Ci sono fitofagi che si notano dai danni e altri che si notano prima loro, perché stanno dentro il fiore in bella vista. Oxythyrea funesta appartiene alla seconda categoria: un piccolo coleottero nero opaco, cosparso di macchiette bianche, che a primavera avanzata si trova infilato nelle corolle di rose, drupacee e ornamentali, spesso in più esemplari sullo stesso fiore. In Oxythyrea funesta il rapporto fra le due fasi di vita è invertito rispetto alla maggior parte dei fitofagi: l’adulto è antofago e divora petali, stami e pistilli compromettendo l’allegagione, mentre la larva vive nel terreno ed è saprofaga, cioè si nutre di sostanza organica in decomposizione e non danneggia le radici.
Questa inversione è il dato tecnico che quasi nessun contenuto divulgativo spiega, e ha una conseguenza pratica diretta: non ha senso cercare la larva di Oxythyrea funesta fra le radici delle piante attaccate, né trattare il terreno per contenere gli adulti. Il problema si pone in fioritura, ed è in relazione alla fioritura che va gestito, con tutte le cautele che questo comporta verso gli insetti impollinatori.
La guida che segue tratta il riconoscimento della cetoniella grigia, come viene comunemente chiamata, il suo ciclo biologico, i danni reali e quelli presunti, le piante interessate, la distinzione da Cetonia aurata e dal maggiolino, il monitoraggio con trappole cromotropiche e le strategie di contenimento compatibili con la difesa integrata. Un paragrafo è dedicato a quando conviene non fare nulla, che nel caso di Oxythyrea funesta è più spesso di quanto si pensi.
Oxythyrea funesta: come riconoscerla
Oxythyrea funesta è un coleottero della famiglia Scarabaeidae, sottofamiglia Cetoniinae: appartiene quindi al gruppo delle cetonie, di cui è uno dei rappresentanti più piccoli. In italiano è nota come cetoniella grigia o cetoniella dei fiori, ed è diffusa in tutta l’area mediterranea, Italia compresa, dalle zone costiere fino alla media collina.
L’adulto ha corpo ovale e appiattito, di colore nero opaco o bruno molto scuro, con una punteggiatura di macchie bianche irregolari distribuite sulle elitre e sul pronoto: è il carattere che la rende immediatamente riconoscibile. La superficie non è lucida e metallica ma opaca e finemente pubescente, con peluria chiara visibile da vicino soprattutto sui lati. Le dimensioni sono contenute, decisamente inferiori a quelle delle cetonie verdi comuni.
Il comportamento è il secondo elemento diagnostico. Oxythyrea funesta si trova quasi sempre dentro il fiore, non sulle foglie né sui rami: si infila fra i petali, si sporca di polline e resta immobile a lungo, per poi allontanarsi con un volo pesante quando disturbata. Nelle giornate calde e soleggiate l’attività è massima; nelle giornate fresche e coperte gli esemplari restano nascosti nelle corolle o al suolo.
La larva, come detto, vive nel terreno. È una larva a forma di C, biancastra, con capo scuro e tre paia di zampe toraciche, del tipo comunemente chiamato dai coltivatori larva bianca o verme bianco. È qui che nasce buona parte della confusione descritta più avanti.
Il ciclo biologico: adulto antofago, larva saprofaga
Il ciclo di Oxythyrea funesta si svolge in un anno. Gli adulti compaiono in primavera, indicativamente da aprile, con un picco di presenza fra maggio e giugno che coincide con la fioritura di molte specie coltivate e spontanee. In questa fase si nutrono degli organi fiorali e si accoppiano.
Le femmine depongono le uova nel terreno, preferendo suoli ricchi di sostanza organica: terreni concimati con letame poco maturo, cumuli di compost, terricci di vaso ricchi di residui vegetali, lettiere e substrati organici in decomposizione. Le larve si sviluppano in questi ambienti nutrendosi di materia organica morta, attraversano gli stadi larvali nel corso dell’estate e dell’autunno, svernano nel terreno e completano lo sviluppo con l’impupamento a fine inverno o inizio primavera, per dare origine alla nuova generazione di adulti.
Il punto che merita di essere sottolineato è la natura saprofaga della larva. A differenza delle larve di maggiolino, che sono rizofaghe e possono provocare danni gravi alle radici di prati, ortive e giovani impianti, la larva di Oxythyrea funesta non attacca le radici delle piante vive: si nutre di sostanza organica in decomposizione e nel bilancio complessivo svolge un ruolo di decompositore. Trovare larve di questo tipo in un cumulo di compost non è un problema, è normale.
Questa distinzione ha una ricaduta immediata sulla difesa: gli interventi geodisinfestanti contro le larve non hanno senso per contenere Oxythyrea funesta, sono inefficaci sul problema reale, che è l’adulto in fioritura, e colpiscono indiscriminatamente la fauna utile del suolo.
I danni: cosa succede davvero al fiore
Il danno di Oxythyrea funesta è esclusivamente a carico degli organi fiorali. L’adulto rosicchia petali, stami e pistillo, e la conseguenza principale non è estetica ma funzionale: la distruzione degli organi riproduttivi impedisce la fecondazione e quindi l’allegagione. Su una pianta da fiore il danno si vede subito, perché le corolle appaiono lacerate e imbrattate; su una pianta da frutto il danno si manifesta più tardi, come mancata allegagione, ed è per questo che spesso non viene attribuito alla causa giusta.
L’entità del danno dipende dalla densità di popolazione e dalla concentrazione della fioritura. Su una fioritura abbondante e scalare qualche esemplare per pianta è irrilevante, perché la pianta produce molti più fiori di quanti ne servano ad allegare. Su fioriture concentrate, su piante giovani con pochi fiori, o in annate con popolazioni elevate e presenza di decine di esemplari per pianta, il danno diventa economicamente rilevante.
Va precisato ciò che Oxythyrea funesta non fa: non scava gallerie nei frutti, non attacca le foglie in modo significativo, non danneggia il legno e non trasmette patogeni. Il danno da rosura sui petali va inoltre distinto da quello di altri antofagi e da alterazioni fisiologiche o fungine, come la muffa grigia sui petali, che ha aspetto e origine diversi.
Le piante colpite
Oxythyrea funesta è polifaga sui fiori e non ha una specializzazione stretta. Fra le ornamentali le rose sono le più frequentemente interessate, insieme a molte altre specie a fiore ampio e accessibile. In frutticoltura si osserva su drupacee come ciliegio, susino, albicocco e pesco, su pomacee, su vite e su altre specie durante la fioritura.
Sono interessate anche numerose specie spontanee, in particolare composite e ombrellifere dei margini incolti, che funzionano come serbatoio di popolazione. È un dato che spiega perché in aree con molto incolto attorno le presenze possano essere elevate anche in assenza di condizioni favorevoli nell’appezzamento coltivato.
Per la gestione della rosa in fioritura sono utili le guide sulla potatura delle rose in primavera e sulla potatura delle rose cespugliose; per le drupacee, la guida su cura delle piante di ciliegio.
Oxythyrea funesta, Cetonia aurata o maggiolino?
La confusione fra questi tre insetti è all’origine di molti trattamenti sbagliati, e chiarirla vale più di qualunque consiglio di difesa.
Cetonia aurata, la cetonia dorata, è nettamente più grande e ha colorazione verde metallica brillante, spesso con riflessi ramati e alcune sottili striature bianche trasversali sulle elitre. Anche l’adulto di cetonia dorata frequenta i fiori e si nutre di organi fiorali, quindi può provocare danni analoghi, ma la sua larva è saprofaga come quella di Oxythyrea funesta e svolge un ruolo utile nella decomposizione. La cetonia dorata è inoltre un impollinatore occasionale, dato che si sposta di fiore in fiore ricoperta di polline.
Il maggiolino, Melolontha melolontha, è tutt’altra storia: adulto bruno-rossiccio con capo e pronoto scuri, antenne a lamelle e attività prevalentemente crepuscolare, si nutre di foglie e non di fiori. La sua larva è rizofaga, cioè attacca le radici vive, e può causare danni gravi a prati, ortive e giovani impianti, con un ciclo che dura più anni.
La regola diagnostica pratica è quindi questa: davanti a una larva bianca a C nel terreno o nel compost, prima di intervenire occorre capire di che specie si tratta, perché nella maggior parte dei casi, soprattutto se il ritrovamento avviene in materiale organico in decomposizione, si tratta di un decompositore utile e non di un fitofago. Un approfondimento sulla cetonia verde è disponibile nella guida sul maggiolino e la cetonia aurata, mentre le larve di maggiolino sono trattate in larve di maggiolino. Le schede tassonomiche e la distribuzione delle specie sono consultabili sull EPPO Global Database.
Monitoraggio: le trappole cromotropiche
Il contenimento di Oxythyrea funesta si basa sul monitoraggio, perché la decisione se intervenire o meno dipende dalla densità di popolazione e non dalla semplice presenza di qualche esemplare.
Gli adulti sono fortemente attratti dai colori chiari, in particolare dal bianco e dall’azzurro, che riproducono il segnale visivo delle corolle. Le trappole cromotropiche bianche o azzurre, collocate all’altezza della vegetazione prima dell’inizio della fioritura, permettono di seguire la curva di volo e di stimare la pressione dell’insetto. Anche semplici contenitori chiari riempiti d’acqua, collocati fra le piante, funzionano come indicatore di presenza.
Il monitoraggio va iniziato in anticipo rispetto alla fioritura, indicativamente da metà primavera, e proseguito per tutto il periodo di volo. Va accompagnato dall’osservazione diretta: un conteggio degli esemplari presenti sui fiori in un certo numero di piante campione, ripetuto nelle ore centrali delle giornate soleggiate, dà un quadro più affidabile della sola cattura in trappola.
In presenza di popolazioni contenute la raccolta manuale degli adulti al mattino presto, quando sono intorpiditi e poco reattivi, è una misura efficace nei piccoli impianti e negli orti familiari, e va detto che nella maggior parte delle situazioni amatoriali è l’unico intervento realmente necessario. Le trappole e gli strumenti di rilievo sono raccolti nella sezione monitoraggio.
Difesa: cosa fare, e soprattutto cosa non fare
Il punto critico della difesa contro Oxythyrea funesta è che l’insetto è dannoso proprio quando le piante sono in fiore, cioè nel momento in cui i trattamenti insetticidi sono più pericolosi per le api e per gli altri impollinatori. Questo vincolo non è aggirabile e definisce l’intera strategia.
La regola non negoziabile è che non si trattano piante in fioritura. È un principio di tutela degli impollinatori richiamato dalla difesa integrata obbligatoria prevista dal D.Lgs. 150/2012 e riportato nelle etichette dei prodotti fitosanitari. Ne consegue che l’eventuale intervento chimico si colloca in pre-fioritura, sulla base di quanto rilevato dal monitoraggio, e non durante la fioritura conclamata quando si vedono gli insetti sui fiori.
Le misure agronomiche e a basso impatto sono, in questo caso, la parte più utile della strategia. La raccolta manuale, come detto, è efficace nei piccoli impianti. Le reti antinsetto proteggono efficacemente colture di pregio in fioritura o singole piante di valore. La gestione dell’ambiente circostante, con lo sfalcio dei margini incolti fioriti prima del picco di volo, riduce il serbatoio di popolazione, ma va valutata con attenzione perché quei margini sono anche risorsa per gli impollinatori: il taglio va quindi mirato e non generalizzato.
Sul terreno, l’accorgimento sensato non è la geodisinfestazione ma la gestione della sostanza organica: evitare di distribuire letame poco maturo nel periodo di ovideposizione e coprire i cumuli di compost riduce la disponibilità di siti di deposizione. Per gli interventi eventualmente necessari sono disponibili le sezioni insetticidi e insetticidi biologici, oltre alle sostanze di base e ai corroboranti, sempre secondo etichetta e nel rispetto delle indicazioni sulla tutela dei pronubi.
Quando conviene non fare nulla
Merita un paragrafo esplicito, perché è la conclusione più frequente di una valutazione corretta. In un giardino, in un orto familiare o in un impianto adulto con fioritura abbondante, la presenza di alcuni esemplari di Oxythyrea funesta per pianta non giustifica alcun intervento: la pianta produce un numero di fiori largamente superiore a quello necessario per la produzione, e il danno resta al di sotto di qualunque soglia sensata.
Un intervento diventa ragionevole quando le popolazioni sono elevate e persistenti, quando la fioritura è concentrata e limitata, quando si tratta di piante giovani con pochi fiori, oppure quando la produzione di fiore reciso rende il danno estetico immediatamente economico. Fuori da queste condizioni, trattare significa assumersi un rischio verso gli impollinatori e la fauna utile senza un beneficio proporzionato.
C’è infine un elemento che conviene tenere presente: gli adulti di cetonia, spostandosi di fiore in fiore ricoperti di polline, svolgono anche una funzione di impollinazione occasionale. Il bilancio ecologico di questi insetti non è quindi univocamente negativo, e questo è un ulteriore argomento a favore di una valutazione caso per caso anziché di un intervento automatico alla prima osservazione.
Domande frequenti su Oxythyrea funesta
Che insetto è Oxythyrea funesta?
È un piccolo coleottero della famiglia Scarabaeidae, sottofamiglia Cetoniinae, noto in italiano come cetoniella grigia o cetoniella dei fiori, diffuso in tutta l’area mediterranea. L’adulto ha corpo ovale e appiattito, nero opaco o bruno molto scuro, cosparso di macchiette bianche irregolari su elitre e pronoto, con superficie non lucida e finemente pubescente. Si trova quasi sempre dentro le corolle, sporco di polline, e vola via pesantemente se disturbato. È attivo da aprile con un picco fra maggio e giugno, nelle giornate calde e soleggiate.
Le larve di Oxythyrea funesta danneggiano le radici?
No, ed è la differenza più importante rispetto al maggiolino. La larva di Oxythyrea funesta è saprofaga: vive nel terreno e si nutre di sostanza organica in decomposizione, prediligendo suoli ricchi di residui, cumuli di compost e letame poco maturo, e non attacca le radici delle piante vive. Nel bilancio complessivo svolge un ruolo di decompositore. Trovare queste larve nel compost è normale e non costituisce un problema. Ne consegue che i trattamenti geodisinfestanti contro le larve non servono a contenere l’insetto, il cui danno è provocato esclusivamente dall’adulto sui fiori.
Come si distingue dalla cetonia dorata?
Per dimensione e colore. Cetonia aurata è nettamente più grande e ha colorazione verde metallica brillante, spesso con riflessi ramati e sottili striature bianche trasversali sulle elitre; Oxythyrea funesta è più piccola, nera opaca e punteggiata di macchie bianche irregolari, con superficie pubescente e non lucida. Entrambe frequentano i fiori e possono provocare danni simili agli organi fiorali, ed entrambe hanno larve saprofaghe utili. Da non confondere invece con il maggiolino, Melolontha melolontha, che è bruno-rossiccio, si nutre di foglie e non di fiori, e ha larve rizofaghe realmente dannose.
Come si combatte Oxythyrea funesta senza danneggiare le api?
Innanzitutto non trattando le piante in fioritura, che è il momento in cui l’insetto è presente ma è anche quello in cui gli impollinatori sono più esposti. La strategia corretta parte dal monitoraggio con trappole cromotropiche bianche o azzurre installate prima della fioritura, così da conoscere la pressione reale. Sui piccoli impianti la raccolta manuale al mattino presto, quando gli adulti sono intorpiditi, è efficace e priva di rischi. Le reti antinsetto proteggono le piante di pregio. Un eventuale intervento con prodotti autorizzati si colloca in pre-fioritura sulla base del monitoraggio, mai a fioritura aperta.
Quanti esemplari servono per fare danno?
Non esiste una soglia valida in assoluto, perché dipende dal rapporto fra numero di insetti e numero di fiori. Su una fioritura abbondante e scalare, tipica di una pianta adulta, la presenza di alcuni esemplari per pianta è irrilevante: la pianta produce molti più fiori di quanti ne servano ad allegare. Il danno diventa rilevante quando le popolazioni sono elevate e persistenti, quando la fioritura è concentrata e limitata, sulle piante giovani con pochi fiori e nelle produzioni di fiore reciso, dove il danno estetico è immediatamente economico. Fuori da questi casi, la valutazione corretta porta quasi sempre a non intervenire.
Agrimag affianca al catalogo di prodotti per la difesa e la nutrizione il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS sviluppato da Spagro Srl, che aiuta a impostare strategie di monitoraggio e difesa coerenti con la coltura, con l’avversità e con l’andamento stagionale. Per la nutrizione delle colture sono disponibili le formulazioni professionali a marchio SKL e l’intera gamma concimi, con spedizione su tutto il territorio nazionale e possibilità di acquisto a bancale per i quantitativi professionali. Approfondimenti sulla difesa integrata e sulla tutela degli impollinatori sono disponibili sui portali del CREA e dell EFSA.




Finalmente il mio sorbo, ha fruttificato dopo 12 anni, molti frutti sono pioccoli e sono caduti, pochissimi sono a a misura , ma un contadino che li coltiva mi ha detto che e’ normale come primissima fioritura e relativa fruttificazione.Ho fatto esperienza guardando i VS post. Tutto sommato la Oxythyrea funesta, non ha fatto Grandi danni, (penso il 20% circa). Massimiliano ti ringrazio moltissimo per il tuo interessamento.
Ciao Paolo, ottimo risultato dopo tanti anni! 🎉 È normale che nella prima fruttificazione i frutti siano irregolari e una parte cada: la pianta si sta ancora equilibrando.
Per aiutare il sorbo nei prossimi anni ti consiglio:
una leggera concimazione organica a fine inverno, per stimolare la ripresa vegetativa;
un diradamento manuale dei frutti se l’allegagione sarà eccessiva, così la pianta concentra le energie sui frutti rimasti;
qualche potatura di formazione e arieggiamento per migliorare la penetrazione della luce nella chioma.
In questo modo avrai produzioni più regolari e frutti di calibro migliore. 🌿🍐
Da sempre sono sulle calle , le calle sono bellissime , non ho nessun problema anzi ogni tanto c ‘è pure la cetonia aurata .
Grazie per la tua testimonianza, Paolo! È interessante sapere che sulle tue calle la presenza di Oxythyrea funesta e anche della cetonia aurata non crei particolari problemi, anzi arricchisca l’ambiente. In effetti, se il numero di insetti è contenuto e le piante restano sane, la loro presenza può anche essere parte della biodiversità naturale del giardino.
Scusa solo delle mie divorano tutto il pistillo fino a annerirle e avvizirle?
Certo, Gabriella! È possibile che l’Oxythyrea funesta, in casi di infestazione intensa, danneggi seriamente i fiori arrivando a divorare i pistilli, causando annerimento e avvizzimento. Purtroppo, la loro attività di alimentazione può compromettere anche l’estetica e la vitalità delle infiorescenze più delicate.
Non solo sulle calle ma anche sui gigli di S. Antonio, sulle rose bianche, gialle e rosa…non so da dove arrivano ma la migliore medicina è lo spray per le zanzare tigre
Hai perfettamente ragione, Giuseppe — questi insetti non si limitano alle calle, ma attaccano anche molte altre piante ornamentali, come i gigli di S. Antonio e le rose di vari colori. La loro presenza sembra davvero estendersi a macchia d’olio, e capisco la frustrazione nel vederli danneggiare fiori tanto delicati. Quanto allo spray per le zanzare tigre, è interessante sapere che possa avere effetto anche su di loro, anche se bisognerebbe sempre verificare la sicurezza del prodotto per le piante ornamentali. Grazie per aver condiviso la tua esperienza!
Purtroppo questo coleottero funesto ha colonizzato le mie giovani piante di arancio e di limone visitate anche da bravi impollinatori. Che
fare? Io due o tre volte al giorno passo con un piccolo innaffiatoio che contiene sul fondo
acqua e candeggina, scuoto i
rametti pieni di fiori e i coleotteri trovano una morte veloce. Niente insetticidi, vi assicuro che funziona, ciao e grazie per l’attenzione.
Ciao Maria Stella, grazie per aver condiviso la tua esperienza così dettagliata. È davvero interessante vedere come tu sia riuscita a gestire la presenza di Oxythyrea funesta in modo naturale, senza ricorrere a insetticidi, proteggendo al contempo gli impollinatori. Il tuo metodo manuale richiede sicuramente dedizione, ma sembra efficace e soprattutto rispettoso dell’ambiente. È un esempio prezioso per chi cerca soluzioni sostenibili in giardino o in agricoltura. Continua così, e grazie ancora per il tuo contributo!
Correzione, “la base del pistillo”
Grazie per la precisazione, Giacomo! È importante essere accurati nei termini botanici, specialmente quando si parla della morfologia dei fiori e delle parti che possono essere danneggiate da Oxythyrea funesta.
Ci sono delle inesattezze in questo articolo.
La cetoniella non si nutre di foglie ma di polline, come scrive Stefania. Il problema è che essendo molto poco aggraziata mentre mangia distrugge la base dello stame dove risiede l’ovario, compromettendo la legatura e la maturazione del frutto.
Consigliare i pesticidi è sbagliatissimo, in primo luogo perché questi animali si presentano nel momento della fioritura assieme a molte api, sirfidi ed altri insetti utili, di conseguenza si farebbe tabula rasa, un disastro ambientale! In secondo luogo i pesticidi non rappresentano un metodo preventivo, si danno in caso di alta diffusione di un parassita e non così a caso, poiché in media solo lo 0.1 % del prodotto raggiunge il target, il resto va a contaminare il suolo e le piante.
Una soluzione (per esperienza personale con meli e peri) può essere quella della cattura manuale e pare funzioni.
Certo! Ecco una risposta pertinente e rispettosa:
—
Grazie mille Giacomo per il tuo intervento puntuale e dettagliato. Hai perfettamente ragione: Oxythyrea funesta si nutre principalmente di polline, e i danni ai fiori derivano appunto dal modo irruento con cui si alimenta, compromettendo la formazione dei frutti.
Inoltre, condividiamo pienamente le tue osservazioni sull’uso dei pesticidi: è fondamentale evitare trattamenti chimici indiscriminati, soprattutto in fase di fioritura, per proteggere api e altri insetti utili. La cattura manuale, come suggerisci, è una soluzione efficace e sostenibile in contesti di bassa infestazione.
Ti ringraziamo ancora per il prezioso contributo: è proprio grazie a confronti come questo che possiamo migliorare e offrire informazioni sempre più corrette e rispettose dell’ambiente!
L’Oxhithyrea funesta come altri insetti è un ottimo impollinatore: non è così killer come dite!!!. Si nutre di polline e se fa fatica in fiori chiusi come i boccioli delle rose, allora rompe i petali.
Certo, Stefania! Hai ragione nel sottolineare il ruolo impollinatore dell’Oxythyrea funesta. Questo coleottero contribuisce alla biodiversità e alla fecondazione di molte piante, anche se in alcuni casi può arrecare danni estetici ai fiori, specialmente quando si nutre all’interno dei boccioli. Il nostro intento non era demonizzarlo, ma evidenziare il suo impatto in agricoltura, soprattutto per chi coltiva rose o altre piante ornamentali. Grazie per il tuo contributo alla discussione!
Purtroppo non è cosi.! Oxythyrea funesta mi stà devastando una pianta di sorbo in fiore. Non so come liberarmene. Ho visto anche che preferisce le calle, ma senza creare danni. Il mio sorbo finalmente fiorito dopo 12 lunghi anni, ha circa 20 gruppi di fiori ma più della metà distrutti da Oxythyrea funesta.
Ciao Paolo, capisco perfettamente la tua frustrazione — dopo 12 anni di attesa per veder fiorire il tuo sorbo, dev’essere davvero scoraggiante assistere a un danno così esteso. È vero che Oxythyrea funesta può avere un ruolo positivo come impollinatore, come ricordava Stefania, ma in certe situazioni, come la tua, l’infestazione può diventare invasiva e compromettere seriamente la fioritura, soprattutto su piante sensibili. Forse potrebbe essere utile adottare metodi di contenimento mirati, magari intervenendo nelle ore più fresche della giornata quando gli insetti sono meno attivi. Ti auguro di riuscire a salvare almeno parte dei fiori: sarebbe un peccato perdere completamente una fioritura così attesa.
Ti ringrazio per la celere risposta.
Ho un giardinetto di circa 300 m2, dove ho diversi agrumi, ciliege, more senza spine, amarene ecc.. giorni fà ho fatto un tentativo: con una pinzetta; ho catturato circa 20 Oxythyrea, li ho spostati 10 sugli aranci 5 sui fiori di ciliegio e 5 sulle more senza spine. Oggi sugli agrumi erano scomparsi mentre sulle more li ho ritrovati tutti e 5 mentre tre ancora sui fiori di ciliegio, ho esaminati fiori e non hanno creato alcun danno, mentre gli altri sono ritornati sul sorbo. Adesso li ho catturati tutti e li porto in riva al fiume distante 2 km da qui (non mi và di ucciderli). Sembra che siano attratti dal del sorbo. Comunque appena cominciano ad uscire i frutti del sorbo …se ti fa piacere, ti farò sapere.
Ciao Paolo, grazie per aver condiviso con così tanta attenzione e rispetto il tuo esperimento: è davvero interessante vedere come stai cercando di comprendere meglio il comportamento dell’Oxythyrea funesta senza ricorrere a soluzioni drastiche. La tua osservazione sul fatto che sembrino prediligere il sorbo rispetto ad altri fiori è molto utile e conferma quanto a volte alcune specie possano essere selettive nelle loro preferenze. È anche significativo che, nonostante la loro presenza su ciliegi e more, non abbiano causato danni evidenti: questo rafforza l’idea che l’impatto dell’Oxythyrea possa variare molto a seconda della pianta ospite.
Apprezzo moltissimo la tua scelta di non ucciderli ma semplicemente allontanarli: è un approccio rispettoso dell’equilibrio naturale. Ti ringrazio anche per la disponibilità a condividere ulteriori aggiornamenti quando inizieranno a fruttificare i sorbi — sarà davvero interessante capire se la loro presenza continuerà o si modificherà con il cambiare della stagione. Tienici aggiornati!
Purtroppo non è così per la mie rose ogni anno sono più nocive ora attaccano anche gli iris non riesco a debellarle credo debba agire sulle larve ho usato parecchi prodotti consigliati dai fioristi senza risultato e tolte manualmente almeno 50 al giorno .A chi rivolgersi per disinfestazione?
Mi dispiace molto per la situazione che stai vivendo con Oxythyrea funesta, soprattutto considerando l’impegno che stai già mettendo nel controllo manuale e nei trattamenti consigliati. Come hai giustamente intuito, il problema potrebbe essere legato allo stadio larvale, che si sviluppa nel terreno e può rendere inefficace l’intervento solo sugli adulti. In questi casi, può essere utile rivolgersi a un tecnico agronomo o a un servizio fitosanitario regionale, che possa effettuare un sopralluogo e consigliarti un piano di intervento mirato, valutando anche trattamenti al suolo specifici e sostenibili. Inoltre, potrebbe essere utile raccogliere informazioni sul ciclo biologico dell’insetto nella tua zona, per pianificare interventi più efficaci nei momenti critici. Non sei da sola in questa battaglia: molti coltivatori e appassionati stanno affrontando lo stesso problema. Con il giusto supporto tecnico, è possibile contenere l’infestazione.
non è possibile eliminare manualmente decine di esemplari di questo parassita. sapete almeno dire dove si trovano le larve? sottoterra? ai piedi delle rose?
Ciao Manu, capisco la tua frustrazione nell’eliminare manualmente gli esemplari di Oxythyrea funesta, può essere un lavoro molto noioso e a volte inefficace se l’infestazione è grande. Per quanto riguarda la tua domanda sulle larve, sì, di solito si trovano nel terreno, dove si nutrono delle radici delle piante. Spesso si possono trovare vicino ai piedi delle piante che preferiscono, come le rose, ma possono spostarsi anche in altre aree del giardino. È importante controllare regolarmente il terreno e agire tempestivamente per prevenire gravi danni alle piante.
Da anni le calle bianche fioriscono già con questo ospite indesiderato, che giornalmente elimino manualmente
impossibile invece nelle rose bianche a 3 metri di altezza
ho provato il sapone molle, l’aglio niente da fare
credo di avere in giardino un “nido” dove queste odiose vivono in inverno
vorrei sapere la vostra esperienza, e se avete consigli, Grazie
Ciao Titti, grazie per aver condiviso la tua esperienza con l’Oxythyrea funesta. Capisco la frustrazione di dover affrontare queste fastidiose ospiti nelle tue piante. Purtroppo, come hai sperimentato, metodi come il sapone molle o l’aglio non sono sempre efficaci. Una possibile soluzione potrebbe essere l’uso di trappole specifiche per questi insetti o l’impiego di insetticidi selettivi, sempre nel rispetto della fauna utile e dell’ambiente. Potrebbe anche essere utile consultare un esperto agronomo o un entomologo per identificare e rimuovere eventuali “nidi” nel tuo giardino. Spero che tu possa trovare una soluzione efficace per proteggere le tue piante.
Senza offesa, ma questo articolo presenta gravi errori e inesattezze, anzi sembra proprio scritto per un altro insetto e non certo per Oxythyrea. Quindi, mi chiedo se non ci sia stato un errore in fase di pubblicazione.
Sarebbe il caso di rimuoverlo o correggere i vari errori onde evitare di diffondere informazioni non corrette, cosa che sarebbe un vero peccato per un sito che cerca di informare.
Nello specifico, alcuni errori macroscopici sono:
– Questo insetto è una delle principali cause di danni alle colture in tutto il mondo. –> Assolutamente falso. A parte che non è considerato di interesse agrario, è un insetto appartenente al bacino mediterraneo, quindi non certo presente in tutto il mondo.
– Oxythyrea funesta è un coleottero parassita che si nutre di foglie di alcune piante ornamentali. –> L’insetto non ha il minimo interesse per le foglie delle piante, ma si nutre di nettare, polline, petali e boccioli. È attratto soprattutto dai colori chiari.
– Oxythyrea funesta è particolarmente attiva su piante ornamentali come l’oleandro, il lillà, il rododendro, il gelsomino, la buganvillea e la vite. –> Tutte piante di nessun interesse per l’insetto che invece ama i fiori di calle, margherite, rose, iris.
– I sintomi di un’infestazione da Oxythyrea funesta includono foglie ingiallite, foglie secche e foglie che cadono prematuramente. –> Ovviamente non è assolutamente vero. Non essendo considerato un parassita e non danneggiando la pianta, non causa alcun problema alle foglie, ma la pianta resta in perfetta salute.
Paradossalmente è anche un ottimo impollinatore, in quanto il suo corpo è pieno di peletti che catturano il polline portandolo da un fiore all’altro. In alcuni fiori non crea quindi alcun danno, soprattutto quelli dove il polline è facilmente accessibile.
Questa Oxythyrea ha una biologia particolare che la porta ad essere dannosa in alcune situazioni e praticamente innocua (e spesso utile nell’impollinazione) in altre: dipende dal tipo di fiore, dalla numerosità, dalla variabilità di fiori che trova, ecc…
Fiori ricchi di polline con struttura tipo margherita (es. Gazania, Girasole, ecc..) in genere non subiscono danni o al massimo sono lievi e ininfluenti. In alcuni casi, ad esempio nelle calle dove rappresentano tra i pochi impollinatori da noi presenti, possono restare stazionari e “addormentati” all’interno del fiore stesso ripieni di polline. Spesso, proprio dopo la loro visita, le calle, a fine fioritura, risultano fecondate e producono semi.
Invece, fiori con struttura più complessa o con organi sessuali esili in evidenza (es. rose, garofani, agrumi, ecc..) possono essere erosi maggiormente anche a livello degli stessi organi riproduttivi con danni più evidenti.
A livello di larva questi insetti sono sempre utilissimi, essendo detritivori e quindi decompositori.
Gentile Luigi Nicassio,
La ringraziamo per aver sollevato questi punti importanti e per aver condiviso la sua conoscenza su Oxythyrea funesta. Ci scusiamo per gli errori presenti nell’articolo e apprezziamo la sua segnalazione. Prenderemo immediatamente provvedimenti per rivedere le informazioni errate e correggere l’articolo, in modo da garantire che le nostre risorse siano accurate e affidabili.
Ci teniamo a fornire ai nostri lettori contenuti di qualità e il suo contributo è essenziale per aiutarci a mantenere tale standard. La sua descrizione dettagliata dell’insetto e del suo comportamento è molto utile e verrà sicuramente integrata nella revisione dell’articolo.
Grazie ancora per il suo prezioso feedback e per averci aiutato a migliorare il nostro sito.
Cordiali saluti,
Bravissimo !infatti questo insetto da alcuni anni mi rovina le rose chiare da tre anni e quest’anno anche le calle.QUALE INSETTICIDA È INDICATO?(non ho tempo x catturarli con le mani…mi fanno anche schifo.Grazie.
Gentile Gigliola, grazie per il tuo commento e per condividere la tua esperienza con l’Oxythyrea funesta. Capisco la frustrazione di vedere le tue piante danneggiate da questo insetto. Per quanto riguarda l’utilizzo di insetticidi, ti consiglio di rivolgerti a un agronomo o a un negozio specializzato per ottenere un consiglio su quale prodotto sia più indicato per il tuo problema specifico. È importante scegliere un insetticida che sia efficace contro l’Oxythyrea funesta ma che allo stesso tempo non danneggi ulteriormente le tue piante o l’ambiente circostante. In alternativa, potresti valutare l’uso di metodi di controllo biologico, come l’introduzione di predatori naturali dell’insetto. Spero che tu possa trovare una soluzione efficace per proteggere le tue piante.
Articolo sommario e con diverse inesattezze.
Questo è un coleottero che attacca e divora principalmente i fiori, compreso l’apparato riproduttivo, si varietà a fiori chiari. Anche se talvolta si riscontrano attacchi a fiori di diverso colore.
Gli insetticidi gli fanno un baffo. L’unico rimedio efficace resta la prevenzione e la rimozione manuale con successiva eliminazione fisica del parassita.
Una vera e propria piaga che, a mio avviso, è inspiegabilmente sottovalutata in Italia.
Grazie per il tuo commento, Mario. Apprezziamo il feedback e siamo sempre alla ricerca di migliorare le informazioni che condividiamo. Siamo consapevoli dell’importanza di trattare accuratamente argomenti come quello dell’Oxythyrea funesta e la sua gestione agronomica. Prendiamo nota delle tue osservazioni riguardo alla predilezione del coleottero per i fiori chiari e l’efficacia limitata degli insetticidi. In effetti, la prevenzione e la rimozione manuale sono spesso le strategie più consigliate per gestire questo parassita. Siamo d’accordo sul fatto che il problema dell’Oxythyrea funesta dovrebbe ricevere maggiore attenzione, e ci impegneremo a fornire informazioni più dettagliate e precise in futuro.
Rispondo a Mario. Verissimo ciò che dice. Questi insetti si attaccano alle rose e le distruggono soprattutto gialle o con un bel colore splendente. Li tolgo con le mani e li schiaccio per terra. Possibile che non ci sia qualcosa che li tenga lontano?
Ciao Anna, capisco la tua frustrazione riguardo agli attacchi degli Oxythyrea funesta sulle tue rose. Mario ha ragione nel dire che la prevenzione e la rimozione manuale sono al momento le strategie più efficaci contro questi parassiti. Per quanto riguarda i metodi per tenerli lontani, alcuni suggeriscono l’utilizzo di reti protettive o l’impiego di piante repellenti come la calendula, che sembra avere un effetto deterrent sui coleotteri. Tuttavia, questi metodi possono non essere completamente efficaci e richiedono ulteriori ricerche. Continuare a monitorare le piante e rimuovere manualmente gli insetti quando si presentano rimane il metodo più affidabile per proteggere le tue rose.