Un diserbante totale è un erbicida non selettivo, capace di eliminare qualsiasi pianta verde con cui entra in contatto, senza distinguere tra infestanti e specie coltivate. Si usa per liberare dalle erbe infestanti aree non coltivate, viali, piazzali e bordi di campo, per preparare il terreno prima della semina o del trapianto e, con le dovute precauzioni, sotto la fila di vigneti, oliveti e frutteti. È uno strumento potente, ma proprio per questo richiede competenza: un errore di dose, di momento o di distribuzione può danneggiare la coltura, lasciare intatte le infestanti più difficili o creare problemi ambientali.
Non tutti i diserbanti totali funzionano allo stesso modo. Ci sono prodotti sistemici, che vengono assorbiti dalle foglie e traslocati fino alle radici, e prodotti di contatto, che disseccano solo le parti colpite. Scegliere tra i due, conoscere le regole d’uso e i limiti normativi è il primo passo per un diserbo totale efficace e sicuro.
In sintesi: il diserbante totale elimina tutta la vegetazione verde con cui viene a contatto; i prodotti sistemici come il glifosate raggiungono radici e rizomi e sono indicati contro le infestanti perenni, quelli di contatto come l’acido pelargonico disseccano rapidamente solo la parte aerea; si distribuisce su infestanti in piena attività vegetativa, senza vento né pioggia imminente, con ugelli antideriva e senza bagnare le parti verdi delle colture, rispettando etichetta, abilitazione all’acquisto e divieti previsti dalla normativa.
In questa guida vediamo come agiscono i diserbanti totali, quali tipi esistono, quando e come si usano, quali sono le regole italiane ed europee da rispettare, gli errori più comuni e le alternative non chimiche per ridurre il ricorso al diserbo.

Diserbante totale: cos’è e come agisce
Gli erbicidi si dividono in selettivi e non selettivi. I selettivi colpiscono solo alcune categorie di piante, ad esempio le graminacee o le dicotiledoni, e si possono usare sulla coltura senza danneggiarla. I diserbanti totali, invece, non hanno selettività: agiscono su graminacee, dicotiledoni, annuali e perenni. Per questo vengono definiti anche erbicidi totali o, quando agiscono rapidamente sulla parte aerea, disseccanti totali.
Il bersaglio della maggior parte dei diserbanti totali è la vegetazione già emersa: si parla di trattamenti di post-emergenza. Il prodotto viene distribuito sulle foglie delle infestanti e agisce attraverso i tessuti verdi; il terreno nudo e le parti legnose ben lignificate non lo assorbono. È una differenza fondamentale rispetto agli erbicidi residuali di pre-emergenza, che vengono distribuiti sul terreno e impediscono la germinazione dei semi per un certo periodo.
Diserbanti totali sistemici e di contatto
Diserbanti totali sistemici
I diserbanti sistemici vengono assorbiti dalle foglie e trasportati dalla linfa in tutta la pianta, fino alle radici, ai rizomi e agli stoloni. È questo che li rende efficaci sulle infestanti perenni come gramigna, sorghetta, convolvolo, cannuccia e rovo, che con i prodotti di contatto ricaccerebbero dalle parti sotterranee. L’effetto non è immediato: i sintomi, ingiallimento e poi disseccamento, compaiono in genere nell’arco di una o due settimane, a seconda della specie e della temperatura.
Il principale diserbante totale sistemico autorizzato nell’Unione europea è il glifosate, la cui approvazione è stata rinnovata fino al 2033 con il Regolamento di esecuzione (UE) 2023/2660, con condizioni e restrizioni d’uso definite a livello europeo e nazionale. Il glifosate inibisce un enzima presente solo nei vegetali e in alcuni microrganismi, bloccando la sintesi di aminoacidi essenziali. Agisce solo sulle parti verdi e non ha attività residua nel terreno, dove viene adsorbito e degradato. Sul catalogo Agrimag sono disponibili formulati come Glifosate 360 g/L e Touchdown, da usare esclusivamente secondo etichetta. Per l’uso corretto rimandiamo alla guida sull’erbicida glifosate.
Diserbanti totali di contatto
I diserbanti di contatto agiscono solo sulle parti della pianta che vengono bagnate dalla miscela, distruggendo le membrane cellulari e causando un disseccamento rapido, visibile già dopo poche ore. Non vengono traslocati, per cui non raggiungono radici e rizomi: sono efficaci sulle infestanti annuali giovani, mentre sulle perenni ottengono solo un effetto temporaneo e la pianta ricaccia.
Dopo la revoca di diverse sostanze attive negli ultimi anni, tra i disseccanti di contatto oggi più utilizzati c’è l’acido pelargonico, una sostanza di origine naturale ammessa anche in contesti in cui si cerca un profilo a minore impatto. È utile per interventi rapidi su vialetti, bordure e piccole superfici, tenendo conto che richiede una bagnatura completa e può dover essere ripetuto. Ne parliamo nella guida all’acido pelargonico.
Quando usare il diserbante totale
Il diserbante totale trova impiego in diverse situazioni agricole e non agricole. In pre-semina o pre-trapianto si usa per eliminare le infestanti già nate prima di seminare con la tecnica della falsa semina o della semina su sodo, senza lavorare il terreno. Su vigneti, oliveti, frutteti e agrumeti si usa sotto la fila, dove le lavorazioni meccaniche sono più difficili, con attrezzature schermate e senza bagnare le parti verdi delle piante. Nelle aree non coltivate, come capezzagne, fossi, bordi di campo, piazzali aziendali e recinzioni, serve a contenere vegetazione che ostacola il lavoro o aumenta il rischio di incendi.
Il momento migliore dipende dal tipo di infestante. Le annuali si controllano meglio quando sono giovani, nelle prime fasi di sviluppo. Le perenni, invece, si colpiscono con i sistemici quando la pianta sta accumulando riserve verso le radici, tipicamente a fine estate o inizio autunno, oppure in fase di pre-fioritura: è in questi momenti che il prodotto viene trasportato in profondità e raggiunge rizomi e stoloni.
Come si usa il diserbante totale: le regole tecniche
L’efficacia di un diserbante totale dipende molto più dalla tecnica di distribuzione che dalla quantità di prodotto. Le regole fondamentali riguardano le condizioni delle infestanti, il clima, l’acqua e l’attrezzatura.
Infestanti in attività vegetativa
Le infestanti devono essere in buono stato, con foglie sviluppate, non stressate dalla siccità, non impolverate e non appena sfalciate. Una pianta sofferente per il caldo o la mancanza d’acqua chiude gli stomi e assorbe e trasloca poco prodotto. Dopo uno sfalcio bisogna attendere che la vegetazione ricacci e abbia di nuovo una superficie fogliare sufficiente.
Clima: vento, pioggia e temperatura
Il trattamento si esegue in giornate senza vento, per evitare la deriva su colture vicine, siepi e corsi d’acqua. La pioggia nelle ore successive può dilavare il prodotto prima che venga assorbito: l’intervallo minimo senza pioggia è indicato in etichetta. Le temperature troppo alte o troppo basse riducono l’attività delle piante e quindi l’efficacia, soprattutto dei sistemici: meglio le ore fresche della mattina in giornate miti.
Qualità dell’acqua e coadiuvanti
L’acqua usata per preparare la miscela conta più di quanto si pensi. Le acque dure, ricche di calcio e magnesio, e quelle torbide, con argilla in sospensione, possono legare il glifosate e ridurne l’efficacia. In questi casi si usano acque più pulite e, dove previsto dall’etichetta, coadiuvanti specifici che correggono la durezza, come Actinet.
Attrezzatura e ugelli
Si usano irroratrici ben tarate, con ugelli antideriva a bassa pressione che producono gocce grosse, e barre o campane schermate quando si tratta sotto la fila di colture arboree. Il getto non deve mai raggiungere foglie, germogli, polloni o cortecce verdi delle piante coltivate: sulle giovani piante con tronco non lignificato si usano protezioni. Al termine, l’attrezzatura va lavata con cura prima di essere usata per altri trattamenti. Una guida passo passo è disponibile nell’articolo su come si utilizza il diserbante.
Diserbante totale sotto la fila di vigneti, oliveti e frutteti
Nelle colture arboree il diserbo totale si limita in genere alla striscia sotto la fila, larga quanto basta per evitare la competizione delle infestanti per acqua e azoto nella zona delle radici, mentre l’interfila viene lavorata o inerbita. È una scelta che riduce in modo consistente la quantità di prodotto distribuito per ettaro rispetto a un trattamento a pieno campo.
I periodi d’intervento più comuni sono due. Il primo cade tra fine inverno e primavera, prima che le infestanti competano con la ripresa vegetativa e la fioritura della coltura. Il secondo cade a fine estate o inizio autunno, quando le perenni stanno accumulando riserve nelle radici e il diserbante sistemico viene traslocato in profondità. Nei giovani impianti la cautela deve essere massima: tronchi non ancora lignificati, polloni e foglie basse sono vie d’ingresso del prodotto che possono causare danni gravi e duraturi. Protezioni per i fusti, barre schermate e spollonatura preventiva sono indispensabili.
Va ricordato che sotto la fila di oliveti e vigneti molte infestanti estive, come la Conyza e il convolvolo, sono diventate più difficili da controllare proprio per l’uso ripetuto dello stesso principio attivo. Alternare il diserbo con la lavorazione meccanica sotto la fila e con lo sfalcio, una o due volte nella stagione, mantiene la situazione sotto controllo. Approfondiamo le strategie di base anche nella scheda sul diserbante totale.
Diserbo totale: normativa e limiti d’uso
L’uso dei diserbanti totali è regolato da norme europee e nazionali. Ogni prodotto fitosanitario va usato solo per le colture, le avversità e le modalità riportate in etichetta, che è a tutti gli effetti un documento vincolante. Per l’acquisto e l’impiego dei prodotti destinati agli utilizzatori professionali è necessario il certificato di abilitazione, il cosiddetto patentino, mentre per l’hobbista esistono formulati specifici autorizzati per uso non professionale, con confezioni e concentrazioni adatte.
In Italia il glifosate è soggetto a restrizioni specifiche: non può essere usato nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, come parchi, giardini pubblici, aree gioco, cortili e aree vicine a scuole e strutture sanitarie, e non è ammesso in pre-raccolta per accelerare la maturazione o facilitare la raccolta. Il Piano d’azione nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, che attua la Direttiva 2009/128/CE, prevede inoltre misure di tutela per le aree extra-agricole, le zone di rispetto dei corpi idrici e i siti della rete Natura 2000. Prima dell’acquisto conviene sempre verificare l’autorizzazione del formulato nella banca dati dei prodotti fitosanitari del Ministero della Salute.
Gli errori più comuni con i diserbanti totali
Il primo errore è aumentare la dose pensando di ottenere un effetto più rapido o più forte. Con i sistemici, una dose eccessiva può addirittura ridurre l’efficacia: le foglie vengono danneggiate troppo in fretta e il prodotto non ha il tempo di essere trasportato alle radici. Il secondo errore è trattare infestanti stressate, impolverate o appena tagliate. Il terzo è aspettarsi risultati immediati da un sistemico e ripetere il trattamento dopo pochi giorni, quando invece bisogna attendere che il prodotto completi la sua azione.
Altri errori frequenti sono trattare con vento o con pioggia imminente, usare acqua torbida o molto dura, bagnare le parti verdi delle colture e affidarsi sempre allo stesso principio attivo. L’uso ripetuto di un’unica sostanza ha selezionato in molte aree popolazioni resistenti di infestanti come la Conyza e il loglio, che sopravvivono ai trattamenti e si diffondono rapidamente. Alternare strategie diverse, chimiche e meccaniche, è l’unico modo per mantenere efficace il diserbo nel tempo.
Alternative al diserbante totale
In molti contesti il diserbo chimico può essere ridotto o sostituito. Le lavorazioni meccaniche sotto la fila, con attrezzi interceppi e lame, controllano le infestanti senza prodotti chimici, anche se richiedono più passaggi. La pacciamatura, con teli o materiali organici, impedisce la germinazione sulle file di orticole e giovani impianti. Il pirodiserbo, con bruciatori a gas, è utile su superfici non coltivate e in agricoltura biologica, con le dovute cautele per il rischio di incendio nei periodi secchi.
Negli impianti arborei l’inerbimento controllato dell’interfila, gestito con sfalci, migliora la portanza del terreno, riduce l’erosione e limita la superficie da diserbare alla sola fila. La falsa semina, infine, consiste nel preparare il letto di semina in anticipo, lasciare germinare le infestanti e poi eliminarle prima della semina vera e propria. Per conoscere meglio le specie da gestire è utile la guida sulle erbe infestanti; le soluzioni a minore impatto sono raccolte nella categoria degli erbicidi biologici, mentre l’assortimento completo è nella categoria erbicidi e diserbanti.
Diserbante totale e sicurezza
Ogni diserbante totale va maneggiato con i dispositivi di protezione indicati in etichetta e nella scheda di sicurezza: guanti, occhiali, indumenti adeguati e, quando previsto, protezione delle vie respiratorie. La miscela va preparata all’aperto o in locali aerati, lontano da pozzi e corsi d’acqua, e i contenitori vuoti vanno bonificati con il triplo risciacquo e smaltiti secondo le norme. Dopo il trattamento bisogna rispettare il tempo di rientro nell’area trattata e tenere lontani bambini e animali domestici fino al completo asciugamento della vegetazione.
Domande frequenti sul diserbante totale
Che cos’è un diserbante totale?
Un diserbante totale è un erbicida non selettivo che elimina qualsiasi pianta verde con cui entra in contatto, senza distinguere tra infestanti e colture. Si usa per liberare aree non coltivate, viali e bordi di campo, per preparare il terreno prima della semina e, con attrezzature schermate, sotto la fila di vigneti, oliveti e frutteti. Esistono diserbanti totali sistemici, come il glifosate, che vengono assorbiti dalle foglie e raggiungono radici e rizomi, e diserbanti di contatto, come l’acido pelargonico, che disseccano rapidamente solo la parte aerea delle piante colpite.
Quanto tempo ci mette un diserbante totale a fare effetto?
Dipende dal tipo di prodotto. I diserbanti totali di contatto agiscono rapidamente e i primi segni di disseccamento compaiono già dopo poche ore dal trattamento. I diserbanti sistemici, come il glifosate, devono essere assorbiti e trasportati fino alle radici: i sintomi, prima ingiallimento e poi disseccamento, compaiono in genere nell’arco di una o due settimane, più lentamente con il freddo e sulle infestanti perenni. Con i sistemici è importante non intervenire di nuovo o lavorare il terreno prima che il prodotto abbia completato la sua azione, altrimenti le parti sotterranee non vengono raggiunte.
Si può usare il diserbante totale nell’orto o in giardino?
Il diserbante totale si può usare in giardino e nell’orto solo con formulati autorizzati per uso non professionale e seguendo l’etichetta, che indica dove e come impiegarli. Va distribuito solo su vialetti, bordure o superfici da liberare prima della semina, mai sulle piante coltivate, evitando giornate ventose e tenendo lontani bambini e animali fino all’asciugamento. Il glifosate non può essere usato nelle aree frequentate dalla popolazione, come parchi e giardini pubblici. Nell’orto familiare spesso le alternative non chimiche, come pacciamatura, sarchiatura e falsa semina, sono più semplici e sicure.
Quando è meglio dare il diserbante totale?
Il momento migliore è quando le infestanti sono in piena attività vegetativa, con foglie ben sviluppate, non stressate dalla siccità e non appena sfalciate. Le annuali si controllano meglio da giovani, mentre le perenni come gramigna, convolvolo e rovo si colpiscono con i sistemici a fine estate o inizio autunno, quando la pianta trasporta le riserve verso le radici, oppure in pre-fioritura. Si tratta in giornate miti e senza vento, preferibilmente al mattino, rispettando l’intervallo senza pioggia indicato in etichetta perché il prodotto venga assorbito.
Che differenza c’è tra diserbante totale e selettivo?
Il diserbante selettivo colpisce solo alcune categorie di piante, ad esempio graminacee o dicotiledoni, e può essere distribuito sulla coltura senza danneggiarla, entro i limiti dell’etichetta. Il diserbante totale non ha selettività e danneggia qualsiasi pianta verde che bagna, compresa la coltura. Per questo i selettivi si usano in pieno campo su cereali, mais, orticole e prati, mentre i totali si usano su aree non coltivate, in pre-semina e sotto la fila delle arboree con attrezzature schermate. La scelta dipende quindi dalla coltura presente e dalle infestanti da controllare.
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