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Piante e colture

Potatura ulivo: quando e come potare l’olivo, tagli, forme ed errori

MDMassimiliano Dal Pra4 Aprile 2023 · 11 min di lettura
Potatura ulivo: quando e come potare l’olivo, tagli, forme ed errori

La potatura ulivo è l’operazione colturale che più influisce sulla produzione, sulla qualità delle olive e sulla salute della pianta. Un olivo potato bene produce con maggiore regolarità, riduce l’alternanza tra annate di carica e di scarica, è più facile da difendere dalle malattie e da raccogliere. Un olivo potato male, al contrario, reagisce emettendo una gran quantità di succhioni, perde la produzione per uno o due anni e diventa più esposto a rogna, occhio di pavone e attacchi parassitari.

Il punto di partenza per potare l’ulivo con criterio è capire come fruttifica: le olive nascono sui rami di un anno, cresciuti nella stagione precedente. Ogni taglio, quindi, va valutato in funzione di quanta vegetazione nuova e quanti rami fruttiferi si vogliono mantenere per l’annata successiva. La chioma deve restare aperta e ben illuminata, perché le gemme che non ricevono luce non differenziano fiori.

In sintesi: la potatura dell’ulivo si esegue a fine inverno, dopo il rischio di gelate e prima della ripresa vegetativa, in giornate asciutte e con lame disinfettate; si eliminano succhioni, polloni, rami secchi e mal posizionati, si diradano le zone troppo fitte e si rinnovano i rami esauriti, mantenendo i rami di un anno che porteranno le olive; meglio interventi moderati ogni anno o ad anni alterni che tagli drastici, e un trattamento rameico dopo la potatura per proteggere le ferite.

In questa guida vediamo come fruttifica l’olivo, quando potare l’ulivo, quali sono i tipi di potatura e le forme di allevamento, come eseguire i tagli in pratica, come gestire le piante vecchie e i residui e quali sono gli errori da evitare.

Forbici da potatura su un ramo di ulivo secolare durante la potatura in un uliveto pugliese - Agrimag, Corato (BA)
La potatura dell’ulivo si esegue a fine inverno, con tagli netti e lame disinfettate, per arieggiare la chioma e rinnovare i rami fruttiferi.

Come fruttifica l’olivo: la base della potatura ulivo

L’olivo porta i fiori, riuniti in piccole infiorescenze chiamate mignole, all’ascella delle foglie dei rami cresciuti l’anno precedente. Un ramo che ha prodotto non tornerà a fruttificare nello stesso punto: la produzione si sposta ogni anno sulle porzioni di ramo più giovani. Ne derivano due conseguenze pratiche. La prima è che la pianta deve produrre ogni anno una quantità adeguata di vegetazione nuova, che sarà la produzione dell’anno successivo. La seconda è che, senza potatura, la produzione si allontana progressivamente verso l’esterno e verso l’alto della chioma, mentre l’interno si spoglia e si secca.

L’olivo ha inoltre una forte tendenza all’alternanza: a un’annata di carica abbondante segue spesso un’annata di scarica, perché i frutti in crescita competono con lo sviluppo dei germogli che porterebbero la produzione successiva. La potatura, insieme a una concimazione equilibrata e all’irrigazione dove possibile, è lo strumento principale per attenuare questo fenomeno: nelle annate di carica si pota di più, nelle annate di scarica si pota meno.

Infine l’olivo è una specie che ama la luce. Le foglie esposte al sole producono gli zuccheri necessari alla differenziazione delle gemme a fiore; le zone ombreggiate della chioma restano vegetative e improduttive. L’obiettivo della potatura ulivo è quindi una chioma aperta, con la vegetazione distribuita in modo uniforme e illuminata anche all’interno.

Potatura ulivo: quando potare l’ulivo

Il periodo migliore per la potatura ulivo va dalla fine dell’inverno all’inizio della primavera, indicativamente da febbraio ad aprile a seconda della zona: al Sud e lungo le coste si può iniziare prima, al Centro-Nord e nelle zone collinari più fredde conviene attendere che sia passato il rischio di gelate. Potare troppo presto espone le ferite e la vegetazione interna al freddo; potare troppo tardi, a ripresa vegetativa avanzata e con le mignole già formate, toglie riserve alla pianta e parte della produzione.

Altrettanto importante è il meteo dei giorni di potatura. Le ferite fresche sono la porta d’ingresso della rogna dell’olivo, causata da un batterio che si diffonde con l’acqua, e di altri patogeni: si pota in giornate asciutte, evitando i periodi piovosi e le giornate con forte umidità. Negli oliveti colpiti dalla rogna è buona norma potare prima le piante sane e poi quelle malate, disinfettando spesso le lame.

Nelle grandi aziende, dove la potatura richiede settimane, si comincia dalle varietà e dagli appezzamenti meno sensibili al freddo. Interventi leggeri di pulizia, come l’eliminazione di succhioni e polloni, possono essere eseguiti anche in estate, quando sono ancora teneri e facili da togliere.

Potatura ulivo: i tipi di intervento

Potatura di allevamento

Si esegue nei primi anni dopo l’impianto e ha lo scopo di costruire la forma della pianta. Deve essere leggera: tagli eccessivi su piante giovani ritardano l’entrata in produzione. Ci si limita a scegliere le branche principali, eliminare i rami in posizione sbagliata e indirizzare la crescita, lasciando alla pianta molta superficie fogliare.

Potatura di produzione

È la potatura ordinaria dell’olivo adulto, eseguita ogni anno o ad anni alterni. Mantiene l’equilibrio tra vegetazione e produzione, rinnova i rami fruttiferi, arieggia la chioma e contiene l’altezza della pianta per facilitare raccolta e trattamenti.

Potatura di riforma e di ringiovanimento

Serve a recuperare piante vecchie, abbandonate o con una forma inadatta. Comporta tagli più importanti su branche e talvolta sul tronco e va distribuita su più anni, per non squilibrare la pianta. Ne parliamo più avanti.

Potatura di risanamento

Si esegue dopo eventi eccezionali, come gelate intense, grandinate, incendi o forti attacchi parassitari, per eliminare le parti danneggiate e stimolare la ricostituzione della chioma. Dopo una gelata conviene attendere la ripresa vegetativa per distinguere con certezza le parti morte da quelle vive.

Forme di allevamento dell’olivo

La forma di allevamento più diffusa negli oliveti tradizionali italiani è il vaso, nelle sue varianti. Il vaso policonico prevede tre o quattro branche principali inserite sul tronco a breve altezza, ciascuna con una propria cima conica, e lascia il centro della chioma aperto alla luce. È una forma che garantisce buona illuminazione, facilita la raccolta meccanica con scuotitori e si adatta bene alla maggior parte delle varietà. Il vaso cespugliato, con branche che partono quasi da terra, è diffuso in alcune zone dove la raccolta è prevalentemente manuale.

Il monocono, con un asse centrale e rami disposti a spirale, decrescenti verso l’alto, è stato diffuso negli impianti intensivi per la raccolta con vibratori al tronco. Negli impianti superintensivi a siepe, infine, la potatura è in gran parte meccanica, con tagli laterali e di cima, e segue logiche diverse da quelle dell’oliveto tradizionale. Per l’olivicoltura di tipo tradizionale e familiare la forma più pratica resta il vaso, gestito in modo libero e adattato al portamento naturale della varietà.

Potatura ulivo in pratica: come potare l’ulivo

Prima di iniziare conviene osservare la pianta da una certa distanza, girandole intorno, per individuare le branche principali, le zone troppo fitte, quelle spoglie e l’altezza da contenere. Poi si procede dall’alto verso il basso e dall’interno verso l’esterno.

Il primo passo è eliminare i succhioni, i rami vigorosi e verticali che nascono sulle branche e all’interno della chioma, e i polloni che spuntano alla base del tronco. Consumano molta energia, ombreggiano la chioma e non producono. Si conserva solo qualche succhione ben posizionato quando serve a rinnovare una branca esaurita o a riempire un vuoto.

Il secondo passo è eliminare i rami secchi, malati o danneggiati e quelli che si incrociano o crescono verso l’interno. Il terzo è diradare le zone troppo fitte, togliendo interi rametti con tagli alla base piuttosto che accorciando tutto: i tagli di raccorciamento stimolano nuovi germogli vigorosi vicino al taglio e rendono la chioma più fitta. Il quarto è rinnovare i rami che hanno già prodotto e sono diventati penduli ed esauriti, con un taglio di ritorno su un ramo laterale più giovane e ben orientato. Si mantengono invece i rami di un anno, soprattutto quelli semipenduli e ben esposti, che porteranno le olive.

L’intensità della potatura ulivo va calibrata sulla vigoria della pianta e sull’annata. Una regola pratica diffusa tra i tecnici è non asportare più di una certa quota della chioma in un solo anno: tagli eccessivi provocano una reazione vegetativa violenta, con molti succhioni e poche olive. Meglio potare ogni anno con moderazione che intervenire pesantemente ogni tre o quattro anni.

Attrezzi e disinfezione

Per la potatura dell’olivo si usano forbici a una mano per i rametti, troncarami per i rami di medio diametro, seghetti e, per le branche, motoseghe o potatori elettrici su asta. Le lame devono essere ben affilate per lasciare tagli netti, senza sfilacciature, che cicatrizzano meglio. Vanno disinfettate di frequente, soprattutto passando da una pianta all’altra negli oliveti con rogna. I tagli grandi vanno eseguiti leggermente inclinati, per non far ristagnare l’acqua, e possono essere protetti con mastici cicatrizzanti.

Potatura di riforma degli ulivi vecchi o abbandonati

Gli ulivi secolari o lasciati senza cure per anni presentano spesso chiome troppo alte, branche esaurite, molte parti secche e un interno completamente spoglio. Il recupero si basa su una potatura di riforma graduale, distribuita su due-tre anni. Il primo anno si eliminano il secco, i polloni e le branche più compromesse e si abbassa la chioma con tagli di ritorno su branche laterali; gli anni successivi si completano la riforma e la selezione dei nuovi germogli.

Il ringiovanimento drastico, con il taglio di tutte le branche o la ceppaia, è una scelta estrema da riservare a piante gravemente danneggiate, perché comporta la perdita della produzione per alcuni anni. Dopo una potatura di riforma la pianta ha bisogno di una concimazione equilibrata e, dove possibile, di irrigazioni di soccorso per sostenere la ricostituzione della chioma: indicazioni utili sono nella guida sul miglior concime per le piante di ulivo e in quella sul concime fogliare per gli ulivi.

Dopo la potatura ulivo: trattamenti e residui

Ogni potatura ulivo lascia sulla pianta decine di ferite che restano aperte per giorni. Nelle zone dove la rogna dell’olivo è presente, e in generale nelle annate umide, è buona pratica eseguire un trattamento rameico subito dopo la potatura, per proteggere le ferite e ridurre anche l’inoculo di occhio di pavone. Le indicazioni sui tempi sono nella guida su quando fare il trattamento al rame sull’olivo; tra i formulati disponibili ci sono la poltiglia bordolese Okypolt 20 WG e l’idrossido di rame Kocide, da usare secondo etichetta e nel rispetto del limite di rame stabilito dal Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1981. Per approfondire la malattia rimandiamo alla scheda sulla rogna dell’olivo.

I residui di potatura possono essere trinciati e lasciati in campo come ammendante, una pratica che restituisce sostanza organica al terreno, a patto che il materiale non provenga da piante malate. In Puglia e nelle altre aree interessate da Xylella fastidiosa, la gestione dell’oliveto, comprese le lavorazioni e le misure contro l’insetto vettore, è soggetta alle prescrizioni del Servizio fitosanitario regionale e alle misure europee del Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1201: prima di intervenire conviene verificare le regole vigenti nella propria zona. L’abbruciamento dei residui è regolato da norme regionali e comunali e in molti periodi dell’anno è vietato per il rischio di incendi.

Potatura ulivo: gli errori da evitare

L’errore più comune è la potatura troppo drastica, fatta per abbassare la pianta o per ridurre il lavoro negli anni successivi: l’olivo risponde con una massa di succhioni e salta la produzione. Un secondo errore è accorciare tutti i rami di un anno, eliminando proprio quelli che avrebbero portato le olive. Il terzo è lasciare l’interno della chioma fitto e ombreggiato, che diventa improduttivo e favorisce le malattie fungine come l’occhio di pavone.

Altri errori frequenti sono potare con la pioggia o subito prima di un periodo piovoso, usare attrezzi non disinfettati, lasciare monconi e tagli sfilacciati, potare a ripresa vegetativa avanzata e non adattare l’intensità all’annata di carica o di scarica. Una buona potatura è sempre il risultato di molti tagli piccoli e ragionati, non di pochi tagli grandi. Per una panoramica sulle avversità che una chioma ben gestita aiuta a prevenire, si può consultare la guida sulle malattie dell’olivo, mentre i prodotti dedicati sono raccolti nella categoria per olivo. Studi e manuali sulla tecnica olivicola sono disponibili anche presso il CREA.

Domande frequenti sulla potatura dell’ulivo

Quando si fa la potatura dell’ulivo?

La potatura dell’ulivo si esegue di norma tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, indicativamente da febbraio ad aprile, dopo che è passato il rischio di gelate e prima della ripresa vegetativa e della formazione delle mignole. Al Sud e nelle zone costiere si può iniziare prima, nelle aree più fredde conviene attendere. È importante potare in giornate asciutte, perché le ferite fresche sono la via d’ingresso della rogna dell’olivo. Interventi leggeri di pulizia, come la rimozione di succhioni e polloni, si possono fare anche in estate.

Come si pota un ulivo in modo corretto?

Si osserva prima la pianta nel suo insieme, poi si procede dall’alto verso il basso e dall’interno verso l’esterno. Si eliminano succhioni, polloni, rami secchi, malati e quelli che si incrociano o crescono verso l’interno. Si diradano le zone troppo fitte togliendo interi rametti alla base, invece di accorciarli tutti, e si rinnovano i rami esauriti con tagli di ritorno su rami più giovani. Vanno mantenuti i rami di un anno ben esposti, che porteranno le olive. L’obiettivo è una chioma aperta e illuminata, con interventi moderati e regolari.

Ogni quanto si pota l’ulivo?

L’ulivo adulto si pota preferibilmente ogni anno o al massimo ad anni alterni, con interventi moderati. La potatura annuale permette di mantenere l’equilibrio tra vegetazione e produzione, attenuare l’alternanza e contenere l’altezza della pianta senza tagli drastici. Potare ogni tre o quattro anni costringe invece a interventi pesanti, che provocano una forte reazione vegetativa con molti succhioni e una perdita di produzione. Nelle annate di carica abbondante conviene potare un po’ di più, in quelle di scarica un po’ di meno.

Cosa succede se si pota troppo l’ulivo?

Una potatura troppo drastica rompe l’equilibrio tra chioma e radici: la pianta reagisce emettendo molti succhioni vigorosi e verticali per ricostituire la superficie fogliare persa e, per uno o due anni, produce poche olive. I tagli grandi lasciano inoltre ferite estese, più lente a cicatrizzare e più esposte a carie del legno e rogna. Per questo è meglio potare con moderazione ogni anno. Le potature di riforma su piante vecchie o abbandonate vanno distribuite su due-tre anni, accompagnate da concimazione equilibrata e, se possibile, irrigazioni di soccorso.

Bisogna trattare l’ulivo dopo la potatura?

Dopo la potatura è buona pratica eseguire un trattamento a base di rame, soprattutto negli oliveti dove è presente la rogna dell’olivo e nelle annate umide. Il rame protegge le numerose ferite lasciate dai tagli, che sono la principale via d’ingresso del batterio della rogna, e contribuisce a ridurre l’inoculo dell’occhio di pavone. Il trattamento va eseguito con formulati autorizzati, secondo etichetta e rispettando i limiti di impiego del rame previsti dalla normativa europea. I tagli più grandi possono essere protetti anche con mastici cicatrizzanti.

Agrimag, con sede a Corato (BA), nel cuore dell’olivicoltura pugliese, affianca gli olivicoltori con prodotti rameici e soluzioni per la difesa dell’oliveto, con la linea di nutrizione professionale SKL per sostenere la ripresa vegetativa dopo la potatura e con il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS sviluppato da Spagro Srl, con meteo localizzato e modelli previsionali per mosca dell’olivo e principali fitopatie. Spediamo in tutta Italia, anche su bancale per le quantità professionali.


MDScritto daMassimiliano Dal Pra Dubbi? Chiedi a un tecnico

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