La vespa mandarinia è l’insetto che ha conquistato le prime pagine dei giornali di mezzo mondo con l’appellativo di calabrone assassino, generando allarme anche fra gli apicoltori italiani. La prima cosa da chiarire, e la più importante, è che quell’allarme in Italia riguarda un’altra specie. Vespa mandarinia, il calabrone gigante asiatico, è il più grande calabrone conosciuto, con regine che possono superare i quattro centimetri di lunghezza, nidi costruiti in cavità del terreno e un comportamento predatorio che può distruggere un intero alveare: non è presente in Italia né in Europa, dove la specie aliena che minaccia realmente le api è Vespa velutina.
La confusione è comprensibile ma ha conseguenze pratiche serie: un apicoltore che cerca informazioni sul calabrone asiatico e finisce a documentarsi sulla specie sbagliata rischia di non riconoscere quella che gli sta davanti. Questa guida distingue con precisione le specie in gioco, spiega la biologia della vespa mandarinia, descrive che cosa fare davvero in Italia e come comportarsi di fronte a un nido, di qualunque specie si tratti.
Vespa mandarinia: che insetto è
La vespa mandarinia è un imenottero della famiglia dei Vespidae, diffuso in Asia orientale e sud-orientale, dal Giappone alla Cina meridionale fino all’India settentrionale e alla penisola indocinese. È il calabrone di maggiori dimensioni conosciuto ed è oggetto di studio da decenni per il suo comportamento predatorio, oltre che per il ruolo che occupa nella cultura di alcune delle aree in cui vive.
Vespa mandarinia lunghezza e aspetto
La domanda su vespa mandarinia lunghezza è fra le più frequenti, e la risposta spiega buona parte dell’impressione che questo insetto produce. Le regine sono le più grandi e possono superare i quattro centimetri di lunghezza del corpo, con un’apertura alare che si avvicina ai sette centimetri; le operaie sono sensibilmente più piccole ma restano comunque di dimensioni ragguardevoli rispetto a qualunque imenottero europeo.
Il capo è grande e di un giallo-arancio intenso, con mandibole robuste e occhi scuri ben visibili; il torace è scuro e l’addome presenta bandeggiature alternate scure e giallo-arancio. Le mandibole sono lo strumento con cui l’insetto opera: non sono un dettaglio estetico, ma l’arma con cui decapita le prede.
Vespa mandarinia nido
Il vespa mandarinia nido è un altro carattere distintivo, e differenzia questa specie dai calabroni europei e dalla velutina. La colonia costruisce il proprio nido prevalentemente in cavità sotterranee, spesso riutilizzando tane abbandonate di piccoli mammiferi, oppure in cavità alla base di alberi o fra le radici. Non si tratta quindi delle voluminose strutture cartacee sospese fra i rami che caratterizzano altre specie: il nido è nascosto, poco visibile e questo lo rende particolarmente pericoloso, perché lo si può disturbare senza averlo notato.
Il ciclo è quello tipico dei vespidi sociali: una regina fecondata sverna isolata, in primavera fonda una nuova colonia, alleva le prime operaie e la colonia cresce nel corso della stagione fino a raggiungere il massimo sviluppo in tarda estate e autunno, quando vengono prodotte le forme riproduttive. Alla fine della stagione la colonia si disgrega e soltanto le nuove regine fecondate sopravvivono all’inverno.
Il comportamento predatorio: perché preoccupa gli apicoltori
È qui che si concentra l’attenzione degli addetti ai lavori, e la ragione è tecnica prima che sensazionalistica.
L’attacco agli alveari
Le operaie di questa specie sono predatrici di altri insetti, e gli alveari costituiscono una risorsa concentrata e ricchissima. L’attacco a una colonia di api segue una sequenza che è stata ampiamente documentata: alcune operaie individuano l’alveare e lo marcano con un feromone, richiamando le compagne; segue una fase di attacco coordinato in cui le predatrici uccidono metodicamente le api adulte con le mandibole; una volta eliminata la difesa, la colonia viene occupata e la covata, cioè larve e pupe, viene asportata per alimentare la prole delle predatrici.
Perché le api europee sono indifese
Questo è il punto tecnico decisivo. L’ape asiatica, Apis cerana, ha convissuto con questo predatore e ha evoluto una difesa collettiva sorprendente: circonda l’intrusa formando una sfera compatta di operaie e, contraendo i muscoli del volo, alza la temperatura all’interno della sfera fino a un valore che il predatore non tollera ma che le api sopportano. È un margine di pochi gradi, sfruttato con precisione.
L’ape europea, Apis mellifera, non ha sviluppato questo comportamento perché non ha mai convissuto con la specie: di fronte a un attacco tenta una difesa individuale che risulta inefficace. È esattamente questa asimmetria evolutiva a rendere gli alveari europei vulnerabili di fronte ai calabroni asiatici, ed è il motivo per cui il tema è così sentito nel mondo dell’apicoltura, come emerge anche nella guida su alveari e calabroni.
In Italia il problema è la Vespa velutina, non la mandarinia
Chiarito che cosa sia la vespa mandarinia, va detto con altrettanta chiarezza dove non sia.
Lo stato attuale
Questa specie non è insediata in Italia né in Europa. Le segnalazioni che hanno alimentato la copertura mediatica internazionale hanno riguardato il Nord America nord-occidentale, dove sono stati condotti programmi di individuazione e distruzione dei nidi. In Italia, ogni segnalazione riferita a un calabrone gigante asiatico si è finora rivelata, alla verifica, riferita ad altre specie.
La specie che c’è davvero
L’aliena realmente insediata sul territorio italiano è Vespa velutina nigrithorax, il calabrone dalle zampe gialle, arrivato in Europa dal sud-est asiatico e progressivamente diffusosi a partire dalla Francia. È inclusa nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale previsto dal Regolamento UE 1143/2014, ed è quindi soggetta a obblighi di sorveglianza e contenimento. È più piccola della mandarinia, ha torace scuro, addome scuro con una banda giallo-arancio verso l’estremità e zampe con l’estremità nettamente gialla, carattere che dà il nome comune alla specie. Costruisce nidi cartacei voluminosi, spesso a notevole altezza sugli alberi, e preda le api davanti agli alveari volando in stazionamento. Il quadro operativo è approfondito nella guida su come contrastare il calabrone asiatico in Italia.
Il calabrone europeo
Va infine distinto il calabrone nostrano, Vespa crabro, che è specie autoctona e parte dell’ecosistema: predatore generalista, contribuisce al contenimento di molti insetti e non costituisce una minaccia paragonabile per gli alveari. Distruggerne i nidi per timore è un errore diffuso e dannoso; i caratteri per riconoscerlo sono descritti nella scheda sulla vespa crabro e in quella sui calabroni gialli.
Vespe mandarine e altri sosia: come non sbagliare identificazione
Le ricerche su vespe mandarine e su ape mandarina nascono spesso dall’avvistamento di un insetto grande e vistoso. Prima di allarmarsi conviene passare in rassegna i candidati realmente presenti in Italia.
I criteri utili
Tre elementi orientano il riconoscimento più di qualunque altro: le dimensioni, il colore delle zampe e il tipo di nido. Il calabrone europeo ha addome giallo con disegni scuri e tonalità rossicce sul torace e sul capo, e nidifica in cavità di alberi, sottotetti e cassonetti. La velutina è complessivamente più scura, con addome quasi nero interrotto da una sola banda arancio verso il fondo e zampe con estremità gialle, e costruisce grandi nidi sferici sospesi. La mandarinia ha capo molto grande e nettamente giallo-arancio e nidifica sottoterra, ma in Italia non è presente.
Insetti innocui scambiati per calabroni
Alcune specie grandi e appariscenti vengono regolarmente scambiate per calabroni pericolosi: fra queste la scolia gigante, imenottero massiccio con vistose macchie gialle sull’addome, che parassitizza le larve di alcuni coleotteri ed è quindi un ausiliario prezioso, e diversi sfecidi dall’aspetto insolito. Nel dubbio, la regola è sempre la stessa: osservare e fotografare a distanza, non intervenire. Molti insetti che spaventano sono in realtà alleati, come ricorda la guida su come favorire gli insetti benefici.
Puntura e sicurezza: come comportarsi
La pericolosità reale
La puntura dei grandi vespidi è dolorosa e, nel caso della vespa mandarinia, il volume di veleno inoculato è proporzionalmente maggiore per via delle dimensioni dell’insetto. Il rischio serio non deriva però solo dalla singola puntura: deriva dagli attacchi multipli, che si verificano quando viene disturbato un nido e la colonia risponde in massa, e soprattutto dalle reazioni allergiche. In una persona sensibilizzata al veleno di imenotteri anche una sola puntura può scatenare una reazione anafilattica, che è un’emergenza medica e richiede l’intervento immediato del servizio sanitario.
Le regole di comportamento
Di fronte a un nido, di qualunque specie si tratti, la condotta corretta è una sola: allontanarsi con calma senza movimenti bruschi e senza tentare alcun intervento. Non vanno mai adottati i rimedi improvvisati che circolano, dall’acqua bollente al fuoco ai getti di prodotti generici: sono inefficaci, provocano la reazione difensiva dell’intera colonia e sono all’origine della maggior parte degli incidenti gravi. La rimozione dei nidi va affidata a operatori specializzati o ai Vigili del Fuoco. Nelle aree in cui si sfalcia o si lavora il terreno, l’attenzione va posta anche a terra, perché diverse specie nidificano in cavità sotterranee e vengono disturbate senza preavviso.
Le trappole
Le trappole a esca hanno un ruolo nel monitoraggio e nella protezione degli apiari, ma vanno impiegate con criterio: quelle generiche catturano indiscriminatamente moltissimi insetti non bersaglio, fra cui pronubi e ausiliari, causando un danno ambientale superiore al beneficio. Vanno preferiti i modelli selettivi e i periodi in cui la cattura è realmente utile, come descritto nella guida su come realizzare una trappola per calabroni. Utile anche capire che cosa richiama questi insetti in un determinato luogo, argomento trattato in cosa attira i calabroni.
Che cosa fare in caso di avvistamento sospetto
Documentare
La prima cosa utile è una fotografia nitida, scattata a distanza di sicurezza, che mostri il colore delle zampe e il disegno dell’addome. Sono questi i caratteri su cui un entomologo può pronunciarsi, molto più che la dimensione percepita, che è notoriamente sovrastimata quando un insetto vola vicino.
Segnalare
Le segnalazioni di calabroni asiatici vanno indirizzate ai servizi fitosanitari regionali, alle associazioni apistiche del territorio e alle reti di monitoraggio attive a livello nazionale, che si occupano della raccolta e della validazione dei dati sulle specie aliene, in coordinamento con le attività dell’ISPRA. Una segnalazione tempestiva e documentata su un nuovo fronte di espansione ha un valore molto superiore a qualunque intervento individuale.
Proteggere l’apiario
Sul fronte pratico, la protezione degli alveari passa da misure che riducono l’esposizione: posizionamento degli apiari in luoghi non troppo esposti al volo stazionario dei predatori, riduzione delle porticine di volo nei periodi di maggiore pressione, mantenimento di famiglie forti e sane e sfalcio dell’erba davanti agli alveari per non favorire l’agguato alle api che rientrano. Una famiglia debole soccombe rapidamente, una famiglia forte resiste molto meglio, e la forza della famiglia dipende in primo luogo dalla disponibilità di risorse nettarifere e pollinifere sul territorio: le fasce fiorite e le siepi polifite attorno alle colture sono uno strumento agronomico, non un abbellimento.
Domande frequenti sulla vespa mandarinia
La vespa mandarinia è presente in Italia?
No. Vespa mandarinia, il calabrone gigante asiatico, non è insediata in Italia né in Europa: le segnalazioni che hanno alimentato la copertura mediatica internazionale hanno riguardato il Nord America nord-occidentale, dove sono stati condotti programmi di individuazione e distruzione dei nidi. La specie aliena realmente presente e in espansione sul territorio italiano è Vespa velutina nigrithorax, il calabrone dalle zampe gialle, inserita nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. Confondere le due specie porta a non riconoscere quella che si ha effettivamente davanti.
Quanto è lunga la vespa mandarinia?
Le regine sono le più grandi e possono superare i quattro centimetri di lunghezza del corpo, con un’apertura alare che si avvicina ai sette centimetri; le operaie sono sensibilmente più piccole ma restano di dimensioni notevoli rispetto a qualunque imenottero europeo. Si tratta del calabrone di maggiori dimensioni conosciuto. Va però ricordato che le dimensioni percepite di un insetto in volo sono quasi sempre sovrastimate: per un’identificazione affidabile contano molto di più il colore delle zampe, il disegno dell’addome e il tipo di nido.
Dove costruisce il nido la vespa mandarinia?
Prevalentemente in cavità sotterranee, spesso riutilizzando tane abbandonate di piccoli mammiferi, oppure in cavità alla base degli alberi o fra le radici. Non costruisce quindi le voluminose strutture cartacee sospese fra i rami tipiche di altre specie, e questo rende il nido poco visibile e per certi versi più insidioso, perché può essere disturbato inavvertitamente durante lo sfalcio o le lavorazioni del terreno. È una differenza importante rispetto a Vespa velutina, che costruisce grandi nidi sferici sospesi, spesso ad altezze notevoli sugli alberi.
Perché le api europee non riescono a difendersi dai calabroni asiatici?
Per una questione di storia evolutiva. L’ape asiatica, Apis cerana, ha convissuto con questi predatori e ha sviluppato una difesa collettiva: circonda l’intrusa formando una sfera compatta di operaie e, contraendo i muscoli del volo, alza la temperatura all’interno della sfera fino a un valore che il predatore non tollera ma che le api sopportano. L’ape europea, Apis mellifera, non ha mai convissuto con queste specie e non ha evoluto questo comportamento: tenta una difesa individuale che risulta inefficace. È questa asimmetria a rendere gli alveari europei particolarmente vulnerabili.
Cosa fare se si trova un nido di calabroni?
Allontanarsi con calma, senza movimenti bruschi, e non tentare alcun intervento. I rimedi improvvisati che circolano, dall’acqua bollente al fuoco ai getti di prodotti generici, sono inefficaci, provocano la reazione difensiva dell’intera colonia e sono all’origine della maggior parte degli incidenti gravi. La rimozione va affidata a operatori specializzati o ai Vigili del Fuoco. Se si sospetta di trovarsi di fronte a un calabrone asiatico conviene scattare una fotografia nitida a distanza di sicurezza e inviarla ai servizi fitosanitari regionali o alle associazioni apistiche del territorio.
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