FLONICAMID

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Scheda generale

GRUPPO CHIMICO

Il Flonicamid appartiene alla nuova famiglia chimica delle Pyridinecarboxamidi caratterizzata da un modo d’azione unico, scoperto da Ishihara Sangyo Kaysha Ltd e sviluppato da ISK Biosciences.

STATO FISICO

Solido, polvere colore beige chiaro.

COEFFICIENTE DI RIPATRIZIONE N-OTTANOLO/ACQUA

Pow = 19 (298°C)

Log Pow = 0.3

STABILITA’

Idrolisi: Stabile a pH 5, pH 7, pH 9

Fotolisi: Stabile a 100.000 lux per 3 gg

IMPIEGHI AUTORIZZATI E INTERVALLI DI SICUREZZA (gg.)
  • Decreto 23 luglio 2008 (GU n 265 del 12-11-2008, Suppl Ord n 251):
Melo, pero 21
Pesco 14
Susino 35
Pomodoro (1), cetriolo (1), cetriolino (1), zucchino (1),
melone (1), cocomero (1), zucca (1)
3

Note:

(1) Applicazione anche in serra

Si segnala che il prodotto Teppeki (reg. n. 12225) ha ottenuto con Decreto 12 aprile 2013 l’estensione di impiego su agrumi con intervallo di sicurezza di 60 giorni.

LMR LIMITI MASSIMI DI RESIDUI (mg/Kg)
  • Regolamento (UE) n. 893/2010 della Commissione dell’8 ottobre 2010:
Agrumi 0,1
Pomacee, prugne 0,2
Albicocche, pesche, ciliege 0,3
Altre drupacee 0,05
Altra frutta 0,05*
Patate 0,1
Pomodori, melanzane, meloni, zucche, cocomeri 0,3
Peperoni 0,15
Cetrioli, cetriolini, zucchine 0,5
Altri ortaggi 0,05*
Legumi da granella 0,05*
Semi e frutti oleaginosi 0,05*
Frumento 2
Altri cereali 0,05*
Tè, caffè, infusioni di erbe e cacao 0,05*
Luppolo 2
Spezie 0,05*
Piante da zucchero 0,05*

Note:

Somma di flonicamid, TNFG e TNFA) (R)

(R) = La definizione di residui è diversa per le seguenti combinazioni di antiparassitari e numeri di codice:

Flonicamid – codice 1000000: somma di flonicamid e di TFNA-A

Meccanismo d’azione

Il Flonicamid agisce sia per contatto che per ingestione.

Il meccanismo di azione del Flonicamid è ancora oggetto di studio, ma le ricerche indicano che il Flonicamid non appartiene alla famiglia dei Neonicotinoidi e non agisce sul medesimo sito di azione (recettore nicotinico dell’acetilcolina). Il Flonicamid non inibisce l’attività dell’enzima acetilcolinesterasi (sito d’azione dei fosforganici e dei carbammati), non agisce sui recettori GABA (sito d’azione dei ciclodieni e dei fenilpirazoli), né sul canale del sodio (sito d’azione dei piretroidi).

Il Flonicamid non opera a livello mitocondriale (sul trasporto degli elettroni) o sui processi metabolici deputati alla produzione di energia. I sintomi che si manifestano dopo l’esposizione al Flonicamid sono molto diversi da quelli dovuti all’esposizione a regolatori della crescita chitino-inibitori.

Contrariamente agli insetticidi a base di Neonicotinoidi, il Flonicamid non si integra al legame specifi co [³H]a-bungarotoxin (aBGTX) del recettore nicotinico dell’acetilcolina (n-AChR).

Attualmente, il Flonicamid non presenta resistenza incrociata con altri insetticidi. Il Flonicamid conserva la sua efficacia contro gli afidi del cotone (Aphis gossypii) resistenti ai fosforganici, ai carbammati e ai piretroidi (prove di laboratorio).

L’azione del Flonicamid non risulta ridotta in una popolazione di aleurodidi resistenti ai Neonicotinoidi (Trialeurodes vaporariorum) a riprova dell’assenza di resistenza incrociata tra il Flonicamid e i Neonicotinoidi.

Fino a oggi nessuna resistenza è stata riscontrata nelle popolazioni di afidi testate. Grazie al suo nuovo sito d’azione e all’assenza di resistenza incrociata con gli insetticidi attualmente utilizzati, il Flonicamid rappresenta un’alternativa importante nella strategia della gestione alle resistenze.

Testo tratto da brochure di Belchim Crop Protection (18-10-2007)

Aspetti applicativi

Insetticida per la difesa di agrumi, melo, pero, pesco, susino, pomodoro e cucurbitacee (cetriolo, cetriolino, zucchino, cocomero, melone, zucca).

SPETTRO D’AZIONE

Specifico per il controllo degli afidi e della mosca bianca.

MODO D’AZIONE

Agisce come inibitore dell’alimentazione in numerosi afidi ed in altre specie di insetti con apparato boccale pungente – succhiante quali gli aleurodidi.

Il Flonicamid presenta nella pianta trattata una sistemia acropeta e translaminare. Il movimento del Flonicamid dalle foglie trattate a quelle di nuova emergenza può variare in base al tipo di coltura. Il Flonicamid è prontamente assorbito dal suolo attraverso il sistema radicale e traslocato nel resto della pianta per via xilematica.

Il Flonicamid agisce per contatto e per ingestione. Il Flonicamid provoca un rapido arresto dell’alimentazione degli afidi e della loro produzione di melata con immediata cessazione dei danni alle colture.

La molecola controlla sia gli adulti che gli stadi preimmaginali di numerose specie di afidi; la morte dell’insetto avviene più o meno velocemente a seconda dello stadio di sviluppo del parassita e delle condizioni ambientali.

Osservazioni in laboratorio e in campo mostrano che l’assorbimento della dose letale e la cessazione dell’alimentazione degli afidi avvengono in media entro un’ora dall’esposizione alla molecola. La morte avviene in 2 – 5 giorni per
disidratazione e per cessata alimentazione a seconda delle condizioni ambientali. Temperature elevate non riducono l’efficacia del Flonicamid.

Il Flonicamid non è dilavabile a tre ore dal trattamento.

FORMULAZIONI

Granuli idrodispersibili

MODALITA’ DI IMPIEGO

Modalità e dosi di impiego riferite a prodotti al 50% di p.a. sotto forma di granuli idrodispersibili.

Prima dell’applicazione, è necessario essere sicuri che il principio attivo Flonicamid sia completamente disciolto nella botte mantenendo in agitazione la massa. La miscibilità del Flonicamid è indipendente dalla temperatura dell’acqua e dal pH. Al momento dell’applicazione, il volume di acqua deve essere adattato alla massa e alla densità della coltura da proteggere per permetterne una giusta copertura.

Un’applicazione precoce, all’inizio dell’attacco dei parassiti, ridurrà i danni causati da quest’ultimi sulle colture.

  • Agrumi

Contro afide verde degli agrumi (Aphis citricola), afide bruno degli agrumi (Toxoptera aurantii), afide verde delle mavacee e delle cucurbitacee (Aphis gossypii), intervenire all’inizio dell’infstazione, in genere all’inizio della primavera quando si sviluppano i primi germogli alla dose di 0,1 kg/ha. Utilizzare volumi d’acqua di 1000-3000 l/ha. Ripetere i ttrattamenti (fino a un massimo di 2 per anno) a distanza di 14 giorni.

  • Melo e pero

Contro afide grigio del melo (Dysaphis plantaginea), afide verde del melo (Aphis pomi) e afide grigio del pero (Dysaphis pyri) intervenire alla comparsa dell’infestazione, in genere all’inizio della primavera quando si sviluppano i primi germogli, alla dose di 0,12-0,14 kg/ha. Utilizzare volumi d’acqua di 200-1000 l/ha (eccezionalmente 1500 l/ha) a seconda del tipo di coltura , dello stadio di sviluppo e dell’attrezzatura di distribuzione impiegata.

Si racomanda di utilizzare la dose piu’ elevata (0,14 kg/ha) per il controllo dell’afide grigio del melo.

Ripetere i trattamenti (fino ad un massimo di 3 per anno) a distanza di 14-21 giorni.

  • Pesco e susino

Contro afide verde del pesco (Myzus persicae), Brachycaudus helichrysi ed afide farinoso del susino (Hyalopterus pruni) intervenire alla comparsa dell’infestazione, in genere all’inizio della primavera quando si sviluppano i primi germogli, alla dose di 0,12-0,14 kg/ha in funzione della severità dell’attacco; per infestazioni iniziali impiegare la dose piu’ bassa. Utilizzare volumi d’acqua di 200-1000 l/ha (eccezionalmente 1500 l/ha) a seconda del tipo di coltura, dello stadio di sviluppo e dell’attrezzatura di distribuzione impiegata.

Ripetere i trattamenti (fino ad un massimo di 2 per anno) a distanza di 14-12 giorni.

  • Pomodoro (in campo e in serra)

Contro afidi (Myzus persicae e Aphis gossypii) intervenire alla comparsa dell’infestaizone (in particolare in serra quando piu’ del 5% delle foglie sono infestate da uno o piu’ individui), alla dose di 0,10-0,12 kg/ha in funzione della severità dell’attacco; per infestazioni iniziali impiegare la dose piu’ bassa. Utilizzare volumi d’acqua di 400-1000 l/ha a seconda dello sviluppo della vegetazione.

Ripetere i trattamenti (fino ad un massimo di 3 per anno) a distanza di 7-14 giorni.

  • Cucurbitacee (melone, cetriolo, cetriolino, cocomero, zucca, zucchino) sia in campo che in serra

Contro afidi (Aphis gossypii) intervenire alla comparsa dell’infestazione (in particolare in serra quando piu’ del 5% delle foglie sono infestate da uno o piu’ individui), alla dose di 0,10 kg/ha. Utilizzare volumi d’acqua di 400-1000 l/ha a seconda dello sviluppo della vegetazione.

Ripetere i trattamenti (fino ad un massimo di 3 per anno) a distanza di 7-14 giorni.

Su orticole (pomodoro e cucurbitacee) il prodotto può essere applicato anche tramite il sistema dell’irrigazione a goccia o con manichette per il controllo della mosca bianca (Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci) in particolare le forme immature.

Il prodotto, dopo essere stato disciolto in poca acqua a parte, viene introdotto nel sistema di irrigazione e quindi distribuito al terreno. La soluzione deve essere preparata subito prima del trattamento e applicata al termine del ciclo di irrigazione.

Si raccomanda di effettuare 2 trattamenti alla dose di 0,20 kg/ha, il primo dopo che le piantine abbiano superato la crisi di trapianto (da 1 a max 7 giorni) e il secondo a 10-14 giorni di distanza, a seconda delle condizioni favorevoli allo sviluppo della mosca bianca.

Momento ottimale per l’applicazione in fertirrigazione:

Applicare Teppeki® appena superata la crisi di trapianto (entro la prima settimana dal trapianto) sulle colture orticole riportate in etichetta. Per garantire una duratura protezione della coltura ripetere un secondo trattamento a 10-14 giorni di distanza dal primo. Non somministrare il prodotto per fertirrigazione su piante già sviluppate in quanto la diluizione del principio attivo all’interno di una pianta accresciuta non è più sufficiente a garantire il controllo dei parassiti.

Avvertenza agronomica: Non effettuare piu’ di 3 applicazioni per anno. Pertanto, qualora il prodotto venga impiegato per il controllo della mosca bianca medinate il sistema dell’irrigaizone a goccia o con manichetta (max 2 applicazioni), si raccomanda di effettuare un solo trattamento per irrorazione fogliare (controllo degli afidi) in modo tale da non superare le 3 applicazioni totali per anno.

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