Glifosate: Guida 2026 a Usi, Normativa e Alternative

Pubblicato il 19 Gennaio 2023

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Da Massimiliano Dal Pra

Il glifosate e l’erbicida piu utilizzato al mondo e, al tempo stesso, uno dei piu discussi. Si tratta di un diserbante sistemico ad ampio spettro, non selettivo, impiegato per il controllo delle infestanti annuali e perenni in numerosi contesti agricoli e non agricoli. La sua diffusione capillare e legata all’efficacia, alla rapidita d’azione e al costo contenuto, ma negli ultimi anni il suo utilizzo e stato al centro di un intenso dibattito scientifico, normativo e sociale. Il glifosate agisce inibendo l’enzima EPSPS, essenziale per la sintesi degli amminoacidi aromatici attraverso la via dell’acido shikimico, presente solo nelle piante e in alcuni microrganismi: per questo blocca la crescita delle infestanti senza un meccanismo equivalente negli animali.

Comprendere come funziona il glifosate, quali sono le sue tipologie e i suoi usi, il quadro normativo aggiornato, i rischi e il dibattito sulla tossicita, oltre alle problematiche di resistenza e alle alternative agronomiche, e essenziale per un impiego consapevole e conforme alle regole. In questa guida aggiornata al 2026 analizziamo in modo equilibrato tutti questi aspetti, mantenendo un approccio tecnico e basato sulle evidenze, utile a chi opera in agricoltura e deve orientarsi tra efficacia, sostenibilita e rispetto della normativa.

Cos’e il glifosate e come agisce

Il glifosate (acido N-fosfonometilglicina) e un composto organofosforico, piu precisamente un acido fosfonico derivato dalla glicina. Nei formulati commerciali e presente in forma di sale, in genere come sale isopropilammonico o potassico, per aumentarne la solubilita e la stabilita. E un erbicida sistemico: assorbito dalle parti verdi della pianta, viene traslocato attraverso il floema fino agli apici vegetativi e agli organi sotterranei, dove esercita la sua azione.

Il meccanismo d’azione del glifosate e unico nel suo genere e lo colloca nel gruppo HRAC 9 (un tempo gruppo G). Il principio attivo inibisce l’enzima 5-enolpiruvil-shikimato-3-fosfato sintasi (EPSPS), tappa chiave della via dell’acido shikimico, responsabile della sintesi degli amminoacidi aromatici (fenilalanina, tirosina e triptofano). Bloccando questa via metabolica, la pianta non riesce piu a produrre proteine essenziali e va incontro a un progressivo disseccamento, con sintomi che compaiono in genere dopo alcuni giorni. Poiche la via dell’acido shikimico e assente negli animali, il bersaglio biochimico del glifosate non ha un equivalente diretto nei mammiferi.

Tipologie e formulazioni di glifosate

In commercio il glifosate e disponibile in numerose formulazioni, che si differenziano per il tipo di sale, la concentrazione di principio attivo e la presenza di coformulanti e tensioattivi. Le forme piu diffuse sono i sali isopropilammonico, potassico e ammonico, proposti come concentrati solubili o granuli idrodispersibili. I coformulanti, in particolare i tensioattivi, hanno un ruolo importante nel favorire l’adesione e la penetrazione del principio attivo nelle foglie e sono stati anch’essi oggetto di valutazioni specifiche.

La scelta della formulazione incide su efficacia, selettivita di impiego e profilo tossicologico complessivo. E sempre indispensabile fare riferimento all’etichetta del prodotto registrato, che riporta le colture e gli usi autorizzati, le dosi, i tempi di carenza e le precauzioni. L’uso di prodotti non autorizzati o fuori etichetta non e consentito e puo comportare rischi per la salute, per l’ambiente e sanzioni. La gamma di prodotti effettivamente disponibili dipende inoltre dalle autorizzazioni nazionali vigenti.

Usi del glifosate in agricoltura

Il glifosate trova impiego soprattutto nel controllo non selettivo delle infestanti, sia annuali sia perenni, comprese specie difficili dotate di organi di propagazione sotterranei. Gli usi tipici comprendono la preparazione del letto di semina prima dell’impianto, il controllo delle malerbe nelle colture arboree (vigneti, frutteti, oliveti) sulla fila e in interfila, la gestione delle infestanti su superfici non coltivate e la pulizia di aree industriali, sempre nei limiti degli usi autorizzati in etichetta.

Essendo non selettivo, il glifosate non distingue tra infestanti e colture: il contatto con la vegetazione verde delle piante coltivate puo danneggiarle, per cui l’applicazione richiede attenzione e tecniche mirate. Alcuni usi, come i trattamenti in pre-raccolta (disseccamento), sono soggetti a forti limitazioni o non consentiti su diverse colture, in funzione delle norme vigenti. La tendenza generale, in linea con i principi della difesa integrata obbligatoria, e quella di ridurre e razionalizzare l’impiego degli erbicidi, riservandoli alle situazioni in cui altri metodi non sono praticabili.

Normativa e rinnovo dell’approvazione UE

Il glifosate e una sostanza attiva la cui approvazione e regolata a livello europeo nell’ambito del Reg. CE 1107/2009 sull’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari. Dopo un lungo iter di valutazione, che ha coinvolto l’EFSA e l’ECHA, nel novembre 2023 la Commissione europea ha rinnovato l’approvazione del glifosate per un periodo di dieci anni, accompagnandola con alcune condizioni e misure di mitigazione del rischio. Restano comunque in capo agli Stati membri le decisioni sulle autorizzazioni dei singoli prodotti e sui relativi usi.

In Italia l’impiego del glifosate e soggetto alle autorizzazioni nazionali e ai vincoli stabiliti dal Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (D.Lgs. 150/2012) e dai disciplinari regionali, che in diversi casi ne limitano o vietano l’uso in determinati contesti (aree frequentate dalla popolazione, fasce di rispetto dei corpi idrici, alcuni usi in pre-raccolta). E quindi indispensabile verificare sempre l’etichetta del prodotto e la normativa vigente a livello nazionale e locale prima di qualsiasi impiego.

Rischi, tossicita e dibattito scientifico

Il glifosate e al centro di un acceso dibattito scientifico sulla sua pericolosita per la salute umana. Nel 2015 la IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS) ha classificato il glifosate come “probabile cancerogeno per l’uomo” (gruppo 2A). Successivamente, agenzie regolatorie come l’EFSA e l’ECHA hanno concluso, sulla base dei dati esaminati, che il glifosate non soddisfa i criteri per essere classificato come cancerogeno. Questa divergenza di valutazioni e all’origine di gran parte della controversia pubblica.

Al di la del dibattito sulla cancerogenicita, restano aspetti da gestire con attenzione: la tossicita di alcuni coformulanti, gli effetti sugli organismi non bersaglio e sulla biodiversita del suolo, la presenza di residui nelle acque e negli alimenti. Per questo l’uso del glifosate deve sempre seguire scrupolosamente le indicazioni di etichetta, le dosi, i tempi di carenza e le misure di protezione dell’operatore e dell’ambiente. Un approccio prudente e basato sull’evidenza, che tenga conto sia dei benefici agronomici sia dei rischi, e il modo piu corretto per affrontare la questione.

Resistenza delle infestanti e gestione

L’uso intensivo e ripetuto del glifosate ha favorito, in diverse aree del mondo e in misura crescente anche in Italia, la comparsa di popolazioni di infestanti resistenti. Specie come alcune Conyza (saeppola), Lolium e Amaranthus hanno sviluppato meccanismi di resistenza che ne riducono o annullano la sensibilita al principio attivo, rendendo i trattamenti inefficaci e complicando la gestione delle malerbe.

Per prevenire e gestire la resistenza e fondamentale adottare le buone pratiche raccomandate dall’HRAC: alternare e combinare meccanismi d’azione diversi, integrare i mezzi chimici con metodi agronomici e meccanici, evitare l’uso ripetuto dello stesso erbicida sulla stessa superficie e intervenire sulle infestanti nei primi stadi di sviluppo. La gestione integrata delle infestanti non e solo una strategia antiresistenza, ma anche un modo per ridurre la dipendenza complessiva dal diserbo chimico.

Alternative e gestione integrata delle infestanti

La razionalizzazione dell’uso del glifosate passa attraverso un insieme di strategie alternative e complementari. Tra i metodi agronomici e meccanici rientrano le lavorazioni superficiali, la sarchiatura, la trinciatura, le scerbature meccaniche interceppo nei vigneti e frutteti, l’inerbimento controllato e la pacciamatura. Il pirodiserbo (controllo termico) e altri mezzi fisici completano il ventaglio di soluzioni a basso impatto chimico.

Nelle colture arboree, l’inerbimento dell’interfila e la gestione della fila con mezzi meccanici o pacciamatura consentono spesso di ridurre drasticamente o eliminare il ricorso agli erbicidi, con benefici per la struttura del suolo, la sostanza organica e la biodiversita. La scelta della strategia va calibrata sulla coltura, sul tipo di terreno, sulla pressione delle infestanti e sugli obiettivi aziendali, nell’ottica della difesa integrata. Anche una pianta ben nutrita e un suolo in salute contribuiscono a una migliore competitivita della coltura nei confronti delle malerbe.

Domande frequenti sul glifosate

Che cos’e il glifosate?

Il glifosate e un erbicida sistemico ad ampio spettro, non selettivo, ed e il diserbante piu utilizzato al mondo. Chimicamente e un acido fosfonico derivato dalla glicina, presente nei formulati in forma di sale. Agisce inibendo l’enzima EPSPS della via dell’acido shikimico, bloccando la sintesi degli amminoacidi aromatici e provocando il disseccamento delle infestanti. Viene impiegato nel controllo delle malerbe annuali e perenni, sempre secondo gli usi autorizzati in etichetta.

Il glifosate e cancerogeno?

La questione e oggetto di un dibattito scientifico aperto. Nel 2015 la IARC dell’OMS ha classificato il glifosate come “probabile cancerogeno per l’uomo” (gruppo 2A), mentre agenzie regolatorie come EFSA ed ECHA hanno concluso che, sulla base dei dati esaminati, non soddisfa i criteri per la classificazione come cancerogeno. Questa divergenza alimenta la controversia. In ogni caso, l’uso deve seguire scrupolosamente etichetta, dosi, tempi di carenza e misure di protezione dell’operatore e dell’ambiente.

Il glifosate e ancora autorizzato in Europa?

Si. Nel novembre 2023 la Commissione europea ha rinnovato l’approvazione del glifosate come sostanza attiva per dieci anni, con alcune condizioni e misure di mitigazione del rischio, nell’ambito del Reg. CE 1107/2009. Le autorizzazioni dei singoli prodotti e i relativi usi restano pero di competenza degli Stati membri, e in Italia esistono limitazioni specifiche in determinati contesti. E sempre necessario verificare l’etichetta e la normativa nazionale e locale prima dell’impiego.

Come si usa il glifosate in agricoltura?

Il glifosate si impiega per il controllo non selettivo delle infestanti, ad esempio nella preparazione del letto di semina, nella gestione delle malerbe sulla fila e in interfila delle colture arboree e su superfici non coltivate, sempre nei limiti degli usi autorizzati. Essendo non selettivo, va evitato il contatto con la vegetazione verde delle colture. Alcuni usi, come i trattamenti in pre-raccolta, sono fortemente limitati o non consentiti su diverse colture.

Quali sono le alternative al glifosate?

Le principali alternative sono i metodi agronomici, meccanici e fisici: lavorazioni superficiali, sarchiatura, trinciatura, scerbature meccaniche interceppo, inerbimento controllato, pacciamatura e pirodiserbo. Nelle colture arboree l’inerbimento dell’interfila e la gestione meccanica della fila possono ridurre drasticamente o eliminare il diserbo chimico. La gestione integrata delle infestanti, che combina piu strategie secondo i principi HRAC, e anche il modo migliore per prevenire le resistenze.

Agrimag, con sede a Corato (BA), affianca al catalogo per la nutrizione e la difesa delle colture il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl (Milano), e un servizio di consulenza tecnica agronomica. Il DSS e il supporto di campo aiutano le aziende a impostare strategie di gestione integrata delle infestanti, razionalizzando l’uso degli erbicidi e valorizzando le alternative agronomiche, nel rispetto della normativa vigente. Con copertura nazionale e disponibilita anche per quantita professionali a bancale, Agrimag supporta agricoltori e tecnici verso un’agricoltura piu sostenibile.


Scritto da Massimiliano Dal Pra

Mi chiamo Massimiliano Dal Prà e sono specializzato in marketing digitale, automazioni AI, funnel e crescita eCommerce con WooCommerce. Gestisco personalmente ogni risposta ai commenti e ogni strategia di crescita su questo blog, che oggi conta oltre 300.000 visite mensili. Il mio obiettivo è aiutare le aziende a ottenere risultati concreti online, combinando tecnologia, strategia e automazione.

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