Cladosporiosi del pomodoro (Fulvia fulva)

Fonte scheda: agricoltura.regione.emilia-romagna.it

 

  • Agente patogeno:  Cladosporium fulvum
  • Sinonimo:  Fulvia fulva Cooke (Cooke) Cif.
  • Riferimento normativo: Organismo nocivo di qualità (D.M. 14 aprile 1997)
  • Distribuzione geografica: Presente nell’Unione Europea Diffuso in Italia 

Sintomi in vivaio

Gli attacchi di Cladosporium fulvum, seppur rari in vivaio, possono rilevarsi a carico delle foglie. Le prime manifestazioni sono visibili sulle foglie basali con la comparsa di macchie inizialmente clorotiche, con contorno non ben definito, in corrispondenza delle quali, sulla pagina inferiore, si sviluppa un feltro bruno-olivastro costituito dai rami conidiofori e dai conidi del fungo.

Sintomi nella fase di produzione

La cladosporiosi è una malattia tipica del pomodoro coltivato in serra e si manifesta frequentemente in prossimità o durante la raccolta. I sintomi sulle foglie sono quelli descritti nella fase di vivaio. La vegetazione colpita tende ad avvizzire e disseccare. Il patogeno può svilupparsi anche a carico dei piccioli fogliari, dei fusti e dei fiori, mentre raramente vengono interessati i frutti. Su questi ultimi si assiste alla comparsa di tacche rotondeggianti brune che possono portare ad un accrescimento disforme del frutto.

Epidemiologia

I conidi costituiscono la principale fonte di inoculo del fungo e possono sopravvivere per 9-12 mesi sia come conidi liberi, presenti nelle strutture delle serre, sia sui residui della vegetazione infetta. L’infezione può essere trasmessa anche dai semi infetti. Gli attacchi di cladosporiosi sono favoriti da temperature comprese fra 10 e 27°C (valore ottimale attorno a 22°C), umidità relativa prossima al 90% anche per poche ore ed assenza di correnti d’aria. La penetrazione avviene per via stomatica.

Difesa

Per il contenimento del patogeno risultano fondamentali e spesso sufficienti le misure atte a diminuire le condizioni ambientali favorevoli alle infezioni, quali l’arieggiamento degli ambienti di coltivazione e la riduzione dell’umidità relativa. Tra le altre misure di carattere preventivo si ricorda l’importanza dell’utilizzo di seme sano oltre ad una adeguata disinfezione delle strutture. In vivaio si consiglia l’intervento con prodotti specifici solo in caso di comparsa dei sintomi.

 

 

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