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Fogliare No Bio

La categoria Fogliare No Bio raccoglie i concimi fogliari di origine convenzionale: formulazioni minerali, chelati di sintesi (EDTA, DTPA, EDDHA), idrolizzati proteici e biostimolanti non certificati per l’agricoltura biologica. Sono prodotti pensati per applicazioni mirate in momenti specifici del ciclo colturale, quando la nutrizione al suolo non è sufficiente o non è praticabile. Il vantaggio del fogliare convenzionale rispetto al biologico equivalente è la maggiore varietà di formulazioni disponibili, la maggiore concentrazione di principi attivi e, in molti casi, la più rapida disponibilità per la pianta.

Quando applicare un concime fogliare

La concimazione fogliare ha senso in cinque situazioni operative: carenze diagnosticate visivamente o da analisi fogliare (clorosi ferrica, carenza di boro, calcio, magnesio); fasi fenologiche a finestra stretta (boro in pre-fioritura, calcio in ingrossamento frutto, potassio in invaiatura su vite e olivo); condizioni di radice bloccata (asfissia, freddo, salinità, ristagno); integrazione di biostimolanti su fasi di stress termico o idrico; veicolazione di correttivi pH-modulanti o acidificanti. Non sostituisce la concimazione al suolo: la integra in momenti in cui l’assorbimento radicale è limitato o quando si vuole portare un nutriente direttamente all’organo target.

Formulazioni: chelati, complessati, soluzioni cristalline

I fogliari convenzionali si distinguono per la tipologia di legame del nutriente. I chelati EDTA mantengono il microelemento (ferro, manganese, zinco, rame) disponibile per la foglia in un intervallo di pH 4-7; i chelati DTPA estendono la stabilità fino a pH 7,5; gli EDDHA sono la scelta per ferro su substrati a pH 7-9. I complessati con acidi organici (AHA, lignosolfonati, aminoacidi) sono più rapidamente assorbiti dalla foglia ma meno stabili in soluzione concentrata. Le soluzioni cristalline NPK (20-20-20, 13-40-13, 13-2-44 e simili) sono formulazioni a titolo bilanciato o sbilanciato per fasi specifiche, applicabili sia fogliarmente sia in fertirrigazione.

Come fare un trattamento fogliare efficace

L’assorbimento fogliare dipende da fattori meteo e da fattori operativi. Le condizioni ottimali: temperatura tra 12 e 25°C, umidità relativa elevata (sopra il 60%), assenza di vento, foglia non bagnata da rugiada o pioggia, ora del giorno con sole non zenitale (mattino presto o tardo pomeriggio). I fattori operativi: ugelli adatti a fine bagnatura, volumi d’acqua sufficienti (300-600 L/ha a seconda della coltura e dello sviluppo vegetativo), pH della miscela tra 5,5 e 6,5, bagnante adesivo aggiunto se il prodotto non lo contiene. Trattare in pieno sole o con temperature sopra i 28°C riduce drasticamente l’assorbimento e aumenta il rischio di fitotossicità.

Biostimolanti convenzionali e correttivi specifici

La categoria comprende anche biostimolanti convenzionali: idrolizzati proteici di origine animale (gelatina, plasma), miscele di aminoacidi liberi, estratti di alghe non certificati biologico, acidi umici e fulvici da leonardite. I correttivi specifici includono acido fosforico per acidificare acque dure e apportare fosforo prontamente disponibile, solfato di magnesio per le carenze di magnesio in fertirrigazione, urea fogliare al 1-3% per ripristini di azoto rapidi. La scelta del prodotto dipende dal target (correggere carenza, integrare nutrizione, accompagnare stress, modificare pH) e dalla coltura.

Integrazione con il DSS Agrimag

Il DSS Agrimag, sviluppato da Spagro Srl, fornisce previsioni meteo localizzate sull’appezzamento e indica le finestre operative migliori per i trattamenti fogliari: temperatura, umidità, vento, pioggia attesa nelle prossime ore. Il database principi attivi integrato riporta colture registrate, dosaggi consigliati e compatibilità in miscela. L’integrazione consente di programmare i fogliari nelle fasi fenologiche corrette evitando le condizioni a rischio di fitotossicità o di scarso assorbimento, particolarmente importante in estate quando le finestre utili sono ridotte alle prime ore del mattino o alle ultime del pomeriggio.

Domande frequenti

Quando applicare un concime fogliare invece di concimare al suolo?

Quando l’assorbimento radicale è limitato (terreni freddi, asfittici, salini, calcarei con problemi di disponibilità di ferro), quando la fase fenologica richiede un apporto rapido e mirato (boro pre-fioritura, calcio ingrossamento frutto), quando la coltura è in stress (termico, idrico, post-trapianto) e ha bisogno di un supporto immediato, quando si vuole correggere una carenza diagnosticata senza modificare il piano di concimazione di base. Il fogliare non sostituisce mai la concimazione al suolo: la integra nei momenti specifici in cui il suo apporto rapido fa la differenza, particolarmente su orticole intensive, drupacee in produzione e vite in fase di ingrossamento.

Che differenza c’è tra chelati EDTA, DTPA ed EDDHA?

I tre chelanti differiscono per stabilità in funzione del pH del substrato o della miscela. L’EDTA è stabile fino a pH 6,5-7, l’agente chelante più economico, adatto a fogliari su substrati neutri o leggermente acidi. Il DTPA estende la stabilità fino a pH 7-7,5, più costoso, adatto a impieghi su substrati alcalini o in acque irrigue durificate. L’EDDHA è il chelante più stabile, mantiene il ferro disponibile fino a pH 9, è la scelta obbligata per fertirrigazione su suoli calcarei e per correzione di clorosi ferrica su drupacee e agrumi del centro-sud Italia. Il costo cresce dall’EDTA all’EDDHA: la scelta è funzione del pH effettivo dell’ambiente di applicazione.

Posso miscelare un fogliare con un fitosanitario nello stesso trattamento?

Spesso sì, ma con cautele. I fogliari minerali a base di azoto, magnesio e microelementi chelati EDTA sono generalmente compatibili con la maggior parte dei fitosanitari. Sono problematici l’acido fosforico (pH molto acido che può degradare alcuni principi attivi), i fogliari con calcio AHA (precipitazione con prodotti contenenti zolfo o fosfati), formulazioni concentrate di rame (incompatibilità con prodotti sensibili a metalli). La regola pratica: leggere le schede tecniche di entrambi i prodotti, controllare le note di miscibilità del fornitore, fare un jar test su piccola scala (1 litro) prima del trattamento esteso, applicare prima il prodotto a maggior volume idrico per evitare precipitazioni concentrate in vasca.

Quante ore prima della pioggia posso fare un fogliare?

Dipende dal prodotto e dalla pioggia attesa. Per la maggior parte dei fogliari minerali bastano 2-4 ore di asciutto dopo il trattamento per garantire un buon assorbimento; oltre quel tempo la pioggia ha effetto modesto sull’efficacia. Per i biostimolanti e gli idrolizzati proteici la finestra è simile, 3-6 ore di asciutto. Le formulazioni con bagnante adesivo offrono resistenza al dilavamento già dopo 1-2 ore. Il DSS Agrimag fornisce le previsioni di pioggia nelle prossime 6-24 ore localizzate sull’appezzamento, consentendo di scegliere la finestra utile con margine di sicurezza adeguato e di non sprecare prodotto in trattamenti vanificati da rovesci imprevisti.

Agrimag distribuisce in tutta Italia i concimi fogliari convenzionali, dai minerali ai chelati, dai biostimolanti ai correttivi specifici. Affianca al catalogo il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl, con previsioni meteo localizzate sull’appezzamento e database aggiornato dei principi attivi consigliati per coltura e fase fenologica.

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