Pianta Cappero: Come Coltivare il Cappero, Passo Passo

Pubblicato il 14 Giugno 2023

l

Da Massimiliano Dal Pra

La pianta cappero, o pianta del cappero (Capparis spinosa), è un piccolo arbusto tipicamente mediterraneo, rustico e straordinariamente resistente alla siccità, capace di crescere anche sui muri a secco e nei terreni più poveri e sassosi. È la coltura ideale per chi ha un angolo assolato, arido e difficile da valorizzare. Il cappero si coltiva in pieno sole, in terreni poveri, calcarei e ben drenati, richiede pochissima acqua una volta affrancato e produce i suoi preziosi boccioli sui getti dell’anno, motivo per cui una potatura invernale decisa ne stimola la produttività.

In questa guida agronomica vediamo come coltivare la pianta di cappero passo dopo passo: dall’ambiente e dal terreno ideali alla moltiplicazione, notoriamente non semplice, dalla messa a dimora alle poche cure necessarie, fino alla potatura e alla raccolta dei capperi e dei cucunci. Analizzeremo perché questa specie sia perfetta per i climi caldi e siccitosi del Sud Italia e delle isole, dove dà il meglio, e come gestirla anche in vaso. L’obiettivo è fornire indicazioni pratiche e realistiche per ottenere una pianta longeva e produttiva, sfruttando la sua naturale frugalità senza commettere l’errore di trattarla come una coltura da irrigare e concimare abbondantemente.

Pianta cappero: caratteristiche e ambiente ideale

Il cappero è un arbusto perenne dal portamento prostrato o ricadente, con rami che possono superare il metro di lunghezza, foglie carnose e appariscenti fiori bianco-rosati. Ciò che comunemente chiamiamo “cappero” è in realtà il bocciolo fiorale non ancora schiuso, raccolto e conservato sotto sale o in salamoia; il frutto che segue la fioritura è invece il “cucuncio”.

Si tratta di una specie eliofila e termofila, che ama il pieno sole e il caldo e teme soprattutto il gelo intenso e prolungato e i ristagni idrici. Prospera negli ambienti tipici della macchia mediterranea, sulle coste, sui pendii rocciosi e persino nelle fessure dei muri, dove poche altre piante riuscirebbero a vegetare. Questa rusticità la rende una coltura di grande interesse per il Sud Italia e le isole.

Pianta cappero: il terreno ideale per coltivarla

La pianta cappero predilige terreni poveri, calcarei, sassosi e soprattutto perfettamente drenati. I ristagni idrici sono il suo peggior nemico, perché favoriscono marciumi radicali ai quali questa specie è particolarmente sensibile. Non teme invece la scarsa fertilità: si adatta a suoli aridi e minerali dove altre colture soffrirebbero, ed è proprio in queste condizioni che esprime la migliore qualità dei boccioli.

Per questo motivo non serve una preparazione ricca del terreno: l’importante è garantire drenaggio e assenza di ristagni. Nei suoli pesanti e argillosi conviene creare condizioni di sgrondo dell’acqua, ad esempio con impianti su cordoli rialzati o pietrisco. Un eccesso di sostanza organica e di concimazione, al contrario, stimola vegetazione tenera e meno produttiva, snaturando le caratteristiche della pianta.

Come moltiplicare la pianta di cappero

La moltiplicazione del cappero è notoriamente la parte più difficile. La semina è possibile ma complessa: i semi hanno una germinazione lenta e irregolare, spesso favorita da trattamenti di scarificazione e da un periodo di freddo. Occorre pazienza, perché le percentuali di nascita possono essere basse e la crescita iniziale è lenta.

In alternativa si ricorre alla moltiplicazione per talea, prelevando porzioni di rami, anche se pure questa via non è sempre agevole e richiede condizioni controllate. Chi vuole risultati più rapidi e sicuri parte spesso da giovani piante già radicate. Qualunque sia il metodo, la messa a dimora si effettua in primavera, quando il rischio di gelate è superato e il terreno si è riscaldato.

Messa a dimora e coltivazione in vaso

La pianta di cappero si mette a dimora in posizione pienamente soleggiata e riparata dai freddi intensi, in terreno ben drenato. Nelle prime fasi, fino all’affrancamento, va seguita con qualche irrigazione di soccorso per favorire l’attecchimento; una volta ben radicata diventa estremamente autonoma e resistente alla siccità, tanto da non richiedere quasi interventi irrigui.

La coltivazione in vaso è possibile e utile nelle zone dagli inverni rigidi, potendo così riparare la pianta nella stagione fredda. Si utilizza un contenitore con ottimo drenaggio e un substrato povero e sabbioso, evitando i ristagni nel sottovaso. Anche in vaso vale la regola d’oro: poca acqua e poca concimazione. Come per altre colture da pieno sole, l’esposizione è determinante.

Potatura del cappero e cure colturali

La potatura è l’operazione che più incide sulla produttività, perché i capperi si formano sui getti dell’anno. In inverno, a riposo vegetativo, si effettua una potatura decisa accorciando drasticamente i rami: questo stimola in primavera l’emissione di nuova vegetazione abbondante, sulla quale si svilupperanno i boccioli. Una pianta non potata tende a diventare disordinata e meno produttiva.

Per il resto le cure sono minime: il cappero non richiede quasi irrigazioni una volta affrancato, né concimazioni abbondanti. Un modesto apporto di sostanza organica o di un equilibrato integratore può essere utile solo su suoli estremamente poveri, senza esagerare. La linea SKL distribuita da Agrimag offre soluzioni per interventi mirati, da valutare con parsimonia data la frugalità della specie.

Raccolta dei capperi e dei cucunci

La raccolta dei capperi avviene in estate e richiede costanza: i boccioli fiorali si raccolgono a mano quando sono ancora piccoli, sodi e ben chiusi, prima che si aprano in fiore. Poiché la pianta produce in modo scalare, la raccolta si ripete ogni pochi giorni durante tutto il periodo produttivo. I capperi più piccoli sono i più pregiati e vanno conservati sotto sale o in salamoia.

Dopo la fioritura si formano i frutti, i cucunci, anch’essi commestibili e apprezzati, che si raccolgono ancora acerbi e si conservano con le stesse modalità. La lavorazione dopo la raccolta, con la salatura, è parte integrante della tradizione e serve a smorzare l’amaro e a esaltarne l’aroma caratteristico. Una pianta ben gestita può restare produttiva per molti anni.

Domande frequenti sulla pianta cappero

Dove cresce meglio la pianta del cappero?

Il cappero cresce meglio in pieno sole, nei climi caldi e aridi tipici del Sud Italia e delle isole, su terreni poveri, calcarei, sassosi e ben drenati. Prospera negli ambienti della macchia mediterranea, sui pendii rocciosi e persino nelle fessure dei muri a secco. Teme soprattutto il gelo intenso e prolungato e i ristagni idrici, che provocano marciumi radicali. È una pianta estremamente rustica, ideale per valorizzare posizioni aride e difficili.

Come si coltiva il cappero da seme?

La coltivazione da seme è possibile ma difficile: i semi di cappero hanno una germinazione lenta e irregolare, spesso favorita da scarificazione e da un periodo di freddo. Le percentuali di nascita possono essere basse e la crescita iniziale è lenta, quindi serve molta pazienza. Per risultati più sicuri molti preferiscono la moltiplicazione per talea o partono da giovani piante già radicate, mettendole a dimora in primavera a rischio gelate superato.

Quanta acqua serve alla pianta di cappero?

Pochissima. Una volta affrancata, la pianta di cappero è estremamente resistente alla siccità e non richiede quasi irrigazioni, avendo un apparato radicale profondo che le consente di superare la stagione arida. Qualche irrigazione di soccorso è utile solo nelle prime fasi dopo l’impianto, per favorire l’attecchimento, e per gli esemplari coltivati in vaso, che dispongono di un volume di terra limitato. I ristagni vanno sempre evitati.

Quando e come si pota il cappero?

La potatura si esegue in inverno, durante il riposo vegetativo, accorciando drasticamente i rami. Poiché i capperi si formano sui getti dell’anno, questa potatura decisa stimola in primavera un’abbondante nuova vegetazione produttiva. Una pianta non potata diventa disordinata e produce meno. È un intervento semplice ma fondamentale per mantenere il cappero vigoroso e produttivo nel tempo, insieme all’eliminazione dei rami secchi o danneggiati.

Qual è la differenza tra capperi e cucunci?

I capperi sono i boccioli fiorali non ancora schiusi, raccolti piccoli e sodi prima dell’apertura del fiore e conservati sotto sale o in salamoia; i più piccoli sono i più pregiati. I cucunci sono invece i frutti che si formano dopo la fioritura, raccolti ancora acerbi e conservati con le stesse modalità. Entrambi sono commestibili e apprezzati in cucina, ma differiscono per dimensione, consistenza e momento di raccolta sulla pianta.

Agrimag affianca al catalogo la linea di nutrizione professionale SKL e il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl (Milano), con modelli previsionali per le principali colture, database dei principi attivi ammessi e strumenti per il quaderno di campagna. Dalla sede di Corato (BA), nel cuore della Puglia, Agrimag serve aziende agricole e appassionati in tutta Italia, anche con quantità professionali su bancale, per valorizzare le colture mediterranee più rustiche con cure e interventi su misura.


Scritto da Massimiliano Dal Pra

Mi chiamo Massimiliano Dal Prà e sono specializzato in marketing digitale, automazioni AI, funnel e crescita eCommerce con WooCommerce. Gestisco personalmente ogni risposta ai commenti e ogni strategia di crescita su questo blog, che oggi conta oltre 300.000 visite mensili. Il mio obiettivo è aiutare le aziende a ottenere risultati concreti online, combinando tecnologia, strategia e automazione.

commenti

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post correlati

0