Gli insetticidi sistemici sono prodotti fitosanitari capaci di essere assorbiti dalla pianta e trasportati al suo interno attraverso i vasi conduttori, raggiungendo anche organi lontani dal punto di applicazione. A differenza degli insetticidi di contatto, che agiscono solo dove vengono distribuiti, gli insetticidi sistemici penetrano nei tessuti e rendono tossica la linfa per gli insetti fitomizi, offrendo una protezione più duratura e omogenea, anche sulle parti in accrescimento. Comprendere come funzionano, quali sono i loro vantaggi e limiti e come si inseriscono nella difesa integrata è fondamentale per un impiego efficace, sostenibile e conforme alla normativa.
In questa guida tecnica analizziamo gli insetticidi sistemici in modo completo: il meccanismo di traslocazione nella pianta, le differenze rispetto ai prodotti di contatto e translaminari, le principali classi chimiche, i bersagli tipici, i vantaggi e gli svantaggi, la gestione delle resistenze secondo la classificazione IRAC e il quadro normativo europeo e italiano. L’obiettivo è fornire a tecnici, agricoltori e appassionati un riferimento chiaro per scegliere e utilizzare correttamente questi prodotti nell’ambito di una strategia di difesa razionale.
Cosa sono gli insetticidi sistemici
Un insetticida sistemico è una sostanza attiva che, una volta applicata, viene assorbita dalla pianta attraverso le radici, le foglie o i tessuti e distribuita internamente per via vascolare. La caratteristica distintiva è dunque la capacità di muoversi nella pianta, rendendo protetti anche i tessuti non direttamente raggiunti dal trattamento. Questo comportamento è particolarmente utile contro gli insetti che si nutrono di linfa, come afidi, cocciniglie, aleurodidi e cicaline, che assumono la sostanza attiva succhiando i tessuti.
Gli insetticidi sistemici si distinguono dagli insetticidi di contatto, che agiscono solo sulla superficie trattata e per contatto diretto con il parassita, e dai prodotti translaminari, che attraversano lo spessore della foglia raggiungendo la pagina opposta ma senza una vera traslocazione a distanza. Esiste inoltre una sistemia radicale, tipica dei trattamenti al terreno e delle concie del seme, e una sistemia fogliare, legata all’applicazione sulla vegetazione. La conoscenza di queste differenze è il primo passo per scegliere il prodotto e la modalità di applicazione più adatti al bersaglio.
Come agiscono nella pianta: la traslocazione
La traslocazione degli insetticidi sistemici avviene principalmente attraverso lo xilema, il sistema di vasi che trasporta acqua e sali minerali dalle radici verso le foglie seguendo il flusso traspiratorio. Per questo molte sostanze sistemiche mostrano una spiccata sistemia acropeta, cioè verso l’alto e verso le parti in crescita. Alcune molecole possiedono anche una certa mobilità nel floema, il tessuto che distribuisce gli zuccheri elaborati, consentendo un movimento più ampio e bidirezionale all’interno della pianta.
Grazie a questo movimento interno, l’insetticida raggiunge i germogli, le foglie nuove e i siti dove si annidano i fitofagi, proteggendo anche le porzioni sviluppatesi dopo il trattamento. La persistenza d’azione dipende dalla molecola, dalla dose e dalle condizioni ambientali. Va però ricordato che la sistemia comporta anche la presenza di residui nei tessuti vegetali: per questo il rispetto dei tempi di carenza indicati in etichetta e delle dosi autorizzate è essenziale per la sicurezza degli alimenti e la tutela degli operatori.
Le principali classi di insetticidi sistemici
Diverse famiglie chimiche presentano attività sistemica. I neonicotinoidi, classificati dal gruppo IRAC 4A, sono stati per anni tra gli insetticidi sistemici più utilizzati contro afidi e altri fitomizi; alcuni di essi, come imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam, sono oggi soggetti a forti restrizioni nell’Unione Europea per l’uso in pieno campo, a tutela degli insetti impollinatori. Ad essi si affiancano molecole più recenti come i sulfoximine e i butenolidi, anch’esse dotate di sistemia e con diverso profilo tossicologico.
Storicamente possedevano attività sistemica anche numerosi organofosforati e carbammati, gran parte dei quali non è più autorizzata in Europa a seguito delle revisioni normative. Tra i prodotti con azione sistemica o translaminare rientrano inoltre alcuni modulatori dell’alimentazione, che bloccano la suzione degli insetti, e alcune diammidi ad azione sui canali della rianodina. La disponibilità effettiva di ciascuna sostanza attiva cambia nel tempo in base alle autorizzazioni: è quindi indispensabile verificare sempre l’etichetta e i registri ufficiali aggiornati prima di ogni impiego.
Bersagli e impieghi tipici
Gli insetticidi sistemici trovano il loro impiego ideale contro gli insetti a apparato boccale pungente-succhiante, che si nutrono direttamente della linfa. Rientrano tra i bersagli tipici gli afidi, le cocciniglie, gli aleurodidi, le cicaline e alcuni tripidi. Contro questi fitofagi, spesso annidati nella pagina inferiore delle foglie o nei germogli, la capacità della sostanza di distribuirsi nei tessuti offre un vantaggio rispetto ai prodotti di contatto, che faticano a raggiungere il parassita.
Le modalità di applicazione comprendono i trattamenti fogliari, quelli al terreno con assorbimento radicale e la concia del seme, tecnica che protegge la plantula fin dalle prime fasi. È importante ricordare che gli insetticidi sistemici sono poco indicati contro fitofagi che non si nutrono di linfa, come molti lepidotteri defogliatori adulti o gli acari, per i quali si ricorre ad acaricidi specifici. Per altri parassiti, come la mosca della frutta, la strategia integra monitoraggio, mezzi biotecnologici e trattamenti mirati.
Vantaggi e limiti degli insetticidi sistemici
I principali vantaggi degli insetticidi sistemici sono la protezione prolungata e omogenea, la capacità di raggiungere i parassiti nascosti e le parti in accrescimento, e la minore dipendenza dalla perfetta copertura del trattamento. La concia del seme e i trattamenti localizzati consentono inoltre di ridurre la dispersione ambientale rispetto a certe applicazioni fogliari a pieno campo. Per queste ragioni restano strumenti importanti nella difesa di molte colture contro i fitomizi.
Esistono però limiti significativi. La sistemia comporta la presenza di residui nei tessuti, con la necessità di rispettare rigorosamente tempi di carenza e dosi. Molte molecole sistemiche, inoltre, non sono selettive verso gli insetti utili e possono risultare tossiche per api e pronubi, motivo delle recenti restrizioni. Infine, l’uso ripetuto della stessa sostanza favorisce lo sviluppo di popolazioni resistenti. Per questo gli insetticidi sistemici vanno inseriti in una strategia più ampia, che valorizzi anche mezzi a basso impatto come la terra di diatomee e i metodi biotecnologici come la confusione sessuale.
Resistenze e normativa
La gestione delle resistenze è un aspetto cruciale nell’uso degli insetticidi sistemici. Il comitato internazionale IRAC classifica le sostanze attive in gruppi in base al meccanismo d’azione: alternare prodotti appartenenti a gruppi diversi, evitando applicazioni ripetute della stessa modalità d’azione nell’arco della stagione, è la principale strategia antiresistenza. L’integrazione con mezzi biologici, agronomici e biotecnologici riduce ulteriormente la pressione selettiva sulle popolazioni di insetti.
Sul piano normativo, l’immissione in commercio e l’uso dei prodotti fitosanitari nell’Unione Europea sono regolati dal Regolamento CE 1107/2009, mentre in Italia l’uso sostenibile è disciplinato dal D.Lgs. 150/2012 di attuazione della direttiva sull’impiego sostenibile dei pesticidi, con il Piano d’Azione Nazionale. Le autorizzazioni delle singole sostanze attive vengono periodicamente riesaminate, come dimostrano le restrizioni introdotte su diversi neonicotinoidi a tutela degli impollinatori. È dunque responsabilità dell’utilizzatore verificare sempre l’etichetta, i registri ufficiali e i disciplinari regionali prima di ogni trattamento.
Domande frequenti sugli insetticidi sistemici
Cosa sono gli insetticidi sistemici?
Gli insetticidi sistemici sono prodotti fitosanitari che vengono assorbiti dalla pianta e trasportati al suo interno attraverso i vasi conduttori, rendendo tossica la linfa per gli insetti che se ne nutrono. A differenza degli insetticidi di contatto, agiscono anche sulle parti non direttamente trattate e sui tessuti in accrescimento, offrendo una protezione piu duratura e omogenea contro i fitofagi succhiatori.
Che differenza c’e tra insetticida sistemico e di contatto?
L’insetticida di contatto agisce solo sulla superficie trattata e per contatto diretto con il parassita, mentre quello sistemico penetra nei tessuti e si distribuisce internamente nella pianta. Esistono anche prodotti translaminari, che attraversano lo spessore della foglia senza vera traslocazione a distanza. La scelta dipende dal bersaglio: i sistemici sono ideali contro gli insetti che succhiano la linfa.
Contro quali insetti si usano gli insetticidi sistemici?
Gli insetticidi sistemici sono indicati soprattutto contro gli insetti a apparato pungente-succhiante, come afidi, cocciniglie, aleurodidi, cicaline e alcuni tripidi, che assumono la sostanza attiva nutrendosi della linfa. Sono invece poco efficaci contro parassiti che non si cibano di linfa, come molti lepidotteri defogliatori e gli acari, per i quali si ricorre a prodotti specifici e a strategie integrate.
Gli insetticidi sistemici sono pericolosi per le api?
Diverse sostanze sistemiche, in particolare alcuni neonicotinoidi, possono risultare tossiche per api e insetti impollinatori, ragione per cui nell’Unione Europea sono state introdotte forti restrizioni sull’uso in pieno campo di imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam. E fondamentale rispettare le prescrizioni di etichetta, evitare i trattamenti in fioritura e privilegiare strategie integrate che tutelino i pronubi.
Come si evita la resistenza agli insetticidi sistemici?
Per prevenire le resistenze si alternano sostanze attive appartenenti a gruppi IRAC con meccanismi d’azione diversi, evitando applicazioni ripetute della stessa modalita nella stagione. L’integrazione con mezzi biologici, agronomici e biotecnologici riduce la pressione selettiva. Rispettare dosi ed epoche di etichetta e monitorare le popolazioni di insetti sono pratiche essenziali di una corretta gestione antiresistenza.
Agrimag, con sede a Corato in provincia di Bari, affianca al catalogo di nutrizione professionale della linea SKL il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl di Milano, con un database aggiornato dei principi attivi ammessi per coltura e fase fenologica e modelli previsionali delle avversita, strumenti preziosi per impostare una difesa razionale e conforme. La consulenza tecnica copre l’intero territorio nazionale, per accompagnare chi opera in campo nella scelta e nel corretto impiego degli insetticidi, sistemici e non.





Ho un arancio e un limone che stanno seccando per la cocclnlglia. Può gentilmente consigliarmi un insetticida sistemico adeguato.Grazie
Certo Aldo, grazie per il tuo commento. Per combattere la cocciniglia su agrumi come arancio e limone, un insetticida sistemico a base di imidacloprid può essere efficace, in quanto viene assorbito dalla pianta e agisce dall’interno, colpendo gli insetti succhiatori come le cocciniglie. È importante però seguire attentamente le indicazioni riportate sull’etichetta del prodotto, rispettando dosaggi e tempi di carenza, soprattutto se i frutti sono destinati al consumo. Inoltre, trattare nelle ore più fresche della giornata e monitorare regolarmente la pianta aiuta a migliorare l’efficacia del trattamento. In caso di infestazioni gravi, può essere utile combinare il sistemico con interventi locali mirati. Se hai dubbi sul prodotto più adatto, ti consiglio anche di consultare un rivenditore specializzato o un agronomo locale. Buona fortuna con i tuoi agrumi!
A ME SERVE UN SISTEMICO PER SALVARE UN ABETE ROSSO DA INFESTAZIONE DI IPS TYPOGRAPHUS E MI SERVE CON MASSIMA URGENZA.ATTENDO RISCONTRO PER ORDINATIVO.
buonasera le risponderà direttamente via email il nostro titolare Pasquale Salerno