Informazioni generali
Il prodotto in questione si chiama RAK® 2 MAX ed è una soluzione innovativa per la lotta alla tignoletta della vite (Lobesia botrana). Si tratta di un feromone che viene diffuso nel vigneto per impedire ai maschi di individuare la scia feromonica emessa dalle femmine, ostacolando così l’accoppiamento e la riproduzione di questi insetti dannosi.
Composizione
RAK® 2 MAX contiene due sostanze attive: (E, Z)-7-9-dodecadienilacetato e N-dodecilacetato puro, in rapporto 2:1. Questa combinazione permette di mantenere una concentrazione costante di feromone nell’aria sopra la coltura, coprendo l’intero ciclo di vita dell’insetto.
Modalità d’uso
Per utilizzare RAK® 2 MAX, è necessario collocare i diffusori uniformemente sulla superficie interessata poco prima dell’inizio del volo della prima generazione della tignoletta. La superficie minima da proteggere dovrebbe essere pari ad almeno 2 ettari per superfici isolate ed a 4 ettari per appezzamenti situati all’interno di aree viticole.
Epoca e modalità di applicazione
Si esegue un’unica applicazione poco prima dell’inizio del volo della prima generazione di Lobesia botrana (Tignoletta della vite). Condizione basilare per ottenere un buon risultato con il metodo della confusione BASF è di avere, ad inizio stagione, appezzamenti con bassa densità di popolazione di Tignoletta.
Nelle superfici in cui non si conosce la densità iniziale delle popolazioni, o dove nell’annata precedente non si è conseguito un buon controllo della Tignoletta, è necessario eseguire un trattamento insetticida ben mirato contro la prima generazione di questo fitofago.
Superfici e forma degli appezzamenti
E’ sconsigliabile operare in appezzamenti con bordi eccessivamente irregolari e frastagliati. La superficie minima da trattare è di 2 ettari per superfici isolate e di 4 ettari per appezzamenti situati all’interno di aree viticole.
Applicazione dei diffusori
La distribuzione viene eseguita manualmente, assicurando i diffusori ai tralci o ai fili di sostegno, l’altezza di applicazione deve coincidere con quella normalmente raggiunta dai grappoli a maturazione. Il numero dei diffusori applicati per ettaro deve essere incrementato in proporzione all’espansione della vegetazione tipica della forma di allevamento adottata, applicando fino a 500 diffusori/ha.
Trattamento dei bordi dell’appezzamento
Per evitare un’eccessiva riduzione della concentrazione dei feromoni nell’atmosfera della zona periferica della superficie trattata, occorre aumentare il numero di diffusori in corrispondenza dei bordi del vigneto, operando come di seguito indicato:
a) per vigneti non isolati (confinanti con altri vigneti) occorre applicare i diffusori anche nel vigneto confinante con quello in cui si applica la tecnica della “confusione”; l’applicazione di diffusori va eseguita anche nel caso di vigneti trattati con insetticidi; nei vigneti limitrofi i diffusori vanno applicati per una profondità di 30-40 metri, a partire dal filare più esterno del vigneto in cui si intende attuare la lotta per “confusione”;
b) per vigneti isolati (distanti almeno 100 metri da altri vigneti) è necessario applicare sui lati e sulle testate dell’appezzamento, un numero maggiore di diffusori (esempio: 1 diffusore ogni 2 metri lineari sul bordo, mentre nel centro si è applicato un erogatore ogni 2 metri lineari) avendo l’accortezza di collocare tali diffusori nella parte più esterna possibile della chioma.
Questo tipo di intensificazione deve essere fatta anche su filari o ceppi di viti dell’appezzamento in cui viene applicata la “confusione”:
– che sono confinanti con impianti giovani (piante basse);
– che delimitano carreggiate di accesso al vigneto;
– che delimitano spazi privi di piante e tali da favorire la penetrazione di correnti d’aria che possono ridurre eccessivamente la concentrazione dei feromoni.
E’ opportuno evitare di operare su impianti che presentino fallanze di notevoli dimensioni; qualora questo non sia possibile, eseguire una intensificazione sulle piante che delimitano tali fallanze. I diffusori devono essere applicati anche su ceppi o gruppi di viti isolati che si trovano in prossimità dell’appezzamento trattato con feromoni, tali piante costituiscono infatti zone favorevoli all’accoppiamento della Tignoletta e quindi rappresentano potenziali focolai di infestazione per il vigneto in cui si applica la “confusione”.
Trappole
All’interno della superficie interessata dai feromoni, devono essere collocate, in punti diversi, trappole sessuali allo scopo di controllare nelle differenti zone dell’appezzamento trattato l’uniformità di diffusione dei feromoni. Catture sistematiche e numericamente significative rilevate in queste trappole indicano che la distribuzione del feromone nel vigneto non è uniforme.
Altre trappole dovranno essere collocate al di fuori della superficie trattata con feromoni per determinare l’epoca e l’entità degli sfarfallamenti nella zona, allo scopo di individuare i momenti più idonei per l’eventuale applicazione di insetticidi o per l’esecuzione dei rilievi periodici.
Le trappole devono essere collocate tassativamente prima dell’inizio del volo della prima generazione di Lobesia botrana (Tignoletta della vite).
Controllo dell’attacco
a) Controllo delle trappole
Il controllo delle catture deve essere effettuato con cadenza settimanale. L’assenza di catture nelle trappole situate all’interno della superficie trattata con feromoni è condizione favorevole ma non sufficiente per determinare un esito positivo della tecnica della “confusione”. Per avere la certezza di un buon livello di contenimento del fitofago combattuto con questo metodo è indispensabile effettuare rilievi visivi dei danni.
b) Controlli visivi degli attacchi
Tali controlli devono essere eseguiti subito dopo la nascita delle prime larve, l’operazione va poi ripetuta periodicamente al fine di ottenere un buon “monitoraggio” del fitofago da controllare. Per l’individuazione dei momenti critici di sviluppo del fitofago, e quindi delle epoche più importanti per i rilievi, è opportuno tenere conto anche del dato delle catture rilevate nelle trappole a feromoni poste negli appezzamenti non interessati dalla “confusione”.
Come si determina l’attacco
La superficie deve essere controllata interamente, eseguendo 4-6 campionamenti per ogni ettaro. Per ogni campionamento devono essere controllati almeno 50
grappoli. In presenza di più varietà, rilevare i dati differenziati per varietà.
Caratteristiche distintive
RAK® 2 MAX si distingue per diverse caratteristiche che lo rendono efficace e facile da utilizzare. Innanzitutto, rilascia in modo progressivo e costante il feromone, anche in caso di elevate temperature. Inoltre, grazie alla presenza del N-dodecilacetato, il feromone viene rilasciato in modo ritardato, garantendo una diffusione costante nel vigneto per tutto il ciclo di vita dell’insetto.
Avvertenze
Per garantire l’efficacia del prodotto, è importante conservare i diffusori nella confezione originale, ermeticamente chiusa, protetta da aria, luce e temperature elevate. Il mancato rispetto di queste condizioni potrebbe comportare una riduzione o una perdita di efficacia del prodotto.
Benefici
RAK® 2 MAX rappresenta una soluzione sostenibile per il controllo della tignoletta della vite. È adatto alle coltivazioni biologiche e permette di proteggere le colture in modo naturale e sicuro.
Conclusioni
RAK® 2 MAX è la soluzione ideale per il controllo di Lobesia botrana. Grazie alla sua formulazione innovativa e alle sue caratteristiche distintive, offre una protezione efficace e duratura contro questo insetto dannoso. Utilizzando RAK® 2 MAX, i viticoltori possono ottenere risultati ottimali nella lotta integrata alla tignoletta della vite, garantendo la salute delle loro colture.
Per ulteriori informazioni su RAK® 2 MAX e sugli altri prodotti BASF per l’agricoltura, è possibile visitare il sito web www.agro.basf.it o contattare BASF Italia Agricultural Solutions al numero di telefono +39 03625121.


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