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Piante e colture

Chinotto: pianta, frutto e coltivazione in vaso e in piena terra

MDMassimiliano Dal Pra24 Maggio 2023 · 12 min di lettura
Chinotto: pianta, frutto e coltivazione in vaso e in piena terra

Il chinotto (Citrus myrtifolia) è un piccolo agrume dalla chioma compatta e dalle foglie minute, fitte, simili a quelle del mirto, da cui prende il nome scientifico. Produce frutti tondi, piccoli, di colore arancio intenso a maturazione, con buccia profumata e polpa molto amara e acida: per questo il frutto del chinotto non si mangia crudo, ma è una materia prima pregiata per canditi, sciroppi, confetture, liquori e per la celebre bibita omonima. In Italia la tradizione più nota è quella della riviera savonese, in Liguria, ma la pianta di chinotto si coltiva bene in tutte le zone a clima mite e, grazie alle dimensioni contenute, è uno degli agrumi più adatti alla coltivazione in vaso.

Dal punto di vista agronomico il chinotto si gestisce come gli altri agrumi, con alcune particolarità che conviene conoscere: crescita lenta, chioma naturalmente raccolta che richiede pochissima potatura, frutti che restano a lungo sulla pianta e una buona tolleranza alle condizioni del vaso, purché il substrato sia drenante e l’acqua non sia troppo calcarea.

In sintesi: il chinotto è un agrume ornamentale e da trasformazione che si coltiva in pieno sole, al riparo dai venti freddi, in terreno o substrato ben drenato e subacido; richiede irrigazioni regolari senza ristagni, concimazioni equilibrate da fine inverno a fine estate con attenzione a ferro e magnesio, una potatura minima di pulizia e controlli periodici contro cocciniglie, afidi e minatrice.

In questa guida vediamo come riconoscere la pianta di chinotto, quali sono le caratteristiche del frutto e come si usa, come coltivare il chinotto in vaso e in piena terra, come concimarlo, potarlo e difenderlo dalle principali avversità. È una guida pensata per chi ha una pianta in terrazzo come per chi vuole inserire qualche esemplare in un agrumeto familiare.

Pianta di chinotto (Citrus myrtifolia) carica di frutti arancioni in un giardino ligure sul mare - Agrimag, Corato (BA)
Il chinotto trattiene a lungo i frutti maturi sulla chioma compatta, con foglie fitte simili a quelle del mirto.

Chinotto: che pianta è e come riconoscerla

Il chinotto appartiene alla famiglia delle Rutacee e al genere Citrus, lo stesso di arancio, limone e mandarino. Dal punto di vista botanico è considerato vicino all’arancio amaro, di cui viene spesso indicato come varietà o mutazione. Si presenta come un arbusto o un piccolo albero che in piena terra raggiunge in genere due-tre metri d’altezza, con una crescita lenta e un portamento naturalmente globoso.

Il carattere distintivo è il fogliame: foglie piccole, lanceolate, coriacee, verde scuro e lucide, molto ravvicinate sui rami, quasi prive di spine. Questo aspetto compatto rende la pianta di chinotto molto ornamentale anche quando non è in fruttificazione, come descritto anche nella guida agronomica alla pianta di chinotto. I fiori, bianchi e intensamente profumati come quelli di zagara, compaiono in primavera, spesso riuniti in mazzetti all’apice dei rametti, e in condizioni favorevoli possono comparire rifiorenze nel corso dell’anno.

Chinotto, arancio amaro e kumquat: le differenze

Il chinotto viene spesso confuso con l’arancio amaro e con il kumquat. L’arancio amaro ha foglie più grandi con il picciolo vistosamente alato e frutti più grossi e rugosi. Il kumquat, che oggi la botanica colloca anch’esso nel genere Citrus, ha frutti ovali o tondi molto piccoli con buccia dolce che si mangia intera. Il chinotto si distingue per le foglie fitte da mirto e per i frutti tondi e appiattiti ai poli, più grandi di quelli del kumquat, con buccia aromatica e polpa decisamente amara.

Il frutto del chinotto: caratteristiche e usi

Il frutto del chinotto è una piccola esperide, di qualche centimetro di diametro, tonda e leggermente schiacciata. Da verde diventa arancio intenso con la maturazione, che avviene tra autunno e inverno. Una caratteristica tipica è la persistenza: i frutti maturi restano a lungo attaccati ai rami, così che sulla stessa pianta si possono trovare contemporaneamente fiori, frutti verdi e frutti colorati, con un effetto ornamentale di grande pregio.

La polpa è succosa ma molto acida e amara e la buccia è ricca di oli essenziali aromatici. Per questo il chinotto non è un frutto da tavola: viene raccolto generalmente ancora verde o appena invaiato per la canditura e per la preparazione dei chinotti allo sciroppo e al maraschino, oppure maturo per marmellate, sciroppi, liquori e infusi. Gli estratti aromatici del frutto sono alla base della bibita amaricante che porta il suo nome.

Chi coltiva il chinotto per uso domestico può scegliere il momento della raccolta in base all’impiego: frutti piccoli e verdi per i canditi, frutti pienamente colorati per le confetture. La scheda dedicata al frutto del chinotto e sulla sua gestione e la guida agronomica sul chinotto frutto completano il quadro sugli impieghi.

Clima ed esposizione: dove coltivare il chinotto

Come tutti gli agrumi il chinotto ama il sole e il clima mite. La posizione ideale è in pieno sole, riparata dai venti freddi di tramontana e dalle correnti salmastre più violente, anche se la pianta sopporta discretamente l’aria di mare. Tra gli agrumi è considerato abbastanza resistente al freddo, ma le gelate intense e prolungate danneggiano foglie, rametti e frutti.

In piena terra il chinotto si coltiva senza problemi lungo le coste, nelle zone dei laghi del Nord e in tutto il Centro-Sud a clima mediterraneo. Nelle zone con inverni rigidi conviene coltivarlo in vaso, così da poterlo ricoverare in un ambiente luminoso e fresco, come una serra fredda, una veranda o un vano scale non riscaldato. Va evitato il ricovero in casa riscaldata: il caldo secco e la poca luce causano la caduta delle foglie e favoriscono cocciniglie e ragnetto rosso.

Chinotto in vaso: substrato, rinvaso e irrigazione

Il chinotto in vaso è una delle soluzioni più diffuse, perché la pianta cresce lentamente e mantiene a lungo dimensioni contenute. Il contenitore deve avere fori di drenaggio abbondanti e uno strato di materiale drenante sul fondo. Il substrato ideale è un terriccio per agrumi a reazione subacida, ricco di sostanza organica ben decomposta e alleggerito con pomice o lapillo per garantire un drenaggio rapido.

Il rinvaso si esegue a fine inverno, ogni due-tre anni, passando a un vaso di poco più grande. Sulle piante adulte in contenitori grandi si può limitare il lavoro alla sostituzione dello strato superficiale del substrato. Le irrigazioni devono essere regolari in primavera ed estate, lasciando asciugare in superficie il terriccio tra un intervento e l’altro, e molto ridotte in inverno. Il ristagno idrico nel sottovaso è il nemico principale: provoca asfissia radicale e favorisce i marciumi del colletto.

Un problema frequente è l’acqua di rubinetto molto calcarea, che nel tempo alza il pH del substrato e blocca l’assorbimento del ferro: le foglie giovani ingialliscono mantenendo le nervature verdi, il quadro tipico della clorosi ferrica descritto anche nella guida sulle foglie gialle del limone. Dove possibile conviene usare acqua piovana e correggere la carenza con chelati di ferro stabili anche a pH elevato, come il ferro EDDHA di Seyfer.

Coltivazione del chinotto in piena terra

In piena terra il chinotto preferisce terreni sciolti o di medio impasto, profondi, ben drenati e con reazione da subacida a neutra. I terreni pesanti e argillosi vanno migliorati con sostanza organica e, se necessario, con un drenaggio adeguato, perché l’apparato radicale degli agrumi è molto sensibile all’asfissia. Sui suoli calcarei la clorosi ferrica è frequente e va prevenuta con apporti regolari di sostanza organica e con chelati di ferro.

L’impianto si esegue in primavera, a rischio di gelate superato, aprendo una buca ampia e lasciando il punto d’innesto ben sopra il livello del terreno. Il chinotto commerciale è normalmente innestato su portinnesti comuni per gli agrumi: i polloni che nascono sotto il punto d’innesto vanno eliminati appena compaiono. Nel primo anno le irrigazioni devono essere frequenti e regolari; in seguito la pianta adulta si irriga soprattutto in estate, con volumi abbondanti e turni distanziati, preferibilmente con impianto a goccia che bagna la zona delle radici senza inumidire il colletto.

Una pacciamatura organica alla base, mantenuta a qualche centimetro dal fusto, riduce l’evaporazione, limita le infestanti e migliora nel tempo la struttura del terreno. Per approfondire la gestione della pianta in regime biologico è utile la guida su come trattare la pianta di chinotto in biologico.

Concimazione del chinotto

Il chinotto, come tutti gli agrumi, è una pianta sempreverde con un fabbisogno nutritivo distribuito su gran parte dell’anno e particolarmente esigente in azoto, potassio, magnesio e microelementi, soprattutto ferro, manganese e zinco. La concimazione si concentra nel periodo vegetativo, da fine inverno a fine estate, e si sospende in autunno per non stimolare vegetazione tenera esposta al freddo.

In piena terra si può impostare un apporto di fondo a fine inverno con un concime organico o organo-minerale, seguito da interventi frazionati in primavera ed estate. In vaso, dove le riserve del substrato sono limitate, la soluzione più pratica è la fertirrigazione con concimi idrosolubili completi di microelementi, distribuiti a basse concentrazioni e con regolarità. Un eccesso di azoto produce vegetazione abbondante e tenera, più appetibile per afidi e cocciniglie, mentre il potassio sostiene la qualità e la colorazione dei frutti. I criteri generali per scegliere il prodotto giusto sono descritti nella guida al miglior concime per gli agrumi.

Le carenze si leggono sulle foglie. Ingiallimento uniforme delle foglie vecchie indica carenza di azoto, ingiallimento tra le nervature delle foglie giovani carenza di ferro, una banda gialla a forma di V rovesciata sulle foglie vecchie carenza di magnesio. Intervenire sulla causa, spesso un pH troppo alto o un substrato esaurito, è più efficace che aumentare le dosi di concime.

Potatura del chinotto

Il chinotto ha una chioma naturalmente compatta e ordinata e richiede pochissima potatura. Gli interventi si limitano alla pulizia: eliminazione dei rami secchi, malati o che si incrociano, dei polloni sotto l’innesto e dei succhioni vigorosi che alterano la forma della chioma. Si interviene a fine inverno, a rischio di gelate superato, oppure subito dopo la raccolta principale.

Le potature drastiche vanno evitate perché la pianta cresce lentamente e impiega molto tempo a ricostituire la chioma, riducendo la produzione. Sulle piante in vaso si possono accorciare leggermente i rami più lunghi per mantenere la forma globosa. Le regole generali valide per tutti gli agrumi sono raccolte nelle guide sulla potatura degli agrumi e su quando si potano gli agrumi.

Malattie e parassiti del chinotto

Il chinotto condivide con gli altri agrumi la maggior parte delle avversità. Tra i parassiti animali i più frequenti sono le cocciniglie, in particolare quelle a scudetto e le cotonose, che si annidano sui rami interni e sulla pagina inferiore delle foglie; gli afidi, che colonizzano i germogli primaverili; la minatrice serpentina degli agrumi, Phyllocnistis citrella, le cui larve scavano gallerie argentee nelle foglie giovani; il ragnetto rosso, favorito da clima caldo e secco, soprattutto sulle piante in vaso ricoverate in ambienti poco aerati.

Per la cocciniglia degli agrumi valgono le indicazioni riportate nella guida sulla cocciniglia del limone: controllo costante, pulizia meccanica e trattamenti mirati con olio minerale quando sono presenti le forme giovani. Contro afidi e minatrice la prima difesa è una concimazione equilibrata che non spinga troppo la vegetazione. Ogni prodotto fitosanitario va impiegato solo se autorizzato sulla coltura e secondo etichetta, verificandolo nella banca dati del Ministero della Salute.

Tra le malattie fungine la più insidiosa è il marciume del colletto causato da Phytophthora, legato ai ristagni idrici e all’interramento del punto d’innesto. Si previene con drenaggio, irrigazioni corrette e mantenendo il colletto asciutto. La fumaggine, la patina nera sulle foglie, non è una malattia primaria ma la conseguenza della melata prodotta da cocciniglie e afidi. Chi acquista nuove piante di agrumi dovrebbe scegliere materiale certificato e controllato, nel rispetto delle norme fitosanitarie europee stabilite dal Regolamento (UE) 2016/2031.

Moltiplicazione e raccolta del chinotto

Il chinotto si moltiplica di norma per innesto su portinnesti comuni per gli agrumi, la tecnica che garantisce piante identiche alla madre, entrata in produzione più rapida e maggiore adattabilità ai diversi terreni. La talea semilegnosa è possibile ma più lenta e meno affidabile; la semina, infine, dà piante che impiegano molti anni a fruttificare e non sempre conformi alla pianta di partenza.

La raccolta dipende dall’uso. I frutti destinati alla canditura si staccano ancora verdi e sodi, mentre quelli per confetture, sciroppi e liquori si raccolgono a piena colorazione, tra autunno e inverno. Si recidono con le forbici lasciando un breve tratto di peduncolo, per non lacerare la buccia ed evitare marciumi durante la conservazione. Per un confronto con altre fonti autorevoli sull’agrumicoltura italiana, il CREA dispone di un centro di ricerca dedicato a olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura.

Domande frequenti sul chinotto

Il chinotto si può mangiare crudo?

Il frutto del chinotto non è adatto al consumo crudo come un’arancia o un mandarino, perché la polpa è molto acida e decisamente amara. Non è tossico, ma il sapore lo rende poco gradevole. Il chinotto dà il meglio di sé trasformato: candito, allo sciroppo, in confettura, in liquori e infusi, oppure come ingrediente aromatico in pasticceria. La buccia, ricchissima di oli essenziali, è la parte più pregiata. Per la canditura si raccolgono frutti ancora verdi e sodi, mentre per confetture e sciroppi si preferiscono frutti pienamente colorati.

Come si coltiva il chinotto in vaso?

Il chinotto in vaso cresce bene in un contenitore con ampi fori di drenaggio, riempito con terriccio per agrumi subacido alleggerito con pomice o lapillo. Va posizionato in pieno sole, riparato dai venti freddi, e irrigato con regolarità in primavera ed estate lasciando asciugare la superficie tra un intervento e l’altro, evitando sempre l’acqua nel sottovaso. La concimazione si esegue da fine inverno a fine estate con concimi completi di microelementi. Il rinvaso si fa ogni due-tre anni a fine inverno e in inverno, nelle zone fredde, la pianta va ricoverata in un luogo luminoso e non riscaldato.

Quando matura il chinotto?

Il chinotto fiorisce in primavera e i frutti maturano tra l’autunno e l’inverno, quando assumono un colore arancio intenso. Una caratteristica della pianta è che i frutti maturi restano a lungo attaccati ai rami, per cui spesso si trovano insieme fiori, frutti verdi e frutti già colorati. Il momento della raccolta dipende dall’uso: per i canditi e i chinotti allo sciroppo si raccolgono frutti ancora verdi, mentre per marmellate, sciroppi e liquori si attende la piena maturazione. I frutti si staccano con le forbici lasciando un breve peduncolo.

Perché le foglie del chinotto ingialliscono?

Le cause più frequenti dell’ingiallimento delle foglie del chinotto sono tre. Se ingialliscono le foglie giovani mentre le nervature restano verdi si tratta in genere di clorosi ferrica, causata da acqua o terreno troppo calcarei, che si corregge con chelati di ferro EDDHA e con acqua piovana. Se ingialliscono in modo uniforme le foglie vecchie manca spesso azoto, mentre una banda gialla a V sulle foglie vecchie indica carenza di magnesio. Ingiallimento con caduta delle foglie e terriccio sempre bagnato segnala invece un ristagno idrico e un possibile danno alle radici.

Il chinotto resiste al freddo?

Il chinotto è tra gli agrumi più rustici, ma resta una pianta di clima mite. Sopporta brevi abbassamenti di temperatura, mentre gelate intense e prolungate danneggiano foglie, rametti e frutti. In piena terra si coltiva senza problemi lungo le coste, nelle zone dei laghi e nel Centro-Sud a clima mediterraneo. Dove gli inverni sono rigidi conviene coltivarlo in vaso e ricoverarlo in un ambiente luminoso e fresco, come una veranda o una serra fredda, evitando gli ambienti riscaldati che causano caduta delle foglie e attacchi di parassiti.

Agrimag, con sede a Corato (BA), supporta chi coltiva agrumi con la linea di nutrizione professionale SKL, che comprende concimi idrosolubili e chelati di microelementi adatti alla fertirrigazione del chinotto in vaso e in piena terra, e con il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS sviluppato da Spagro Srl, con meteo localizzato e modelli previsionali per programmare irrigazioni e difesa. Spediamo in tutta Italia, anche su bancale per le quantità professionali.


MDScritto daMassimiliano Dal Pra Dubbi? Chiedi a un tecnico

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