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Fertirrigazione No Bio

La categoria Fertirrigazione No Bio raccoglie i concimi idrosolubili di origine convenzionale dedicati alla distribuzione attraverso l’impianto irriguo: NPK cristallini (20-20-20, 13-40-13, 13-2-44, 16-8-32, 9-46-15), nitrato di potassio, nitrato di calcio, fosfato monopotassico (MKP), urea fosfata, solfato di magnesio idrosolubile, microelementi chelati EDTA e DTPA. Sono prodotti tecnici, ad alta purezza e solubilità, pensati per impianti a goccia, ali gocciolanti e fertirrigazione di precisione su orticole intensive, frutticoltura specializzata e vivaismo. La formulazione cristallina garantisce assenza di residui in vasca di miscelazione e nessun rischio di intasamento dei gocciolatori.

NPK cristallini: titoli e impieghi tipo

Gli NPK cristallini sono la base della fertirrigazione moderna. Il 20-20-20 è il titolo bilanciato per uso generale, particolarmente nelle fasi di sviluppo vegetativo e in mantenimento; il 13-40-13 e il 9-46-15 sono ricchi di fosforo per la fase di radicamento, fioritura e allegagione; il 13-2-44 e il 16-8-32 sono ad alto potassio per ingrossamento frutto, qualità e shelf-life; il 25-5-5 o 20-5-10 sono concimi azotati per la spinta vegetativa post-trapianto o post-stress. La scelta del titolo non è mai casuale: deriva dall’analisi fogliare, dalla fase fenologica, dal piano nutrizionale costruito sulla coltura specifica. La purezza dei sali e la qualità dei materiali influiscono direttamente sulla solubilità e sull’assenza di residui in impianto.

Sali specifici e correttivi acidificanti

Oltre agli NPK bilanciati, la fertirrigazione di precisione utilizza sali specifici per esigenze particolari. Il nitrato di potassio è la fonte di potassio prontamente disponibile più utilizzata in fasi di ingrossamento; il nitrato di calcio apporta calcio solubile per la prevenzione di carenze (marciume apicale del pomodoro, butteratura amara della mela); il fosfato monopotassico MKP 52-34 è la fonte concentrata di fosforo e potassio prive di azoto, utile in fase di pre-fioritura; il solfato di magnesio idrosolubile (epsomite) corregge le carenze di magnesio. Per acidificare le acque irrigue durificate (con bicarbonati elevati che precipitano in vasca e intasano i gocciolatori) si usa acido fosforico, acido nitrico o miscele specifiche; il pH ottimale della soluzione nutritiva è tra 5,5 e 6,5.

Errori comuni in fertirrigazione

Tre errori frequenti riducono drasticamente l’efficienza. Il primo è la mancata analisi dell’acqua irrigua: bicarbonati, salinità, sodio, cloruri e durezza condizionano la scelta dei sali, la necessità di acidificare e la conducibilità (EC) target della soluzione. Il secondo è la sovra-concimazione: dosi unitarie elevate per pochi interventi sono meno efficaci e più dispendiose di dosi piccole e frequenti calibrate sulla fase. Il terzo è la mancata calibratura dell’impianto: portate non uniformi sui gocciolatori, pressioni sbagliate, filtri non puliti rendono inutile qualsiasi calcolo di concimazione su carta. La pulizia stagionale dell’impianto con acido nitrico o cloridrico è una buona pratica per mantenere la portata e la durata dei materiali.

Microelementi chelati per fertirrigazione

Le carenze di microelementi (ferro, manganese, zinco, rame, boro) si manifestano spesso su orticole intensive e frutticoltura su suoli con pH non ottimale. In fertirrigazione si usano principalmente chelati EDTA per suoli e acque a pH 5-7, DTPA per pH 7-7,5, EDDHA per pH 7-9 (caso classico: ferro su drupacee del centro-sud Italia). I formulati commerciali sono miscele bilanciate (Multimicro, Micromix EDTA) o singoli microelementi per correzioni mirate (Seyfer 320 per ferro EDDHA, Boro Complex per boro). La distribuzione in fertirrigazione garantisce un assorbimento radicale costante, alternativa più efficace al fogliare per carenze gravi o ricorrenti, ma richiede attenzione al pH della soluzione per mantenere il chelato stabile.

Il DSS Agrimag per la fertirrigazione di precisione

Il DSS Agrimag, sviluppato da Spagro Srl, supporta la fertirrigazione attraverso previsioni meteo localizzate (temperatura, ETP, piogge attese), modelli di sviluppo della coltura per anticipare le fasi fenologiche critiche, database dei principi attivi con titoli, solubilità, compatibilità in miscela. Particolarmente utile per le orticole in serra dove la fertirrigazione è continua e l’aggiustamento settimanale dei titoli e delle EC sulla coltura in corso fa la differenza tra un raccolto ordinario e uno qualitativamente elevato. L’integrazione con i sistemi di gestione del clima e dell’irrigazione consente di chiudere il ciclo decisionale dato-azione in tempo reale.

Domande frequenti

Quale titolo NPK scegliere per la fertirrigazione di un pomodoro in serra?

Il pomodoro in serra ha esigenze nutrizionali che cambiano nel ciclo. Nella fase di post-trapianto e sviluppo vegetativo serve un titolo equilibrato o leggermente azotato (20-20-20, 18-18-18, 22-11-11) per sostenere lo sviluppo della pianta. In pre-fioritura e fioritura si sposta verso titoli più fosfatici (13-40-13 o aggiunta di MKP) per favorire la differenziazione fiorale. In allegagione e ingrossamento frutto si privilegia il potassio (13-2-44, 12-4-36) integrato con nitrato di calcio per prevenire il marciume apicale e con magnesio per evitare gli ingiallimenti internervali. L’EC della soluzione nutritiva varia da 1,8-2,2 mS/cm in vegetazione fino a 2,8-3,2 mS/cm in piena produzione, in funzione di varietà e condizioni climatiche.

Come si gestisce l’acqua dura in fertirrigazione?

L’acqua dura, con bicarbonati elevati (oltre 200-250 mg/l) e pH superiore a 7,5, causa precipitazioni di sali in vasca (carbonato di calcio, fosfati), intasamento di filtri e gocciolatori, alterazione del pH ottimale per l’assorbimento radicale. La gestione richiede analisi chimica dell’acqua (bicarbonati, calcio, magnesio, sodio, cloruri, EC), acidificazione con acido fosforico o acido nitrico per portare il pH della soluzione nutritiva tra 5,5 e 6,5 e neutralizzare almeno una parte dei bicarbonati, scelta dei sali compatibili (nitrato di calcio in linea separata da fosfati e solfati per evitare precipitazioni), pulizia stagionale dell’impianto con acido cloridrico al 5-10% per rimuovere depositi. La conducibilità deve essere monitorata in modo costante.

Posso miscelare nitrato di calcio e solfato di magnesio in vasca?

No. Il nitrato di calcio e il solfato di magnesio (o qualsiasi solfato) precipitano in soluzione concentrata formando solfato di calcio (gesso), insolubile, che intasa i gocciolatori. La regola in fertirrigazione professionale è separare i concimi in due vasche: vasca A con nitrato di calcio (eventualmente con chelati di ferro EDDHA, non compatibili con fosfati), vasca B con tutti gli altri sali compresi solfati, fosfati, nitrati e cloruri di potassio. Le due soluzioni vengono iniettate insieme nella linea irrigua attraverso pompe dosatrici proporzionali, dove la diluizione finale (1:100, 1:200) impedisce la formazione di precipitati. La vasca C dedicata all’acidificante separa ulteriormente acidi forti da soluzioni concentrate.

Come si calcola la EC corretta della soluzione nutritiva?

La conducibilità elettrica (EC) della soluzione nutritiva è funzione di coltura, fase fenologica, condizioni climatiche e qualità dell’acqua di partenza. Si parte dalla EC dell’acqua irrigua (in genere 0,3-0,8 mS/cm per acque dolci, 1,5-2,5 per acque saline) e si aggiunge la EC dovuta ai concimi disciolti. I target tipici: 1,5-2,0 mS/cm per fasi vegetative su orticole, 2,2-2,8 in piena produzione su pomodoro e peperone in serra, 0,8-1,2 su giovani piante in vivaio, 1,8-2,4 su fragola. EC eccessive (oltre 3,5 in colture sensibili) causano stress salino e blocco dell’assorbimento radicale; EC troppo basse impediscono il corretto apporto nutritivo. Il monitoraggio settimanale della EC del drenaggio (in fuori-suolo) o del bulbo bagnato è la verifica operativa più importante.

Agrimag distribuisce in tutta Italia i concimi idrosolubili per fertirrigazione di origine convenzionale: NPK cristallini, nitrati specifici, fosfati, microelementi chelati. Affianca al catalogo il sistema di supporto decisionale Agrimag DSS, sviluppato da Spagro Srl, con previsioni meteo localizzate sull’appezzamento, modelli di sviluppo della coltura e database dei principi attivi con titoli e compatibilità in miscela.

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