Septoriosi (Septoria tritici)

Fonte: Malattie dei cereali a paglia – Regione Lombardia

Agente causale:

Mycosphaerella graminicola (Fuckel) J. Schrt. Anamorfo = Septoria tritici Roberge in Desmaz. Sino ad un decennio addietro era considerato agente della septoriosi anche Phaeosphaeria nodorum (E. Müllerl) Heddjaroude (sin. Septoria nodorum Berk.).

Organi della pianta colpiti:

Il fungo attacca prevalentemente le foglie in tutte le fasi vegetative della coltura. Le foglie basali, poiché più vicine al suolo, risultano maggiormente colpite.

Piante ospiti: 

Il patogeno si sviluppa soprattutto su frumento tenero e frumento duro ed altre specie coltivate o spontanee del genere Triticum.

Sintomi:

Sulle foglie il fungo forma macchie di 1-5 x 4-15 mm, tendenzialmente allungate con contorno non ben definito, all’inizio di color grigio-verdognolo chiaro che, successivamente, necrotizzano. La morte delle cellule e la necrosi dei tessuti possono essere dovute alla produzione da parte del fungo di sostanze tossiche quali la septorina e la ochracina. Se le infezioni sono numerose, le macchie confluiscono e causano un disseccamento generale dell’apparato fogliare. Sui tessuti infetti appaiono subito numerosi piccoli corpi fruttiferi globosi (picnidi), di colore bruno-nerastro, alquanto superficiali, con parete rugosa e aventi un diametro di 60-200 p.m. In condizioni di elevata umidità, da essi fuoriescono i cirri o goccioline gelatinose color bianco lattiginoso o bruno lucido contenenti i conidi (cilindrici, filiformi, arcuati, 3-7 settati). Insieme ai picnidi, e di forma ad essi molto simile, possono trovarsi gli pseudoteci contenenti numerosi aschi clavati con le ascospore.

Diagnosi:

Assumono una notevole importanza diagnostica le lesioni (a contorno irregolare), i picnidi (numerosi, neri, sub-epidermici, di 60-200 μm), i conidi (ialini, cilindrici, filiformi, arcuati, 3-7 settati, di 35-98 x 1-3,5 μm) e le ascospore (ialine, ellettiche, 2,5-4 x 9-16 μm bicellulari con cellule di diversa dimensione).

Danni e importanza economica in Italia: 

La malattia riveste una notevole importanza nei climi freschi e nelle aree cerealicole alquanto umide. Questa malattia ha assunto notevole importanza dal momento in cui sono state introdotte varietà a taglia bassa, con abbondante apparato fogliare e resistenti alle ruggini e all’oidio. I danni maggiori (scarsa produzione e semi striminziti) si hanno quando gli attacchi avvengono prima o durante la spigatura.

Ciclo vitale e modalità di diffusione: 

La malattia può insediarsi sulle piante sin dall’autunno e poi esplodere in forma epidermica in primavera. Le infezioni autunnali, pur non raggiungendo livelli di attacco molto elevati, sono ugualmente pericolose perché le piantine sono molto piccole e costituiscono delle fonti di inoculo per le infezioni primaverili. Le infezioni possono avere origine dal micelio o dai conidi presenti sulle stoppie oppure dalle ascospore o dai conidi trasportati dal vento e dalla pioggia.

Condizioni favorevoli allo sviluppo della malattia:

M. graminico­la è più aggressiva durante la levata, ossia nel periodo più fresco del ciclo vegetativo. Inoltre la malattia è favorita dalla suscettibilità varietale, da frequenti piogge, da una temperatura compresa tra i 15 e 20°C, da varietà a taglia bassa e con abbondante fogliame. Anche le mancate rotazioni, le concimazioni con eccesso di azoto, la presenza di residui colturali e la mancata o non uniforme bruciatura delle stoppie favoriscono lo sviluppo della malattia.

 

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