Scegliere il miglior concime per pomodori significa prima di tutto capire come cambia il fabbisogno della pianta durante il ciclo. Il pomodoro è una coltura esigente e produttiva, che in poche settimane passa dalla crescita vegetativa alla fioritura scalare, all’allegagione e alla maturazione di più palchi contemporaneamente. In ognuna di queste fasi gli equilibri tra azoto, fosforo, potassio, calcio e magnesio sono diversi: un concime ottimo al trapianto può diventare un errore in piena produzione.
Il pomodoro, in particolare, è una coltura potassofila: il potassio asportato con i frutti supera quello dell’azoto ed è l’elemento che più influisce su pezzatura, colore, sapore e conservabilità. L’azoto, invece, va dosato con attenzione: troppo produce piante rigogliose ma con pochi fiori, frutti meno saporiti e maggiore sensibilità a malattie e parassiti.
In sintesi: la concimazione per pomodori si basa su una buona dotazione di sostanza organica e fosforo prima del trapianto, su apporti moderati di azoto fino all’allegagione dei primi palchi e su un aumento progressivo del potassio durante l’ingrossamento e la maturazione, con attenzione a calcio e magnesio e a un’irrigazione regolare che previene il marciume apicale; in vaso e in fertirrigazione si usano concimi idrosolubili frazionati, in biologico letame maturo e concimi organici ammessi.
In questa guida vediamo di quali elementi ha bisogno il pomodoro, come impostare la concimazione di fondo e di copertura, quali concimi usare nelle diverse fasi, come concimare i pomodori in vaso e in biologico, come riconoscere le carenze e quali errori evitare.

Concime per pomodori: di quali elementi ha bisogno la pianta
L’azoto sostiene la crescita di foglie e fusti e la formazione della struttura produttiva. È indispensabile nelle prime settimane dopo il trapianto, ma il suo eccesso ritarda la fioritura, favorisce la cascola dei fiori, rende i tessuti teneri e appetibili per afidi e acari e peggiora la qualità dei frutti. Il fosforo è decisivo per lo sviluppo delle radici e per una fioritura abbondante: deve essere disponibile fin dall’inizio, perché si muove poco nel terreno e le giovani radici lo trovano solo se è vicino.
Il potassio è l’elemento chiave della produzione: regola il trasporto degli zuccheri nei frutti, la colorazione, il contenuto di sostanza secca e la resistenza agli stress. La richiesta cresce rapidamente dall’allegagione in poi. Il calcio è fondamentale per la consistenza delle pareti cellulari dei frutti: la sua carenza nei tessuti del frutto è all’origine del marciume apicale. Il magnesio, costituente della clorofilla, è spesso carente nei terreni sabbiosi o acidi e in presenza di eccessi di potassio. Tra i microelementi contano soprattutto boro, importante per fioritura e allegagione, ferro e manganese sui terreni calcarei.
Concimazione per pomodori: la concimazione di fondo
La concimazione di fondo si esegue prima del trapianto, durante la preparazione del terreno. Il primo obiettivo è garantire una buona dotazione di sostanza organica: letame maturo o compost ben decomposto, interrati qualche settimana prima, migliorano struttura, ritenzione idrica e attività biologica del suolo. Sul letame fresco va evitato, perché può bruciare le radici e favorire marciumi.
A questa base si aggiunge, se l’analisi del terreno lo richiede, un concime ricco di fosforo e potassio con una quota limitata di azoto, distribuito e interrato nella zona dove si svilupperanno le radici. Sui terreni già ben dotati di fosforo, come accade dopo anni di concimazioni, è inutile aggiungerne altro. Nei terreni calcarei del Centro-Sud è utile prevedere microelementi in forma chelata, in particolare ferro EDDHA, per prevenire le clorosi.
Concimi per pomodoro nelle diverse fasi
Dal trapianto alla fioritura del primo palco
Nelle prime settimane la pianta deve radicare e costruire l’apparato fogliare. Servono fosforo ben disponibile e azoto in quantità moderate. In fertirrigazione si usano concimi idrosolubili equilibrati o leggermente ricchi di fosforo, come HydroBlend 10-50-10, a basse concentrazioni. È il momento in cui biostimolanti a base di estratti di alghe o aminoacidi possono favorire l’attecchimento dopo il trapianto.
Dall’allegagione all’ingrossamento dei frutti
Quando i primi palchi hanno allegato, il fabbisogno di potassio aumenta rapidamente e quello di azoto si stabilizza. È il momento di passare a concimi con rapporto potassio/azoto più alto, come i formulati ricchi di potassio con magnesio e microelementi, ad esempio HydroBlend 12-20-30 + ME. In questa fase è importante anche il calcio, che si può apportare con il nitrato di calcio in fertirrigazione, distribuito separatamente dai concimi che contengono fosfati e solfati per evitare precipitazioni.
Durante la maturazione
Nella fase di maturazione dei palchi l’azoto va ridotto al minimo, mentre il potassio resta alto per sostenere colore, sapore e contenuto zuccherino. Concimi ad alto titolo di potassio come HydroBlend 7-0-48 sono pensati proprio per questa fase. Un eccesso di azoto in maturazione allunga il ciclo vegetativo, ritarda la colorazione e rende i frutti più acquosi.
Il miglior concime per pomodori: come scegliere
Non esiste un unico miglior concime per pomodori valido per tutti: la scelta dipende dal terreno, dal tipo di coltivazione e dal metodo di distribuzione. Come regola generale, i concimi più adatti al pomodoro hanno un rapporto tra potassio e azoto superiore a uno, contengono magnesio e microelementi e apportano il potassio sotto forma di solfato o nitrato, evitando il cloruro, che aumenta la salinità e può peggiorare la qualità dei frutti.
Per la concimazione di fondo in pieno campo sono adatti i concimi organici e organo-minerali ricchi di fosforo e potassio. Per la copertura, chi irriga a goccia ottiene i risultati migliori con la fertirrigazione: i concimi idrosolubili permettono di frazionare gli apporti in molte piccole dosi settimanali e di modificare il titolo man mano che la coltura avanza. Chi non dispone di fertirrigazione può usare concimi granulari a lenta cessione, distribuiti in due o tre interventi lungo la fila e seguiti da un’irrigazione. Per un quadro più ampio sui criteri di scelta si può leggere anche la guida su che tipo di concime usare per gli ortaggi e quella su come si usa il concime NPK.
Calendario della concimazione per pomodori
Per rendere concreto lo schema per fasi, è utile ragionare su un calendario indicativo, da adattare alla zona, alla varietà e all’epoca di trapianto. Qualche settimana prima del trapianto si distribuiscono letame maturo o compost e l’eventuale concime di fondo ricco di fosforo e potassio, interrandoli con la lavorazione. Al trapianto e nelle due-tre settimane successive il concime per pomodori deve favorire la radicazione: dosi contenute, fosforo ben disponibile, eventualmente un biostimolante radicale.
Dalla comparsa dei primi fiori all’allegagione dei primi due palchi si mantiene un apporto equilibrato, senza spingere con l’azoto. Quando i frutti del primo palco iniziano a ingrossare, il concime per pomodori cambia: si passa a formulati più ricchi di potassio, con magnesio, e si introduce il calcio in fertirrigazione. Questa fase dura gran parte del ciclo nelle varietà a sviluppo indeterminato, che continuano a fiorire e allegare mentre i primi palchi maturano. Nelle ultime settimane, quando l’obiettivo è portare a maturazione i frutti già presenti, l’azoto si riduce al minimo e si mantiene il potassio.
Nel pomodoro da industria in pieno campo, con ciclo più concentrato e raccolta unica, la concimazione per pomodori si gestisce con la stessa logica ma su tempi più brevi, seguendo i massimali di azoto previsti dai disciplinari di produzione integrata regionali.
Concime per pomodori in serra
In serra il pomodoro ha cicli lunghi, rese elevate e un’irrigazione completamente controllata: la fertirrigazione è la regola e la concimazione diventa un vero programma nutrizionale, regolato sulla conducibilità elettrica e sul pH della soluzione. In queste condizioni è importante monitorare periodicamente la salinità del terreno o del substrato, perché l’accumulo di sali riduce l’assorbimento d’acqua e favorisce il marciume apicale. La scelta del concime per pomodori in serra privilegia formulati a basso contenuto di cloruri e sodio, nitrato di calcio, nitrato di potassio e chelati di microelementi stabili al pH del substrato.
Concime per pomodori in vaso
I pomodori in vaso hanno a disposizione un volume di terriccio limitato, che si esaurisce rapidamente e risente molto di irrigazioni e concimazioni. Il contenitore deve essere ampio, di almeno 20-30 litri per pianta nelle varietà a sviluppo indeterminato, riempito con un terriccio di qualità arricchito con un po’ di concime organico a lenta cessione.
Dopo le prime settimane si passa a concimi liquidi o idrosolubili, distribuiti con l’acqua di irrigazione ogni sette-dieci giorni a basse concentrazioni: meglio dosi piccole e frequenti che dosi forti e saltuarie, che possono salinizzare il substrato e bruciare le radici. Anche in vaso vale lo schema per fasi: formulato equilibrato o ricco di fosforo all’inizio, ricco di potassio dall’allegagione in poi. Un concime universale come il 20-20-20 va bene nelle prime fasi, come spiegato nella guida su quando usare il concime 20-20-20, ma in produzione va sostituito con un formulato più ricco di potassio.
Concimi naturali e biologici per pomodori
Chi coltiva in biologico o preferisce concimi naturali può nutrire bene i pomodori con prodotti di origine organica. La base è il letame maturo o il compost, distribuito prima del trapianto. In copertura si usano concimi organici ammessi come pollina pellettata, cornunghia, farina di sangue, panelli vegetali, borlanda e solfato di potassio di origine naturale, oltre a estratti di alghe che sostengono fioritura e allegagione. Una selezione è nella categoria dei concimi ammessi in agricoltura biologica.
I concimi organici liberano gli elementi lentamente, in funzione della temperatura e dell’umidità del terreno: per questo vanno distribuiti con un certo anticipo rispetto al momento del fabbisogno. Il macerato di ortica e quello di consolida, molto diffusi negli orti familiari, possono integrare l’apporto di azoto e potassio, ma hanno titoli bassi e variabili e non sostituiscono una concimazione ben impostata.
Carenze nutritive del pomodoro: come riconoscerle
Le foglie del pomodoro sono un ottimo indicatore dello stato nutrizionale. La carenza di azoto si manifesta con ingiallimento uniforme delle foglie basse e crescita stentata. La carenza di potassio produce bruciature ai margini delle foglie vecchie e frutti che maturano in modo irregolare, con zone verdi o giallastre vicino al peduncolo. La carenza di magnesio provoca ingiallimenti tra le nervature delle foglie basse, che restano verdi, ed è frequente quando si eccede con il potassio.
Il problema nutrizionale più noto del pomodoro è però il marciume apicale: una macchia scura, infossata e coriacea all’estremità del frutto. Non è una malattia ma una carenza localizzata di calcio nei tessuti del frutto, che quasi sempre dipende dall’irrigazione irregolare più che dalla mancanza di calcio nel terreno. Il calcio si muove con il flusso dell’acqua verso le foglie, che traspirano molto, e arriva con difficoltà ai frutti: alternanza di secco e bagnato, eccesso di azoto ammoniacale, salinità elevata e caldo intenso aggravano il problema. La prevenzione si basa su irrigazioni regolari, pacciamatura e un apporto di calcio ben disponibile, scegliendo tra i concimi a base di calcio.
Concime per pomodori: gli errori più comuni
Il primo errore è l’eccesso di azoto: piante altissime, foglie scure e abbondanti, pochi fiori che cadono e frutti meno saporiti. Oltre a ridurre la produzione, l’azoto in eccesso rende la pianta più attraente per afidi e ragnetto rosso e più sensibile a peronospora e muffe. Il secondo errore è concimare sempre con lo stesso prodotto dall’inizio alla fine, senza adattare il titolo alle fasi. Il terzo è distribuire concime su terreno secco o su piante sofferenti per la siccità, con il rischio di bruciare le radici.
Altri errori frequenti sono trascurare il calcio e l’irrigazione regolare, usare letame fresco, ignorare i microelementi sui terreni calcarei e trascurare la difesa, che va impostata insieme alla nutrizione: per la peronospora, ad esempio, rimandiamo alla guida su quando dare l’ossicloruro di rame ai pomodori. Una concimazione equilibrata produce piante più robuste e quindi più facili da difendere.
Per i riferimenti normativi sui fertilizzanti utilizzabili è utile il Regolamento (UE) 2019/1009 sui prodotti fertilizzanti, mentre per il biologico l’elenco dei concimi ammessi è contenuto nel Regolamento di esecuzione (UE) 2021/1165. Approfondimenti sulla nutrizione delle orticole sono disponibili anche sul sito del CREA.
Domande frequenti sul concime per pomodori
Qual è il miglior concime per pomodori?
Il miglior concime per pomodori è quello adatto alla fase della coltura. Prima del trapianto servono sostanza organica e un concime di fondo ricco di fosforo e potassio. Dal trapianto alla fioritura si usano formulati equilibrati o ricchi di fosforo, con azoto moderato. Dall’allegagione in poi il concime per pomodori deve avere più potassio che azoto, con magnesio, microelementi e un apporto di calcio. Sono da preferire i concimi con potassio in forma di solfato o nitrato, evitando il cloruro. In fertirrigazione si usano idrosolubili frazionati, in biologico letame maturo e concimi organici ammessi.
Quando concimare i pomodori?
I pomodori si concimano in più momenti. La concimazione di fondo si fa qualche settimana prima del trapianto, interrando letame maturo o compost ed eventualmente un concime ricco di fosforo e potassio. Dopo il trapianto si interviene con apporti moderati per favorire la radicazione. Dalla fioritura e soprattutto dall’allegagione dei primi palchi si concima con regolarità, ogni sette-dieci giorni in fertirrigazione o con due-tre interventi granulari lungo la fila, aumentando progressivamente il potassio. Nelle ultime settimane di maturazione l’azoto va ridotto al minimo.
Che concime usare per i pomodori in vaso?
Per i pomodori in vaso si parte da un terriccio di qualità arricchito con un concime organico a lenta cessione e da un contenitore ampio, di almeno 20-30 litri per pianta. Dopo le prime settimane si usano concimi liquidi o idrosolubili sciolti nell’acqua di irrigazione ogni sette-dieci giorni, a basse concentrazioni per non salinizzare il substrato. All’inizio va bene un formulato equilibrato, dall’allegagione in poi serve un concime più ricco di potassio con magnesio e microelementi. Irrigazioni regolari sono indispensabili per evitare il marciume apicale, frequente in vaso.
Come evitare il marciume apicale dei pomodori?
Il marciume apicale è una carenza localizzata di calcio nei frutti, che nella maggior parte dei casi dipende dall’irrigazione irregolare e non dalla mancanza di calcio nel terreno. Per prevenirlo bisogna irrigare con regolarità, evitando l’alternanza tra secco e bagnato, pacciamare il terreno per mantenere l’umidità costante, non eccedere con l’azoto, soprattutto ammoniacale, e controllare la salinità. In fertirrigazione è utile apportare calcio ben disponibile, ad esempio con nitrato di calcio distribuito separatamente dai concimi con fosfati e solfati. I frutti già colpiti non recuperano e vanno eliminati.
Quali sono i concimi naturali per pomodori?
I concimi naturali più usati per i pomodori sono il letame maturo e il compost, distribuiti prima del trapianto, la pollina pellettata, la cornunghia, la farina di sangue, i panelli vegetali e la borlanda, che apportano azoto e potassio in forma organica. Il solfato di potassio di origine naturale è utile in produzione, mentre gli estratti di alghe sostengono fioritura e allegagione. I macerati di ortica e consolida possono integrare la concimazione nell’orto familiare, ma hanno titoli bassi e variabili. I concimi organici vanno distribuiti con anticipo, perché liberano gli elementi gradualmente.
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