Le solanacee sono la famiglia botanica più importante dell’orto italiano: pomodoro, patata, melanzana, peperone e peperoncino da soli occupano gran parte delle superfici orticole del Paese e quasi tutte le aiuole estive delle famiglie. Eppure molti orticoltori scoprono solo dopo qualche stagione di problemi che queste colture, così diverse nell’aspetto, condividono gli stessi parassiti, le stesse malattie del terreno e gli stessi errori di concimazione.
Le solanacee (famiglia Solanaceae) sono piante dicotiledoni che comprendono pomodoro, patata, melanzana, peperone, peperoncino, alchechengi e goji, ma anche tabacco, petunia e specie velenose come belladonna e datura; dal punto di vista agronomico vanno trattate come un unico gruppo, perché condividono patogeni, parassiti e alcaloidi, e non vanno mai coltivate in successione sullo stesso terreno.
In questa guida trovi cosa sono le solanacee e come si riconoscono, l’elenco completo degli ortaggi e degli alimenti solanacei, le piante ornamentali e tossiche della famiglia, il ruolo degli alcaloidi, le regole di rotazione, le principali avversità comuni e le esigenze nutritive che le accomunano. È lo schema che serve per pianificare l’orto e le rotazioni aziendali partendo dalla botanica, invece che dall’abitudine.

Solanacee: cosa sono e come si riconoscono
Le Solanaceae sono una famiglia di piante dicotiledoni che comprende circa cento generi e alcune migliaia di specie, distribuite in tutto il mondo ma con il centro di diversità nell’America centrale e meridionale. È da lì che arrivano quasi tutte le solanacee alimentari: pomodoro, patata e peperone sono piante del Nuovo Mondo, giunte in Europa dopo il Cinquecento. Fa eccezione la melanzana, domesticata in Asia.
I caratteri comuni che permettono di riconoscere le solanacee sono soprattutto nel fiore:
- fiore a simmetria raggiata con cinque petali saldati, a forma di stella, di campana o di imbuto;
- cinque stami spesso riuniti a cono attorno allo stilo, come si vede bene nel fiore giallo del pomodoro o in quello viola della patata;
- ovario supero che diventa una bacca, come nel pomodoro, nella melanzana e nel peperone, o una capsula, come nel tabacco e nella datura;
- foglie alterne, spesso con odore caratteristico quando vengono strofinate.
Il genere più ampio è Solanum, che riunisce pomodoro, patata, melanzana e molte specie spontanee. Per un approfondimento sul genere puoi leggere la nostra guida al Solanum.
Solanacee elenco: gli ortaggi e la frutta della famiglia
Ecco l’elenco delle solanacee alimentari più diffuse, con il nome scientifico e la parte consumata.
Ortaggi solanacei
- Pomodoro (Solanum lycopersicum): bacca; in tutte le sue tipologie, dal ciliegino al San Marzano, dai pomodorini neri ai pomodori da industria.
- Patata (Solanum tuberosum): tubero, cioè un fusto sotterraneo modificato, non una radice.
- Melanzana (Solanum melongena): bacca; tecnica colturale nella guida alla melanzana.
- Peperone (Capsicum annuum): bacca, dolce nelle varietà prive di capsaicina, come il corno di toro.
- Peperoncino (Capsicum annuum, C. chinense, C. frutescens, C. baccatum e C. pubescens): bacca piccante per la presenza di capsaicinoidi.
Frutti e bacche solanacee
- Alchechengi (Physalis peruviana e P. alkekengi): bacca racchiusa in un calice rigonfio simile a una lanterna di carta.
- Tomatillo (Physalis philadelphica): base delle salse verdi messicane.
- Goji (Lycium barbarum): bacca rossa allungata di un arbusto legnoso.
- Pepino (Solanum muricatum) e tamarillo (Solanum betaceum): frutti esotici coltivati anche nel Sud Italia in piccole superfici.
Spezie solanacee
Paprika, peperoncino di Cayenna, chili in polvere e peperoncino affumicato derivano tutti dal genere Capsicum e sono quindi solanacee.
Cosa non è una solanacea
Alcuni alimenti vengono spesso inseriti per errore negli elenchi delle solanacee. La patata dolce o batata appartiene alle Convolvulaceae; il pepe nero è una Piperaceae; zucchine e cetrioli sono Cucurbitaceae; il topinambur è una Asteraceae. Ai fini delle rotazioni e delle diete, queste colture non vanno quindi considerate solanacee.
Solanacee ornamentali, spontanee e velenose
Accanto alle specie alimentari, la famiglia comprende piante ornamentali molto diffuse e alcune delle specie più tossiche della flora europea.
- Ornamentali: petunia, surfinia, calibrachoa, brugmansia (trombone degli angeli), solanum jasminoides, nicotiana ornamentale.
- Coltura industriale: tabacco (Nicotiana tabacum).
- Spontanee e infestanti: morella (Solanum nigrum), dulcamara (Solanum dulcamara), stramonio (Datura stramonium).
- Specie velenose: belladonna (Atropa belladonna), giusquiamo (Hyoscyamus niger), mandragora (Mandragora officinarum), datura.
Le infestanti solanacee hanno un’importanza agronomica spesso sottovalutata. La morella e lo stramonio ospitano gli stessi virus, nematodi e insetti delle solanacee coltivate e funzionano da serbatoio tra una coltura e l’altra. Lo stramonio, inoltre, produce semi ricchi di alcaloidi tropanici che possono contaminare i raccolti di cereali e legumi se le infestazioni non vengono controllate.
Gli alcaloidi delle solanacee: solanina, tomatina, capsaicina
Una caratteristica distintiva delle solanacee è la produzione di alcaloidi e glicoalcaloidi, molecole di difesa contro insetti, funghi ed erbivori. Nelle specie alimentari sono presenti in quantità trascurabili nelle parti consumate, ma possono diventare rilevanti in situazioni precise.
- Solanina e caconina nella patata: si concentrano nella buccia, nei germogli e nelle parti verdi. Il verdeggiamento dei tuberi esposti alla luce è un segnale visivo di accumulo: le parti verdi e i germogli vanno eliminati. Per questo le patate si rincalzano in campo e si conservano al buio.
- Tomatina nel pomodoro: presente soprattutto nelle foglie, nei fusti e nei frutti immaturi; diminuisce durante la maturazione.
- Capsaicinoidi nei peperoncini: responsabili della piccantezza, si concentrano nella placenta e nei setti interni della bacca più che nei semi.
- Nicotina nel tabacco e alcaloidi tropanici (atropina, scopolamina, iosciamina) in belladonna, datura, giusquiamo e mandragora, responsabili della loro elevata tossicità.
Dal punto di vista agronomico, gli alcaloidi spiegano perché foglie e steli delle solanacee non si usano come foraggio e perché il materiale vegetale di scarto va compostato correttamente. Sul fronte alimentare, l’EFSA ha valutato i rischi dei glicoalcaloidi nelle patate e degli alcaloidi tropanici negli alimenti.
Una nota sulle diete senza solanacee: per la popolazione generale non ci sono evidenze solide che pomodoro, patata, melanzana e peperone causino infiammazione. Chi ha indicazioni mediche specifiche deve seguire le indicazioni del proprio medico, non gli elenchi trovati in rete.
Rotazione delle solanacee: perché non vanno mai coltivate in successione
La regola più importante per chi coltiva solanacee è la rotazione. Pomodoro, patata, melanzana e peperone sono ospiti degli stessi patogeni del terreno e degli stessi parassiti. Coltivare patate dove l’anno prima c’erano pomodori equivale, per i funghi e i nematodi, a lasciare la stessa coltura sullo stesso terreno.
Le principali avversità condivise sono:
- Funghi tellurici: verticillium, fusarium, rizottonia e sclerotinia, che sopravvivono nel terreno per anni.
- Nematodi galligeni (Meloidogyne spp.): formano galle sulle radici e si moltiplicano a ogni ciclo di solanacee, soprattutto nei terreni sabbiosi del Sud.
- Peronospora (Phytophthora infestans): la stessa specie colpisce pomodoro e patata; un campo di patate infetto è una fonte di inoculo per i pomodori vicini.
- Dorifora (Leptinotarsa decemlineata): attacca patata e melanzana. Su biologia e difesa trovi la guida alla dorifora della patata.
- Tignola del pomodoro (Tuta absoluta): può svilupparsi anche su patata, melanzana e solanacee spontanee.
- Virus trasmessi da tripidi, afidi e aleurodidi, o per contatto, come il virus della maculatura bronzea (TSWV) e il virus del frutto rugoso bruno del pomodoro (ToBRFV), organismo regolamentato nell’Unione europea.
Come impostare la rotazione
La regola pratica è non tornare con una solanacea sullo stesso terreno prima di tre o quattro anni, alternando famiglie diverse: leguminose come fagioli, piselli e fave, che lasciano azoto; brassicacee come cavoli e rucola; cucurbitacee; liliacee come aglio e cipolla; cereali o sovesci. Nell’orto familiare il metodo più semplice è dividere lo spazio in quattro settori e far ruotare le famiglie ogni anno.
Quando la rotazione non è possibile, come nelle serre specializzate, servono innesti su portinnesti resistenti, solarizzazione estiva del terreno, sovesci biocidi e, nei casi più gravi, prodotti specifici della categoria nematocidi usati secondo etichetta.
Anche le infestanti solanacee, come la morella, vanno gestite: un campo “in rotazione” ma pieno di morella continua a mantenere virus e nematodi.
Concimi per solanacee: potassio, calcio e azoto equilibrato
Le solanacee da frutto hanno esigenze nutritive simili, con alcune costanti che conviene conoscere prima di scegliere i concimi.
Potassio: la qualità del frutto
Pomodoro, melanzana, peperone e patata sono colture potassiofile. Il potassio regola il trasporto degli zuccheri, la colorazione dei frutti, il residuo secco e la conservabilità dei tuberi. Le esigenze aumentano dall’allegagione in poi. In fertirrigazione si usano concimi ad alto contenuto di potassio, preferendo le forme solfatiche o nitriche a quelle cloruriche sulle colture sensibili al cloro.
Calcio: il marciume apicale
Il marciume apicale di pomodoro e peperone, con la macchia scura e infossata all’estremità del frutto, è una fisiopatia da carenza localizzata di calcio, non una malattia. Il calcio si muove nella pianta con il flusso traspirativo e raggiunge con difficoltà i frutti in rapido accrescimento. La causa più frequente non è la mancanza di calcio nel terreno ma l’irrigazione irregolare, l’eccesso di azoto ammoniacale o di potassio e la salinità. Si previene con irrigazioni costanti e, quando serve, con apporti mirati di concimi a base di calcio in fertirrigazione o per via fogliare.
Azoto: né poco né troppo
L’eccesso di azoto nelle solanacee produce piante rigogliose ma con meno fiori, allegagione scarsa, frutti più sensibili alle malattie e maggiore attrattività per afidi e acari. Nella patata ritarda la tuberizzazione e peggiora la conservabilità. L’azoto va dosato sulle asportazioni attese e frazionato nella prima parte del ciclo. Per scelte specifiche puoi leggere le guide al miglior concime per pomodori e alla concimazione delle patate.
Fosforo e microelementi
Il fosforo è importante soprattutto al trapianto e nelle prime fasi, per lo sviluppo radicale. Tra i microelementi, il magnesio e il ferro sono i più spesso carenti, il primo nei terreni sabbiosi e ricchi di potassio, il secondo nei terreni calcarei.
Agrimag distribuisce la linea professionale SKL di Spagro Srl, che comprende NPK idrosolubili HydroBlend, MKP 52-34, Calcio Complex e chelati di microelementi utilizzabili su tutte le solanacee secondo le dosi riportate in etichetta.
Malattie fungine comuni alle solanacee
Oltre ai patogeni del terreno, le solanacee condividono diverse malattie della parte aerea:
- Peronospora: macchie brune e umide su foglie, steli e frutti, con muffa biancastra sulla pagina inferiore in condizioni umide. È la malattia più distruttiva di pomodoro e patata. La difesa si basa su prevenzione, monitoraggio meteo e prodotti rameici o specifici. Sui prodotti rameici trovi la guida all’ossicloruro di rame.
- Alternariosi: macchie scure con anelli concentrici sulle foglie più vecchie, favorita da caldo e alternanza di umido e secco.
- Oidio: frequente su peperone e pomodoro in coltura protetta.
- Muffa grigia (Botrytis cinerea): su fiori, frutti e ferite di potatura in ambienti umidi e poco aerati.
Per queste malattie la difesa più efficace parte dalle previsioni: le infezioni di peronospora dipendono da temperature e bagnatura fogliare, ed è proprio qui che lavora Agrimag DSS, il sistema di supporto decisionale sviluppato da Spagro Srl, che integra meteo localizzato e modelli previsionali per le principali fitopatie, compresa l’alternaria della patata.
Come organizzare l’orto di solanacee: schema pratico
Mettendo insieme botanica, rotazione e nutrizione, la gestione delle solanacee nell’orto si può riassumere in cinque regole:
- considerare pomodoro, patata, melanzana, peperone e peperoncino come un’unica coltura ai fini della rotazione;
- non tornare sullo stesso terreno prima di tre o quattro anni;
- eliminare le solanacee spontanee ai bordi e dentro l’orto;
- concimare con potassio e calcio adeguati e azoto misurato, irrigando in modo regolare;
- monitorare peronospora, tignola e dorifora a partire dalle condizioni meteo e dalle trappole, non dal calendario.
Per un inquadramento generale delle regole sulla difesa sostenibile e dell’uso dei prodotti fitosanitari si può consultare il portale del CREA. Un approfondimento sulla regolamentazione europea degli organismi nocivi da quarantena è disponibile su EUR-Lex (Reg. UE 2016/2031).
Domande frequenti
Quali sono le solanacee da mangiare?
Le solanacee commestibili più diffuse sono pomodoro, patata, melanzana, peperone e peperoncino. A queste si aggiungono frutti meno comuni come alchechengi, tomatillo, goji, pepino e tamarillo, e spezie come paprika e peperoncino di Cayenna, che derivano dal genere Capsicum. Non sono invece solanacee la patata dolce, che appartiene alle Convolvulaceae, il pepe nero, che è una Piperaceae, zucchine e cetrioli, che sono Cucurbitaceae. Nelle solanacee alimentari si consumano soprattutto le bacche, come nel pomodoro e nel peperone, oppure i tuberi, come nella patata, mentre foglie e steli non vanno consumati per la presenza di alcaloidi.
Perché le solanacee vanno ruotate?
Le solanacee vanno ruotate perché pomodoro, patata, melanzana e peperone condividono gli stessi funghi del terreno, gli stessi nematodi galligeni, la stessa peronospora e diversi insetti come dorifora e tignola del pomodoro. Coltivarle in successione sullo stesso appezzamento fa accumulare questi organismi anno dopo anno, con piante sempre più deboli e rese in calo. La regola pratica è non tornare con una solanacea sullo stesso terreno prima di tre o quattro anni, alternando leguminose, brassicacee, cucurbitacee, liliacee e cereali. Vanno eliminate anche le solanacee spontanee, come la morella, che mantengono vivi parassiti e virus tra una coltura e l’altra.
Le solanacee sono velenose?
Le solanacee alimentari sono sicure nelle parti normalmente consumate, ma la famiglia comprende anche alcune delle piante più velenose della flora europea, come belladonna, datura, giusquiamo e mandragora, ricche di alcaloidi tropanici. Anche nelle specie coltivate ci sono parti da evitare: le parti verdi e i germogli della patata contengono solanina, le foglie e i fusti del pomodoro contengono tomatina. Per questo le patate verdi o germogliate vanno pulite accuratamente e conservate al buio. Le solanacee spontanee come morella e stramonio vanno tenute lontane da orti e campi di cereali, dove i loro semi possono contaminare il raccolto.
Qual è il miglior concime per le solanacee?
Il miglior concime per le solanacee è quello che rispetta le loro esigenze tipiche: buona disponibilità di potassio, apporto adeguato di calcio e azoto misurato. Il potassio migliora qualità, colore e conservabilità dei frutti e dei tuberi, il calcio previene il marciume apicale di pomodoro e peperone, mentre l’azoto in eccesso riduce l’allegagione e aumenta afidi e malattie. Alla preparazione del terreno è utile una base organica ben matura, poi si interviene in fertirrigazione con concimi idrosolubili a più alto tenore di potassio dall’allegagione in avanti. Le dosi vanno calibrate sull’analisi del terreno e sulle indicazioni di etichetta.
La patata dolce è una solanacea?
No, la patata dolce o batata non è una solanacea. Appartiene alla famiglia delle Convolvulaceae, la stessa del convolvolo, e la parte consumata è una radice tuberizzata, mentre la patata comune è un tubero, cioè un fusto sotterraneo modificato, ed è una solanacea del genere Solanum. Questa differenza ha conseguenze pratiche: la patata dolce non condivide con pomodoro, melanzana e peperone la peronospora e molti dei parassiti tipici delle solanacee, quindi nelle rotazioni si può considerare una famiglia diversa. Anche dal punto di vista alimentare le due piante hanno composizione e caratteristiche differenti.
Agrimag, con sede a Corato (BA), distribuisce in tutta Italia concimi idrosolubili, concimi a base di calcio e potassio, prodotti per la difesa delle orticole e la linea di nutrizione professionale SKL, affiancati dal sistema di supporto decisionale Agrimag DSS sviluppato da Spagro Srl. Per le aziende orticole sono disponibili formati professionali e spedizioni su bancale.
sono Affetto da colecistite acuta, per cortesia potrei sapere quali Solanacee sono da evitare e quali da assumere. Grazie
Caro Pedini Giancarlo,
Grazie per il tuo commento e per aver condiviso la tua situazione di salute. In caso di colecistite acuta, è importante consultare il proprio medico curante o un dietologo per ottenere consigli specifici sulla dieta da seguire. Tuttavia, posso dirti che generalmente si consiglia di evitare alimenti ricchi di grassi e fritti, che possono peggiorare i sintomi.
Per quanto riguarda le Solanacee, alcune varietà come pomodori, peperoni, melanzane e patate, potrebbero contenere sostanze che irritano la cistifellea e quindi potrebbero essere meglio evitarle durante un attacco acuto di colecistite. Tuttavia, ogni persona reagisce in modo diverso, quindi è importante ascoltare il proprio corpo e osservare come reagisce all’assunzione di questi alimenti.
Ti consiglio di parlare con il tuo medico per ottenere una lista di alimenti specifici da evitare e, se possibile, di lavorare con un nutrizionista per creare un piano alimentare personalizzato che supporti la tua salute e il tuo benessere.
Auguri per una pronta guarigione.
Cordiali saluti.