenta la conversione e riduce le perdite del 50-70%, distribuire la sera quando le temperature scendono. Il DSS Agrimag aiuta a scegliere la finestra meteo migliore per minimizzare gli sprechi.

Come si calcola la dose di concimazione di fondo?

La dose si calcola sui fabbisogni della coltura, sull’apporto già presente nel suolo (analisi chimica), sui residui colturali del ciclo precedente e sull’efficienza di assorbimento del nutriente specifico. Per il fosforo (P2O5) i fabbisogni tipici sono 50-100 kg/ha su seminativi, 100-200 su orticole intensive, 60-120 su arboricoltura adulta; per il potassio (K2O) 50-100 su cereali, 200-400 su orticole intensive e vigneto, 80-150 su frutteto. Si sottraggono gli apporti già presenti nel suolo (analisi P-Olsen, K-scambiabile) e i rilasci da residui colturali, si dimensiona la dose effettiva di concime. Per l’azoto il bilancio considera mineralizzazione della sostanza organica e residui, è meglio frazionare in coperture multiple piuttosto che concentrare in pre-semina.

Che differenza c’è tra nitrato ammonico e solfato ammonico?

Il nitrato ammonico (26-27% N) ha metà dell’azoto in forma nitrica (prontamente assorbibile) e metà in forma ammoniacale (più lenta), è poco influenzato dal pH del suolo, ha effetto rapido e residuale equilibrato. Il solfato ammonico (21% N) ha tutto l’azoto in forma ammoniacale (deve essere nitrificato per essere assorbito, processo che richiede temperature sopra i 10°C), ha effetto acidificante sul suolo (utile su terreni calcarei), apporta zolfo (24% S) prezioso su colture che ne richiedono molto (colza, cereali su suoli poveri di sostanza organica). Il nitrato ammonico è preferito per coperture rapide in condizioni fredde o su pH neutro; il solfato ammonico per gestione del pH e per le carenze di zolfo.

L’urea fa bene o fa male al suolo?

L’urea in dosi corrette, distribuita al momento giusto e accompagnata da una buona gestione agronomica, è un fertilizzante efficace e a basso costo che non danneggia il suolo. I problemi nascono dall’uso improprio: dosi eccessive in pre-semina su terreni poveri di sostanza organica, distribuzioni su suoli asciutti e caldi senza interramento (perdite per volatilizzazione e inquinamento ammoniacale), uso esclusivo di azoto minerale senza apporti organici (impoverimento progressivo della frazione umica e della biomassa microbica). La gestione corretta combina urea (o altri concimi minerali) con apporti regolari di ammendanti organici (compost, stallatico, letame palabile, sovesci), rispetta la Direttiva Nitrati per le zone vulnerabili, e dosa l’azoto sulla base dei fabbisogni reali della coltura.

Agrimag distribuisce in tutta Italia i concimi al suolo di origine convenzionale: NPK granulari, urea, perfosfati, solfati ammonici e potassici, formulati arboricoli e per orticole. Affianca al catalogo il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl, con previsioni meteo localizzate per ottimizzare il timing delle distribuzioni e database aggiornato dei principi attivi e delle indicazioni di impiego.

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