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Malattie delle piante

Bicarbonato di potassio: cos’è, come si usa contro l’oidio e controindicazioni

MDMassimiliano Dal Pra19 Aprile 2023 · 12 min di lettura
Bicarbonato di potassio: cos’è, come si usa contro l’oidio e controindicazioni

Il bicarbonato di potassio (idrogenocarbonato di potassio, KHCO3) è una sostanza attiva fungicida a basso impatto ambientale, impiegata in agricoltura convenzionale e biologica soprattutto contro l’oidio, il cosiddetto mal bianco, e su alcune colture contro la ticchiolatura. Agisce per contatto, non lascia residui problematici sui raccolti, non genera resistenze nei patogeni e ha tempi di carenza molto brevi: per questo è diventato uno strumento importante nelle strategie di difesa integrata e nelle fasi vicine alla raccolta, quando i prodotti di sintesi diventano difficili da usare.

Il bicarbonato di potassio, però, non è un rimedio universale. Ha una persistenza molto breve, viene dilavato dalla pioggia, non penetra nei tessuti e funziona bene solo se distribuito al momento giusto e con una copertura accurata della vegetazione. Conoscerne i meccanismi d’azione e i limiti è il modo migliore per sfruttarlo davvero.

In sintesi: il bicarbonato di potassio è un fungicida di contatto, ammesso in agricoltura biologica, efficace soprattutto contro oidio e ticchiolatura; agisce alterando pH e pressione osmotica sulla superficie della foglia e disidratando ife e spore, ha persistenza di pochi giorni e va quindi distribuito ai primi sintomi o nei periodi a rischio, con interventi ravvicinati e alternato ad altri antioidici come lo zolfo, usando sempre formulati fitosanitari autorizzati e rispettando l’etichetta.

In questa guida vediamo cos’è il bicarbonato di potassio, come agisce, su quali colture e malattie funziona, come si usa correttamente, quali sono le controindicazioni e gli errori più comuni, e in cosa si differenzia dal bicarbonato di sodio e dagli altri prodotti antioidici.

Grappolo e foglie di vite con primi sintomi di oidio in un vigneto pugliese: quando usare il bicarbonato di potassio - Agrimag, Corato (BA)
Il bicarbonato di potassio è efficace sull’oidio ai primi sintomi, quando la patina biancastra è ancora limitata.

Bicarbonato di potassio: cos’è e come agisce

Il bicarbonato di potassio è un sale inorganico che si presenta come polvere cristallina bianca, solubile in acqua. In campo alimentare è noto come additivo E501 e come agente lievitante; in agricoltura è registrato come sostanza attiva fungicida ed è inserito nell’elenco delle sostanze a basso rischio dell’Unione europea. I prodotti fitosanitari che lo contengono sono formulati specifici, con un grado di purezza elevato e coformulanti che ne migliorano distribuzione e adesione.

Il meccanismo d’azione è fisico-chimico e multisito. Una volta distribuito sulla vegetazione, il bicarbonato di potassio aumenta il pH e la pressione osmotica sulla superficie di foglie e frutti. Le ife e le spore dei funghi che vivono all’esterno dei tessuti, come quelli dell’oidio, perdono acqua, le pareti cellulari collassano e il micelio si disidrata nel giro di poche ore. A differenza dei fungicidi a sito d’azione specifico, questo meccanismo non seleziona ceppi resistenti: è una delle ragioni per cui il prodotto è prezioso nelle strategie antiresistenza.

Il bicarbonato di potassio ha quindi un’azione soprattutto eradicante sui funghi già presenti in superficie e una componente preventiva limitata. Non è sistemico, non viene traslocato nella pianta e non protegge la vegetazione che si forma dopo il trattamento.

Su quali malattie è efficace il bicarbonato di potassio

Il bersaglio principale è l’oidio, la malattia nota come mal bianco, provocata da funghi ectoparassiti che vivono sulla superficie dei tessuti e sono quindi direttamente esposti al trattamento. È il caso dell’oidio della vite, delle cucurbitacee, del pomodoro, della fragola, delle pomacee e di molte ornamentali come la rosa. Su queste avversità il bicarbonato di potassio, distribuito ai primi sintomi e ripetuto con regolarità, riduce in modo evidente lo sviluppo del micelio.

Su melo e pero alcuni formulati sono autorizzati anche contro la ticchiolatura, in strategie che lo affiancano a prodotti preventivi. Su altre malattie, come la muffa grigia o i marciumi dei frutti, l’efficacia è parziale e dipende molto dalle condizioni ambientali e dal momento dell’intervento.

Bicarbonato di potassio e peronospora

Una domanda frequente riguarda la peronospora. In questo caso il bicarbonato di potassio non è uno strumento risolutivo: la peronospora penetra all’interno dei tessuti attraverso gli stomi, dove un prodotto di contatto senza persistenza non la raggiunge. Contro peronospora di vite, pomodoro e patata la base della difesa, anche in biologico, resta costituita dai prodotti a base di rame, di cui parliamo nelle guide su cos’è l’ossicloruro di rame e sulle differenze tra ossicloruro e poltiglia bordolese. Il bicarbonato può avere un ruolo complementare solo dove l’etichetta lo prevede espressamente.

Come si usa il bicarbonato di potassio in agricoltura

L’efficacia del bicarbonato di potassio dipende quasi interamente dalla tecnica di distribuzione. Le regole pratiche sono poche ma decisive.

Il momento del trattamento è il primo fattore. Il prodotto dà il meglio quando l’oidio è agli inizi, con poche macchie biancastre, oppure nei periodi in cui le condizioni climatiche favoriscono la malattia: giornate calde con notti umide, vegetazione fitta, scarsa ventilazione. Su un’infezione già estesa e consolidata il risultato è parziale. Il secondo fattore è la copertura: essendo un prodotto di contatto, deve raggiungere tutte le superfici infette, comprese la pagina inferiore delle foglie, i grappoli e le parti interne della chioma. Volumi d’acqua adeguati e attrezzature ben regolate fanno la differenza.

Il terzo fattore è la frequenza. La persistenza del bicarbonato di potassio è di pochi giorni e la pioggia lo dilava facilmente: nei periodi di forte pressione della malattia si interviene con turni ravvicinati, ripetendo il trattamento dopo le piogge. Dosi, intervalli e numero massimo di applicazioni sono quelli riportati in etichetta per ciascuna coltura e non vanno superati. Sul catalogo Agrimag è disponibile Vitikappa, fungicida a base di bicarbonato di potassio indicato contro oidio e ticchiolatura, da usare esclusivamente secondo le indicazioni riportate in etichetta.

Strategie con zolfo e altri antioidici

Il bicarbonato di potassio si inserisce bene nelle strategie di difesa che alternano prodotti diversi. Lo zolfo, come Heliosoufre S, ha un’azione preventiva più persistente ma è meno efficace sulle infezioni già in corso e risente delle temperature; il bicarbonato agisce invece sul micelio già presente. Alternare i due, o affiancare il bicarbonato ai fungicidi di sintesi nelle fasi in cui si vogliono limitare i residui, consente di sfruttare i punti di forza di ciascuno. Prima di miscelare prodotti diversi nella stessa botte bisogna sempre verificare la compatibilità indicata in etichetta: il bicarbonato è una sostanza alcalina e non va miscelato con prodotti a reazione acida. Le alternative disponibili sono raccolte nelle categorie dei fungicidi biologici e dei fungicidi.

Bicarbonato di potassio sulle principali colture

Sulla vite il bicarbonato di potassio è usato contro l’oidio soprattutto nelle fasi tra pre-chiusura del grappolo e invaiatura, quando l’attenzione ai residui è massima e lo zolfo, con le alte temperature, può causare problemi. Va distribuito con cura sui grappoli, dove l’oidio provoca i danni più gravi, e integrato in un programma che parta dalle prime fasi vegetative. Le scelte di difesa del periodo estivo sono descritte nella guida al trattamento di giugno della vite.

Su cucurbitacee come zucchino, melone e cetriolo il mal bianco compare spesso in estate sulle foglie più vecchie e si diffonde rapidamente: trattamenti tempestivi e ripetuti con bicarbonato di potassio aiutano a contenerlo senza problemi di carenza durante la raccolta scalare. Su pomodoro e fragola il prodotto è utile per lo stesso motivo, soprattutto in serra e nelle fasi di raccolta continua. Su melo e pero i formulati autorizzati possono essere inseriti nelle strategie contro ticchiolatura e oidio, mentre su rosa e ornamentali è una delle soluzioni più semplici per il mal bianco nel giardino domestico.

Riconoscere l’oidio per usare bene il bicarbonato di potassio

Visto che il bicarbonato di potassio funziona al meglio sulle infezioni iniziali, saper riconoscere l’oidio ai primi stadi è fondamentale. I primi sintomi sono piccole macchie di aspetto polveroso, bianco-grigiastre, sulla pagina superiore o inferiore delle foglie, che si possono rimuovere passando un dito. Sulla vite l’oidio compare anche sui grappoli, dove gli acini si ricoprono di una patina cenerina e, crescendo, si spaccano; sui tralci restano macchie scure ramificate. Sulle cucurbitacee le macchie si allargano rapidamente fino a coprire l’intera foglia, che ingiallisce e dissecca.

A differenza della peronospora, l’oidio non ha bisogno di pioggia per infettare: è favorito da temperature miti o calde, elevata umidità notturna, vegetazione fitta e scarsa ventilazione. È per questo che nelle estati asciutte del Sud resta una delle malattie più insidiose della vite e degli ortaggi. Monitorare le zone più ombreggiate della chioma e i grappoli interni, almeno una volta alla settimana nei periodi a rischio, permette di intervenire con il bicarbonato di potassio quando è davvero efficace.

Gli errori più comuni con il bicarbonato di potassio

Il primo errore è aspettarsi un effetto preventivo duraturo. Il bicarbonato di potassio non resta attivo per settimane come un prodotto sistemico: trattare una volta e attendere risultati per tutto il mese porta quasi sempre a delusioni. Il secondo errore è intervenire su infezioni avanzate, quando il micelio ha già coperto foglie e grappoli e l’oidio ha causato danni irreversibili ai tessuti: in questi casi il trattamento riduce la sporulazione ma non ripara il danno.

Il terzo errore è una distribuzione approssimativa, con volumi d’acqua insufficienti o attrezzature che bagnano solo l’esterno della chioma. Il quarto riguarda la dose: aumentare la concentrazione nella speranza di ottenere un effetto più forte espone al rischio di fitotossicità senza migliorare l’efficacia. Infine, molti dimenticano che il bicarbonato è una sostanza alcalina e lo miscelano con prodotti incompatibili. Seguire l’etichetta, intervenire presto e ripetere i trattamenti con regolarità sono le tre regole che separano un buon risultato da un trattamento sprecato.

Controindicazioni e limiti del bicarbonato di potassio

Le controindicazioni del bicarbonato di potassio riguardano soprattutto l’uso agronomico. La prima è la fitotossicità: a concentrazioni superiori a quelle di etichetta, con temperature elevate, in pieno sole o su vegetazione sofferente possono comparire bruciature e decolorazioni, in particolare su colture e varietà sensibili. È buona norma trattare nelle ore fresche e provare il prodotto su poche piante quando si interviene su una coltura nuova.

La seconda è la scarsa persistenza. Il bicarbonato non ha effetto residuo e non protegge i tessuti che si formano dopo il trattamento: in annate piovose o su colture in forte crescita richiede interventi frequenti e da solo può non bastare. La terza riguarda il sodio e il potassio: i prodotti a base di potassio sono preferibili a quelli a base di sodio, perché il sodio, con applicazioni ripetute, può accumularsi nel terreno e risultare fitotossico.

Per quanto riguarda l’operatore, il bicarbonato di potassio ha un profilo tossicologico favorevole, ma come per ogni prodotto fitosanitario vanno indossati i dispositivi di protezione indicati in etichetta e la scheda di sicurezza va conservata. Le valutazioni del rischio delle sostanze attive autorizzate nell’Unione sono pubblicate dall’EFSA.

Bicarbonato di potassio in agricoltura biologica

Il bicarbonato di potassio è ammesso in agricoltura biologica come prodotto fitosanitario, essendo inserito tra le sostanze utilizzabili nella produzione biologica dal Regolamento di esecuzione (UE) 2021/1165. Per le aziende biologiche è quindi una delle poche alternative allo zolfo contro l’oidio, ed è particolarmente apprezzato nelle fasi vicine alla raccolta.

Un punto da chiarire riguarda l’uso del bicarbonato acquistato come prodotto alimentare o per la pulizia. In agricoltura, e in particolare per gli utilizzatori professionali, la difesa delle colture si esegue solo con prodotti fitosanitari autorizzati per la coltura e l’avversità: il prodotto alimentare non è registrato come fitosanitario. L’autorizzazione di ciascun formulato si verifica nella banca dati dei prodotti fitosanitari del Ministero della Salute. Per una panoramica sulle sostanze di origine naturale utili alla difesa delle colture si può leggere anche la guida su quali sono i pesticidi naturali.

Bicarbonato di potassio come concime?

Il bicarbonato di potassio contiene potassio, ma non va considerato un concime. Le quantità di potassio apportate con i trattamenti fungicidi sono trascurabili rispetto al fabbisogno delle colture, e per la nutrizione potassica esistono formulati specifici, solubili e bilanciati, molto più efficienti. Usarlo come fertilizzante significherebbe spendere di più per un apporto minimo, con il rischio di alzare il pH della soluzione.

Bicarbonato di potassio e bicarbonato di sodio: le differenze

Bicarbonato di potassio e bicarbonato di sodio hanno un meccanismo d’azione simile contro l’oidio, ma presentano differenze importanti. Il bicarbonato di sodio, disponibile anche come formulato per uso agricolo, è inquadrato a livello europeo come sostanza di base, con condizioni d’uso specifiche. Il bicarbonato di potassio è invece una sostanza attiva a basso rischio, presente in formulati fitosanitari dedicati con etichette che indicano colture, dosi e intervalli.

Dal punto di vista agronomico il potassio è un nutriente per la pianta, mentre il sodio, con applicazioni ripetute, può accumularsi e risultare dannoso per le colture e per la struttura del terreno. Per questo, nelle strategie con trattamenti frequenti, il bicarbonato di potassio è generalmente da preferire.

Domande frequenti sul bicarbonato di potassio

A cosa serve il bicarbonato di potassio in agricoltura?

In agricoltura il bicarbonato di potassio è impiegato come fungicida di contatto, soprattutto contro l’oidio, il mal bianco, su vite, cucurbitacee, pomodoro, fragola, pomacee e ornamentali, e su alcune colture contro la ticchiolatura. Agisce alterando il pH e la pressione osmotica sulla superficie dei tessuti e disidratando ife e spore dei funghi che vivono all’esterno della pianta. Ha un profilo a basso rischio, tempi di carenza brevi ed è ammesso in agricoltura biologica, per cui è molto usato nelle fasi vicine alla raccolta e nelle strategie antiresistenza, sempre con formulati autorizzati e secondo etichetta.

Il bicarbonato di potassio funziona contro la peronospora?

Contro la peronospora il bicarbonato di potassio non è uno strumento risolutivo. La peronospora penetra nei tessuti attraverso gli stomi e si sviluppa all’interno della foglia, dove un prodotto di contatto senza persistenza non arriva. Per questo la difesa contro la peronospora di vite, pomodoro e patata si basa, anche in agricoltura biologica, sui prodotti rameici e, in convenzionale, su fungicidi specifici. Il bicarbonato può avere al massimo un ruolo complementare, e solo dove l’etichetta del formulato lo prevede espressamente. Il suo campo d’elezione resta l’oidio, che vive sulla superficie dei tessuti.

Quali sono le controindicazioni del bicarbonato di potassio?

Le principali controindicazioni del bicarbonato di potassio in campo riguardano la fitotossicità e la persistenza. A dosi superiori a quelle di etichetta, con temperature elevate, in pieno sole o su piante stressate può causare bruciature e decolorazioni, soprattutto su colture sensibili. Non ha effetto residuo, viene dilavato dalla pioggia e non protegge la vegetazione che si forma dopo il trattamento, per cui richiede interventi ravvicinati. È una sostanza alcalina e non va miscelata con prodotti a reazione acida. Per l’operatore il profilo è favorevole, ma vanno comunque usati i dispositivi di protezione indicati in etichetta.

Che differenza c’è tra bicarbonato di potassio e bicarbonato di sodio per le piante?

Entrambi agiscono contro l’oidio con un meccanismo simile, ma il bicarbonato di potassio è una sostanza attiva a basso rischio presente in formulati fitosanitari dedicati, mentre il bicarbonato di sodio è inquadrato a livello europeo come sostanza di base con condizioni d’uso specifiche. La differenza agronomica principale riguarda il catione: il potassio è un nutriente per la pianta, mentre il sodio, con trattamenti ripetuti, può accumularsi nel terreno e diventare dannoso per la coltura e per la struttura del suolo. Nelle strategie con molti interventi il bicarbonato di potassio è quindi da preferire.

Ogni quanto si può trattare con il bicarbonato di potassio?

La frequenza dei trattamenti con bicarbonato di potassio dipende dalla pressione della malattia, dal clima e soprattutto da quanto riportato in etichetta per la coltura, che indica dose, intervallo minimo tra gli interventi e numero massimo di applicazioni. Poiché il prodotto ha persistenza di pochi giorni e viene dilavato dalla pioggia, nei periodi favorevoli all’oidio si interviene con turni ravvicinati e si ripete il trattamento dopo le piogge. Una buona copertura della vegetazione, compresa la pagina inferiore delle foglie e i grappoli, conta quanto la frequenza degli interventi.

Agrimag, con sede a Corato (BA), affianca ai fungicidi a basso impatto come il bicarbonato di potassio la linea di nutrizione professionale SKL, per una nutrizione potassica efficiente e piante meno esposte alle malattie, e il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS sviluppato da Spagro Srl, con meteo localizzato e modelli previsionali per le principali fitopatie utili a programmare i trattamenti antioidici. Spediamo in tutta Italia, anche su bancale per le quantità professionali.


MDScritto daMassimiliano Dal Pra Dubbi? Chiedi a un tecnico

7 commenti

    1. Ciao Edoardo, grazie per la tua domanda. Il tempo di intervallo tra le applicazioni successive del bicarbonato di potassio dipende da diversi fattori, come il tipo di coltura, le condizioni climatiche e lo stato di salute delle piante. In generale, gli esperti consigliano di rispettare un intervallo di 7-14 giorni tra le applicazioni. Tuttavia, è sempre meglio seguire le indicazioni specifiche riportate sull’etichetta del prodotto che stai utilizzando. Quanto alla durata complessiva del trattamento, essa dipende dalla gravità del problema che stai cercando di risolvere. In genere, si consiglia di ripetere le applicazioni fino a quando i sintomi non scompaiono completamente e la salute delle piante è ripristinata. Tuttavia, è consigliabile consultare un esperto agronomo per ottenere una guida più precisa e personalizzata in base alle tue specifiche esigenze agronomiche. Spero che queste informazioni ti siano utili.

    1. Grazie per il tuo commento, Cosimo. Sì, è possibile miscelare il bicarbonato di potassio con la zeolite. La zeolite è un minerale poroso che può assorbire e trattenere sostanze chimiche e nutrienti. Pertanto, combinare il bicarbonato di potassio con la zeolite potrebbe aiutare a migliorare l’assorbimento e la disponibilità del potassio per le piante. È importante seguire le dosi raccomandate e le istruzioni per l’uso della zeolite e del bicarbonato di potassio per garantire un’applicazione corretta e sicura.

  1. Le informazioni utili però non ho capito dopo aver dato il prodotto quanti giorni devono trascorrere per poter raccogliere la verdura Grazie buona giornata.

    1. Ciao, grazie per il tuo commento sul nostro blog di Agrimag.

      La tua domanda riguarda un aspetto molto importante nella pratica dell’uso di prodotti per il trattamento delle piante, come il bicarbonato di potassio. La risposta può variare in base al tipo di verdura che stai coltivando e alla quantità di bicarbonato di potassio che hai applicato.

      Generalmente, il bicarbonato di potassio è considerato sicuro e non residuale, il che significa che non lascia tracce nocive nelle piante dopo l’applicazione. Pertanto, non c’è un periodo di carenza obbligatorio tra l’applicazione del prodotto e la raccolta della verdura.

      Tuttavia, è sempre consigliabile lavare accuratamente la verdura prima del consumo, per rimuovere eventuali residui superficiali. E ricorda, è sempre meglio fare riferimento alle indicazioni del produttore per essere completamente sicuro.

      Spero che questa risposta ti sia stata utile. Se hai ulteriori domande, non esitare a farcelo sapere. Buona giornata!

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