Tentredine o oplocampa del pero (Hoplocampa brevis)

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Identificazione dei sintomi

Il danno si manifesta sui frutti. I frutti attaccati arrestano lievemente il loro sviluppo evidenziando una leggera deformazione inoltre presentano segni di rosura oppure foro di uscita. In ogni caso i frutticini sono perduti e cascolano.

Descrizione dei danni arrecati

Gli attacchi primari e secondari comportano la caduta dei frutti.

Lotta

la lotta si effettua facendo un monitoraggio della popolazione, mediante l’utilizzazione di trappole cromotropiche. Il monitoraggio si esegue in prefioritura. Le trappole vengono installate nella prima metàdi marzo (2 per appezzamento). Si interviene quando le catture superano 10-20 adulti per trappola

Descrizione fisica

  • Adulto; da 4 a 5 mm di lunghezza. Giallo rossastro, zampe gialle, ali ialine.
  • Uova: 1 mm di lunghezza.
  • Larva: falso bruco da 8 a 12 mm di lunghezza. Testa bruno rossastra, corpo giallo grigiastro.

Ciclo biologico

Sverna nel terreno allo stadio di larva matura. In primavera gli adulti ovidepongono sulle strutture fiorali alla base dei sepali. Le larve dopo aver visitato più frutti, raggiungono la maturità e si riparano nel terreno dove svernano. L’oplocampa compie una sola generazione all’anno.

Ciclo biologico

  • 1 generazione annuale.
  • L’adulto appare verso la fine di marzo – inizi di aprile. Il volo è scaglionato su un periodo dai 4 ai 20 giorni. La femmina depone nei bottoni floreali allo stadio G; pratica un’incisione obliqua verso il centro del calice con l’aiuto del suo ovopositore e depone un uovo sotto l’epidermide tra i due sepali. L’uovo si ingrandisce e la schiusura avviene quando il Pero è allo stadio G. La larva scava una galleria sotto l’epidermide sulla circonferenza del giovane frutto alla base dei sepali che si infeltriscono, poi si dirige verso il centro del frutto e ne rosicchia i semi (attacco primario). In seguito esce dal frutto vicino ai sepali e si porta su un altro frutto/attacco secondario ,raramente si sposto su un terzo. Poi si lascia cadere al suolo dove sprofonda costruendosi un bozzolo setoso. Resta in diapausa fino al mese di febbraio a qualche cm nel suolo, poi passa alla ninfosi in primavera.

Descrizione biologica

  • Pianta ospitante: PERO.
  • L’adulto si nutre di polline. I maschi sono rari, la riproduzione è soprattutto partenogenetica.
  • Uova: durata dell’ evoluzione da 10 a 13 giorni.
  • Larva: durata dello sviluppo 20 giorni; 4 mute.

Approfondimento

Tentredine del pero: efficacia di prodotti per la difesa e applicazioni di
nematodi

A. Reggiani, Centro Agricoltura Ambiente
G. Curto, Servizio Fitosanitario Regione Emilia Romagna
S. Vergnani, CRPV

 

La tentredine del pero Hoplocampa brevis è un imenottero tentredinide che in alcuni Paesi del bacino del Mediterraneo, compresa l’Italia, è fonte di consistenti danni produttivi. Il fitofago può comparire in gran numero in certe annate, mentre in altre il danno è trascurabile. Dato il carattere aggregato delle sue popolazioni le infestazioni solitamente sono localizzate in determinate zone e, nell’ambito del frutteto stesso, possono essere attaccate solo determinate varietà. Le situazioni di maggior rischio si verificano in annate “di scarica” e in caso di scarsa allegagione.

In agricoltura biologica la difesa dalla tentredine viene realizzata con trattamenti posizionati a inizio e fine fioritura utilizzando prodotti di origine naturale. Attraverso prove pluriennali è stata valutata l’efficacia di diversi prodotti insetticidi in ragione dell’epoca di applicazione e verificata la possibilità di applicare con successo ceppi di nematodi entomopatogeni.

 

Prodotti insetticidi

Rotenone, senza alcuna differenza fra formulazioni in polvere e liquide, è il principio attivo di riferimento; alternative d’interesse sono Legno quassio (è stata testata un formulazione particolarmente efficace ma non ancora in commercio) e Piretro naturale con l’aggiunta di Olio minerale. Il confronto fra due formulati di Piretro, con e senza Piperonil Butossido, entrambi miscelati con olio minerale, non ha evidenziato differenze. Relativamente alla tempistica di applicazione il peso dei trattamenti di pre e post fioritura cambia, nelle diverse annate, in funzione dell’inizio dei voli di tentredine rispetto alla fioritura.

 

Applicazioni di nematodi: saggi di laboratorio e di semicampo

Rilevando la mortalità dell’insetto test Galleria mellonella è stato dimostrato che i nematodi (Heterorhabditis sp.), posti in condizioni termo-igrometriche ottimali, mantengono pressoché inalterata nel terreno la loro attività per almeno 2 settimane, periodo sufficiente per coprire l’arco temporale in cui la maggior parte della popolazione larvale della tentredine abbandona i frutti per portarsi nel terreno. Inoltre, operando in condizioni controllate, le applicazioni dei nematodi al terreno hanno portato ad elevata mortalità delle larve mature di tentredine artificialmente immesse. L’applicazione di nematodi ai frutti ha evidenziato la capacità di diverse specie di nematodi (Steinernema carpocapsae, S. feltiae e Heterorhabditis megidis) di entrare nei frutti bacati: infatti, nelle tesi trattate sono stati ritrovati nematodi vitali all’interno di un liquido mucillaginoso presente sul fondo della cavità scavata dalla larva di tentredine.

 

Applicazioni di nematodi: prove di campo

I trattamenti fogliari con nematodi sono stati eseguiti in post fioritura alla comparsa dei fori nei frutticini, ossia nel momento in cui le larve di tentredine effettuano il passaggio da un frutticino ad un altro. Pur lavorando con alti volumi di bagnatura, la presenza di nematodi all’interno dei frutti è stata riscontrata solamente nelle annate in cui c’è stata la concomitante presenza di pioggia al momento dei trattamenti.

I nematodi al terreno, invece, sono stati applicati sotto la proiezione della chioma bagnando il terreno prima e dopo il trattamento. Le prove non hanno fornito alcuna risposta positiva probabilmente perché le condizioni sperimentali nelle quali sono state realizzate le prove non sono state quelle ottimali per l’assenza di piogge nel periodo successivo all’applicazione; nonostante ciò la tecnica lascia intravedere notevoli potenzialità e sarà cura delle prossime osservazioni verificarne la fattibilità.




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